Thomson forgia MP3 con lucchetto

Per lucrare sul più diffuso formato audio digitale, Thomson lancia una tecnologia DRM che potrà essere utilizzata da major e distributori per blindare i file MP3. A chi interessa?
Per lucrare sul più diffuso formato audio digitale, Thomson lancia una tecnologia DRM che potrà essere utilizzata da major e distributori per blindare i file MP3. A chi interessa?


Roma – Dopo il completo fiasco del formato MP3Pro , che nelle speranze di Thomson Multimedia avrebbe dovuto succedere al popolarissimo predecessore, la casa francese sta nuovamente tentando di spremere la sua vecchia gallina dalle uova d’oro, il formato MP3, affiancandole una tecnologia anti-copia.

Come ogni altro sistema di digital rights management (DRM), quello di Thomson consentirà ai proprietari della musica di stabilire come e quante volte una canzone può essere copiata. Gli MP3 col lucchetto, ad esempio, non potranno essere trasferiti da un PC all’altro né condivisi con altri utenti, inoltre saranno riproducibili solo con i player che supportano il DRM.

Attraverso il suo nuovo formato MP3 protetto, la società europea intende corteggiare le case discografiche e quelle aziende che, in tempi recenti, hanno dato vita al mercato della distribuzione legale di musica via Internet. Ma il compito, secondo gli analisti, potrebbe rivelarsi assai arduo, se non addirittura impossibile.

Affiancare al termine MP3 il concetto di protezione dalla copia appare a molti come una stonatura, o persino un paradosso. Il formato MP3 è ormai diventato sinonimo stesso di file-sharing, di libera copia, e nel panorama della musica digitale rappresenta una sorta di “lingua franca”. Oggi la tecnologia MP3 appare superata se confrontata con quella dei più recenti formati audio, e tuttavia la stragrande maggioranza dei file di musica che vengono scambiati su Internet portano ancora la familiare estensione “.mp3”.

“MP3 è un brand che il consumatore medio si aspetta di trovare in un servizio di musica”, ha affermato Rocky Caldwell, director of technology marketing, patents and licensing di Thomson, confermando dunque la volontà della propria azienda di fare soprattutto leva sulla popolarità del formato MP3 per veicolare sul mercato il proprio sistema anti-copia.

All’epoca del debutto del nuovo formato MP3Pro la stessa Thomson, per agevolarne al massimo la diffusione, si guardò bene dall’includere nel suo nuovo pargolo la benché minima traccia di lucchetti o museruole digitali. Ora che però il suo obiettivo è fallito, e il formato MP3Pro ha mancato di farle generare profitti attraverso la vendita di licenze ai produttori di player, Thomson ha deciso di cambiare strategia e cercare innanzitutto l’appoggio dell’industria discografica offrendole, seppure con grande ritardo, le briglie attraverso cui poter controllare anche lo storico formato “ribelle”.

Se gli utenti potrebbero nutrire ben poca simpatia verso i file MP3 blindati, che sarebbero fra l’altro all’apparenza indistinguibili da quelli tradizionali, gli analisti non sembrano pronosticarne un’accoglienza migliore nell’industria discografica. L’MP3 con lucchetto, che per via del DRM ha perso anche la compatibilità con i player meno recenti, non sembra offrire nulla in più dei formati protetti già in circolazione, come quelli di Microsoft , Apple e RealNetworks .

Il formato MP3, sviluppato dalla società tedesca Fraunhofer IIS , ha fatto il suo debutto ufficiale nel lontano 1993 come componente dello standard MPEG. Da diversi anni Thomson possiede i diritti di sfruttamento intellettuale del formato MP3 e raccoglie royalty da tutti i produttori di dispositivi o di programmi in grado di codificare o decodificare i file MP3.

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01 03 2004
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