Telelavoro? Meglio all'estero

Dopo l'articolo di ieri molti sono i commenti e le testimonianze giunti in redazione. Ne pubblichiamo una particolarmente significativa


Roma – Gentile Massucci, ho letto con interesse il suo articolo sul telelavoro in Giappone… vera innovazione. In Italia posso dirle per esperienza fatta sulla mia pelle, esiste ancora un concetto di lavoro con “presenza fisica” che non credo lasci molto al telelavoro.

Devo dire che l’azienda dove lavoro è forse una delle più evolute e moderne ma anche qui i problemi non sono stati pochi per far capire che un lavoratore da casa spesso produce di più di quello che si ferma in ufficio fino a tardi, magari solo per sfruttare la connessione internet veloce dello stesso.

Secondo il mio modello operazionale, il 60% del lavoro che si svolge nelle aziende potrebbe essere eseguito tranquillamente da casa, con tutti i criteri di sicurezza e privacy che le attuali tecnologie permettono.

Con sistemi di VPN anche da casa il proprio computer può inserirsi nella rete aziendale, o ancora meglio, le applicazioni aziendali condivise possono essere remotizzate con l’utilizzo di terminali remoti o tramite pagine web “attive”.

Quindi gli strumenti per il telelavoro ci sono e sono funzionali. Io è un anno che lavoro dalla Germania, dove mi sono trasferito e devo dire che non solo è migliorata la mia qualità di vita, sono molto più concentrato sui problemi, sui progetti e su tutto quello che la mia posizione richiede. Non mi stresso nel traffico, non inquino con la mia auto ogni giorno e tramite connessione a banda larga sono collegato con il mondo e riesco a controllare tutti i dispositivi che mi permettono di lavorare al meglio.

Purtroppo la situazione contrattuale è precaria, ma come si dice “il gioco vale la candela” per i punti visti sopra. Peccato che in Italia non ci sia una vera volontà di affrontare il problema, lo stato parla parla ma non fa nulla di concreto, mi sono permesso di scrivere al ministro Stanca che ha risposto tramite il suo ufficio ma senza la necessaria convinzione.

Immaginare una Milano (da dove vengo) con un 2 o 3 centomila auto in meno è pura utopia, ma le garantisco che sarebbe tecnologicamente fattibile.

Cordiali saluti,
Ettore C.

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  • Anonimo scrive:
    Re: Non è un vero test di ingresso
    - Scritto da: AnonimoHo letto il tuo intervento e lo condivido, in particolare mi ha colpito questo paragrafo che commento:
    Comunque, se lo status degli studenti
    lavoratori fosse riconosciuto al 100% ed
    inserito nel contesto adeguato (i.e. se
    alcuni docenti si togliessero il vizio
    selvaggio di improvvisare le lezioni senza
    seguire in modo serio e strutturato unAccidenti se hai ragione. Tempo fa ero iscritto a un corso D.U. ( uno dei primi in quell'ambito ) e ci trattavano come muli, non sapevo neanche cosa fossero le dispense ( in realtà ci boicottavano per difendere quelli della laurea vera, quindi figurati se facevano le dispense a noi poveretti del DU ), poi ho scoperto che nei veri corsi di laurea c'erano i professori che ti davano le dispense che potevi usare per studiare e ripetere ( sempre meglio di appunti per quanto si sia diligenti a prenderli ).
    singolo testo di riferimento, se sparissero
    quelle farraginose dispense illeggibili nate
    negli anni '70 e '80 durante la creazione
    dei fattori anticorpo del sistema per
    tentare di ripristinare silenziosamente la
    selettività spazzata via dalla legge
    Codignola, se i gerontocrati smettesseroEcco questo non l'ho capito e mi interessa veramente molto capire. Cosa vuoi dire? Io so che una parte politica intorno agli anni '60, aveva voluto rendere di massa la cultura universitaria invece che lasciarla ai privilegiati e ai ricchi, mi hanno detto ( quelli più vecchi di me ) che in seguito i professori reagirono perché questo andava contro il loro interesse e ci troviamo con la situazione disastrosa di oggi.Penso che quello che tu dici precisamente combaci con le cose vaghe che avevano detto a me, ma mi spieghi in che senso tenta di ristabilire la selezione? per il semplice fatto di essere illeggibili?! grazie.
    d'incentrare i quesiti d'esame sulle loro
    personalissime fissazioni attorno a
    metodologie lambiccate ed inutili destinate
    a problemi affrontati solo a lezione, del
    tutto snobbate dalla letteratura
    internazionale e che quindi prevedono una
    frequenza continuativa e costante ed una
    grande capacità di adattamento alle
    idiosincrasie del cattedratico di turno...Quanto hai ragione.
    in due parole, se ci fosse quella VERA
    standardizzazione qualitativa e
    "spersonalizzazione" dei corsi che è
    merce quotidiana anche nei più
    scalcinati college USA, UK e nordeuropa inL'Italiano non può invidiare nulla che abbia l'UK ( le università per esempio? ) perché lì non hanno il bidet.
    genere), si aiuterebbero davvero non solo
    quei capaci e meritevoli - pochi o tanti che
    siano - privi di mezzi, che ingiustamente
    non hanno assegni e borse e quindi lavorano
    già a 20 anni per mantenersi agli
    studi, ma anche e soprattutto si promuovebbe
    davvero la formazione permanente (seconda
    laurea, specializzazioni, bienni superiori,
    dottorati... o anche semplice completamento
    del ciclo di studi per recuperare quelleCerto, ma purtroppo la musica che va di moda ora è "l'università è uno studio di eccellenza", "nella costituzione c'è scritto che hanno diritto allo studio solamente i meritevoli".Ora per un certo senso è un bene perché stanno finalmente distruggendo l'università e i suoi baroni ma il peggio è che la sostituiranno con una ancora peggio per i poveri e quella buona per i figli dei ricchi.Mai una che vada giusta in questo paese!
  • Anonimo scrive:
    Re: Precisazione
    Senza offesa per nessuno, ma la "selezione" fatta al Poli di Milano è più che buona... non fa passare tutti, ma quasi. Certo, se ti presenti con un 60, non sai fare un'equazione algebrica di primo grado, mi permetti che forse il tuo posto lo merita qualcun altro che il culo(diciamo così...), evidentemente se l'è fatto di più, oppure semplicemente ha qualche numero in più di testa.Comunque il test non è solo per i corsi integrativi, ma esiste anche perchè ci sono indirizzi di ingegneria(quasi tutti) a numero chiuso. Certo, il numero è spesso abbondante e tiene conto delle mode(mi pare 1100 posti per Ing. Informatica), ma ci sono anche corsi a numero ristretto (150 posti) e se fai un test del cazzo, ti ritrovi a dover o cambiare università o cambiare corso universitario.Ciauz,Killer of Daemons
  • Anonimo scrive:
    Re: Precisazione
    - Scritto da: J.L.Picard
    Tuttavia è Selettivo per altre, come
    la Facoltà di Design (ne son
    testimone), e quella di Architettura, e il
    voto di maturità non conta.Quando sento questi discorsi sulla selezione mi viene la pelle d'oca, ma lasciate perdere sta selezione che tutto il mondo va avanti meglio di noi e senza noi e la nostra selezione.Mi viene la pelle d'oca ( e la rabbia ) perché per esempio a me hanno reso la vita impossibile sul lavoro perché sono più diligente ed evidentemente portato ma non raccomandato, ti posso garantire che se dovessi fare dei test di "selezione" non li passerei mica tutti.Certo che fanno selezione, fanno selezione dei più ....... ...non lo dico.Troppo comodo giudicare, selezionare, esaminare, senza aver insegnato un fico secco, ancora più comodo se la selezione va fatta all'inizio.La selezione non serve a selezionare i migliori ( in base a quali criteri poi ), ma serve a buttar fuori gente ( con criteri random, e non dico altro... ) perché povero, il professore si stanca a fare l'esame a troppa gente, "tutti dottori vogliono essere!".Questo genere di selezione che serve solo per adeguare il numero di iscritti ( alto ) alle strutture ( capaci di star dietro a un numero basso ) butta fuori tutte le persone volenterose o che vogliono rimettersi in gioco. ( ma che, per puro esempio, non hanno il papà ingegnere che ti da le dritte e le tecniche di ingegneria sociale per cavartela perché conosce gli stessi professori del figlio; e non dico altro... ).Parole sprecate al vento, io mi arrendo, me ne vado, a chi rimane, tanti auguri ( non intendo quelli di buon anno anche se ve li porgo lostesso ).
  • J.L.Picard scrive:
    Re: Non è un vero test di ingresso
    Cavolo se ti do ragione!!! Da me è così, hai tre laboratori in un anno, se uno non lo passi, perdi l'anno direttamente ;) ed è giusto! però ultimamente ho pensato anche a una classe di persone: gli studenti lavoratori. Per loro è un macello..anche se ci sono delle aggevolazioni!
  • Anonimo scrive:
    Re: Non è un vero test di ingresso
    - Scritto da: Anonimo
    E chi lo dice chi sono i capaci e
    meritevoli? I test di ingresso?Anche, ed anche il fatto che non vengano ripetutamente presi a calci nel deretano ai propedeutici, per esempio. Dopo il terzo tentativo fallito, a casa. Come succede in Olanda, USA, UK (in Giappone sono ancora più rigidi): se non metti assieme un numero minimo di laboratori, presenze ed esami superati in un anno, ti sbattono fuori dal college e vai a vendere la porchetta. Altro che "studenti" 40enni fuoricorso come si vedono ciondolare dalle nostre parti...
  • Anonimo scrive:
    Re: Redazione...
  • ther0cs scrive:
    Re: La laurea è Inutile
    non rosicare troppo, ti viene l'ulcera!
  • Anonimo scrive:
    Re: bhe...
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo



    - Scritto da: Anonimo


    ...non ci vedo nulla di
    eccezionale, e'

    una


    vita che a Crema (e' sotto Milano)
    ci

    sono


    cose analoghe..anzi, da quest'anno
    per

    chi


    non ha l'ooprtunita' di venire in
    uni e'


    stato creato il CdL di Sicurezza

    online...



    cazzate la laurea non serve.,.....

    non rompere il ca**o con 'ste trollate...
    non ti ha replicato nessuno nell'altro
    thread e ora devi scrivere la stessa cosa in
    ogni discussione ?
    Se ti pago l'entrata vai a giocare a biglie
    in autostrada ?quanto?
  • Anonimo scrive:
    Re: bhe...
    Sara' anche inutile ma dubito che tu da solo possa impararti architettura dei microcalcolatori o sistemi di elaborazione dell'informazione. E sapere cos'e' la cache perche' l'hai letto su PC professionale o sapere come funziona winsock.h perche' l'hai letto su un forum, credimi, non e' la stessa cosa che progettare un banco di ram in un esame oppure realizzare un programma C (qualsiasi guarda) per cluster linux. Poi certo, per formattare il pc e togliere i virus non c'e' obbligo di avere laurea....pero sicuramente di strada non ne farai sapendo 4 cose messe in croce, ma se ti bastano, live and let live. Poi se il laureato prende il doppio di te non ti lamentare, studia anche tu se e' tanto facile prenderla :)
  • Anonimo scrive:
    Re: Redazione...

    Da povero obsoleto zuccone, io ero rimasto
    alla banale logica proposizionale (del primo
    ordine), pensate un po'... :$ :|beh, quanto a svarioni anche tu non stai messo male se confondi la logica proposizionale con quella del primo ordine
  • Anonimo scrive:
    Re: Non è un vero test di ingresso
    - Scritto da: Anonimo
    Per forza: se mettessero il numero chiuso
    non ci guadagnerebbero (oggi le
    Università hanno soldi in proporzione
    al numero di iscritti in regola), e
    sicuramente salterebbe subito su qualche
    comitato di isterici gridando al classismo -
    come se la cultura fosse "ugualitaria" e
    tutti avessero "diritto" a raggiungere
    risultati d'eccellenza. Infatti lo "standard
    minimo" degli italiani è un 62% di
    analfabeti, di andata e di "ritorno", che
    concretizzano la loro attività
    culturale nel non leggere neppure un libro
    all'anno. Tutto va ben, madama la Marchesa !

    E poi, nella Costituzione non s'era scritto
    che il diritto allo studio riguarda "i
    capaci e i meritevoli" ? Giusto per
    coerenza, mica per altro.
    Se poi si vuol dare "obbligatoriamente" un
    pezzo di carta a tutti o quasi, niente di
    male, basta dirlo apertamente e cambiare le
    regole del gioco: ricordandoci però
    che a quel punto il "valore legale",
    concetto già fumoso e borbonico oggi,
    servirebbe solo a farsi ridere dietro da
    tutto il mondo civilizzato (e anche no, tipo
    India o Sudafrica).

    Insomma, come la giri la giri, è una
    faccenda piena di scottanti contraddizioni e
    di mancate decisioni pendenti da un
    trentennio (1969, legge Codignola per
    l'esattezza), ma tutti se ne strafottono
    bellamente e pensano solo al loro cadreghino
    e agli interessi di corporazione,
    sbattendosene delle patenti contraddizioni.ma che c'entra questo con il commento precedente? ...nel messaggio di prima c'era scritto che QUESTO è un test attitudinale che non vincola la possibilità a iscriversi, ma riferito allo specifico caso del politecnico... ci sono molte altre università che invece hanno il numero chiuso!
  • Anonimo scrive:
    Re: Redazione...
    - Scritto da: Anonimo
    a me sembra piuttosto la segnalazione di uno
    svarione grosso come una casa..... mai
    sentito dire "logica propositiva" in 4 anni
    che sto all'uniMi sa che stava nel comunicato
  • Anonimo scrive:
    Re: Redazione...
    a me sembra piuttosto la segnalazione di uno svarione grosso come una casa..... mai sentito dire "logica propositiva" in 4 anni che sto all'uni
  • Ics-pi scrive:
    Re: Redazione...
    E' una critica? :o
  • Anonimo scrive:
    Re: bhe...
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    ...non ci vedo nulla di eccezionale, e'
    una

    vita che a Crema (e' sotto Milano) ci
    sono

    cose analoghe..anzi, da quest'anno per
    chi

    non ha l'ooprtunita' di venire in uni e'

    stato creato il CdL di Sicurezza
    online...

    cazzate la laurea non serve.,.....non rompere il ca**o con 'ste trollate... non ti ha replicato nessuno nell'altro thread e ora devi scrivere la stessa cosa in ogni discussione ?Se ti pago l'entrata vai a giocare a biglie in autostrada ?
  • Anonimo scrive:
    Re: Non è un vero test di ingresso
    Per forza: se mettessero il numero chiuso non ci guadagnerebbero (oggi le Università hanno soldi in proporzione al numero di iscritti in regola), e sicuramente salterebbe subito su qualche comitato di isterici gridando al classismo - come se la cultura fosse "ugualitaria" e tutti avessero "diritto" a raggiungere risultati d'eccellenza. Infatti lo "standard minimo" degli italiani è un 62% di analfabeti, di andata e di "ritorno", che concretizzano la loro attività culturale nel non leggere neppure un libro all'anno. Tutto va ben, madama la Marchesa ! E poi, nella Costituzione non s'era scritto che il diritto allo studio riguarda "i capaci e i meritevoli" ? Giusto per coerenza, mica per altro. Se poi si vuol dare "obbligatoriamente" un pezzo di carta a tutti o quasi, niente di male, basta dirlo apertamente e cambiare le regole del gioco: ricordandoci però che a quel punto il "valore legale", concetto già fumoso e borbonico oggi, servirebbe solo a farsi ridere dietro da tutto il mondo civilizzato (e anche no, tipo India o Sudafrica). Insomma, come la giri la giri, è una faccenda piena di scottanti contraddizioni e di mancate decisioni pendenti da un trentennio (1969, legge Codignola per l'esattezza), ma tutti se ne strafottono bellamente e pensano solo al loro cadreghino e agli interessi di corporazione, sbattendosene delle patenti contraddizioni.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non è un vero test di ingresso

      E poi, nella Costituzione non s'era scritto
      che il diritto allo studio riguarda "i
      capaci e i meritevoli" ? D'accordo con te, mi preoccupano solo eventualiraccomandazioni ai test d'ingresso..
    • Anonimo scrive:
      Re: Non è un vero test di ingresso
      - Scritto da: Anonimo
      E poi, nella Costituzione non s'era scritto
      che il diritto allo studio riguarda "i
      capaci e i meritevoli" ? Giusto per
      coerenza, mica per altro. Art. 34.La scuola è aperta a tutti.L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non è un vero test di ingresso
      E chi lo dice chi sono i capaci e meritevoli? I test di ingresso?
  • Anonimo scrive:
    Redazione...
    «Cambiano anche i contenuti del test. Le materie da affrontare per l'iscrizione al nuovo anno accademico saranno: matematica (comprendente logica propositiva, matematica e statistica), comprensione verbale, inglese e fisica.»Dopo 18 anni che mi occupo per mestiere di Logica Matematica, è stupefacente apprendere da PI (mica da Studia Logica) che esiste una branca della logica denominata "propositiva" e che tale innovativo settore venga considerato una conoscenza comune tra i diplomati. Da povero obsoleto zuccone, io ero rimasto alla banale logica proposizionale (del primo ordine), pensate un po'... :$ :|
  • Anonimo scrive:
    Re: bhe...
    - Scritto da: Anonimo
    ...non ci vedo nulla di eccezionale, e' una
    vita che a Crema (e' sotto Milano) ci sono
    cose analoghe..anzi, da quest'anno per chi
    non ha l'ooprtunita' di venire in uni e'
    stato creato il CdL di Sicurezza online...cazzate la laurea non serve.,.....
  • Anonimo scrive:
    bhe...
    ...non ci vedo nulla di eccezionale, e' una vita che a Crema (e' sotto Milano) ci sono cose analoghe..anzi, da quest'anno per chi non ha l'ooprtunita' di venire in uni e' stato creato il CdL di Sicurezza online...
  • paulatz scrive:
    Non è un vero test di ingresso
    O almeno così mi pare di capire dall'articolo.Si tratta piuttosto di un test attitudinate che è necessario affrontare ma non superare per potersi iscrivere al corso di laurea. Se il test non viene superato dopo l'iscrizione si devono seguire corsi aggiunti e ritentarlo periodicamente.Questo tipo di test è stato previsto con l'introduzione della riforma 3+2.
    • J.L.Picard scrive:
      Precisazione
      PrecisoAl Politecnico di MilanoIl test d'ingresso è Attitudinale per alcune facoltà (come ad esempio Ingegneria), e prevede una graduatoria che non vincola la tua partecipazione ai corsi, ma che potrebbe farteli seguire in una sezione staccata (tenendo conto di dove abiti, se sei di Cremona, fai richiesta per studiare a Milano ma arrivi 3400esimo te ne stai a Cremona, ti passa davanti quello di Cuneo che non ha il Politecnico nella sua città ed è arrivato 340esimo ;) ), il voto di maturità fa media per il 50% del test.Tuttavia è Selettivo per altre, come la Facoltà di Design (ne son testimone), e quella di Architettura, e il voto di maturità non conta.Li ho fatti entrambi ;)
  • Anonimo scrive:
    La laurea è Inutile
    self made man
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