Telecom: i cellulari saranno portafogli

L'incumbent (ri)propone il concetto di borsellino elettronico. Che sia a credito o a debito, il pagamento passa dal proprio telefonino. Il futuro? Near Field Communication

Roma – Non ci saranno scuse per non pagare la cena: basterà uno squillo a distinguere i tirchi dai generosi. Telecom si appresta infatti a lanciare (o meglio a rilanciare ) il concetto di borsellino elettronico nella vita di tutti i suoi clienti, abbinando il pagamento al telefonino degli abbonati al servizio.

Previo accordo con la propria banca, sarà possibile associare al proprio numero di cellulare le funzioni di carta di credito oppure di debito (la ricaricabile in stile Postepay). In questo modo sarà possibile effettuare pagamenti di ogni tipo, che si tratti di un biglietto del tram o dell’aereo, semplicemente digitando sulla tastiera del telefonino e attingendo dal proprio conto corrente.

Per consentire questo tipo di servizi sarà necessario inserire dei codici e delle password apposite, oltre a dotarsi di una SIM card opportunamente modificata con un chip integrato che consenta una autenticazione sicura. Per tenere sotto controllo i movimenti, inoltre, sarà messo a disposizione un Mobile Wallet , vale a dire un portale web accessibile da cellulare dove poter consultare tutte le informazioni sui pagamenti effettuati. Dallo stesso Mobile Wallet sarà anche possibile effettuare operazioni di online banking, quali pagamento di bollettini e bollette.

E non finisce qui: entro la data di lancio del servizio, prevista per la seconda metà dell’anno, Telecom conta di riuscire ad includere sulla scheda anche i dati inerenti alle carte fedeltà (come quelle che possiedono i frequent flyer ) e agli abbonamenti al trasporto pubblico.

In quest’ottica, l’azienda è al lavoro anche per completare entro il 2009 il test delle tecnologie di pagamento a sfioramento ( Near Field Communication ), vale a dire quei meccanismi in cui basta appoggiare o semplicemente avvicinare una scheda o, in questo caso, il terminale per essere riconosciuti e concludere la transazione. L’ideale per sfoltire le file ai varchi dei mezzi pubblici o allo stadio, ma si tratta di una tecnologia che richiede l’adozione di chip appositamente progettati da parte dei produttori dei cellulari.

Luca Annunziata

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  • Pino scrive:
    GAIAAAAAAAAAAAAAAAAAa
    non rispondi?io ho cercato, giuro!!!!ok, sono ignorante, ma tu aiutami!!!
  • Wolf01 scrive:
    Perchè non succede anche in Italia?
    Non c'è giorno senza qualche non-notizia raccimolata in rete che viene trasmessa ai TG.La domanda che sorge: ma veramente si deve pubblicizzare un certo comportamento, che poi in molti andranno ad imitare?(mi riferisco al caso dei bulli e di youtube, da quando hanno trasmesso il primo filmato sul varietà Studio Aperto c'è stata un'escalation)Ormai, oltre quel poco di cronaca nera e politica, sembra che l'unico interesse dei giornalisti sia il gossip più sfrenato... bene, ben venga, ma fuori dai TG, il gossip non è informazione, a tutti vero interessa che il gatto di Ozzy Osbourne ha sputato una palla di pelo no?Da quando internet è entrata a far parte della vita comune di ogni persona, sembra che qualsiasi cosa ci sia in rete sia da prendere per vera (altro riferimento ad esempio del video montatura dove presunti bulli pestavano un presunto ragazzo Down), non so se stiamo tornando al periodo in cui quello che si ascoltava per radio era la sacrosanta verità, pochi sapranno che H.G. Wells raccontava i suoi romanzi per radio e la gente ci credeva
    • Sono arrabbiato scrive:
      Re: Perchè non succede anche in Italia?
      Internet volenti o nolenti entrerà nella tv ed è cosa buona e giusta, quello su cui si deve lavorare è cosa ci deve entrare, behe, hai citato il caso di falso bullismo, direi che non si può prendere la prima notizia, il primo video che si vede e sbatterlo li, ci vuole un lavoro di analisi e verifica di quello che si prospetta di far vedere e di dire, non esiste la scusa "stava in rete, non l'ho scritto/detto/filmato io" perché tu che ti appresti a fare vedere un qualcosa in tv sei responsabile di quella cosa dunque dietro ci va un attento lavoro di analisi, altrimenti ci troveremmo di fronte a parecchie bufale spacciate per vere e gente che si lamenta della privacy violata.
    • Renuso scrive:
      Re: Perchè non succede anche in Italia?

      non so se stiamo tornando al periodo in
      cui quello che si ascoltava per radio era la
      sacrosanta verità, pochi sapranno che H.G. Wells
      raccontava i suoi romanzi per radio e la gente ci
      credevaForse lo sai solo tu dato che Wells non raccontò i suoi romanzi in radio. Probabilmente intedi Orson Welles e l'adattamento radiofonico del 1938 della guerra dei mondi di Wells.Anche in questo caso, comunque, l'effetto fu amplificato dai giornali.
  • Pino scrive:
    Gaia, che cos'è il cupio dissovi?
    Il concetto non significa "suicidio" giusto? Significa qualcosa di più o do diverso o sbaglio?Comunque, l'articolo mi pare eccellente e il punto di vista di BBC estremamente corretto. E la "fuga di notizie" un po' sospetta ;)
  • Link scrive:
    WOW
    sono rimasto stupito dalla sensibilità della direzione della BBC a questo problema, sensibilità addirittura superiore a quella dei MOLTI(ma non tutti) che pubblicano indiscrinamtamente le foto di chiunque sulle pagine dei loro social network.
  • mindyourhea d scrive:
    ottimo articolo...
    L'argomento è molto interessante. Peccato che titolo e sottotitolo non rendano bene il contenuto dell'articolo.
  • Nilok scrive:
    ...conosciamo la BBC !
    Ave.Un "giornalista" dovrebbe fare informazione e, qualora fosse beccato a fare "disinformazione", l'Ordine dei Giornalisti dovrebbe intervenire ed ESPELLERLO, impedendogli così di INFANGARE quella categoria professionale.Come mai non succede MAI?Basta leggere articoli come questo per capirlo; i "giornalisti" si sono praticamente estinti e restano solo i "giornalai".A presto.Nilokhttp://informati.blog.tiscali.it/http://it.youtube.com/Nilok1959
    • Xenu scrive:
      Re: ...conosciamo la BBC !
      - Scritto da: Nilok
      Ave.

      Un "giornalista" dovrebbe fare informazione e,
      qualora fosse beccato a fare "disinformazione",
      l'Ordine dei Giornalisti dovrebbe intervenire ed
      ESPELLERLO, impedendogli così di INFANGARE quella
      categoria
      professionale.

      Come mai non succede MAI?

      Basta leggere articoli come questo per capirlo; l'articolo è ottimo.cosa intendi? impara ad esprimerti
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