Thailandia: chiusi 400 siti

Nel periodo luglio-agosto. Lo dicono fonti locali

Roma – Il ministero dell’informazione e della tecnologia della comunicazione thailandese ha intrapreso una nuova operazione restrittiva delle attività online con chiusura a raffica di siti sgraditi.

Ne parla il Bangkok Post , che riporta note del Ministero secondo cui sarebbero almeno 1200 i siti web thailandesi che violano le leggi contro il crimine informatico. Di questi, 344 sarebbero colpevoli di aver offeso la monarchia.

A fronte delle indagini condotte dai funzionari del ministero, i 1200 siti si dividono in spazi web considerati pericolosi per la sicurezza nazionale e in siti che offendono o turbano la moralità delle persone e l’ordine sociale. La censura di contenuti diffusi via Internet non è peraltro certo una novità per la Thailandia.

Fino a questo momento, le denunce presentate contro i siti hanno portato tra luglio e agosto alla chiusura di circa 400 spazi web, ma per gli altri c’è un procedimento in corso: il Ministero ha già chiesto ai provider di bloccarne l’accesso o di chiuderne ogni attività web laddove siano ospitati sui propri server. Tra i siti bloccati, evidenzia il quotidiano locale, vi sono anche siti a contenuto religioso, un sito che diffondeva un videogioco a contenuto sessuale e cinque siti considerati “osceni”.

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