Torvalds: open source revolution

Il padre del sistema operativo open source più quotato ha parlato al Comdex davanti a migliaia di fedelissimi e di curiosi


Las Vegas (USA) – “La tecnologia non sta più guidando il mercato. La direzione è quella voluta dalla gente”: ha esordito così alla megafiera del Comdex Linus Torvalds, il creatore di Linux e indiscusso guru della comunità open source.

Torvalds ha parlato di una “seconda fase” dello sviluppo libero, una fase nella quale le esigenze degli individui diventano la forza trainante dello sviluppo. E per spiegarsi non ha risparmiato qualche frecciata agli industriali del computing: “prendete l’iMac. Viene venduto in cinque colori. A chi interessa com’è dal punto di vista tecnico? Ma, ovviamente, vende moltissimo”.

Lo sviluppatore ha anche voluto dire due parole due su quello che sta combinando con Transmeta, azienda di sviluppo impegnata nella realizzazione di un processore, Crusoe, attorno al quale c’è un’atmosfera di mistero e trepidante attesa. Torvalds ha spiegato che Transmeta il prossimo 19 gennaio annuncerà le sue intenzioni: “per ora posso dire che si sta lavorando su una CPU intelligente, il primo microprocessore fatto in software”. In effetti tutti i moderni processori nascono da simulazioni effettuate via software, ma sembra che Torvalds si riferisca al fatto che le funzionalità di questo processore siano programmabili e quindi facilmente modificabili via software.


Las Vegas (USA) – La commercializzazione di Linux sta cambiando il panorama dell’open source, un movimento che ancora funziona al meglio secondo Torvalds: “l’essere aperto è ciò che ha consentito al mercato dei PC di avere quel successo. Qualcosa disponibile su internet è accessibile a tutti. Ed è interesse e divertimento per gli sviluppatori”.

Torvalds ha anche criticato il modello di sviluppo dall’alto verso il basso sostenendo che, quando si arriva a programmi complessi come un sistema operativo, lo sviluppo funziona se è orizzontale e coinvolge liberamente migliaia di individui.

Lo sviluppatore più conosciuto ha anche spiegato che la versione del kernel Linux 2.4, attesa entro il 2000, verrà anticipata e dovrebbe essere pronta già entro i primi mesi dell’anno prossimo. Una “mossa” che qualcuno ha messo in relazione ad una leggera flessione degli indici di aumento della diffusione di Linux nel mondo.

Il nuovo kernel, ha spiegato Torvalds, sarà studiato per prendere il meglio di sistemi complessi come gli eight-processor ma anche per far correre meglio Linux sulle diverse macchine.


Las Vegas (USA) – Torvalds ha sottolineato ancora come l’area strategicamente più importante per Linux sia quella dei computer da scrivania: “entrare lì è importante perché è lì che la gente vede ogni giorno un sistema e lo associa al computer”. Ma ha anche riconosciuto come quello sia “il settore più difficile”.

Lo sviluppatore ha sottolineato che è ancora lontano il momento nel quale Linux potrà essere considerato un sistema operativo per tutti, nonostante gli sforzi di Corel e di altri: “chiaramente Linux è un rivale per tutti. Ma Linux e Unix vengono visti dalla gente come sistemi complicati, e storicamente è vero”.

Parlando di Windows e del processo Microsoft, invece, Torvalds ha spiegato di non capire perché Linux sia messo spesso in relazione a Windows e considerato una “alternativa”: “per me e per tutti gli sviluppatori che conosco non si tratta di far guerra a Microsoft. Si tratta soltanto di divertirsi con un progetto di sviluppo”. Torvalds ha poi concluso affermando che non gli dispiacerebbe che l’esito del processo Microsoft fosse un Windows open source: “credo che sarebbe molto positivo. Scommetto che ci sarebbe moltissima contaminazione nello sviluppo dei vari sistemi. Ma non credo che ciò accadrà in tempi rapidi”.

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