Troppo software Microsoft nel Governo USA?

Ralph Nader e il Consumer Project on Technology chiedono di sapere quanto costa Microsoft al Governo USA, di svelare una parte dei segreti di Microsoft e di condizionare le scelte dell'azienda. Da Redmond una risposta lapidaria: maramao
Ralph Nader e il Consumer Project on Technology chiedono di sapere quanto costa Microsoft al Governo USA, di svelare una parte dei segreti di Microsoft e di condizionare le scelte dell'azienda. Da Redmond una risposta lapidaria: maramao


Washington (USA) – Attacco diretto al cuore di Microsoft, il maggiore fornitore di software per il Governo e per la Pubblica Amministrazione americana. Un attacco che arriva nientemeno che da Ralph Nader e dal Consumer Project on Technology .

In una lettera aperta inviata al governo federale, Nader e gli altri esponenti dell’influente movimento dei consumatori hanno chiesto di sapere quanto spende ogni anno il Governo USA in software Microsoft. Si tratta di cifre cospicue, sostengono, che conferiscono un forte potere ad un cliente così importante, tanto da poter indurre Microsoft, in modo molto più convincente di quanto potranno mai fare i tribunali, a pratiche di mercato diverse dalle attuali.

Il movimento di Nader denuncia il fatto che a qualsiasi livello, dalle navi agli aerei, dagli uffici di Washington a quelli di New York, la stragrande maggioranza del software utilizzato è Microsoft ed è soggetto a frequenti aggiornamenti “necessari o critici”.

Secondo Nader e James Love, che firmano congiuntamente la lettera, il ruolo del governo federale nei confronti di Microsoft è talmente forte da poter risolvere i problemi relativi alla sicurezza e alla competizione nel mercato del software. “Se si esaminano i casi antitrust – ha specificato Love – si nota che richiedono molti soldi e molto tempo. Noi riteniamo che possa essere molto più efficiente per il governo utilizzare opportunamente le proprie politiche di acquisto. Quasi tutto di quello che si cerca di ottenere con le sanzioni in tribunale può essere ottenuto attraverso le politiche di acquisto”.

Ma i consumatori di Nader non si fermano qui. A loro parere, infatti, è necessario che il Governo valuti il bilancio costi-benefici non solo delle soluzioni proprietarie ma anche di quelle open source. “Se ci si pensa – ha affermato Love – nel settore privato il governo americano è probabilmente l’unico cliente sulla Terra che ha il poter di controllare le scelte di mercato di Microsoft”.

Secondo Nader, a Microsoft deve essere imposta anche la pubblicazione di tutti i dettagli tecnici relativi ai formati dei file utilizzati dai propri pacchetti software da ufficio e da quelli multimediali “in modo tale che i dati realizzati con questi programmi possano essere letti in modo affidabile anche da software non Microsoft”.

Insistendo sull’open source, la lettera si chiede se non ci sia da considerare anche un problema di sicurezza nel dipendere da un unico fornitore per tutti i software delle agenzie federali e degli uffici governativi e se non sia il caso di fornirsi anche di altri sistemi non Windows.

Nader si è detto convinto che non sarà facile per il Governo americano, che ritiene troppo tiepido rispetto alla posizione processuale di Microsoft, trovare convincenti motivazioni per bocciare le nostre proposte. “Queste cose – ha spiegato Nader – hanno a che vedere con l’efficienza di servizi pagati dalle imposte, con la promozione della competizione senza ricorrere a nuovi regolamenti e con la sicurezza nazionale”.

Sul piano della solidità dei software Microsoft è intervenuto anche David B. Nelson, capo della sicurezza informatica della NASA , secondo cui “tutti noi ci appoggiamo su Microsoft, chi più chi meno, e tutti vorremmo che Microsoft migliorasse sul lato sicurezza”. Secondo Nelson l’inserimento di orpelli e gadget nei software Microsoft rende le nuove versioni dei software un problema per l’utenza governativa. “Questi programmi – ha affermato – arrivano con una sequela di campane e serenate ed ogni campana è una vulnerabilità”.

Per ora Microsoft non è entrata nel dettaglio della questione ma attraverso la sua portavoce Ginny Terzano ha fatto sapere: “Noi riteniamo che se il signor Nader avesse esaminato da vicino l’industria del software avrebbe scoperto che nessun altro fornisce più tecnologia a prezzi accessibili per agevolare consumatori di tutto il mondo”.