Torvalds: SCO è come i raeliani

Dal polverone sollevato dalla causa SCO/IBM, emergono alcuni commenti in cui l'inventore di Linux compara SCO alla setta dei raeliani. IBM garantisce invece l'irrevocabilità della propria licenza su Unix
Dal polverone sollevato dalla causa SCO/IBM, emergono alcuni commenti in cui l'inventore di Linux compara SCO alla setta dei raeliani. IBM garantisce invece l'irrevocabilità della propria licenza su Unix


Roma – Su forum e gruppi di discussione l’argomento più caldo del momento rimane la causa in corso fra SCO Group e IBM, una diatriba legale che, come ben noto, tira direttamente in ballo Linux e, almeno potenzialmente, tutte quelle aziende che vendono o utilizzano il celebre sistema operativo open source.

Come padre e supervisore dello sviluppo di Linux, Linus Torvalds è senza dubbio uno dei personaggi più titolati per esprimere opinioni sulla causa in corso. Torvalds, come è suo stile, ha tuttavia preferito rilasciare pochi e pacati commenti sulla vicenda, invitando la comunità Linux a mantenere la calma e attendere lo sviluppo degli eventi.

In una recente intervista al giornale CRN, il babbo di Linux si è tuttavia lasciato scappare qualche affermazione più pepata del solito. In particolare, Torvalds ha detto che SCO “si comporta come i raeliani”, la setta divenuta celebre per aver annunciato, all’inizio dell’anno, la clonazione del primo essere umano: un annuncio che non è mai stato supportato da prove effettive.

“SCO non ha mai detto cos’abbia in mano”, ha affermato Torvalds, pur precisando di non essere un avvocato. “Le persone con cui ho parlato sembrano pensare che il merito del caso stia in un qualche genere di dettagli, e dato che SCO non ha ancora rivelato nessuno di questi dettagli, non possiamo commentare”.

“Lasciamo che il tribunale appuri se c’è davvero un bambino oppure no”, ha poi detto Torvalds tornando a citare il caso relativo ai raeliani.

Il papà del Pinguino ha infine spiegato che “non ho visto nulla (nel codice del kernel di Linux, NdR), che suggerisca che IBM abbia fatto qualcosa di illegale”, ipotizzando, come tanti, che “questo sia solo un comune caso di business: quello che SCO non è in grado di fare sul mercato, lo fa in un’aula di tribunale”.

SCO, che nella causa intentata contro IBM pretende 1 miliardo di dollari a titolo di risarcimento danni, ha minacciato di revocare a Big Blue la licenza necessaria all’utilizzo del codice sorgente di Unix: se il tribunale approvasse la richiesta, IBM perderebbe ogni diritto sulla commercializzazione del proprio sistema operativo AIX.

Adam Jollans, manager of worldwide Linux marketing strategy di IBM, ha tuttavia assicurato che “il contratto che IBM ha per Unix è perpetuo e irrevocabile”.

The Open Group (TOG) ha ribadito, in una lettera apparsa su NewsForge.com, che SCO possiede solo il codice sorgente di Unix, mentre i diritti sul marchio “Unix” e “Unixware”, nonché le specifiche del sistema operativo note come “Single Unix Specification”, appartengono a TOG.

È possibile trovare le altre notizie pubblicate da Punto Informatico sul caso SCO/IBM qui .

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25 05 2003
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