Torvalds: no alla GPLv3 in Linux

Il papà di Linux si oppone categoricamente all'ipotesi che il kernel di Linux possa essere convertito alla nuova revisione della licenza GPL. Della GPLv3 a Torvalds non piace soprattutto il rifiuto del DRM


Roma – “Linux è sempre stato sotto la licenza GPLv2, e non vedo motivo per cambiare le cose”. Questo il succo del messaggio con cui Linus Torvalds, in un post apparso ieri sulla Linux Kernel Mailing List, ha bocciato senza appello l’ipotesi di una migrazione del codice di Linux verso la futura GPLv3 .

Come suo solito, il papà di Linux non ha utilizzato giri di parole per far capire che a lui questa terza revisione della GPL proprio non sfagiola . Ciò che a Torvalds non va giù è che la nuova licenza di Free Software Foundation accolga le idee più integraliste del suo ideatore originario, Richard Stallman: tra queste il divieto assoluto di contaminare il software libero con qualsivoglia tecnologia di Digital Rights Management (o, per dirla alla Stallman, Digital Restrictions Management ).

La posizione di Torvalds in merito al DRM è del resto ben nota: basti ricordare come, nel 2003, il celebre sviluppatore dichiarò che ” il DRM è perfettamente ok con Linux “. Un’affermazione che all’epoca sollevò un vero vespaio, dividendo le opinioni di molti sostenitori del software libero.

C’è poi da considerare che i rapporti fra il padre del Pinguino e quello di FSF sono sempre stati piuttosto conflittuali, e questo per via delle visione radicalmente diversa che i due hanno del free software: quanto apolitico e pragmatico è l’approccio di Torvalds, tanto ideologico e appassionato è quello di Stallman.

Nel proprio post Torvalds afferma che è errato pensare che la licenza che accompagna il software libero si debba sempre intendere riferita all’ultima versione della GPL. “Se vuoi che il tuo programma sia sempre coperto dall’ultima licenza GPL disponibile devi dichiararlo espressamente”, ha spiegato l’hacker. “In caso contrario, il codice del programma si deve intende tutelato dalla specifica versione della GPL che lo accompagna”.

Non credo che il kernel di Linux verrà mai convertito alla GPLv3 “, ha poi affermato Torvalds. “Personalmente non ho intenzione di convertire alcuno dei miei codici”.

Altri sviluppatori di Linux, come ad esempio quelli che rappresentano la comunità Debian Project , hanno espresso commenti decisamente più favorevoli nei confronti della nuova versione della GPL: nonostante questo, c’è chi fra loro ha sollevato più di un dubbio sulla conciliabilità della GPLv3 con i principi contenuti nelle Debian Free Software Guidelines .

Va detto che la GPLv3, la cui prima bozza è disponibile qui , si trova ancora nella prima fase di discussione pubblica: ciò significa che da qui alla sua approvazione ufficiale, prevista per la primavera del 2007, potrebbero essere apportate modifiche anche sostanziali .

Certo è paradossale che la futura revisione della licenza su cui poggia l’intero movimento del Free Software, la GPL, possa venire ripudiata proprio dal più famoso e diffuso software libero al mondo.

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