Torvalds: DRM? Non è il diavolo

Il pragmatico Linus Torvalds ribadisce fermamente il suo no alla licenza GPLv3, orientata verso il rifiuto di ogni sistema DRM: firme digitali e crittografia non sono DRM... cattivi


Roma – Il papà di Linux soffia sul fuoco delle recenti polemiche sollevate dal testo provvisorio della licenza GPLv3 , accusata di porsi in modo ideologico contro qualsiasi tipo di Digital Rights Management . In un post apparso sulla Linux Kernel Mailing List , Torvalds ha infatti sottolineato che “certe forme di DRM non sono affatto così malevole”.

“Crittografia e firme digitali”, specifica Torvalds, “sono anche dei buoni strumenti di sicurezza”. Il creatore di Linux ha quindi elencato una serie di situazioni dove l’uso di certi DRM potrebbe diventare una marcia in più , specialmente per certe distribuzioni orientate al business . Ad esempio, nell’ipotesi di un sistema che usa “moduli kernel con certificato digitale, rilasciati sotto licenza GPL”.

Questo tipo di DRM, stando a Torvalds, “fornisce maggiore sicurezza e contempla la possibilità di non far caricare i moduli non firmati, marcandoli come potenzialmente dannosi o perlomeno inaffidabili”. Per questo motivo, ma non solo, Torvalds sostiene che “molte persone troveranno poco entusiasmante la nuova impostazione della GPLv3, che rifiuta tutti i DRM”.

“Per ora basta la GPLv2”, ha dichiarato il famoso programmatore, “perché onesta e bilanciata”. L’opinione di Torvalds sul futuro della licenza GPL segna un distacco ben marcato dalle posizioni della Free Software Foundation , capeggiata da Richard Stallman: “La GPLv3 richiede più di quanto riesce ad offrire, in quanto non pretende la condivisione del codice, ma chiede il controllo su qualsiasi sistema che utilizza quel codice”.

“La bozza della GPLv3”, continua Torvalds, “indica chiaramente che Red Hat dovrebbe distribuire le proprie certificazioni, così che chiunque potrebbe ricompilare moduli personalizzati ed autenticarli come provenienti da Red Hat: è una pura follia”. “La GPLv3”, dal punto di vista di Torvalds, “è sbagliata e se dovessi decidere personalmente non la utilizzerei mai”.

Secondo quanto riportato da News.com , il pragmatico Torvalds ha addirittura ironizzato sull’ intransigenza ideologica cara a Stallman e soci, considerato un limite da superare : “Non siamo i protagonisti di una guerra santa, non stiamo tentando di convertire la popolazione mondiale verso la nostra divinità, ma vogliamo solo dimostrare che cooperare con chi non è d’accordo ed aprire le maglie del sistema significa andare avanti e lavorare meglio”.

La battaglia tra sostenitori e detrattori del DRM è già scoppiata. Ma se il padre del più diffuso SO open-source abbraccia il DRM, un gruppo di accademici britannici lancia addirittura l’ allarme rosso al parlamento di Londra: “L’uso di tutte le tecnologie per il DRM”, sostiene Ross Anderson del dipartimento di ingegneria informatica dell’ Università di Cambridge , “deve essere immediatamente regolamentato dal governo perché mette a repentaglio la libertà dei consumatori”.

Tommaso Lombardi

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  • emmeesse scrive:
    Re: Da un piccolo editore
    primo- non pubblicare ebook di narrativa o poesia.(io non sopporto l'idea di leggermi un romanzo sullo schermo di un pc)secondo- pubblica ebook ad alta obsolescenza (manuali tecnici o roba che in pochi mesi diventa vecchia, per cui e' necessario procurarsi la versione aggiornata)terzo- sviluppa una rete di librai distributori che vendono il tuo ebook tramite un accesso diretto ad un tuo server. Tot copie vendute, meno il 30% del libraio, meno connessione e pc a carico dell'editore, uguale prezzo di vendita dell'ebook (che deve coprire le spese diritti traduzioni e pappa tua)quarto- cerca testi "introvabili" ma di culto, e magari con diritti scaduti (chenneso' machen, l'angelo alla finestra o krafft psychopatia o altra robetta simile)quinto- usa creative common o licenze simili nel pubblicare testi ineditisesto- non ti preoccupare: con i libri in italia non ci si campada un ex piccolo libraio ad un piccolo editore, con simpatia
  • Anonimo scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti
    - Scritto da: Ilruz
    ho partecipato a
    delle simulazioni in cui ci si concentrava solo
    ed esclusivamente sulla parte industriale
    (costi/investimenti/roi/etc) ma ZERO sulla parte
    "mercato".Non sai come ti capisco. Ognuno guarda solo al suo orticello, è stata la cosa più difficile al quale adattarsi (e ancora oggi sogno un azienda che non funzioni così che cerchi qualcuno come me, hai voglia a sognare:D).
    E qui entra in campo il tipo di oggetto che vendi
    Il costo industriale in
    questo genere di prodotti e' simile al costo di
    produzione di una commodity Però immagino che i costi fissi ci siano anche nel tuo caso (che so, il grafico che fa la copertina o i costi della sala di registrazione e del mixer, non conosco bene il tuo settore sii indulgente :) ).

    La somma di tutte queste cose mi ha convinto

    negli anni che solitamente il prezzo di vendita
    è

    sovrastimato, ed il mercato lavora in un punto

    lontano dall'ottimo.
    Esatto ^4, la pensiamo alla stessa maniera.A proposito del trend, sembra anche a te che sia in peggioramento, cioè che con il tempo ci si stia allontanando ancora di più dall'ottimo?

    Volevo puntualizzare con il post di prima, che a
    tutto questo si aggiunge un mercato SATURO, dove
    non si riesce a vendere piu' un cacchio!. Non a caso tutti gli acquisti di CD che ho fatto negli ultimi anni (e ti assicuro che non raggiungono la media di uno l'anno, non perchè non posso permettermeli ma semplicemente perchè non trovo nulla che valga il prezzo sullo scaffale, almeno secondo me) sono CD raccolte di pezzi/gruppi degli anni passati (es: Abba).

    La mia italica conversione dell'euro mi porta a
    calcolare circa 60.000 lire di spesa. Ma che
    siamo matti? lascio li il cd e arrivederci.Quoto in pieno.

    Se i cd arrivassero a costare 5?, ne comprerei
    almeno uno al mese, forse di piu'. Se ne costano
    30?, li lascio dove stanno ... non ne compro uno
    ogni sei mesi. Magari invece mi abbono al
    servizio di EELST, che al costo di 30?/anno mi fa
    scaricare tutta la loro discografia dagli esordi
    ... allora si.Beccato in pieno. Aggiungerei che il poco tempo libero mi fa entrare in un negozio specializzato (tipo MediaWorld, che per te che fai questo lavoro specializzato non è, ma dipende dai punti di vista. Qui io sono il cliente!) non più di 4-5 volte l'anno. Se tra le disponibilità del momento non c'è, in bella vista, non nei cassettoni, niente che catturi il mio interesse peggio per loro :D.Il difficile è che non avete una leva per farmi conoscere quello che magari potrebbe piacermi. Le pubblicità poco mirate hanno finito per renderle inutili (se non dannose). Radio e TV sono piene di me****. E non è detto che gli amici condividano tutti i miei gusti. I suggerimenti di Amazon sono una buona idea, ma sono basati solo sugli acquisti fatti da loro. Questo non ti suggerisce un idea? :D
    Hehehe, appunto :D. A me la casa madre chiede un
    rozzissimo 6% di margine ebitd sul fatturato (e
    in genere faccio il 10/12%) - indipendentemente
    dal volume!. Indi, in certi casi, mi conviene
    tagliare le vendite di prodotti a basso margine
    .. solo per incrementare il margine complessivo.Ora mi spiego molte cose!!!Sai se è una pratica comune a tutti i distributori/consociate delle major?
    E' la solita guerra orientale/europea : si
    combatte facendo investimenti quando l'economia
    e' in alto, e facendo acquisti quando e' in basso
    (mi compro un robot piu' veloce, un nastro piu'
    rapido, un software migliore quando ho
    possibilita' di scaricare i costi ... mentre
    quando l'economia e' piu' bassa, compro aziende
    intere; per arrivare all'economia di scala di cui
    prima).Se ricordo bene, secondo il mio prof di finanza la seconda strategia è fallimentare ("corporate discount"). Però lui non teneva conto delle implicazioni commerciali (se sei più grosso, fai il bello e cattivo tempo, tanto possono solo trattare con te o rimetterci). Senza contare il problema del ciclo economico, per cui quando il mercato è in basso è proprio il momento di investire in R&D per avere pronti i prodotti nuovi nell'attimo in cui riparte e fregare i concorrenti tontoloni che hanno tagliato proprio i nuovi sviluppi "perchè non ci sono risorse finchè il mercato non ricomincia a tirare". Peccato che di solito i concorrenti tontoloni siamo proprio noi italiani.Parliamo d'altro, va.... :(

    Investimenti zero (o
    di meno) nella produttivita', e tanti tanti soldi
    nelle risorse umane di alto/altissimo livello,
    che vengono ... razziano il possibile, e poi
    spariscono, lasciando solo lacrime nella pioggia.Quest'ultima osservazione concorda pienamente con la mia esperienza. Su questo punto sei d'accordo anche con i miei vicini d'ufficio, che non fanno che lamentarsi di come la loro esperienza non venga mai presa in considerazione dai "ragazzini" che non sanno il mestiere e non fanno che danni (di lungo periodo) scambiati per benefici (nella trimestrale).Quello che non sono mai riuscito a capire è come si fa a entrare nell'elite di questi raider-jumpers ;-)Ciao,Marlenus
  • Anonimo scrive:
    Re: Da un piccolo editore
    - Scritto da: Alessandrox
    Fino a prova contraria non
    c'e' nulla di male a comprare qualcosa in
    colletta.Mi permetto di intervenire per puntualizzare un piccolo concetto a riguardo: esaminando alcuni degli scenari possibili legati al DRM "estremo" come lo vorrebbero alcune major, si perderebbero anche concetti come la colletta e il prestito. Ovvero, una volta che io ho scaricato (legalmente) un'opera protetta da copyright sul mio specifico lettore, la copia è ad esso indissolubilmente legata. Non potendolo copiare non posso prestarlo né avrebbe più senso comprarlo in società. Questo non tanto per un preciso disegno a riguardo quanto per una stupida lacuna tecnologica: ad oggi non è possibile produrre un media che può esistere in copia singola, cioè un file che se lo copio su un DVD si cancella dall'hard disk... L'industria quindi prende la scorciatoia fascista e ne vieta tout-court la copia, la stampa, la diffusione non autorizzata. Triste? Abbastanza...Saluti a tuccSam.
  • Anonimo scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti
    Costi complessivi!Se prevedo di iniziare una produzione di 1 dvd, non devo investire in acquisto di macchine e materia prima: se devo produrre un milione di dvd il discorso cambia.L'attuale mercato e' indirizzato secondo me in questa direzione: vendere meno (investire meno) ma a prezzo piu' alto per mantenere i formidabili guadagni di qualche anno fa.
  • Anonimo scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti
    - Scritto da: Anonimo
    Proprio no. E ti assicuro che sono poco teorico,
    visto che mi valutano sulla base dei progetti
    completati e dei consultivi.La teoria del mercato infinito era un assunto (un piccolissimo svarione) della fiat anni 80/90 - non volevo insultarti :D. E' che ho partecipato a delle simulazioni in cui ci si concentrava solo ed esclusivamente sulla parte industriale (costi/investimenti/roi/etc) ma ZERO sulla parte "mercato".
    Da come hai descritto la cosa, mi pare che tu
    abbia un background economico (hai considerato i
    costi di produzione complessivi (COGS), non
    unitari, come si fa di solito nei rendiconti
    delle direzioni commerciali).Yep - da noi si chiama "costo per progetto".
    Ci sono due semplificazioni: la prima, che
    qualcuno ha già fatto notare, è che il costo di
    produzione unitario (inclusa la quota
    investimenti e i costi fissi) diminuisce al
    crescere dei volumi. E qui entra in campo il tipo di oggetto che vendi - se fosse un oggetto in ceramica artistica le economia di scala sarebbero difficili da creare ... ma fortunatamente stiamo parlando di dischi di policarbonato :D.Industrialmente parlando il costo di un dvd singolo o di 10000 dvd e' identico; si abbassa in maniera avvertibile solo se diventano "milioni". Il costo industriale in questo genere di prodotti e' simile al costo di produzione di una commodity ... che piu' o meno e' uguale dapertutto dalla cina al lussemburgo.
    In tutti i casi,
    ho notato forti resistenze da parte dei
    commerciali a diminuire i margini unitari anche a
    fronte di dimostrate maggiori vendite previste.Esatto!
    Un po' perchè "fa figo" con la direzione mostrare
    precentuali di margine più alte. Un po' perchè
    perchè si prevede la reazione dei concorrenti
    (anche se non si applica a questo caso) e si teme
    che "svacchino" i prezzi per mantenere lo share.Esatto ^2.
    Un po' perchè a chi deve raggiungere certi
    risultati scritti a budget spaventa di meno
    vedere numeri più piccoli nelle caselline dei
    volumi (sono percepiti come più facili da
    raggiungere).Esatto^3
    La somma di tutte queste cose mi ha convinto
    negli anni che solitamente il prezzo di vendita è
    sovrastimato, ed il mercato lavora in un punto
    lontano dall'ottimo. Esatto ^4, la pensiamo alla stessa maniera.Volevo puntualizzare con il post di prima, che a tutto questo si aggiunge un mercato SATURO, dove non si riesce a vendere piu' un cacchio!. Tutti abbiamo i nostri 10/20/30 CD a casa, comperati nel corso degli ultimi 15 anni, da cui gia' ascoltiamo PARECCHIA musica che (ohibo') magari ci piace anche.Cosa dovrebbe spingermi fuori casa, al freddo e al gelo, a comprare un CD? la pubblicita' martellante dell'ultimo hit di madonna, che gia' odio? le gommose tettine della britney? ho gia' la mia donna. Un gruppo di 5 ragazzi che ballano bene? sono spaventato da quegli esagitati e dai loro orpelli.La buona musica? si, potrebbe essere un motivo percui acquisto un cd: addirittura potrei pensare di acquistare autori italiani selezionati (dal mio gusto). Arrivo al negozio, e vedo che a meno di 25/28 euro non trovo nulla di mio gradimento. La mia italica conversione dell'euro mi porta a calcolare circa 60.000 lire di spesa. Ma che siamo matti? lascio li il cd e arrivederci.Se i cd arrivassero a costare 5?, ne comprerei almeno uno al mese, forse di piu'. Se ne costano 30?, li lascio dove stanno ... non ne compro uno ogni sei mesi. Magari invece mi abbono al servizio di EELST, che al costo di 30?/anno mi fa scaricare tutta la loro discografia dagli esordi ... allora si.
    6% di crescita nominale del MOL? 6% di share? 6%
    di crescita delle vendite? in volume? in valore?
    6% di ROE? di ROI? Scusa, la pignoleria, solo per
    capire.Hehehe, appunto :D. A me la casa madre chiede un rozzissimo 6% di margine ebitd sul fatturato (e in genere faccio il 10/12%) - indipendentemente dal volume!. Indi, in certi casi, mi conviene tagliare le vendite di prodotti a basso margine .. solo per incrementare il margine complessivo. E io sono un fortunato che vende servizi da un catalogo, indi posso tagliare/spingere quel che voglio senza grossi danni.

    E a proposito, [cut ]
    Triste.E' la solita guerra orientale/europea : si combatte facendo investimenti quando l'economia e' in alto, e facendo acquisti quando e' in basso (mi compro un robot piu' veloce, un nastro piu' rapido, un software migliore quando ho possibilita' di scaricare i costi ... mentre quando l'economia e' piu' bassa, compro aziende intere; per arrivare all'economia di scala di cui prima).Peccato che nel mondo reale questo e' completamente disatteso - durante i periodi di economia forte, i soldi delle aziende sublimano non si sa dove, ma ce ne sono talmente tanti che a nessuno importa dove siano ... purche' ce ne siano abbastanza per tutti. Investimenti zero (o di meno) nella produttivita', e tanti tanti soldi nelle risorse umane di alto/altissimo livello, che vengono ... razziano il possibile, e poi spariscono, lasciando solo lacrime nella pioggia.
  • Anonimo scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti
    Chiedo scusa per il ritardo nella risposta.Spero che tu possa ancora leggerla.- Scritto da: Ilruz

    - Scritto da: Marlenus

    Uno degli obiettivi di tutti gli uffici
    marketing

    del mondo (anche quando non lo descriverebbero
    in

    questo modo) è proprio cercare di appiattire la

    curva.



    Puoi approfondire per favore? mi interessa.

    Non voglio essere polemico ... ma non e' che
    percaso sei anche tu teorico del "mercato con
    capacita' infinita di assorbire" prodotti? dove
    infinito e zero sono piu' o meno la stessa cosa?Proprio no. E ti assicuro che sono poco teorico, visto che mi valutano sulla base dei progetti completati e dei consultivi.

    detto in vulgaris: se il prezzo di vendita di un
    dvd e' 20 euro, posso decidere di venderlo a 30
    euro perdendo un po' di clienti - i costi di
    produzione mi caleranno, le vendite saliranno e
    le percentuali di profitto saliranno. Nel mercato
    infinito basterebbe vendere un dvd e farlo pagare
    100 milioni di euro.Da come hai descritto la cosa, mi pare che tu abbia un background economico (hai considerato i costi di produzione complessivi (COGS), non unitari, come si fa di solito nei rendiconti delle direzioni commerciali).Ci sono due semplificazioni: la prima, che qualcuno ha già fatto notare, è che il costo di produzione unitario (inclusa la quota investimenti e i costi fissi) diminuisce al crescere dei volumi. E' una regola che ti posso assicurare ho verificato per tutti i prodotti di cui mi occupo o mi sono occupato, ed è valida anche per CD e DVD (fosse solo perchè l'autore che sta guadagnando un miliardo di dollari l'anno ha poca voglia, di solito, di fare mastrussi per cercare di aumentare. Ha superato la soglia del denaro che può spendere. Non è sempre vero, ma di solito si. Più facilmente, si ottengono prezzi migliori dai fornitori e si riducono le quote unitarie degli ammortamenti e dei costi fissi).La seconda è più sottile, ma l'ho verificata sul campo molte volte. E' il metodo usato per valutare il margine, sia esso basato sul margine di contribuzione, sul MOL, oppure, anche peggio, sulla creazione di valore (EVA). In tutti i casi, ho notato forti resistenze da parte dei commerciali a diminuire i margini unitari anche a fronte di dimostrate maggiori vendite previste. Un po' perchè "fa figo" con la direzione mostrare precentuali di margine più alte. Un po' perchè perchè si prevede la reazione dei concorrenti (anche se non si applica a questo caso) e si teme che "svacchino" i prezzi per mantenere lo share. Un po' perchè a chi deve raggiungere certi risultati scritti a budget spaventa di meno vedere numeri più piccoli nelle caselline dei volumi (sono percepiti come più facili da raggiungere).La somma di tutte queste cose mi ha convinto negli anni che solitamente il prezzo di vendita è sovrastimato, ed il mercato lavora in un punto lontano dall'ottimo. Naturalmente questa osservazione è solo una mia opinione, seppur ben fondata su esperienze personali. Ed è certamente una grossa semplificazione visto che ci sono innumerevoli variabili di cui tener conto.
    Sullo stesso mercato infinito posso vendere un
    miliardo di copie a 5 euro, guadagnare un mare di
    clienti, avere alti costi di produzione, alte
    vendite, basse percentuali di profitto ma margini
    importanti (dato il numero abominevole di item
    vendute).Per le ragioni suddette questo estremo è solitamente evitato, magari inconsciamente. Tutti aspirano alla fascia alta del mercato.

    Spostandosi su un estremo o sull'altro, il
    fallimento e' certo :D ... nel primo caso avrai
    dei bei margini percentuali, ma pari ad una pizza
    margherita. Nel secondo caso arrivi a vendere un
    oggetto a tutti: e poi? che fine fa la "curva
    piatta"? uno scalino?Questa non l'ho capita. Se ragioni, giustamente, con il profitto (cumulato), che importanza ha la quota unitaria, ragioni psicologiche (e prassi aziendali) a parte?

    Uno zurlo ignorante come una scarpa, ma che deve
    fare il 6% all'anno se no lo lienziano.6% di crescita nominale del MOL? 6% di share? 6% di crescita delle vendite? in volume? in valore? 6% di ROE? di ROI? Scusa, la pignoleria, solo per capire.E a proposito, vorrei far notare un trend sostanziale sul quale ho l'assoluta certezza (anche se non è universale). In un economia sana, il desiderio di miglioramento insito nella natura umana è soddisfatto innanzitutto dal processo evolutivo sia dei prodotti che dei processi produttivi. I produttori "buoni" scoprono nuovi modi per soddisfare i clienti sempre più esigenti a prezzi reali sostanzialmente stabili o in leggera diminuzione (dovuta ai miglioramenti dei processi e all'aumento dei volumi dovuti alla crescita economica e alla crescita demografica). Talvolta le innovazioni sono sostanziali e questo aumenta la "ricchezza" disponibile (la produttività è la misura della variazione di ricchezza). Migliori prodotti a prezzi più bassi significa maggiore capacità di acquisto e quindi maggiore produzione e quindi ulteriore riduzione dei prezzi (grazie alla riduzione dei costi unitari).Questo è il processo "buono". Ne esiste uno cattivo, però. Nel tentativo di guadagnare di più, i produttori diminuiscono la qualità dei prodotti (nel modo più siubdolo possibile, cercando di non farlo vedere, ad esempio riducendone la vita utile) per venderli ad un prezzo diminuito. Il mercato abbocca. Segue un processo di diminuzione complessiva della qualità (i produttori "buoni" sono spiazzati dai prodotti scadenti e dall'incapacità del pubblico di riconoscerli come tali e quindi perdono due volte: gli si riduce il mercato e gli aumentano i costi di produzione. Risultato: devono spostarsi nella fascia dei prodotti di lusso o ridurre anch'essi la qualità e seguire il mercato). Questo processo mi sembra che sia quello in corso in molti mercati italiani, spesso dominato e causato dai margini eccessivi dei dettaglianti (es: abbigliamento, scarpe). Ovviamente i risultati sistemici sono l'impoverimento generale (quantità di ricchezza complessiva) attraverso una peggiore distribuzione (meno persone medie, più ricchi e più poveri). Triste.Ciao,Marlenus
  • Anonimo scrive:
    Re: SCRIVIMI UN LIBRO
    - Scritto da: Anonimo
    mi serve un libro gratis di 1000 pagine su come
    giocare a golf....potresti spendere gratuitamente
    sei mesi della tua vita per scrivermelo? sai non
    ho voglia di spendere 30 euro in libreria(troll2)l'hai fatta buca ...
  • Anonimo scrive:
    Re: Da un piccolo editore

    Spero che in questo thread non mi arrivino
    risposte tipo: cambia lavoro, non servono gli
    intermediari o devi lavorare gratis per il sapere
    comune.io proverei a scrivere a qualcuno che ha fatto qualche esperienza, un bel caso e' quello di Luigi Cascioli, visto che nessuno pubblicava il suo libro lo ha fatto sul sito ad un prezzo per me accettabile ma molto meno di quello che vale. Per la musica c'e' Elio, come qualcuno ricordava, che ha buone idee, e poi fatti venire qualche buona idea anche a te, noi aspettiamo fiduciosi di leggere qualcosa d'interessante oltre a PI.ciao.
  • Anonimo scrive:
    SCRIVIMI UN LIBRO
    mi serve un libro gratis di 1000 pagine su come giocare a golf....potresti spendere gratuitamente sei mesi della tua vita per scrivermelo? sai non ho voglia di spendere 30 euro in libreria
  • pippo75 scrive:
    Re: Ma basta non comprarli...
    - Scritto da: Crazy
    CIAO A TUTTI
    scusate, a me piace leggere libri.
    Se mi compero un Libro Digitale, me lo stampo, me
    lo leggo, e poi al limite, vedo se tenermelo o se
    buttarlo...se compri un libro digitale, lo tieni digitali e lo leggerai su un palmare, magari fra qualche tempo ne usciranno anche di ergonomici.
    e se il mio fratellino me lo straccia, lo
    rispampo, e se poi, ci rovescio sopra il caffe`,Appiggiare il libro, bere il caffe' e poi ripnrendere il libro tra la varie cose permette di bere meglio.
    me lo stampo di nuovo, e se mi vola una paginaSecondo me ti conviene prenderlo gia' stampato in versione economica (se esiste).
    fuori dal finestrino, lo ristampo, e se per
    sbaglio lo prendo in mezzo ad altre carte e lo
    butto via per sbaglio, me lo ristampo, Ma il libri li torturi in questo modo :-) ?
    e se mio
    figlio (non ho figli, intendiamoci) ci spotaccia
    sopra con i pennarelli, indovinate... lo rispamo
    ancora.Ma i DRM sono fatti per vendere cartucce di stampante :-) ?
    una cosa e se la rovino me la replico.
    i DRM me lo impediscono?un motivo in piu' per farlo :-)
    DRM... MAI
    DISTINTI SALUTISono anni che esistono e tranne pochi casi molti non se ne sono ancora accorti, forse per questo che non si lamentano.
  • Anonimo scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti
    - Scritto da: Anonimo
    il prezzo lo fa la domanda.
    Se si possono permettere tanto significa che la
    domanda è tanta.
    Quindi colpa nostra.Magari c'e' una domanda bassa, ma disposta a pagare abbastanza (pensa ai beni di lusso).Al produttore della massa dei morti di fame magari non frega nulla...Comunque il problema dei DRM non e' solo legato al prezzo: per esempio, alla scadenza del (lunghissimo) periodo di copyright le protezioni non si autoeliminano.
  • Alessandrox scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti
    - Scritto da: Ilruz
    - Scritto da: Marlenus

    Ah, beata gioventù. La finite di studiare

    l'economia sulle interpretazioni sbagliate degli

    scritti di Adam Smith?

    Non è detto che perchè il prezzo sia alto ci

    debba essere tanta domanda. Se la curva che lega

    il prezzo con la domanda è molto piatta, è più

    conveniente limitare l'offerta per guadagnare di

    più (cioè vendere poche unità a caro prezzo,
    come

    per i generi di lusso o quelli che si cerca di

    trasformare in lusso agli occhi dei geni che si

    fanno abbindolare in questo modo).

    Uno degli obiettivi di tutti gli uffici
    marketing

    del mondo (anche quando non lo descriverebbero
    in

    questo modo) è proprio cercare di appiattire la

    curva.
    Puoi approfondire per favore? mi interessa.
    Non voglio essere polemico ... ma non e' che
    percaso sei anche tu teorico del "mercato con
    capacita' infinita di assorbire" prodotti? dove
    infinito e zero sono piu' o meno la stessa cosa?
    detto in vulgaris: se il prezzo di vendita di un
    dvd e' 20 euro, posso decidere di venderlo a 30
    euro perdendo un po' di clienti - i costi di
    produzione mi caleranno, le vendite saliranno e
    le percentuali di profitto saliranno. Nel mercato
    infinito basterebbe vendere un dvd e farlo pagare
    100 milioni di euro.
    Sullo stesso mercato infinito posso vendere un
    miliardo di copie a 5 euro, guadagnare un mare di
    clienti, avere alti costi di produzione, alte
    vendite, basse percentuali di profitto ma margini
    importanti (dato il numero abominevole di item
    vendute).Ma sei sicuro sui costi di produzione? Piu' copie vendo e piu' bassi saranno i costi di produzione, le economie di scala non contano nulla?
  • Alessandrox scrive:
    Re: Da un piccolo editore
    - Scritto da: Anonimo
    imporre il pagamento all'intera utenza e cose
    simili sembra ricordare una cosa fallimentare e
    fascista tipo siae, io la scarterei insieme a
    quelli che ne fanno parte.Guarda a quello che succede in Francia... si tratterebbe di una tassa e non e' detto che debba essere esagerata, in fondo ce ne sono tante su ogni cosa che si acquista, non vedo perche' scandalizzarsi per questa.
    riguardo al libro, mi hai messo voglia di
    leggerlo, almeno qualche pagina, non avrei
    difficolta a versare un euro con paypal per
    scaricarlo o dopo averlo letto cliccando su un
    link alla fine del libro, fosse solo per visitare
    il tuo sito.
    c'e' una cosa che volevo dire, tra gli autori
    contemporanei piu' famosi che ho letto c'e'
    Stephen King, almeno 6 libri, ma io non li ho mai
    comprati, li ho presi in prestito dalla
    biblioteca o da amici, se questo diventasse
    illegale sarebbe proprio brutto.Questo e' un punto importante: oggi il fine principale dell' editoria e' quello di alimentare il proprio smisurato ego: quando oltre ad aver recuperato gli investimenti hai anche fatto lauti guadagni che importa se c'e' gente che usufruisce delle tue opere senza aver sborsato un centesimo? Senza contare che le bibiloteche pubbliche acquistano con soldi pubblici quindi e' come se il libro fosse gia' stato pagato da tutti quelli che lo leggeranno. Fino a prova contraria non c'e' nulla di male a comprare qualcosa in colletta.
  • Anonimo scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti

    Io la vedo così: il prodotto è loro e ne fanno
    ciò che vogliono. Esiste un concetto chiamato antitrust ed un'altro chiamato sciacallaggio.Un po di approfondimento per chiarirsi le idee prima di postare tutto e niente non guasterebbe.
  • Anonimo scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti
    - Scritto da: Marlenus
    Ah, beata gioventù. La finite di studiare
    l'economia sulle interpretazioni sbagliate degli
    scritti di Adam Smith?
    Non è detto che perchè il prezzo sia alto ci
    debba essere tanta domanda. Se la curva che lega
    il prezzo con la domanda è molto piatta, è più
    conveniente limitare l'offerta per guadagnare di
    più (cioè vendere poche unità a caro prezzo, come
    per i generi di lusso o quelli che si cerca di
    trasformare in lusso agli occhi dei geni che si
    fanno abbindolare in questo modo).
    Uno degli obiettivi di tutti gli uffici marketing
    del mondo (anche quando non lo descriverebbero in
    questo modo) è proprio cercare di appiattire la
    curva.
    Puoi approfondire per favore? mi interessa.Non voglio essere polemico ... ma non e' che percaso sei anche tu teorico del "mercato con capacita' infinita di assorbire" prodotti? dove infinito e zero sono piu' o meno la stessa cosa?detto in vulgaris: se il prezzo di vendita di un dvd e' 20 euro, posso decidere di venderlo a 30 euro perdendo un po' di clienti - i costi di produzione mi caleranno, le vendite saliranno e le percentuali di profitto saliranno. Nel mercato infinito basterebbe vendere un dvd e farlo pagare 100 milioni di euro.Sullo stesso mercato infinito posso vendere un miliardo di copie a 5 euro, guadagnare un mare di clienti, avere alti costi di produzione, alte vendite, basse percentuali di profitto ma margini importanti (dato il numero abominevole di item vendute).Spostandosi su un estremo o sull'altro, il fallimento e' certo :D ... nel primo caso avrai dei bei margini percentuali, ma pari ad una pizza margherita. Nel secondo caso arrivi a vendere un oggetto a tutti: e poi? che fine fa la "curva piatta"? uno scalino?Uno zurlo ignorante come una scarpa, ma che deve fare il 6% all'anno se no lo lienziano.
  • Anonimo scrive:
    Re: Da un piccolo editore
    imporre il pagamento all'intera utenza e cose simili sembra ricordare una cosa fallimentare e fascista tipo siae, io la scarterei insieme a quelli che ne fanno parte.riguardo al libro, mi hai messo voglia di leggerlo, almeno qualche pagina, non avrei difficolta a versare un euro con paypal per scaricarlo o dopo averlo letto cliccando su un link alla fine del libro, fosse solo per visitare il tuo sito.c'e' una cosa che volevo dire, tra gli autori contemporanei piu' famosi che ho letto c'e' Stephen King, almeno 6 libri, ma io non li ho mai comprati, li ho presi in prestito dalla biblioteca o da amici, se questo diventasse illegale sarebbe proprio brutto.
  • Marlenus scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti
    - Scritto da: Anonimo
    il prezzo lo fa la domanda.
    Se si possono permettere tanto significa che la
    domanda è tanta.
    Quindi colpa nostra.Ah, beata gioventù. La finite di studiare l'economia sulle interpretazioni sbagliate degli scritti di Adam Smith?Non è detto che perchè il prezzo sia alto ci debba essere tanta domanda. Se la curva che lega il prezzo con la domanda è molto piatta, è più conveniente limitare l'offerta per guadagnare di più (cioè vendere poche unità a caro prezzo, come per i generi di lusso o quelli che si cerca di trasformare in lusso agli occhi dei geni che si fanno abbindolare in questo modo).Uno degli obiettivi di tutti gli uffici marketing del mondo (anche quando non lo descriverebbero in questo modo) è proprio cercare di appiattire la curva.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta non comprarli...
    DEFORESTAZIONE!consiglio di guardare, riguardare, tornare a guardare lo splendido (ma fa venire voglia di vomitare...) BRASIL, e chiedersi perchè quel titolo. :@
  • Anonimo scrive:
    Re: Da un piccolo editore

    Ha fatto incazzare te, pensa che cosa dovrebbe
    dire un non vedente che potrebbe potenzialmente
    fruire di quel libro grazie alla tecnologia e
    invece niente!ma infatti. Io non userei mai protezioni DRMpreferisco venderlo ad un prezzo minore. E dare la possibilità a più persone di acquistarlo.
    Mettiamola cosi': un libro non e' musica.
    Un libro e' ancora un oggetto con copertina,
    pagine, parole scritte, da leggere in treno o a
    letto prima di addormentarsi.Si ma io sto parlando di ebook.stamparsi in casa un ebook credo non sia tanto conveniente. si spende meno a comprarlo.
    Viceversa, quanta gente che non sa se comprarlo,
    trovandolo sul mulo, ne legge qualche riga e si
    convince ad acquistare il libro?ho messo online un il prologo ed il primo capitolo del libro :)
    Ti basta vendere 100.000 copie del testo digitale
    a 1 euro l'una per rientrare nei diritti e nella
    traduzione?sei convinto che in Italia si riescano a realizzare certe cifre? Io no. Neanche se lo regali. Come tu dici sotto, siamo un popolo di ignoranti. Quando sono andato a Londra, la gente leggeva dappertutto. Mi è sembrato così strano vedere ragazzi seduti sulle scale della abitazioni con un libro in mano.
    Tu dici: "perche' la gente dovrebbe pagare 1 euro
    quando invece puo' scaricarlo gratis?"no. Questo non lo dico. Se una cosa costa poco, la gente la compra. O almeno io ragiono così e penso anche molti altri
    Se parliamo di libri cartacei, non cambia niente
    rispetto a qualche anno fa. Se pensi che l'italia
    sia interessata a quei libri puoi lanciarti
    nell'impresa. Questo non c'entra col digitale: il
    digitale e' un di piu', non un obbligo.ma infatti, voglio affiancare le due cose. Gli e-book arriveranno, ma più tardi.
    Arriveranno, non preoccuparti.
    Del resto l'italia e' il paese occidentale con la
    piu' alta percentuale di analfabetismo e dove
    piu' del 50% non ha mai aperto un libro in vita
    sua.che vita triste che fanno. Non si rendono conto di cosa si perdono.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta non comprarli...
    - Scritto da: Anonimo
    E se il DRM ti permette UNA SOLA STAMPA (cfr.
    Trusted PC), dopo che il fratellino te lo ha
    stracciato sei senza.Stampato una volta potrebbe bastare, basta fargli subito una bella passata in una fotocopiatrice, ma rimane comunque una soluzione di emergenza.
  • ciumbolo scrive:
    Re: E lo chiamano progresso...
    - Scritto da: Anonimo
    E tutto questo, scritto con penna d'oca e
    inchiostro di seppia, su fogli di pergamena, e'
    giunto fino a noi!

    E oggi, che finalmente deteniamo il potere
    digitale, che abbiamo la possibilita' di
    diffondere la cultura ovunque e senza costi che
    cosa succede?

    Succede questa cosa schifosa dei diritti d'autore!
    Lucchetti digitali che impediscono l'accesso alla
    cultura da parte di molti, solo per il meschino
    interesse di pochi, gia' ricchi sfondati.

    Dov'e' finito il mecenatismo che ha consentito il
    trionfo del Rinascimento Italiano, l'uscita dai
    secoli bui e l'ingresso dell'umanita' nell'epoca
    moderna?
    Fantastico post! Degno di essere protetto da diritti d'autore!ps:scherzo ovviamente ;)
  • Anonimo scrive:
    Re: E lo chiamano progresso...
    - Scritto da: Anonimo
    Per secoli, con immane sforzo da parte di
    amanuensi e copisti, con investimento di risorse
    da parte di mecenati, l'umanita' e' riuscita a
    tramandare gran parte delle proprie conoscenze
    alle generazioni future.
    Molti documenti sono purtroppo andati perduti a
    causa di sciagurate guerre, incidenti, follie di
    taluni governanti o religiosi.
    Ma per fortuna il grosso e' giunto a noi e oggi
    noi possiamo studiare il passato, i classici
    greci e latini, gli storici, il teatro, Dante,
    Petrarca, per citare un paio dei nomi piu' famosi
    della letteratura Italiana, ma poi ci sono stati
    letterati Francesi, Inglesi, Spagnoli,
    Tedeschi...
    E la musica? Stiamo dimenticando la musica?
    Quest'anno ricorre il 250' anniversario di
    Mozart, un pilastro della cultura occidentale.

    E tutto questo, scritto con penna d'oca e
    inchiostro di seppia, su fogli di pergamena, e'
    giunto fino a noi!
    Ricorda che inchiostro di seppia e pergamena sono di ordini di grandezze più duraturi degli e-book
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta non comprarli...
    - Scritto da: Crazy
    CIAO A TUTTI
    scusate, a me piace leggere libri.
    Se mi compero un Libro Digitale, me lo stampo, me
    lo leggo, e poi al limite, vedo se tenermelo o se
    buttarlo...Se il DRM del libro digitale non ti da' il permesso di stamparlo, col cavolo che te lo stampi.Ricorda: DRM+Trusted PC+Trusted stampante="Stampi solo quando lo diro' io!"
    e se il mio fratellino me lo straccia, lo
    rispampo, E se il DRM ti permette UNA SOLA STAMPA (cfr. Trusted PC), dopo che il fratellino te lo ha stracciato sei senza.
    e se poi, ci rovescio sopra il caffe`,
    me lo stampo di nuovo, (vedi sopra)
    e se mi vola una pagina
    fuori dal finestrino, lo ristampo, (vedi sopra)
    e se per
    sbaglio lo prendo in mezzo ad altre carte e lo
    butto via per sbaglio, me lo ristampo, (vedi sopra)
    e se mio
    figlio (non ho figli, intendiamoci) ci spotaccia
    sopra con i pennarelli, indovinate... lo rispamo
    ancora.(vedi sopra)
    Il bello della tecnologia e` questo: mi compro
    una cosa e se la rovino me la replico.Il brutto del DRM e' che nonostante tutta questa tecnologia, tu non puoi fare quello che loro non vogliono, anche se e' un tuo diritto farlo.
    i DRM me lo impediscono?Ci stanno apposta.
    Allora, vado in biblioteca e mi prendo la
    versione in copertina rigida con i calchi d'oro
    zecchino,Peccato che la versione da biblioteca, sara' solo in digitale col DRM, che ti permettera' una sola lettura di quel libro nel tempo di 7 giorni, dopodiche' tu non potrai piu' accedere a quel testo perche' il DRM cosi' prevede.
  • Anonimo scrive:
    Re: Un'offesa alla dignità umana
    - Scritto da: Anonimo
    Temo che Stallman abbia ragione quando dice che
    DRM vuol dire "Digital Restrictions Management"
    perché tali "protezioni", nate col pretesto di
    proteggere le opere dalla pirateria, stanno
    semplicemente diventando uno strumento di
    oppressione dei colossi del copyright nei
    confronti dell'umanità. basti pensare che è sufficiente che, come qualsiasi ditta, chi detiene le infrastrutture tecnologiche preposte al controllo, convalida, accettazione del DRM potrebbe fallire.A quel punto tu che fai se hai un problema con quello che hai acquistato?io oggi posso leggerlo un libro che è stato scritto 300 anni fa... ma forse un ebook prodotto 8 anni fa, i cui drm sono gestiti da una ditta che è fallita, probabilmente non si potrà più leggere, ad esempio, se formatto il mio macchinone o se quello che ci ho salvato lo trasferisco su un nuovo sistema (cosa che sono costretto a fare ogni 3 anni circa, mi dice il mercato).No, l'autore serio dovrebbe rifiutare il drm, secondo me.
  • Anonimo scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti
    - Scritto da: Anonimo
    per un utente onesto che rispetta le licenze cosa
    cambia con i DRM?
    se mettessero una legge che dice che non si
    possono fare usi che il DRM vorrebbe eliminare
    cosa fareste?
    Io la vedo così: il prodotto è loro e ne fanno
    ciò che vogliono. Se i limiti non varranno il
    prezzo io semplicemente non comprerò e neanche
    farò di tutto per avere questa roba che non mi
    serve proprio.
    ti rendi conto che questo, nel dopo-catastrofe (i prossimi 100-200 anni) impedirà persino la rinascita culturale?oppure ci saranno dei "nuovi amanuensi" che trascriveranno A MANO i contenuti dei libri (di valore... ma qui c'è un giudizio di merito... a chi lo lasceremo? è terribile!) per poter ricominciare a riprodurliil DRM è un crimine contro l'umanità perpetrato in nome e in difesa dell'interesse (legittimo) di una parte dell'umanità, secondo me.L'interesse dell'autore è legittimo... ma non bisogna passare il segno.Dopo circa 6-7 anni un libro non vende più, nemmeno un best seller.Se non volete farli morire stampateli in formato cartaceo e lasciateli alle biblioteche: la cultura sarà fatta anche di quei pezzetti
  • Anonimo scrive:
    E lo chiamano progresso...
    Per secoli, con immane sforzo da parte di amanuensi e copisti, con investimento di risorse da parte di mecenati, l'umanita' e' riuscita a tramandare gran parte delle proprie conoscenze alle generazioni future.Molti documenti sono purtroppo andati perduti a causa di sciagurate guerre, incidenti, follie di taluni governanti o religiosi.Ma per fortuna il grosso e' giunto a noi e oggi noi possiamo studiare il passato, i classici greci e latini, gli storici, il teatro, Dante, Petrarca, per citare un paio dei nomi piu' famosi della letteratura Italiana, ma poi ci sono stati letterati Francesi, Inglesi, Spagnoli, Tedeschi...E la musica? Stiamo dimenticando la musica?Quest'anno ricorre il 250' anniversario di Mozart, un pilastro della cultura occidentale.E tutto questo, scritto con penna d'oca e inchiostro di seppia, su fogli di pergamena, e' giunto fino a noi!E oggi, che finalmente deteniamo il potere digitale, che abbiamo la possibilita' di diffondere la cultura ovunque e senza costi che cosa succede?Succede questa cosa schifosa dei diritti d'autore!Lucchetti digitali che impediscono l'accesso alla cultura da parte di molti, solo per il meschino interesse di pochi, gia' ricchi sfondati.Dov'e' finito il mecenatismo che ha consentito il trionfo del Rinascimento Italiano, l'uscita dai secoli bui e l'ingresso dell'umanita' nell'epoca moderna?Bentornati nel medioevo.Roghi, caccia alle streghe, eresia e blasfemismo.Tutte cose gia' viste.Ci manca solo la peste, ma l'influenza aviaria e' in arrivo, non temete.Ricordate che dovete morire! Pentitevi!
  • Anonimo scrive:
    lo stanno dicendo educatamente.
    - Scritto da: Crazy
    CIAO A TUTTIciao
    scusate, a me piace leggere libri.scusate anche me, allora :)
    Se mi compero un Libro Digitale, me lo stampo, me
    lo leggo, e poi al limite, vedo se tenermelo o se
    buttarlo...cosa? vorresti decidere tu cosa fare di quel che hai comprato?ma cosa credi di vivere nel 1980-1995? eh no!!! si va verso il nuovo medioevo amico!! :)
    e se il mio fratellino me lo straccia, lo
    rispampoil fratellinosul muro
    , e se poi, ci rovescio sopra il caffe`,ma!!! disgraziato!!!! ^_________^si, pure io "vivo" molto i libri :)
    me lo stampo di nuovo, e se mi vola una pagina
    fuori dal finestrinono, qui abbiamo un problema, Houston! Quest'uomo non deve più avere accesso ai librimiei.:)
    , lo ristampo, e se per
    sbaglio lo prendo in mezzo ad altre carte e lo
    butto via per sbagliodefinitivamente non ti presto niente!
    , me lo ristampo, e se mio
    figlio (non ho figli, intendiamoci) ci spotacciaheeeeeeeei!!!!!sei del nord! :)sei veneto, precisamente, vero? :)
    sopra con i pennarelli, indovinate... lo rispamo
    ancora.si però senti, il bimbetto mettiamolo nel box, con anche il coperchio eh?che banda di distruggitori di libri!!! disgraziati!!!! io non li tengo certo nel cellophane ... ma qui siamo di fronte alla Tsunami-book!!!
    Il bello della tecnologia e` questo: mi compro
    una cosa e se la rovino me la replico.
    i DRM me lo impediscono?certo!diritt menagggggments!!! mica i tuoi! i loro! :)
    Allora, vado in biblioteca e mi prendo la
    versione in copertina rigida si, come dire oggi "mi prendo la versione in LP" di un disco :)di quale?
    con i calchi d'oro
    zecchino, ma comperare un libro Digitale limitato
    DRM... MAI
    DISTINTI SALUTIper ora lo puoi fare; ma quanto durerà?l'importante è che gli autori non ci caschino e non lo permettano agli editori
  • Anonimo scrive:
    Re: ah ah ah topi di biblioteca siete fi

    dovrete comprarvi con i vostri soldini tutti i
    libri!!!La prossima volta tira fuori il cervello dalla naftalina prima di scrivere qualcosa...
  • Anonimo scrive:
    Tu sei
    Già finito ! di cervello intendo
  • Anonimo scrive:
    soluzione
    le prossime generazioni che useranno windows 2000 non finiranno mai di accedere alle biblioteche
  • Crazy scrive:
    Ma basta non comprarli...
    CIAO A TUTTIscusate, a me piace leggere libri.Se mi compero un Libro Digitale, me lo stampo, me lo leggo, e poi al limite, vedo se tenermelo o se buttarlo...e se il mio fratellino me lo straccia, lo rispampo, e se poi, ci rovescio sopra il caffe`, me lo stampo di nuovo, e se mi vola una pagina fuori dal finestrino, lo ristampo, e se per sbaglio lo prendo in mezzo ad altre carte e lo butto via per sbaglio, me lo ristampo, e se mio figlio (non ho figli, intendiamoci) ci spotaccia sopra con i pennarelli, indovinate... lo rispamo ancora.Il bello della tecnologia e` questo: mi compro una cosa e se la rovino me la replico.i DRM me lo impediscono?Allora, vado in biblioteca e mi prendo la versione in copertina rigida con i calchi d'oro zecchino, ma comperare un libro Digitale limitato DRM... MAIDISTINTI SALUTI
  • Anonimo scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti
    ma che c'entra il prezzo con la cultura? il prezzo lo pagano le biblioteche, lo fanno apposta perche' sanno che altrimenti sarebbero molte meno le persone che leggono e le opere lette. Fin dall'antichita' la biblioteca ha rappresentato un forte simpolo di liberta' e di civilta', essendo nata per pernettere a tutti di crescere. Se mettono tutto a pagamento diventiamo tutti ignoranti e sopravviveremo solo grazie a mc donald e robe del genere, e come intellettueli rimaranno solo preti e affini. Questo e' uno dei tanti crimini contro l'umanita', non importa se non si vede il sangue, e' un crimine che spero non rimarra' impunito come gli altri!
  • Anonimo scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti
    - Scritto da: Anonimo
    per un utente onesto che rispetta le licenze cosa
    cambia con i DRM?
    se mettessero una legge che dice che non si
    possono fare usi che il DRM vorrebbe eliminare
    cosa fareste?
    Io la vedo così: il prodotto è loro e ne fanno
    ciò che vogliono. Se i limiti non varranno il
    prezzo io semplicemente non comprerò e neanche
    farò di tutto per avere questa roba che non mi
    serve proprio.Cambia che, per dirla come Charles de Bretagne, "siamo nani sulle spalle di giganti, vediamo più lontano grazie al genio di chi ci ha preceduti". Dante, per scrivere la sua Divina Commedia, si è "fatto" una lingua. Chi scrive in italiano si appoggia sulla sua esperienza. Quando uno scrive un libro, ci mette l'insieme di tutte le sue esperienze, che sono piene di interazioni con altre persone. Una "opera" non è mai un'opera da zero. Filosofia, storia, letteratura, lingua, stili, esperienze. Prendiamo a piene mani da chi ci ha preceduto ed aggiungiamo il nostro granello di sabbia.E ora qualcuno vorrebbe che quello che lui ha fatto a piene mani con chi lo ha preceduto, non possa essere fatto da chi lo seguira?Un disco ottico con un DRM resterà illeggibile anche dopo 70 anni (ca@@o, ma quando sono nato erano 50!) dopo la morte dell'autore. Non potrò regalare la mia mediateca alla biblioteca pubblica come feci anni fa con i libri del papà di mio nonno. Perché non sapranno cosa farsene.La biblioteca E' un utente non solo onesto, ma anche LEGALE: la LEGGE, persino quella Urbani, prevede che le biblioteche pubbliche possano raccogliere libri e renderli disponibili, anche al prestito. Persino i CD ed i DVD. Ora, se sono Onesti e Legali, perché non possono più godere di un diritto legalmente riconosciuto?"Disonesto" è colui che ti priva di un tuo diritto: è come se un autore decidesse di andare in biblioteca e strappasse tutte le copie di un libro scritto da lui. La biblioteca è un bene della comunità. non suo personale. Che, tra l'altro, ha già guadagnato i diritti d'autore su quella copia li archiviata.
  • Anonimo scrive:
    Re: Il DRM È UN CANCRO
    e se lo hanno mi dici
    + o meno per quanto lo avranno ancora?30 anni circa.Dipende tutto dal prossimo crollo economico.Cmq le tendenze dittattoriali stanno accelerando...
  • Anonimo scrive:
    9 --
  • Anonimo scrive:
    Re: ah ah ah topi di biblioteca siete fi
    - Scritto da: Anonimo

    dimmi dove verrai sepolto che prima di pisciarti
    sulla tomba mi bevo 10 birreROTFL!!!! STRAROTFL!!!!! (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl)
  • Anonimo scrive:
    Re: Il DRM È UN CANCRO
    la cina libertà e democrazia?nodavveronon mi pare nemmeno che l'abbia ai detto..invece mi preoccupa di + quella nazione.. mm Italia.. che dice di essere democratica.. e poi anche quella.. USA...mmm mi spieghi per favore cosa hanno di democratico? e se lo hanno mi dici + o meno per quanto lo avranno ancora?- Scritto da: Anonimo
    speri che la Cina porti liberta e democrazia?
    se è una barzelletta non l'ho capita.

    - Scritto da: Anonimo

    La Cina sarà la cura!
  • Anonimo scrive:
    Re: ah ah ah topi di biblioteca siete fi
    - Scritto da: Anonimo
    dovrete comprarvi con i vostri soldini tutti i
    libri!!!
    dimmi dove verrai sepolto che prima di pisciarti sulla tomba mi bevo 10 birre
  • Anonimo scrive:
    ah ah ah topi di biblioteca siete finiti
    dovrete comprarvi con i vostri soldini tutti i libri!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti
    il prezzo lo fa la domanda.Se si possono permettere tanto significa che la domanda è tanta.Quindi colpa nostra.- Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo


    Io la vedo così: il prodotto è loro e ne fanno

    ciò che vogliono. Se i limiti non varranno il

    prezzo io semplicemente non comprerò e neanche

    farò di tutto per avere questa roba che non mi

    serve proprio.



    Giusto, il problema del DRM è legato al prezzo.
    Se una cosa è limitata deve anche costare di
    meno. In quel caso può anche essere accettabile.
  • Anonimo scrive:
    Re: per i cosidetti utenti onesti
    - Scritto da: Anonimo
    Io la vedo così: il prodotto è loro e ne fanno
    ciò che vogliono. Se i limiti non varranno il
    prezzo io semplicemente non comprerò e neanche
    farò di tutto per avere questa roba che non mi
    serve proprio.
    Giusto, il problema del DRM è legato al prezzo. Se una cosa è limitata deve anche costare di meno. In quel caso può anche essere accettabile.
  • Anonimo scrive:
    Se la legge non prevede...
    ...si aggiorna la legge anche se tecnicamente non ci dovrebbe essere bisogno in quanto il privilegio delle biblioteche dovrebbe influenzare qualsiasi pubblicazione editoriale che sia scritta sulla carta, sulla pelle di pecora, sulla sabbia o in un file.
  • Anonimo scrive:
    per i cosidetti utenti onesti
    per un utente onesto che rispetta le licenze cosa cambia con i DRM?se mettessero una legge che dice che non si possono fare usi che il DRM vorrebbe eliminare cosa fareste?Io la vedo così: il prodotto è loro e ne fanno ciò che vogliono. Se i limiti non varranno il prezzo io semplicemente non comprerò e neanche farò di tutto per avere questa roba che non mi serve proprio.
  • Anonimo scrive:
    Re: Il DRM È UN CANCRO
    speri che la Cina porti liberta e democrazia?se è una barzelletta non l'ho capita.- Scritto da: Anonimo
    La Cina sarà la cura!
  • Anonimo scrive:
    Re: Il DRM È UN CANCRO
    - Scritto da: Anonimo
    La Cina sarà la cura!Ed i napoletani ! :D
  • Anonimo scrive:
    Un'offesa alla dignità umana
    Temo che Stallman abbia ragione quando dice che DRM vuol dire "Digital Restrictions Management" perché tali "protezioni", nate col pretesto di proteggere le opere dalla pirateria, stanno semplicemente diventando uno strumento di oppressione dei colossi del copyright nei confronti dell'umanità. Il DRM è. per chi ne fa uso, come la pirateria in grande stile: una miniera d'oro. A proposito: in linea di massima, a volere le "protezioni soffocanti" sono le case che pubblicano, non tanto gli autori stessi! Non è pirateria, questa?
  • Anonimo scrive:
    Il DRM È UN CANCRO
    La Cina sarà la cura!
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