Teletrasporto, parte la ricerca

E probabilmente solo quella: il finanziamento di 7,5 milioni di dollari da parte dell'Aviazione militare americana scatena le polemiche. Che senso ha investire nella tecnologia di trekkiana ispirazione?
E probabilmente solo quella: il finanziamento di 7,5 milioni di dollari da parte dell'Aviazione militare americana scatena le polemiche. Che senso ha investire nella tecnologia di trekkiana ispirazione?

New York (USA) – Di ora in ora monta la polemica su una scelta della Air Force statunitense che incontra l’ostilità di molti scienziati, ovvero finanziare la ricerca sul teletrasporto.

Questa tecnologia, il cui concetto è centrale nella saga fantascientifica di Star Trek , dovrebbe, una volta realizzata, trasportare da un luogo ad un altro un oggetto, o una persona. Una soluzione dunque fin qui relegata alla fantascienza (vedi immagine qui sotto) e agli esperimenti vagamente eretici e peraltro perdenti condotti in passato sul “porting” di alcuni fotoni .

A dare la stura alle polemiche su uno stanziamento di 7,5 milioni di dollari voluto appunto dalla Air Force sono stati gli scienziati che hanno letto il rapporto preliminare sulla ricerca pubblicato dalla FAS , la Federation of American Scientists .

Stando allo studio preliminare, infatti, il teletrasporto “è reale e può essere controllato”. In realtà il rapporto parla di varie tipologie di teletrasporto, da quello ottenuto mediante onde mentali (si parla apertamente di “psicocinesi”) a quello che sfrutta la fisica quantistica, fino a spingersi persino all’idea di wormhole, ossia ipotetiche fessure spaziali soggette ad intense forze gravitazionali che, nei pressi di un buco nero, potrebbero rappresentare delle porte verso luoghi lontanissimi.

Sala teletrasporto, da Star Trek Il primo a reagire, come riportato dai media americani in queste ore, è stato Lawrence Krauss, fisico divenuto celebre grazie al libro “La Fisica di Star Trek”, in cui “smonta” molte delle tecnologie alla base della fortunata serie fantascientifica. “Il rapporto dell’Air Force – ha dichiarato – deriva da alcune cose adattate da studi teorici ragionevoli, ed altre prese da idee senza senso”.

Non sarebbe per altro la prima volta, fanno notare in molti, che la Difesa statunitense finanzia studi decisamente eccentrici. C’è chi fa l’esempio di ricerche in piena Guerra Fredda sulla possibilità di utilizzare non meglio precisati poteri psichici per migliorare la capacità di spionaggio degli USA sull’Unione Sovietica.

Va anche detto che il rapporto, fin qui sbeffeggiato dagli stimati ricercatori che si sono espressi, è costato 25mila dollari all’Air Force, denaro che è parte di uno stanziamento ben maggiore, superiore ai 20 milioni di dollari, dedicato allo studio di nuovi missili avanzati. Ed è in quel contesto che 7,5 milioni vengono dedicati al teletrasporto.

Un portavoce dei laboratori di ricerca dell’Air Force, interpellato da USA Today , ha dichiarato che quanto riportato dallo studio non rappresenta la visione ufficiale dell’Air Force. E ha confermato che queste ricerche non otterranno ulteriori stanziamenti. Ma ha anche sottolineato che, in ogni caso, “se non cercassimo l’impossibile non sapremo se ci siamo persi qualcosa”.

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07 11 2004
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