TRE, recedere dal contratto costa meno

Adiconsum annuncia il raggiungimento di un accordo per andare incontro ai consumatori che recedono da un contratto con cellulare in comodato d'uso

Milano – L’utente TRE che intende recedere dal contratto ed è in possesso di un telefono in comodato d’uso non sarà salassato: l’azione inibitoria intrapresa da Adiconsum nei confronti dell’operatore si è conclusa con un accordo – depositato presso il Tribunale di Milano – che rende meno onerosa l’operazione.

È la stessa Adiconsum ad annunciarlo, spiegando la questione: “In merito alle clausole del Regolamento di servizio Scegli 3 New Abbonamento e Ricaricabile 2007 e Regolamento di servizio Tre.dati Scegli 3 New , Adiconsum ha ottenuto un abbassamento dei costi e un innalzamento della trasparenza”.

Molti consumatori avevano esposto le proprie lamentele in seguito all’applicazione di penali (vietate dal pacchetto Bersani) che TRE avrebbe applicato agli utenti intenzionati a cambiare operatore. L’operatore, a suo tempo, precisò che non si trattava di penali, ma di compensazioni dei costi – terminale incluso – sostenuti per fornire il servizio a prezzi vantaggiosi. Molte offerte di TRE, infatti, prevedono la concessione di un videocellulare in comodato d’uso, gratuito o a pagamento, ma con costi sempre inferiori al prezzo di listino dell’apparecchio.

È un do ut des : l’utente, ottenendo questo vantaggio, offre come contropartita la sua fedeltà (e il suo traffico telefonico) all’operatore per un certo periodo di tempo. Ma se il rapporto si interrompe anzitempo si viene a creare uno squilibrio tra i benefici ottenuti e i costi sostenuti, e l’operatore pretende di riportare in asse l’ago della bilancia, che in questi casi penderebbe a favore dell’utente. I contributi di recesso richiesti da TRE agli utenti in fuga, però, sono stati ritenuti eccessivi e in quest’ottica si è inserito l’accordo annunciato da Adiconsum.

“Ora – spiega l’associazione – quando si decide di chiudere ogni rapporto con TRE, esiste una differenza fra chi restituisce il cellulare concesso in comodato d’uso, e chi no”. I primi pagheranno ora costi molto più bassi rispetto al precedente contratto e la quota varierà a seconda del periodo da cui partirà l’interruzione del contratto:
– chi riconsegna il bene in comodato dopo il dodicesimo mese, sostiene costi fra un massimo di 86 euro e un minimo di 30 euro (per il cellulare) e 100 euro e 30 euro (per il modem);
– chi, invece, trattiene il bene, è tenuto a versare fra i 350 e i 30 euro (per il cellulare), fra i 300 e 30 euro (per il modem).
“Inoltre ora – prosegue Adiconsum – è possibile, a fronte della scadenza dell’impegno che vincolava il consumatore ad effettuare una ricarica periodica di un certo importo, rimanere in possesso del cellulare in godimento gratuito”.

Pur avendo sottoscritto l’accordo che ha portato alla riduzione dei costi, Adiconsum li ritiene però ancora troppo elevati e ha chiesto l’intervento dell’ Autorità Garante per le garanzie nelle comunicazioni per determinare la correttezza dei costi applicati, a cui TRE ha dichiarato di impegnarsi con procedura automatica.

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