Telefonini, privacy allo sbando?

Telefonini, privacy allo sbando?

La domanda se la pone un lettore di Punto Informatico, utente Tim, perplesso dalla necessità di dover disabilitare un servizio che lo rende più rintracciabile e che è attivato di default
La domanda se la pone un lettore di Punto Informatico, utente Tim, perplesso dalla necessità di dover disabilitare un servizio che lo rende più rintracciabile e che è attivato di default


Roma – Caro Punto Informatico, ti scrivo perché sono preoccupato con quello che sta accadendo con i telefonini e la privacy. Parlo come avrete capito del servizio di Tim, Chiamaora, quello che ti fa arrivare un SMS per avvertirti quando il cellulare di un utente che era spento viene riacceso.

Questo significa, per fare un esempio estremo, che se qualcuno mi cerca e trova che ho il cellulare spento può chiedere a Tim di fargli sapere quando lo riaccendo in modo da potermi contattare, che io lo voglia o meno.

Dato che non sono uno che vive di pregiudizi mi sono andato a cercare la pagina del sito di Tim dove si parla del servizio per capire se la gravità della cosa era quella che credevo. Non che avessi dubbi su quanto aveva scritto PI ma mi sembrava talmente grossa da richiedere una conferma: in pratica ciascun abbonato Tim, come il sottoscritto, è tenuto ad essere rintracciabile di default. Se non vuole e, attenzione!, SE sa dell'esistenza di Chiamaora allora può andare su un numero gratis (4920) e disabilitare un servizio che non ha mai richiesto.

Sulla pagina di Tim leggo che quando si chiama basta usare il 5 per farsi mandare l'SMS che ti avverte quando il cellulare che cerchi è di nuovo raggiungibile (solo se lo diventa entro tre ore da quando hai premuto 5). E quell'SMS è gratis fino a fine aprile e poi costerà 15 eurocentesimi. Ok, non è certo una novità, anzi è normale, che certi servizi siano fatti per aumentare il fatturato.

Sono felice da una parte che si possa disabilitare il servizio ma dall'altra mi sento ingabbiato perché sono costretto a disattivare un servizio che io non ho chiesto. Mi sembra davvero una brutta abitudine per un operatore imporre questo genere di soluzione sui propri clienti. Oltretutto una soluzione che, ci piaccia o no, ha anche delle implicazioni di privacy. Basta pensare al caso di chi magari tiene spento il cellulare per non ricevere una certa chiamata ma ad un certo punto lo riaccende per telefonare e, Zac!, riceve proprio quella chiamata che voleva evitare. Ma è solo un esempio.

Grazie per l'ascolto e complimenti per tutto quello che fate.

Francesco P.

Caro Francesco
condivido alcune delle tue perplessità anche se non sottovaluterei il fatto che “di default” è anche possibile non far conoscere il proprio numero di telefono a persone sgradite, che è possibile utilizzare più SIM e quindi più numeri quando se ne ha l'esigenza e che se il telefonino squilla non è detto che occorra rispondere per forza.
Detto questo penso che sia salutare conservare un forte spirito critico verso certi nuovi emergenti servizi della telefonia mobile, come quelli che andranno sempre più nella direzione della “localizzazione” dell'utente.
Con simpatia, Lamberto Assenti

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24 02 2003
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