TelePA nel mirino delle polemiche

Il servizio di informazione online della Pubblica Amministrazione, attivo da qualche tempo, è già sotto accusa: la fruizione possibile solo con software proprietari


Roma – Serviva un canale televisivo diffuso via internet per informare operatori della Pubblica Amministrazione e cittadini su quanto avviene nel mondo della PA? Secondo quelli di TelePA la risposta è senz’altro affermativa, anche se è condita da polemiche che non sembrano destinate a ridursi dopo ormai molti giorni dall’annuncio del lancio della webtv .

Su mailing list di settore e in alcune lettere giunte alla redazione di Punto Informatico qualcuno mette in discussione la scelta di consentire la visualizzazione del telegiornale via web soltanto a chi dispone di Windows Media Player, il riproduttore multimediale Microsoft basato su tecnologie proprietarie.

La scelta appare in controtendenza se si considerano le ormai numerose iniziative in sede europea ed italiana in favore dell’adozione di software open source proprio in ambito istituzionale e, nello specifico, proprio in quello della Pubblica Amministrazione. A questo proposito basta leggersi le linee guida del ministero all’Innovazione per comprendere la difficoltà di molti a digerire la scelta di TelePA.

Secondo alcune indiscrezioni, la scelta di adottare Windows Media Player sarebbe stata resa necessaria dal desiderio dei creatori di TelePA di presentare il progetto in occasione del recente ComPA, la fiera dedicata all’ICT nella PA. Altri sostengono che a TelePA si sta lavorando per consentire la fruizione del canale webtv anche con altri sistemi, anche open source, e che è solo una questione di tempo.

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  • Anonimo scrive:
    lo avete interpretato male
    secondo me il mistro ha voluto dire che siccome internet è sviluppata in questo modo e che i bambini possono essere adescati tramite la rete i genitori devono essere responsabili per loro.questa volta internet non è stato attaccato
  • Anonimo scrive:
    Logica
    "dei sette milioni di bambini italiani, il 35 per cento ha in casa un collegamento a internet. Questo significa che due milioni e mezzo di bambini navigano in rete"Sempre di questi sette milioni di bambini, risulta che circa il 50 per cento ha in casa una bottiglia di grappa. Questo significa che tre milioni e mezzo di bambini italiani sono degli alcoolizzati.
    • Anonimo scrive:
      Re: Logica
      L'avevo notato anch'io. Ma conoscendo il giornalismo e in mancanza di altre fonti mi asterrei dall'esprimere un giudizio. Chi mi dice che in realta' non sia stato omesso (ad arte) un "potenzialmente"???Comunque sono d'accordo che scritto cosi' e' una ca**ata...bye, Andrea
    • Anonimo scrive:
      Re: Logica
      - Scritto da: Sandra
      Sempre di questi sette milioni di bambini,
      risulta che circa il 50 per cento ha in casa
      una bottiglia di grappa. Questo significa
      che tre milioni e mezzo di bambini italiani
      sono degli alcoolizzati.Adesso capisco il perche' quando torno in italia (lavoro all'estero) i bambini mi sembrano mooolto piu strani rispetto a quando ero piccolo io!(sara che invecchio....)Il punto della questione e' che questi potenziali navigatori alle prime armi dovrebbero essere seguiti dai genitori.Come per la televisione, e' sempre e solo questione di educazione.Ciao
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