Tempi duri per i cybersquatters

Il Centro Servizi Legali affronta uno dei problemi più attuali: l'acquisto di un nome di dominio senza averne titolo


Dopo anni di far west, ci si dirige verso la regolamentazione dei domini via Internet.

In attesa di una legge nazionale, la lotta condotta dalle grandi lobby economiche sono riuscite ad ottenere una tutela internazionale.

E? stata infatti creata nel 1994 la World intellectual property organization (Wipo), una organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale.

All?interno di questo organo, dal novembre 1999 sussiste il Centro di Arbitrato e Mediazione per la soluzione delle controversie internazionali.

Questo organo, su richiesta del soggetto che si assume leso dall?appropriazione di un dominio, può essere adito al fine di emettere un giudizio, o meglio un lodo sulla questione controversa.

Insomma, la Wipo diviene l?organo giurisdizionale internazionale per giudicare la legittimità ad occupare un determinato dominio.

Il Centro di arbitrato della Wipo è internazionale, indipendente e neutrale, assistito nelle sue operazioni da enti consultivi composti da esperti esterni in risoluzioni di dispute di diritto internazionale e proprietà intellettuale.


L?oggetto della controversia è appunto la legittimità all?uso del domain name dal soggetto che l?abbia registrato, dominio che potrà essere cancellato.

L?organizzazione ha sede in Ginevra.

Il procedimento (denominato amministrativo) si instaura con una ?querela? (in termine atecnico) presentata dal soggetto che contesta la legittimità del dominio, che può essere depositata via E-mail.

La querela, vagliata nella propria regolarità, viene notificata al detentore del dominio, che ha facoltà di difendersi.

La controversia può essere decisa da uno o tre arbitri, scelti fra una rosa di soggetti internazionali. Il querelante deve depositare una cauzione di $ 1,000.

In questi mesi si è sedimentata una certa giurisprudenza dell?organo preposto, giusta la quale un soggetto deve avere un interesse economico all?intestazione di un dominio.

Così un soggetto o persona fisica può legittimamente iscrivere un dominio che rappresenti il proprio nome o ragione sociale.

Nomi comuni o di fantasia possono essere liberamente occupati secondo la regola del first come, first serve.

Da ultimo, nome il dominio può essere l?espressione di una sigla ; un esempio potrà essere chiarificatore (ovviamente solo scolastico): se io iscrivessi un dominio FIAT come Federazione Italiana Artisti del Tombolo, avrei una tutela autonoma.

Al di fuori di questi casi, è difficile ricevere una tutela dalla Wipo, che tende a combattere l?appropriazione del marchio in sede di Internet

Insomma, tempi duri per i cybersquatters!

Avv. Marco Boretti

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