TIM: e ora GPRS (quasi) gratis per tutti

L'azienda ha appena lanciato i servizi GPRS per l'intera utenza dopo due mesi di servizi forniti alle imprese. Ecco tutti i dettagli dell'offerta con cui TIM spera di occupare da subito quote di un mercato che appare promettente per tutti


Roma – Telecom Italia Mobile ha annunciato la disponibilità per tutti i propri utenti “consumer”, dei servizi di connettività veloce via wireless GPRS (Global Packet Radio System). Si tratta di una drastica ma prevista estensione dei servizi già forniti alle imprese.

Per lanciare il servizio, TIM ha aperto un’offerta che consente di attivare i servizi GPRS per 25mila lire, Iva inclusa, fino al prossimo 29 luglio. Fino a quella data, dunque, chiunque potrà collegarsi ai servizi WAP di i-TIM direttamente dal cellulare oppure dal portatile o dal palmare connesso al telefonino.

Con quella somma, 25mila lire, si potrà navigare sui “contenuti Internet” dei servizi TIM senza limiti di traffico o di tempo, fino alla fine di luglio.

TIM, che con l’occasione cerca di piazzare i propri telefonini GPRS, ha aperto questa offerta esclusivamente agli utenti non-business e ha specificato che l’opzione può essere attivata da tutti gli abbonati TIM e dai clienti del servizio ricaricabile con TIM AutoRicarica 190, Long TIM, FlashTIM e FlashTIM 24h. Non è invece combinabile con TIM 3xTe e FlashTIM Free SMS.

Due le modalità di utilizzo principale. La prima è relativa all’utilizzo del solo apparecchio GPRS, con il quale si può accedere a servizi di gestione di posta elettronica, organizzazione degli appuntamenti (UNI.TIM), verifica dell’andamento dei titoli sul mercato finanziario, download di nuovi logo e suonerie, lettura dell’onnipresente oroscopo e via dicendo.

La seconda modalità è invece disponibile per chi utilizza il proprio GPRS per trasmettere e ricevere dati su un computer portatile o sul palmare. In quel caso ci si può connettere a velocità che possono arrivare nel migliore dei casi fino a 40 kilobit al secondo. Si tratta di una modalità “always on”, caratteristica del GPRS, che consente di non interrompere il proprio lavoro anche mentre si utilizza il telefono per ricevere o effettuare telefonate.

Gli operatori TIM hanno confermato a Punto Informatico che a partire dal 30 luglio, invece, TIM introdurrà due diverse offerte per le modalità di fruizione dei servizi dati, “via WAP” o “via GPRS”. Si tratterà naturalmente di tariffazioni diverse con modalità differenti i cui dettagli, però, devono ancora essere decisi dall’azienda.


La “versione WAP” sarà pensata soprattutto per chi utilizza il WAP-GPRS per collegarsi col telefonino, la “versione GPRS” sarà invece tarata sull’utilizzo di chi sfrutta il telefonino come “ponte” per la connessione di un computer o di un palmare.

Sul GPRS gli operatori mobili stanno giocando una partita importante. Nonostante i numerosi rinvii e le incertezze che hanno caratterizzato questi mesi in cui il servizio è stato sballottato tra annunci di lancio e conferme di ritardi, gli analisti sono concordi nell’affermare che la telefonia mobile 2.5G, come spesso viene definito il GPRS, costituirà per anni il terreno di scontro più duro tra gli operatori.

Questo si dovrebbe tradurre, per gli utenti, in una progressiva disponibilità di maggiori risorse e modalità di servizio a costi relativamente contenuti, sebbene in passato la competizione tra operatori mobili non abbia sempre prodotto un miglioramento delle condizioni di servizio.

Con il GPRS si avrà modo di testare il significato di una connessione wireless capace di correre molte volte più dell’attuale GSM. E ci vorrà l’UMTS, la telefonia di terza generazione, per trasformare queste possibilità in collegamenti superveloci a larghissima banda. Ma, come noto , ci vorranno ancora anni prima che la telefonia mobile 3G possa “generare un mercato”…

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  • Anonimo scrive:
    Complimenti !
    Era da tempo che non mi capitava di leggere un articolo così lungo e di riuscire ad arrivare alla fine ! Un'analisi cruda, serena ed, a mio avviso, corretta.
  • Anonimo scrive:
    quasi off topic, ma rifletteteci 1 sec
    ...una piccola riflessione....avete notato come le grandi aziende,che coprono pareti e pareti di manifesti(ovviamente non cliccabili) che ricadono quasi nel settore della pubblicità subliminale (es. coca cola, per dirne uno,non è un nuovo prodotto da far conoscere)non mettono neppure un bannerino in giro perla rete?Banner che tra l'altro non avrebbe neppure il bisogno di essere cliccato, ma servirebbeper quello che è, ovvero un manifesto virtuale.Come mai? Forse che queste grandi aziende noncredono alla pubblicità on-line?Pensate invece a quanti fantastiliardi entrerebbero di colpo nel web se tali aziendedecidessero di sparpagliare a dritta e a mancadei banners pubblicitari...
  • Anonimo scrive:
    Parole sante Mantellini
    Si proprio parole sante, il problema purtroppo è che non tutti ci sentono da quel'orecchio (della ragione). Pensano di coprire i costi con la pubblicità; sarebbe stata una pensata ottima, se gli internettiani fossero talmente strulli da cliccare su tutti i banners e link che trovano, ma come si è visto non è così. L'utente Internet approfitta dei servizi gratis senza assolutamente o quasi prendere in considerazione i banners. Del resto anche la maggior parte dei fornitori di servizi gratuiti dice chiaramente all'utente che il servizio è pagato da un banner o da un software che visualizza pubblicità. Evidentemente però tra il vedere la pubblicità (che poi bisogna anche osservare: ad es. io utente di netfraternity, rimango per tutto il tempo davanti al PC a navigare, ma se mi si chiede cosa è passato sulla barra non ricordo proprio nulla) e il cliccare o addirittura l'acquistare ce ne passa.Del resto le attività gratuite immesse sul mercato non possono essere poi fatte pagare dagli utenti, sia per una questione di caduta delle adesioni, ma anche per una questione di stile (sarebbe quasi una truffa). Posso capire chi si è sempre fatto pagare un tanto e poi aumenta i prezzi (vedi le flat), ma non chi ha proposto un servizio come 'senza costi' e poi si rimangia tutto imponendo balzelli. Oramai la batosta le imprese l'hanno presa, che ingoino le loro perdite (se ce la fanno) e imparino che internet è un mercato come qualsiasi altro con una forse unica eccezione consistente nel fatto che non esiste la possibilità di gabbare il cliente approfittando delle difficoltà di comunicazione delle informazioni che sono invece insiste nel mercato 'normale'.
  • Anonimo scrive:
    NESSUNO PAGHERA' MAI per avere cio' che ha gratis
    il pubblico di Internet è stato abituato troppo "bene""TUTTO GRATIS"si veda il caso dello Sniaps (Napster)come gli utenti SIANO FUGGITI si vedano altri casi eclatanti di fallimentidi dot com cui si basavano su servizi a pagamento.IL SUCCESSO IN RETE RESTERA' PER CHI RIUSCIRA' A COPRIRE I COSTI CON LE SOLE ENTRATE DELLA PUBBLICITA'.CHI CERCHERA' DI IMPORRE TARIFFE (anche minime, del tipo 5 o 7 dollari al mese)PERDERA' OLTRE l'85% dell'utenzaed il restante 15% abbandonera' entro un anno il servizio a pagamento in cambio di UNO GRATUITO.LA CAPACITA' dei WEB PROMOTERS sta proprio in questo, calibrare costi e ricavied offrire accesso "libero" ai contenuti.Se Tiscali fosse stata a pagamento non avrebbe mai avuto il fatturato che ha raggiunto fino a poco tempo fa.LA "CULTURA" DEL GRATIS sara' DURA A MORIRE.LA GENTE PENSA SOLO AI SOLI PROPRI INTERESSI, percuianche i webmasters E' GIUSTO CHE PENSINO AI PROPRI.IO TI DO x, TU TI ASSORBI LA PUBBLICITA', QUANTA & COME VOGLIO IO,NON TI STA BENE?CAMBIA SITO E PAGA, ma nessuno è disposto a pagare, percui: E' UNO SCAMBIO RECIPROCO DI "SERVIZI" tra utenza e proprietari dei sitiRIFLETTETE GENTE.Un Saluto
    • Anonimo scrive:
      Re: NESSUNO PAGHERA' MAI per avere cio' che ha gratis
      oddio riecco quello dello Sniaps!! :-)cmq questa volta mi trovo d'accordo con te.. il punto in cui io aprirei una discussione è... perchè non c'è stato il boom della pubblicità online, tanto atteso da tutti gli analisti ?? - Scritto da: il VERO MAX
      il pubblico di Internet è stato abituato
      troppo "bene"

      "TUTTO GRATIS"

      si veda il caso dello Sniaps (Napster)
      come gli utenti SIANO FUGGITI
      si vedano altri casi eclatanti di fallimenti
      di dot com cui si basavano su servizi a
      pagamento.

      IL SUCCESSO IN RETE RESTERA' PER CHI
      RIUSCIRA' A COPRIRE I COSTI CON LE SOLE
      ENTRATE DELLA PUBBLICITA'.

      [...]
    • Anonimo scrive:
      Re: NESSUNO PAGHERA' MAI per avere cio' che ha gratis
      - Scritto da: il VERO MAX
      il pubblico di Internet è stato abituato
      troppo "bene"

      "TUTTO GRATIS"
      ....
      IL SUCCESSO IN RETE RESTERA' PER CHI
      RIUSCIRA' A COPRIRE I COSTI CON LE SOLE
      ENTRATE DELLA PUBBLICITA'.E se non ci riuscira' nessuno?Oppure, se quelli che ci riusciranno daranno solo servizi molto scadenti rispetto agli altri?Ciao!
    • Anonimo scrive:
      Re: NESSUNO PAGHERA' MAI per avere cio' che ha gratis


      IL SUCCESSO IN RETE RESTERA' PER CHI
      RIUSCIRA' A COPRIRE I COSTI CON LE SOLE
      ENTRATE DELLA PUBBLICITA'.Bella questa!e quando diminuisce il click-through? rifletti prima di urlare
  • Anonimo scrive:
    Ovviamente...
    ...Le persone preparate sanno benissimo che WAP non serve per girare internet (chi ha voglia di pagare cifre stratosferiche sul collegamento per vedere a malapena 3 righe di testo?), e che probabilmente UTMS costerà troppo... Ma i gonzi? I gonzi grossi grossi però, le aziende. Le aziende sono ABBINDOLATE dalla pubblicità che viene data alle possibilità di WAP, UTMS, etc... etc... Abbindolate da chi questi strumenti li produce. Le aziende CREDONO di poter rivendere dei servizi che hanno comprato, credono solo perchè chi glieli ha venduti ha assicurato che sono il 'non plus ultra'... Fossero meno gonzi e più tecnici avrebbero capito subito che fregatura c'era sotto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ovviamente...
      - Scritto da: HotEngine
      ... produce. Le aziende CREDONO di poter
      rivendere dei servizi che hanno comprato,
      credono solo perchè chi glieli ha venduti ha
      assicurato che sono il 'non plus ultra'...
      Fossero meno gonzi e più tecnici avrebbero
      capito subito che fregatura c'era sotto.Concordo con quello che dici ...Se nelle aziende ci fossero piu' tecnici (magari meglio pagati) e meno manager ed "esperti di marketing" prenderebbero tante fregature in meno ...
  • Anonimo scrive:
    In My Humble Opinion
    Vorrei fare una riflessione.Ultimamente stiamo assistendo alla dimostrazione che le leggi del mercato sono le stesse sia nel mondo reale che in quello virtuale di Internet.Le cose hanno un costo e da qualche parte c'e' qualcuno che le paga.I server costano, la banda costa, i tecnici hanno un costo, chi crea i contenuti ha un costo e cosi' via.Qualcuno queste cose le deve pagare e questo qualcuno probabilmente non lo fara' per beneficenza o per puro spirito di solidarieta' (sarebbe piu' bello se fosse cosi' ma purtroppo il mondo funziona in un altro modo).Questo qualcuno vorra' probabilmente portarsi a casa la cosiddetta "pagnotta".Il gratis funziona fino ad un certo punto. Questo punto mi sembra chela pubblicita' lo abbia fissato decisamente piu' in basso di dove si era previsto inizialmente.Credo che il cambiamento che (per forza) dovra' avvenire, dovra' esserenella direzione di un allineamento con il funzionamento del mondo reale per poter avere successo sul lungo periodo.Nel mondo reale nessuno si sogna di andare dal giornalaio prendere la rivista preferita e andarsene con un semplice "Grazie!".Eppure le riviste sono piene di pubblicita'.La soluzione, secondo me, non puo' essere nemmeno quella di far pagare "abbonamenti" per tutto quello che c'e' in rete.Qualcuno ci ha provato ma e' stato punito dal mercato.La cosa era anche prevedibile, quanti sono quelli che si abbonano per un anno, per esempio, alla Gazzetta dello Sport e simili?Paticamente nessuno.La maggioranza della gente quando vuole il giornale rosa va all'edicola, lascia il suo obolo e se lo porta a casa.Su Internet i costi che non verranno coperti dalla pubblicita' dovranno essere coperti da un altro tipo di entrate per le societa'.Altrimenti prima o dopo ci sara' solo il fallimento.Quando una cosa e' a pagamento dovrebbe essere possibile semplicemente pagarla e andarsene via.Tutte le varie procedure di registrazione, di immissione dati, di abbonamento, sono una barriera molto alta per il funzionamento delle cose a pagamento su Internet.Un'idea potrebbe essere quella di poter fare un'unica registrazione, con un unico codice di accesso e con un unico conto di addebito.I siti che volessero offrire contenuti a pagamento potrebbero affiliarsi a questo "network" e permettere l'accesso al singolo oggetto a pagamento, semplicemente dopo l'inserimento del proprio codice di accesso.Il costo dell'oggetto verrebbe automaticamente addebitato sull'unico conto del cliente.Per esempio, una rivista on-line come Salon vuole offrire i propri contenuti a pagamento. Bene, invece di farti accedere ad una versione mutilata della rivista come prova e farti abbonare per un intero anno alla rivista, potrebbe farti pagare il singolo numero della rivista 5 centesimi di euro e fartelo leggere nella sua completezza.Esattamente come avviene per una qualunque rivista in edicola.Basterebbe inserire il proprio codice unico di accesso e i 5 centesimi sarebbero addebitati nel proprio conto a fine mese.Poi l'utente vuole leggere un altra rivista on-line a pagamento? Nello stesso modo inserisce lo stesso codice e questa volta gli vengono addebitati per esempio 3 centesimi nel conto.Per i possibili problemi di sicurezza questo codice unico potrebbe trovarsi benissimo in una smart card da far leggere al computer (ormai sono decisamente economiche) oppure nella scansione dell'iride di cui si parla in un altro articolo di PI.In questo modo ci si potrebbe comportare su Internet esattamente come nel mondo reale.I costi dei servizi e dei prodotti verrebbero automaticamente regolati dalle leggi del mercato.Se un costo e' troppo alto, semplicemente nessuno lo paghera' e chi fornisce quel prodotto fara' bene a pensare di ridurne il prezzo.Avrebbero successo quelli che riescono a guadagnare fornendo un buon prodotto ad un giusto prezzo.Come nel mondo reale e forse anche piu' selettivamente.Io ho detto la mia, adesso sbranatemi pure.Alla prossima.
    • Anonimo scrive:
      Re: In My Humble Opinion
      Alcuni appunti,- Scritto da: Un Mostro Aniba
      andare dal giornalaio prendere la rivista preferita
      e andarsene con un semplice "Grazie!".
      Eppure le riviste sono piene di pubblicita'.Questo dovrebbe anche farci riflettere su come comunque si tenda a gabbare il consumatore.Ma esistono sfumature a questa realtà.Se la pubblicità eccede anche la rivista "paga".Io non mi sono più abbonato a una rivista informatica perchè troppo densa ormai di pubblicità (1:1 le pagine di pubb. e di info.Compro invece un mensile con poche ma pulite idee e stimoli.In America ho sperimentato un mensile di IT con buoni articoli e zeppo di pubblicità. Ma distribuito gratis.
      Per i possibili problemi di sicurezza questo
      codice unico potrebbe trovarsi benissimo in
      una smart card da far leggere al computer
      (ormai sono decisamente economiche) Ti-vi propongo un'alternativa più semplice ma efficace (forse).Carte prepagate attivabili telefonicamente.Esistono già. Basta diffonderne l'uso.Nessun dato sensibile da nessuna parte. Solo transazioni tra chi dà servizi e banche cui ho versato una piccola tariffa (inferiore al milione.Che ne dite?
      • Anonimo scrive:
        Re: In My Humble Opinion

        - Scritto da: Un Mostro Aniba

        andare dal giornalaio prendere la rivista
        preferita

        e andarsene con un semplice "Grazie!".

        Eppure le riviste sono piene di
        pubblicita'.si ok ma capirai che fare un giornale cartaceo costa molto di + che farne uno on-line...i costi della stampa e sitribuzione sono altissimi rispetto al mantenimento di un sito internet
        Questo dovrebbe anche farci riflettere su
        come comunque si tenda a gabbare il
        consumatore.
        Ma esistono sfumature a questa realtà.
        Se la pubblicità eccede anche la rivista
        "paga".
        Io non mi sono più abbonato a una rivista
        informatica perchè troppo densa ormai di
        pubblicità (1:1 le pagine di pubb. e di
        info.idem...
        Compro invece un mensile con poche ma pulite
        idee e stimoli.
        In America ho sperimentato un mensile di IT
        con buoni articoli e zeppo di pubblicità. Ma
        distribuito gratis.


        Per i possibili problemi di sicurezza
        questo

        codice unico potrebbe trovarsi benissimo
        in

        una smart card da far leggere al computer

        (ormai sono decisamente economiche)

        Ti-vi propongo un'alternativa più semplice
        ma efficace (forse).
        Carte prepagate attivabili telefonicamente.
        Esistono già. Basta diffonderne l'uso.
        Nessun dato sensibile da nessuna parte. Solo
        transazioni tra chi dà servizi e banche cui
        ho versato una piccola tariffa (inferiore al
        milione.
        Che ne dite?allora...io sono daccordo sul fatto dei costi, delle imprese etc. etc.ma riflettete un attimo dell'andamento di internet prima che venisse invaso dalla net-economy... il suo successo lo deve proprio al fatto che distribuisce una marea di contenuti dei + svariati tipi in maniera assolutamente gratuita: stò parlando ovviamente delle homepage e di tutte quelle pagine tematiche fatte da appassionati che hanno reso internet quello che è. Ora se DeAndreis mi venisse a dire: guarda che da domani Punto Informatico lo paghi... poco, ma lo paghi... beh anche se lo considero il migliore quotidiano tecnologico della rete in lingua italiana di sicuro non scucirei una lira... tanto l'offerta è così vasta che qualcuno prima o poi si accaparrerebbe il mercato dei lettori che la pensano esattamente come me. Voi direte: se non ce la fà punto informatico, come potrebbe farcela un fantomatico "Corriere della Rete"? Beh oltre alla citata pubblicità potrebbe coinvolgere nella redazione degli articoli anche i lettori stessi; e questo modello funziona poichè è sperimentato ad es. da Linux... e non mi venite a dire che linux non conta un cazzo perchè dal punto di vista server stà prendendo ormai il largo su prodotti commerciali. La differenza dalla vita reale è che un singolo utente può molto + facilmente ottenere notizie e diffonderle, commentare e fare in modo che i suoi commenti raggiungano un vasto pubblico; ma punto informatico è anche questo no?!?! io oltre agli articoli trovo molto stimolanti (a volte + degli articoli) i commenti dei singoli utenti; e questo modello nella vita reale non è applicabile su grandi numeri. Forse sono andato un po' OT, cmq la semplice idea di dover pagare per ottenere informazioni dopo la sbornia di questi anni non mi passa neanche per la testa e credo che molti la pensino come me; quindi semplicemente la rete si auto-regolerà e troverà nuovi modi di diffondere notizie, commenti, opinioni su larga scala in maniera gratuita.
        • Anonimo scrive:
          Re: In My Humble Opinion
          - Scritto da: Aragorn il Ramingo
          Ora se
          DeAndreis mi venisse a dire: guarda che da
          domani Punto Informatico lo paghi... poco,
          ma lo paghi... beh anche se lo considero il
          migliore quotidiano tecnologico della rete
          in lingua italiana di sicuro non scucirei
          una lira... tanto l'offerta è così vasta che
          qualcuno prima o poi si accaparrerebbe il
          mercato dei lettori che la pensano
          esattamente come me. Voi direte: se non ce
          la fà punto informatico, come potrebbe
          farcela un fantomatico "Corriere della
          Rete"? Beh oltre alla citata pubblicità
          potrebbe coinvolgere nella redazione degli
          articoli anche i lettori stessi; e questo
          modello funziona poichè è sperimentato ad
          es. da Linux...Giusto, cosi' sfrutti una delle cose piu' belle di Internet, cioe' i contenuti creati dagli utenti stessi.Ma i server e la banda chi li paga?Non credo che la pubblicita' da sola riesca a coprire i costi degli attuali server e delle attuali linee.Internet prima della new-economy aveva molti meno server e molta meno banda.Adesso siamo abituati a visitare siti che supportano migliaia di utenti in contemporanea oppure che dispongono di mirror sparsi in mezzo mondo per farci scaricare tutti alla massima velocita'.Tutto questo costa. Molto.Chi paga?Solo la pubblicita' ?...speriamo, ma non credo...Ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: In My Humble Opinion

            Internet prima della new-economy aveva molti
            meno server e molta meno banda.
            Adesso siamo abituati a visitare siti che
            supportano migliaia di utenti in
            contemporanea oppure che dispongono di
            mirror sparsi in mezzo mondo per farci
            scaricare tutti alla massima velocita'.
            Tutto questo costa. Molto.
            Chi paga?
            Solo la pubblicita' ?

            ...speriamo, ma non credo...

            CiaoSono d'accordo, all'inizio internet era fatta da pagine con poche immagini e testo.Flash non esisteva forse, e non c'era bisogno di loading....loading....loading.....Un sito era di 500Kb e conteneva grande ricchezza di informazioni....eravamo in meno, e forse era meglio così....In ogni caso, è vero, la banda costa, i server costano, i tecnici costano...la rovina di internet è rappresentata dai "parvenu" che hanno pensato di poter "portare" su internet le stupidaggini dell'offline.Chiedete a l'uomo coi baffi perchè tre anni fa internet era secondo lui una banda di maniaci e adesso invece ha una webagency?meditare....sempre!
        • Anonimo scrive:
          Re: In My Humble Opinion
          - Scritto da: Aragorn il Ramingo
          hanno reso internet quello che è. Ora se
          DeAndreis mi venisse a dire: guarda che da
          domani Punto Informatico lo paghi... poco,
          ma lo paghi... beh anche se lo considero il
          migliore quotidiano tecnologico della rete
          in lingua italiana di sicuro non scucirei
          una lira... tanto l'offerta è così vasta cheIo sono dell'opinione opposta. Se PI fosse a pagamento io sarei sicuramente un abbonato. Il motivo è che i siti con informazione quotidiana di qualità sono veramente pochi. La maggior parte non fanno altro che riciclare le stesse notizie, non creano assolutamente nulla!Infine la questione di un sito fatto con i contributi degli utenti.Per adesso il sistema ha funzionato perchè ognuno ha la possibilità di far sentire la propria voce ad una platea potenzialmente uguale a quella di un giornalista. Questa novità, il senso di comunità e partecipazione e qualche altro fattore hanno decretato il successo di questo modello.Si arriverà però ad un punto che molti non avranno alcuna voglia di scrivere cose interessanti per far felice qualcun altro.Se si deve scrivere gratis esistono i newsgroup oppure ci sia apre un sito personale. Ciao.
          • Anonimo scrive:
            Re: In My Humble Opinion
            A me viene anche da dire che se ad un certo punto un giornale come PI, per dire PI, non si regge piu' sulla pubblicita', vuol dire che ha due scelte: chiudere, farsi pagare dagli utenti.Probabilmente chiuderebbe, e cosi' farebbero in tanti - e faranno immagino, ma saremmo senza PI. Qualcuno tenterebbe di rimpiazzarlo e dopo qualche mese chiuderebbe anche lui. Nel frattempo avanzerebbero solo i giornali "GRATIS" degli editori che gia' pubblicano su carta e che si fanno pagare i giornali in edicola.Morale della favola: ci ritroveremo a leggere sempre e comunque Mondadori.
  • Anonimo scrive:
    tirar fuori soldi
    per leggere online le news val la pena solo se sono di qualita' e se questo significa non vedere piu' pubblicita', cookie e stronzate simili.
  • Anonimo scrive:
    L'HO SEMPRE detto che IL WAP non vale un cazzo!
    E tutti i "wapparoli" ad insultare...Leggetevi l'oroscopo e giocate al solitariopiù di questo il WAP non può servirvi.L'UMTS, sembra che non partirà neppure a GIUGNO 2002, si prevede per il 2004.MA CHE BELLA RETROMARCIA !! SARA' L'ENNESIMO FALLIMENTO, perchè in rete TUTTO CAMBIA E SI EVOLVE IN 3 mesi, figuriamoci fra 2 o 4 anni!Nasceranno nuovi protocolli MIGLIORI DELL'UMTSe tutte le aziende che avevano investito valanghe di miliardi per le licenze, vedranno andare in fumo i loro "progetti".L'm-commerce?UN'ALTRA STRONZATA( mi si permetta il termine )DITEMI VOI CHI E' QUEL REPRESSO CHE SI COMPRA IL MAGLIONE O UNA TELEVISIONE, RADIO o altroda un telefonino. Comunque sono contento così, un bel numero di aziende che fallisce, licenziamenti a valanga,BENE, così IMPARATE che INTERNET non è cosa da tutti, ma SOLO per gente che ha LE CONOSCENZEMATURATE DA ANNIe non per quei POVERI ILLUSI che pensavano di DIVENTARE "MILIARDARI" grazie alla rete.IL 2001 sarà l'anno della "SELEZIONE NATURALE"i pichielli fuori, i professionisti dentro.FORZA INTERNET !! MANDALI TUTTI A CASAQUESTI: D I L E T T A N T I
    • Anonimo scrive:
      Re: L'HO SEMPRE detto che IL WAP non vale un cazzo!

      Comunque sono contento così, un bel numero
      di aziende che fallisce, licenziamenti a
      valanga,sei contento dei licenziamenti a valanga?!?!?
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