Telecom, tutto da rifare sull'xDSL

L'Autorità per le TLC impone a Telecom Italia una revisione delle tariffe che dovrebbe consentire, una volta attuata, la diffusione più rapida della connettività con tecnologie DSL in Italia. Rivoluzioncina per gli utenti
L'Autorità per le TLC impone a Telecom Italia una revisione delle tariffe che dovrebbe consentire, una volta attuata, la diffusione più rapida della connettività con tecnologie DSL in Italia. Rivoluzioncina per gli utenti


Roma – Più offerte e più variegate per l’utenza finale delle tecnologie di connessione veloce, a banda larga: questo l’obiettivo che alcuni leggono nella decisione dell’Autorità per le TLC che ieri ha bocciato le offerte di Telecom Italia in materia di sistemi xDSL, HDSL in particolare.

L’Authority, che da tempo lavora sull’analisi dei contratti di tipo “Ring” e “Full Business Company” di Telecom Italia, ha imposto all’ex monopolista di rivedere l’intera offerta entro la fine del mese.

In particolare l’Autorità ha deciso che gli altri operatori debbono poter acquistare i servizi xDSL da rivendere alla propria utenza ad un prezzo inferiore del 30 per cento rispetto al prezzo che Telecom applica all’utente finale. Questi “sconti” dovranno essere applicati sia sull’offerta Ring (canale virtuale permanente via xDSL) che sul Full Business Company (sistemi a banda larga orientati a videoconferenza e servizi a valore aggiunto).

Pare poco, invece si tratta della possibilità per i concorrenti di Telecom Italia di spingere sui sistemi di connessione a banda larga con inevitabili benefici per l’utente finale.

Nella serata di ieri Telecom ha fatto sapere di essere intenzionata a rispettare naturalmente la scadenza di fine mese decisa dall’Autorità ma ha ribadito la correttezza della propria offerta e sottolineato che la delibera dell’Authority arriva con un ritardo che danneggia gli operatori che su quell’offerta avevano già iniziato a lavorare.


L’Autorità va così incontro alle richieste dell’AIIP che alla fine del 2000 ha chiesto all’organismo di garanzia di intervenire, sostenendo che “Telecom Italia debba pubblicare una offerta wholesale (all’ingrosso), estesa a tutti gli ISP, che comprenda l’intera famiglia di servizi a larga banda, quali ad esempio i noti servizi ADSL e HDSL”. L’AIIP aveva dichiarato di ritenere che “l’attuale offerta Wholesale ADSL limiti eccessivamente, in termini di velocità e modalità di servizio, la possibilità degli ISP concorrenti di Telecom Italia di offrire i servizi innovativi che il pubblico si attende da Internet”.

Va detto che Telecom Italia all’inizio dello scorso dicembre aveva dovuto incassare la diffida dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che ha intimato la cessazione della commercializzazione di Full Business Company. La motivazione stava nel fatto che l’offerta replicava il servizio Ring su HDSL rappresentando un danno per i competitor dell’ex monopolista. Una diffida che aveva irritato l’amministratore delegato di Telecom Italia, Roberto Colaninno, che, annunciando il ricorso, l’aveva descritta come “ingiusta e sproporzionata”.

Nella delibera dell’Autorità con cui viene di fatto bocciata l’offerta Telecom e si apre una nuova “era” nella commercializzazione di servizi a banda larga in Italia, l’organismo presieduto da Enzo Cheli ha spiegato che l’offerta agli altri operatori (OLO) “non rispetta pienamente i principi di trasparenza e non discriminazione e ragionevolezza per quanto riguarda le modalità di fornitura del servizio”. Secondo la delibera “tale situazione è fonte di discriminazione, di assenza di trasparenza e di irragionevolezza delle condizioni economiche e di fornitura proposte agli OLO. Pertanto, si ritiene che nella medesima offerta debbano essere necessariamente inclusi tutti gli elementi indispensabili affinché gli operatori licenziatari possano fruire del servizio; con modalità tecniche ed economiche analoghe e compatibili alle offerte di Telecom Italia all’utenza finale”.

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18 01 2001
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