TIM condannata per troppi SMS

A Napoli prima sentenza del genere. L'accusa: il cellulare aveva la memoria piena di SMS non richiesti. Cambierà la politica dei gestori?


Napoli – Per la prima volta un operatore di telefonia mobile in Italia è stato condannato da un giudice per aver invaso di SMS la memoria del cellulare di un’abbonata. Una sentenza significativa che potrà interessare molti.

Stando alle notizie di cronaca, l’utente TIM si lamentava del fatto che i messaggini del proprio fidanzato spesso e volentieri non arrivavano come sperato perché la memoria del telefonino si riempiva rapidamente a causa dei messaggini spediti da TIM .

Il giudice di pace di Napoli che ha esaminato il caso ha dato ragione alla donna condannando TIM a risarcirla con mille euro. Una sentenza simbolica, dunque, che però sembra segnare una rotta per i gestori.

La ricorrente, infatti, si è vista riconoscere il principio secondo cui i messaggini che non siano stati richiesti “per iscritto e in modo espresso” sono da considerarsi SMS destinati a violare la privacy e arrecare un disturbo all’utente.

Proprio nelle scorse ore una ricerca e-Media ha stabilito che in Italia sono attive cento linee di telefonia mobile ogni cento abitanti , un dato che rende il paese secondo in Europa dopo la Svezia in questo singolare rapporto utente/popolazione (fonte: Telekommarknaden). Ma è anche un dato che sembra evidenziare la necessità di una più chiara norma di tutela degli abbonati di telefonia mobile che, come si può leggere in rete su molti newsgroup dedicati, si sentono talvolta in balìa dei propri operatori e delle loro politiche commerciali.

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  • Salvatopo scrive:
    Che carini.
    Ma non capisco una cosa, non fanno prima a invitare i giurati a una proiezione in una saletta privata ?Sono ridicolissimi. ;)
  • Anonimo scrive:
    Re: craccare i dischi è impossibile
    - Scritto da: pecus
    La cifratura
    può essere matematicamente sicura,
    soprattutto con algoritmi pubbliciLa cifratura è matematicamente sicura con degli algoritmi matematicamente sicuri. Il fatto che siano pubblici o meno è irrilevante, una volta dimostrata rigorosamente la non invertibilità e una distanza di unicità sufficientemente elevata.Meglio non sputare troppo per questioni parrocchiali o ideologiche sui metodi di security by obscurity, dato che istituzioni, diplomazie e militari basano la loro sicurezza (che indubitabilmente è il MASSIMO della sicurezza pratica ottenibile) al 99% su segreti assoluti e hiding sistematico di TUTTI gli elementi del procedimento crittografico, dagli algoritmi all'esistenza stessa delle info da proteggere. Che poi usino ANCHE algoritmi noti e basati su chiavi pubbliche è un fatto noto, ma non così pregnante.
  • Anonimo scrive:
    Re: "craccare i dischi è impossibile".
    - Scritto da: Anonimo
    non esiste sistema o codice "impossibile" da
    craccare.....
    c'è sempre la strada........è
    solo una questione di termpo.Certo, certo. Postami qui il crack di un file cifrato con OTP di Vernam, ti aspetto tra 10^81 anni... esistono sistemi e codici MATEMATICAMENTE IMPOSSIBILI da sbloccare, e OTP è il più significativo. Lo sanno anche i sassi... ma non i lettori di PI.
  • Anonimo scrive:
    Re: "craccare i dischi è impossibile".
    - Scritto da: Anonimo
    non esiste sistema o codice "impossibile" da
    craccare.....
    c'è sempre la strada........è
    solo una questione di termpo.Concordo... le ultime parole famose.
  • pecus scrive:
    Re: craccare i dischi è impossibile
    State parlando di due cose diverse (e avete ragione tutti e due). La cifratura può essere matematicamente sicura, soprattutto con algoritmi pubblici , è il DRM che non lo è quasi mai, proprio perché tutti gli elementi del processo di cifratura sono disponibili:messaggio cifratomessaggio in chiarochiavealgoritmo (o scatola nera che decodifica)Ecco perché il DRM, alla lunga, non ha futuro. Chiaro che per tenere segreto un film per 1 mese è sufficiente (e con che investimento: lettori per 6000 giurati, 6000 stampe diverse personalizzate, distribuzione chiusa -- mica ti mandano i DHL!)Il modo migliore per bypassarlo: non ci vorrà mica tanto a entrare nella giuria degli Academy Awards! 8)
  • Anonimo scrive:
    Re: Boh? Questo va bene...
    - Scritto da: Anonimo
    Quindi le major si sono tirate da sole la
    zappa sul piede: speravano di incrementare
    le vendite e i guadagni (chi aveva gia' una
    cassetta sarebbe stato indotto a comprare il
    relativo cd, idem per vhs-
    dvd) pero'
    hanno avuto poca lungimiranza...
    A mio parere le majors sono completamente ottenebrate da una sete inestinguibile di guadagno che le porta -pur di non vendere i dvd a prezzi popolari- a pagare e strapagare gente che si inventa algoritmi sempre più complessi e fantasiosi per impedire la copia. I fantastilioni che girano a Hollywood non bastano, non bastano mai. L'entertainment è la vera droga del mondo occidentale, siamo completamente dipendenti e assolutamente assuefatti: si potrebbe vivere senza CD, DVD, cinema, televisione, multimediale? No. Dopo essere stati bloccati nel traffico, le rate da pagare, lavorato (per chi ce l'ha) come schiavi, le code, le tasse, il bollo aci, la moglie che rompe le scatole etc etc cosa rimane? L'entertaiment, la fabbrica dei sogni. Se non vedi almeno un film o una partita o ascolti un cd impazzisci. Le majors lo sanno e ci vogliono spremere ben bene, il parco buoi lo vogliono a disposizione e alla mercè dei prezzi che decidono solo loro, cioè il cartello. Ti credo che odiano le copie.
  • Anonimo scrive:
    Re: craccare i dischi è impossibile

    Quindi il compito e' molto piu' semplice,
    non si tratta di indovinare l'algoritmo di
    decodifica, si tratta solo di trovarlo ed
    emularlo.i migliori algoritmi di cifratura sono pubblici.la forza sta nella chiave, non nell'algoritmo.se il modo di gestire la chiave è buono l'algoritmo te lo possono anche scrivere in chiaro con annesso manualetto di spiegazioni, ti servirebbe solo a dimostrare matematicamente che dato il crittogramma e l'algoritmo usato non puoi recuperare la chiave...ad es le carte di credito, usano l'rc4 che è un algoritmo di tre riche, conosciuto pubblicamente dal '94, su cui si sono fatti studi approfonditi, conoscere l'algoritmo non aiuta a craccare le carte di credito perchè è un buon algoritmo.l'aes è usato dall'nsa, cia ecc, ed è pubblicamente disponibile.gli algoritmi che hanno bisogno di essere tenuti segreti sono quelli non buoni, ma perchè usarli dato che ne esistono di ottimi gratuiti?per fregare un sistema di questo tipo bisogna capire se il sistema di gestione delle chiavi ha delle debolezze (molto probabile dato l'uso che ne fanno), conoscere l'algoritmo non aiuta per nulla, come non aiuta sbraitare che tanto nessuna protezione è assoluta. le protezioni assolute, in senso relativo o matematicamente assoluto, esistono e sono gratuitamnte e pubblicamente disponibili, per fortuna della nostra privacy.
  • Anonimo scrive:
    Re: craccare i dischi è impossibile
    - Scritto da: Anonimo

    non esiste sistema o codice
    "impossibile" da

    craccare.....

    c'è sempre la
    strada........è

    solo una questione di termpo.
    ci sono protezioni matematicamente sicure,
    in quel caso l'affermazione di cui sopra
    è provata, indipendentemente dal
    tempo e dalla potenza di calcolo.
    ci sono protezioni che ci si avvicinano
    molto per cui il "tempo" può
    ragionevolmente essere stimato come la
    durata dell'universo con un esponente di
    zilioni di zilioni, anche supponendo che la
    potenza di calcolo esploda indefinitamente,
    quindi craccare qualcosa quando i diritti
    d'autore sono scaduti o la razza umana
    estinta o il sistema solare esaurito non ha
    molta utilità pratica.
    e poi c'è la distanza di
    unicità, all'aumentare della forza
    della protezione aumentano le
    possibilità per cui è
    matematicamente impossibile distinguere se
    l'output craccato è giusto o meno,
    quindi anche con una potenza di calcolo
    infinita e/o tempo infinito anche un sistema
    craccabile ma robusto non è
    craccabile sempre e comunque.si, ma il bello e' che loro ti danno il dvd criptato e il lettore che contiene il sw che lo decripta scritto da qualche parte nella memeoria del lettore :)Quindi il compito e' molto piu' semplice, non si tratta di indovinare l'algoritmo di decodifica, si tratta solo di trovarlo ed emularlo.
  • Anonimo scrive:
    craccare i dischi è impossibile

    non esiste sistema o codice "impossibile" da
    craccare.....
    c'è sempre la strada........è
    solo una questione di termpo.ci sono protezioni matematicamente sicure, in quel caso l'affermazione di cui sopra è provata, indipendentemente dal tempo e dalla potenza di calcolo.ci sono protezioni che ci si avvicinano molto per cui il "tempo" può ragionevolmente essere stimato come la durata dell'universo con un esponente di zilioni di zilioni, anche supponendo che la potenza di calcolo esploda indefinitamente, quindi craccare qualcosa quando i diritti d'autore sono scaduti o la razza umana estinta o il sistema solare esaurito non ha molta utilità pratica.e poi c'è la distanza di unicità, all'aumentare della forza della protezione aumentano le possibilità per cui è matematicamente impossibile distinguere se l'output craccato è giusto o meno, quindi anche con una potenza di calcolo infinita e/o tempo infinito anche un sistema craccabile ma robusto non è craccabile sempre e comunque.
  • fasibia scrive:
    Re: "craccare i dischi è impossibile".

    Uhm, non so se ho capito bene... ma se
    catturando l'immagine, per esempio con una
    digitalcam, restano cmq su schermo dei
    watermark (scritte che scorrono sul video)
    per identificare il "proprietario" del
    DVD... bhè, basta offuscarle o
    toglierle con qualche filtro (come fanno
    già molte crew che "distribuiscono"
    screener), no?Certo che se scrivono in grande "Luigi rossi ha illegalmente copiato questo film" è facile rimuovere i riconoscimenti.Ma in un paio d'ore di film potrebbero disseminare codici di natura diversa (scritte, forme, colori). Alla fine basterebbe un numeretto che appare in una decina di fotogrammi sparsi per il film..Senza sapere in anticipo che sistema hanno usato per tutelarsi, come fai ad essere certo di averlo superato?Metti la protezione dei cd. USano un sistema che impedisce, ad esempio, la lettura del cd in un pc. Tu riesci a masterizzarlo comunque e sai di avelro superato. Quindi ammettendo che riescano ad acquisire le immagini e i suoni non avranno mai la certezza di non poter essere identificabili.
  • TPK scrive:
    Re: Vedremo.....
    - Scritto da: Anonimo
    Craccare i dischi e' impossibile....ci
    vogliono player specifici...mentre vedete il
    film l'FBI registrera' tutte le info sulla
    vostra vita....beh...vedremo.....:D:D:D
  • Anonimo scrive:
    Re: "craccare i dischi è impossibile".
    - Scritto da: fasibia
    Aggiungi la questione dell'identità
    del giurato.. Ammettendo che in qualche modo
    si riesca a catturare l'immagine senza
    craccare niente, resterebbe comunque
    impressa in video l'identità "della
    talpa".
    Mica male come concetto: funziona più
    della protezione..Uhm, non so se ho capito bene... ma se catturando l'immagine, per esempio con una digitalcam, restano cmq su schermo dei watermark (scritte che scorrono sul video) per identificare il "proprietario" del DVD... bhè, basta offuscarle o toglierle con qualche filtro (come fanno già molte crew che "distribuiscono" screener), no?
  • Joker0 scrive:
    Re: Ogni moneta spesa in protezione...
    Questi signori di Hollywood si affannano come affamati cani obesi intorno ad una grossa torta gelato che si sta sciogliendo sotto i loro occhi, alla luce di nuovi soli. E' solo questione di tempo, e la forza di milioni di formiche (noi, proprio noi, le formiche da mungitura. L'avresti mai detto ?) prevarrà, portando quella che si spera essere una rivoluzione nel campo dei diritti d'autore. Il fatto che abbiano deciso di non distribuire per nulla le copie, temendo vengano diffuse illegalmente, la dice lunga sulla lungimiranza di questi stupidi bulldog senza cervello. Auguro loro di vivere per un lustro con 900 Euro al mese.JK
  • Anonimo scrive:
    Re: Ogni moneta spesa in protezione...
    - Scritto da: Anonimo

    con conseguente perdita di soldi
    investiti.

    che pagano i consumatori
    : PEppoi dicono che sono in crisi....se spendono soldi per ste cose e' normale che sono in crisi
  • Anonimo scrive:
    Vedremo.....
    Craccare i dischi e' impossibile....ci vogliono player specifici...mentre vedete il film l'FBI registrera' tutte le info sulla vostra vita....beh...vedremo.....
  • Anonimo scrive:
    Re: Ogni moneta spesa in protezione...

    con conseguente perdita di soldi investiti.che pagano i consumatori
    : P
  • fasibia scrive:
    Re: "craccare i dischi è impossibile".

    Questione di tempo? Vero. Se pero` il tempo
    necessario e` superiore al tempo che impiega
    il film ad essere distribuito per vie
    ufficiali, allora la protezione ha svolto il
    suo scopo: non quello di proteggere un
    prodotto in eterno, ma di proteggerlo quel
    tanto di tempo che basta.Aggiungi la questione dell'identità del giurato.. Ammettendo che in qualche modo si riesca a catturare l'immagine senza craccare niente, resterebbe comunque impressa in video l'identità "della talpa".Mica male come concetto: funziona più della protezione..
  • Anonimo scrive:
    Re: Boh? Questo va bene...

    Comunque faccio una riflessione.
    Alla nascita dello standard DVD nessuno
    immaginava che un giorno il discorso "copia"
    sarebbe diventato un cosi grande problema
    (per noi e per loro)Forse non ci crederai, ma io invece l'avevo immaginato gia' dai tempi del CD, stessa cosa per il DVD.Con le cassette audio e vhs il problema della copia era la qualita': era difficile ottenere copie di qualita', inoltre facendo la copia di una copia di una copia (etc) la qualita' precipitava velocemente.Poi ascoltando una cassetta questa inevitabilmente un poco alla volta si deteriorava.Ora, con l'uscita di formati digitali invece si riescono ad ottenere copie *quasi* perfette.Quindi le major si sono tirate da sole la zappa sul piede: speravano di incrementare le vendite e i guadagni (chi aveva gia' una cassetta sarebbe stato indotto a comprare il relativo cd, idem per vhs-
    dvd) pero' hanno avuto poca lungimiranza...
  • Locke scrive:
    Ogni moneta spesa in protezione...
    ... è una moneta che va persa.In tempi brevi, ogni protezione viene crackata, tempo 1 mesetto e anche questa protezione verrà scavalcata, con conseguente perdita di soldi investiti.
  • Bejelit scrive:
    Re: "craccare i dischi è impossibile".
    Questione di tempo? Vero. Se pero` il tempo necessario e` superiore al tempo che impiega il film ad essere distribuito per vie ufficiali, allora la protezione ha svolto il suo scopo: non quello di proteggere un prodotto in eterno, ma di proteggerlo quel tanto di tempo che basta.
  • avvelenato scrive:
    Re: "craccare i dischi è impossibile".
    - Scritto da: Anonimo
    non esiste sistema o codice "impossibile" da
    craccare.....
    c'è sempre la strada........è
    solo una questione di termpo.

    Giòappunto.. solo una questione di tempo... dici poco...bisogna vedere se il tempo 'sti giudici lo vogliono impiegare giocando a fare gli acari, oppure facendo ciò per cui sono pagati..... ;)
  • pandavr scrive:
    Re: "craccare i dischi è impossibile".
    - Scritto da: Anonimo
    non esiste sistema o codice "impossibile" da
    craccare.....
    c'è sempre la strada........è
    solo una questione di termpo.

    GiòEsatto! Anche perchè in qualsiasi sistema DRM viene fornito il codice criptato (in film per intenderci) e la chiave per poterlo leggere proprio a chi è potenzialmente intenzionato a creare la copia. Una genialata sti DRM.
  • Anonimo scrive:
    "craccare i dischi è impossibile".
    non esiste sistema o codice "impossibile" da craccare.....c'è sempre la strada........è solo una questione di termpo.Giò
  • avvelenato scrive:
    Re: Boh? Questo va bene...
    - Scritto da: Anonimo
    Mi sembra giusto che in una situazione del
    genere si faccia questo tipo di
    attività.anche io.il maggior danno all'industria cinematografica è dato dagli screener e anteprime varie realizzate in ogni modo.non ci sono molte giustificazioni per questo tipo di atti... bisogna accettare però che il copyright abbia un senso, per tutelare chi in questo mondo lavora e crea.se lasciassero in pace gli sharers che si scambiano soltanto cose vecchie e già passate in tv, oppure cose che non si trovano se non a pagarle oro (quando va bene), sarei il primo a schierarmi con hollywood e chi altro... appoggerei anche un eventuale decreto urbano che punisse chi shara film appena usciti.
    Basta che non diventi lo standard per tutti
    (cosa che vedo durissima xche col pippero
    che mi obbligano a vedere i film sul PC e
    non sul DVD)
    sarebbe antieconomico!
    Comunque faccio una riflessione.
    Alla nascita dello standard DVD nessuno
    immaginava che un giorno il discorso "copia"
    sarebbe diventato un cosi grande problema
    (per noi e per loro)
    La mia senzazione e' che, nel futuro, se
    verrà definito un nuovo standard di
    "media digitale" dentro quel supporto ci
    sarà poco film e molto molto software
    che blocchi copia e trucchi vari.
    TENIAMOCI IL DVD FIN CHE SI PUO'!!! :Dla mia sensazione è che gli standard non copiabili non hanno finora avuto successo.
  • Anonimo scrive:
    Boh? Questo va bene...
    Mi sembra giusto che in una situazione del genere si faccia questo tipo di attività.Basta che non diventi lo standard per tutti (cosa che vedo durissima xche col pippero che mi obbligano a vedere i film sul PC e non sul DVD)Comunque faccio una riflessione.Alla nascita dello standard DVD nessuno immaginava che un giorno il discorso "copia" sarebbe diventato un cosi grande problema (per noi e per loro)La mia senzazione e' che, nel futuro, se verrà definito un nuovo standard di "media digitale" dentro quel supporto ci sarà poco film e molto molto software che blocchi copia e trucchi vari.TENIAMOCI IL DVD FIN CHE SI PUO'!!! :-D
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