Tutto il lavoratore in un chip

di Alessandro Bottoni - Il Fascicolo Personale Elettronico del Ministro Sacconi promette di concentrare tutte le informazioni digitali sul lavoratore in un'unica smart card. E se...?

Roma – In questi giorni è arrivata ai giornali una notizia che dovrebbe far riflettere (e forse dovrebbe preoccupare) tutti coloro che hanno a cuore la propria privacy. Si tratta di una nuova iniziativa del Ministro del welfare Sacconi. Ecco come la riporta ZeusNews :


“Il ministro del welfare propone un fascicolo elettronico che accompagni il lavoratore tutta la vita con tutti i suoi dati sul lavoro ma anche le malattie.”
“Questo fascicolo dovrebbe contenere tutti i dati del lavoratore per quanto riguarda le sue esperienze lavorative, i corsi frequentati ma anche il suo stato di salute, le malattie che ha avuto fin da piccolo, le cure e via dicendo.
C’è il rischio che, se le due parti del fascicolo non saranno ben separate, i datori di lavoro – se non saranno esclusi dall’accesso ai dati sulla salute – potranno assumere, licenziare e promuovere i lavoratori potenzialmente più sani e meno assenteisti”.
(Da I pericoli del fascicolo elettronico di Sacconi su ZeusNews del 7 maggio 2009)

Personalmente, nutro qualche perplessità e qualche preoccupazione riguardo a tutti i progetti di questo genere. Quello di Sacconi mi sembra anche più criticabile di altri che ho visto passare in precedenza. Qui di seguito cerco di spiegare perché.

A cosa dovrebbe servire?!
Quale reale necessità esiste di creare un simile strumento di controllo? Al datore di lavoro, per legge, devono interessare solo le capacità legate in modo specifico alla mansione da svolgere. Se si sta cercando un programmatore, deve saper programmare. Se si sta cercando un facchino, deve essere in grado di spostare dei pesi (nei limiti previsti dalla legge). Di queste capacità, il datore di lavoro ha pieno diritto (garantito dalla legge) di chiedere dimostrazione pratica ai candidati.

Viceversa, al datore di lavoro, per legge, non deve interessare nulla di tutto il resto. In particolare, non deve interessare nulla degli aspetti sanitari del lavoratore (che sono seguiti e garantiti da Medico del Lavoro). Se il facchino ha l’ernia ha già adesso l’obbligo, previsto dalla legge, di informare il datore di lavoro appena ne viene a conoscenza. Non c’è quindi nessuna ragione di mettere la sua cartella clinica sulla stessa smart card che ospita il suo curriculum. Se il programmatore soffre spesso di mal di testa, questa è una possibilità di cui il datore deve tenere conto e, se eccede il ragionevole, di cui può chiedere conto (in modo legittimo) al lavoratore stesso, fino ad arrivare, in caso di eccessi ingiustificati, al licenziamento per giusta causa. Il datore di lavoro è già adesso più che tutelato nei confronti di possibili “fregature” di carattere sanitario da parte dei suoi dipendenti. Viceversa, il lavoratore non ha nessun motivo di mettere su una scheda (cartacea o digitale) informazioni così delicate. A cosa diavolo dovrebbe servire questo assurdo fascicolo, allora? Più esattamente, a chi sarebbe utile questo fascicolo? Per quali scopi?

Quali garanzie di controllo sugli accessi è possibile avere?
Dal punto di vista tecnico, sembra di capire che si vuole piazzare il curriculum del lavoratore su una smart card insieme alla sua cartella sanitaria e ad altre informazioni.

La tecnologia delle smart card permette già da tempo di avere più identità e più depositi di dati sulla stessa carta, separati l’uno dall’altro da meccanismi di cifra. Questa tecnologia è di difficile comprensione e di difficile gestione persino per gli operatori del settore. Non a caso, nessun paese ha ancora adottato una singola smart card che svolga contemporaneamente le funzioni di carta d’identità, patente e tessera sanitaria. Nemmeno nessuna azienda privata si è ancora azzardata a rilasciare, ad esempio, una singola smart card che permetta di accedere ai conti correnti di due o più banche diverse tra loro (sebbene questo sia possibile da anni). Il problema non è la tecnologia delle smart card in sé ma piuttosto la comprensione che ne hanno gli utilizzatori e gli amministratori. Si deve infatti tenere presente che certamente non tutti gli utenti, e nemmeno tutti gli amministratori, di questi sistemi avranno la competenza, l’intelligenza ed il senso di responsabilità necessari per farne un uso corretto.
Francamente, è anche difficile credere che la vetusta e cagionevole PA italiana riesca là dove gli altri non si azzardano nemmeno a tentare.

Chi dovrebbe avere accesso a quali dati?
E veniamo al dunque: anche ammesso che tutto funzioni a puntino, chi dovrebbe accedere a cosa? Sembra di capire che il datore di lavoro dovrebbe avere accesso solo ai dati di rilevanza professionale. Facciamo pure finta che sia così e discutiamo di questo.

Chiunque abbia inviato più di un singolo CV in vita sua sa benissimo che si devono rivelare informazioni diverse a datori di lavoro diversi. Ad esempio, non c’è motivo di mettersi a spiegare per quale motivo non si dispone di un titolo di laurea se la posizione di cui si sta discutendo non la richiede in modo esplicito. Si rischierebbe inutilmente di dare l’impressione di essere persone inconcludenti o limitate.

Allora, chi decide a quali informazioni il datore di lavoro può accedere, pur restando nell’ambito delle informazioni di carattere professionale? Se è il lavoratore a decidere, mi dovete spiegare come fa dal punto di vista tecnico (e probabilmente dovete fare un corso al lavoratore per spiegargli come fare uso di questo suo diritto nella pratica). Se è il datore di lavoro, mi dovete spiegare perché il lavoratore dovrebbe rinunciare a questo suo diritto di selezionare le informazioni che intende rivelare di caso in caso.

Chi dovrebbe garantire la tutela dei dati?
Ma non è detto che tutto fili a puntino. La proposta di Sacconi coinvolge infatti anche il Garante della Privacy che, in teoria, dovrebbe essere l’autorità posta a difesa del nostro diritto alla riservatezza dei dati personali. Si tratta della stessa autorità che, di fatto, non è mai riuscita ad impedire che le aziende dei tipi più disparati ci telefonino a casa per offrirci ogni tipo di prodotto non richiesto. Si tratta di un’autorità che può contare su pochissime persone, che ha pochissimi strumenti legali a disposizione, e che è stata messa a sorvegliare il comportamento di 6o milioni di italiani. Capirei se avessimo a che fare con i diligentissimi svedesi ma siamo di fronte alla nazione che più di ogni altra in Europa ha una vasta e consolidata tradizione di misuse e di abuse dei dati. Francamente, è difficile pensare che il garante della Privacy possa garantire qualcosa di concreto. Soprattutto, è difficile pensare che possa prevenire i comportamenti illeciti.

A parte le note antinazionalistiche, questa autorità come dovrebbe vigilare su questo delicatissimo aspetto della nostra esistenza? Con quali mezzi?
Se l’idea è quella che possa agire a posteriori, con delle sanzioni, c’è poco da stare allegri: sai quanto me ne può fregare di sapere che il mio ex-datore di lavoro si è beccato una multa per avermi licenziato dopo che mi ha sbattuto in mezzo ad una strada. Sai quanto me ne può fregare di questa piccola soddisfazione se tutti i miei potenziali datori di lavoro mi lasciano sistematicamente fuori dalla porta già dopo primo colloquio.

Che succede se c’è una perdita di informazioni?
Ogni singolo accesso, autorizzato o meno, ad una informazione permette ovviamente di duplicarla e di ridistribuirla. Si può stampare la “videata” del PC. Si può prendere nota manualmente. Si può inviare la pagina via fax o il singolo dato per SMS. Una volta rivelata, anche ad una singola persona, una informazione non è detto che resti segreta. Che succede se il possibile datore di lavoro da cui vado per fare un colloquio decide di rivendere le informazioni che gli fornisce il mio fascicolo digitale ad altre aziende? Mi può stare bene di rivelare il mio percorso universitario ad una azienda che sta cercando una figura compatibile con esso ma perché devo rischiare di ritrovarmelo, un mese dopo, spiattellato in un database insieme a quello di milioni di altre persone? Magari su un server in Cina, fuori dalla portata della magistratura italiana ma ugualmente raggiungibile via web. Perché?

Che succede se c’è un errore nei dati?
Facciamo un’ipotesi: prendo una laurea in fisica, specializzazione in fisica teorica, tesi sulla Teoria M. Sono così bravo che faccio i logaritmi a mente mentre programmo in assembler e mi diverto a recitare a memoria la Divina Commedia alla rovescia. Sono un genio. Il tipo di genio che tutti vorrebbero assumere. Però… però c’è stato un piccolo errore tecnico: a causa di un banale errore umano, sul mio Fascicolo Elettronico Personale risulta invece che ho conquistato a fatica il diploma di geometra a 25 anni, dopo aver preso lezioni da un sordomuto ospite di Rebibbia.
OK, è soltanto un errore. Vado a farmelo correggere… DOVE?! Da CHI!? COME?!
Anni fa mi hanno cambiato il codice fiscale (che, si badi bene, in teoria doveva essere immodificabile) per tenere conto del fatto che il comune dove sono nato è passato da un provincia ad un’altra, di nuova creazione. Non vi dico il casino con l’INPS, l’Agenzia delle Entrate e la AUSL. Per un periodo sono quasi risultato apolide! Francamente, come si può pensare di affidare ad uno meccanismo del genere dei dati così delicati?

Che succede se il governo cambia idea?
Facciamo un’altra ipotesi: ora abbiamo un luminoso governo di un certo tipo. Sembra immortale. Però… ad un certo punto, magari lentamente, cambia qualcosa… Gli equilibri politici non sono più quelli di una volta. Il governo giunge alla sua scadenza naturale e se ne elegge uno nuovo. Questo nuovo governo è capitanato da un tipo magro, olivastro, dai capelli scurissimi e che porta un curioso paio di baffetti. Questo signore pensa che i dati che stanno sul nostro Fascicolo Elettronico Personale siano molto interessanti. Quei dati permettono alla sua polizia di distinguere il grano dalla pula, il buono dal cattivo, il puro dall’impuro.
Come facciamo ad evitare che questi signori in cappotto di pelle nera si presentino sulla nostra porta alle quattro di mattina e ci facciano salire su un camion diretto ad est?

Se si crea un database con i dati personali dell’intera popolazione, si consegna l’intera popolazione a chi controlla questi dati, cioè al governo ed all’amministrazione statale. L’ipotesi che all’interno dell’amministrazione pubblica non ci saranno mai dei malintenzionati o degli stupidi non è realistica ma, anche accettando questa ipotesi, bisogna tenere presente che l’intero governo non è una realtà stabile e che con esso può cambiare la politica dei gestione dei dati e persino tutta l’amministrazione statale. Gli impegni presi oggi da un governo potrebbero benissimo essere rinnegati da quello successivo.

Conclusioni
Non si scherza col fuoco in questa maniera. I dati sanitari e professionali dei cittadini devono starsene ben chiusi nei cassetti dei cittadini stessi. Magari in forma digitale, su più smart card separate e protette ognuna da un diverso PIN, ma comunque devono restare nella disponibilità esclusiva dei lavoratori. Meglio ancora sarebbe che restassero su carta. Non c’è un vero motivo di renderli digitali, facilitando il lavoro dei malintenzionati ed aprendo le porte alle conseguenze più devastanti di un singolo, banale errore umano.
L’idea di creare un “fascicolo unico” è insana e pericolosa in sé. Se vi fregano il bancomat o la credit card la si può bloccare (non sempre in tempo) ma che succede se vi fregano un documento come questo e pubblicano il suo contenuto sul Web? Peggio ancora è l’ipotesi che possa esistere un database centrale con queste informazioni. Che succede se un “hacker” (che poi sarebbe un cracker od un intruder ) riesce ad accedervi e divulga queste informazioni? Che succede se lo fa un dipendente della PA rivelatosi inaffidabile? Che succede se un dipendete lo rende pubblico per errore?

L’innovazione tecnologica è certamente una necessità ma non lo è in tutti casi. In molti casi non è nemmeno consigliabile. In alcuni casi può essere addirittura molto pericolosa se non viene gestita in modo adeguato. Francamente, questo è uno di quei casi in cui preferirei continuare ad usare dei metodi già collaudati.

Alessandro Bottoni
www.alessandrobottoni.it

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  • Luigi Manco scrive:
    L' Imaie e il futuro
    Informazioni e documenti su quello che è sucXXXXX all' IMAIE e quello che sarà il futuro del diritto connesso in Italia su:www.cllaie.it
  • madigi48 scrive:
    Da tempo avevamo avvertito..........
    Da tempo ho provato a denunciare la questione in tutte le occasioni eppure nessuno mi ha ascoltato. Come Mai?Il diritto degli interpreti è sacrosanto e lo è altrettanto quello degli autori e degli editori che investono per la musica tempo e denaro, ci sarebbe necessità di fare chiarezza ad evitare che commenti che leggo su questo argomento e su questo sito contribuiscano alla confusione che già è troppa. Io faccio di mestiere l'autore e l'inteprete , se si scarica illegalmente da internet la mia musica chi mi dà da sopravvivere, i furboni che vorrebbero libertà assoluta????????
  • Unoqualunq e scrive:
    il solito carrozzone
    siamo pieni di carrozzoni inutili, un plauso a chi lo ha tolto di mezzo. Ma bisogna stare attenti: questi enti sono per qualcuno delle galline dalle uova d'oro e hanno intorno una corte di finti autori assistiti pronti a difendere l'ente. Spero che il ricorso legale il direttore lo paghi con i soldi propri e non con quelli della società.
    • Luigi Manco scrive:
      Re: il solito carrozzone
      Non ho letto un solo commento da parte di qualcuno che abbia una men che minima idea di cos'è l' IMAIE:a) non tuteliamo Autori ma Interpretib) non prendiamo soldi dal POPOLO ma dagli utilizzatori secondari ovvero RAI - MEDIASET - LA7 - SKY - PRODUTTORI MUSICALI per darli agli artisti che interpretano quelle opere su cui i suddetti utilizzatori fanno guadagni...c) L' Istituto è stao chiuso perchè i sindacalisti che ne erano a capo si rubavano i soldi della "cresta" invece di pensare a modi per far funzionare meglio l'ente. d) I soldi nelle casse dell'IMAIE sono per legge proprietà degli artisti aventi diritto. Se poi volete eliminare il diritto andatelo a dire agli artisti...ahahaha...mi voglio fare una risata!
      • madigi48 scrive:
        Re: il solito carrozzone
        Caro Luigi hai perfettamente ragione e purtroppo ormai questo è il modo di fare informazione nel nostro paese, la verità è che i commenti che hai letto sono il frutto di disinformazione e di incapacità di vedere al di là del proprio naso, bisognerebbe infatti chiedere a questi che avanzano commenti idioti, come farebbero ad ascoltare delal buona musica se nussuno la pagasse. Sono gli stessi che lamentano la mancanza di buona musica italiana e privilegiano quella estera senza sapere che in Inghilterra la musica è da sempre sotenuta meglio delle industrie automobilistiche.Poi basta vedere la legge Francese appena approvata che, finalmente potrebbe sospendere il servizio internet a chi scarica illegalmente la musica i film e le opere protette.Io non sono di destra, ma credo ch la sinistra debba ultimamente imparare ad ascoltare piuttosto che a predicare su cose di cui non sà.
  • Lex Logic scrive:
    Un paradosso
    Ma non vi pare strano che una società che riscuote "il dovuto compenso" faccia degli investimenti? Visto che per legge gli spetta il compenso, e questi lo reinvestono invece che redistribuirlo e generano altro reddito che non viene a sua volta redistribuito.. che fine fanno sti soldi?
    • picard12 scrive:
      Re: Un paradosso
      sono bravi a fare i furbi con i soldi degli altri..questa faccenda che hai menzionato la dice lunga sulle reali intenzioni di tali enti...ma che non si sappia in giro..
    • visalv scrive:
      Re: Un paradosso
      Mai sentito parlare di stipendifici? e di voto di scambio? L'ente serve all'unico scopo di scambiare voti con posti di lavoro pagati dai grulli che pagano le tasse.
      • Luigi Manco scrive:
        Re: Un paradosso
        Le chiarisco che in IMAIE non confluisce un solo centesimo di soldi Pubblici, che l' IMAIE si autofinanzia come previsto dalla legge grazie al 10% di spese di gestione prelevato sugli incassi, che gli incassi dell'ente derivano da reti televisive, radiofoniche e produttori musicali/video.Qualcuno ha fatto sì che non fosse possibile essere celeri nel redistribuire, dato che siamo legati ad una distribuzione analitica dei compensi: se la radio mi da 3 centesimi per passare la canzone X io quei 3 centesimi li devo dare agli interpreti della canzone X che non sempre sono indicati o raggiungibili. Gli investimenti servono a non far svalutare i soldi degli artisti, se c'è un ritardo nei pagamenti gli artisti ricevono interessi addirittura vantaggiosi rispetto ad una banca. Lo sapevate? Se un artista vuole sapere se abbiamo soldi per lui deve solo venire sul sito e cercare il suo nome, fornirci il suo indirizzo di posta e le sue coordinate bancarie, gli rilasciamo ricevuta (o fattura) e gli facciamo il bonifico.Se non sa usare il sito può chiamarci allo 06.46208888 o venire a trovarci dal lunedì al venerdì anche senza appuntamento. :) Informarsi gente, informarsi.
        • visalv scrive:
          Re: Un paradosso
          Sarà ma io trovo questo elemento dell"irreperibilità" di artisti ed autori francamente inconsistente in quanto trattasi di personaggi in maggioranza pubblici di cui si sa vita morte e miracoli... chissà perchè di tali personaggi non si conosce indirizzo.Inoltre scommetto che per opporsi al decreto di estinzione tali personaggi verranno invece mobilitati dall'ente a difesa dei propri interessi.... E COME MAI ADESSO E' NOTO L'INDIRIZZO DI QUESTI? Ah già... per dargli il dovuto l'indirizzo non era noto... per chiamarli a protestare contro l'estinzione dell'ente... toh eccolo qua!E comunque anche se autofinanziato l'ente non produce alcunchè quindi è comunque un peso che grava alla fine sui prezzi dei supporti, e i cui posti costituiscono potenziale merce di scambio per i politici interessati.
          • Luigi Manco scrive:
            Re: Un paradosso
            Sull'irreperebilità: se chi dovrebbe farti promozione ti rema contro è difficile farsi conoscere di modo che la gente ti venga a cercare...se devi cercarli tu non è semplice...chi su questo forum conosce l'indirizzo degli eredi di Caruso? Devo dargli una barca di soldi...Inoltre la maggior parte degli irreperibili ad oggi sono attori poco conosciuti o stranieri che non sono associati alle società omologhe del loro paese, o musicisti comprimari o classici di cui si ha solo il cognome e l'iniziale del nome...Gli artisti chiamati a scongiurare l'estinzione dal presidente sono sempre i soliti 4-5 che vivono esclusivamente del sistema clientelare che si era instaurato...sistema denunciato da noi dipendenti alla magistratura e alle autorità competenti, ed è a causa di questa onestà che ci troviamo a rischiare il lavoro!Se doveva andare avanti in quel modo sordido è meglio che chiuda!
  • picard12 scrive:
    ecco chi devasta gli autori
    Questa notizia non passerà molto sui mezzi principali di comunicazione ovvero tv e giornali..si parla sempre di pirati e non di ladri della siae e company.Comunque la siae fa la stessa cosa, redistribuisce come no.....report lo aveva mostrato..
    • Luigi Manco scrive:
      Re: ecco chi devasta gli autori
      1) Non ci occupiamo di autori ma di esecutori2) Distribuiamo milioni ogni anno, tutto ciò che i sindacalisti al vertice ci lasciano distribuire.3) Se abbiamo soldi per te chiamaci e t eli daremo coi dovuti interessi se siamo in ritardo...ci sono persone che non sanno di dover prendere d anoi centinaia di migliaia di euro...e no glieli possiamo mandare perchè non sappiamo il lro indirizzo...
  • Onesto De Honestis scrive:
    Hanno già fatto ricorso al TAR
    http://www.imaie.it/news_scheda.asp?IdNews=171Vedrete, prima che lo chiudano passerà ancora un bel po'
  • Sandro Tosto scrive:
    Ma il presidente...
    Il presidente e' il Vianello dell'Hully-Gully ?????
  • attonito scrive:
    Prefetto comunista!
    MA come?!?!?! avevamo messo in piedi un meccanismo perfetto!A. Una facciata di specchiata onesta'B. Una "mission" sociale, aiutare i poveri autoriC. Un meccanismo oscuro che, nonostante il nostro impegno, ci "impediva" di dare via i soldi raccolti.Ogni tanto si intavolava un convegno (Portofino o altra localita' gradevole) dove si difendeva a spada tratta il diritto d'autore, si buttava un po di fumo negli occhi e alla sera dopo un estenunate pomeriggio di meeting ci si doveva accontentare di polverine bianche, "hostess" compacenti, grandi alberghi e vini pregiati.La macchia era oliata e rodata, c'era da mangiare per tutti.E adesso ti arriva questo Prefetto Comunista a rovinare tutto?!?!? Silvio, Silvio, pensaci tu, fai qualcosa, salvaci il c*lo ancora una volta!!!!
    • zina scrive:
      Re: Prefetto comunista!
      - Scritto da: attonito
      E adesso ti arriva questo Prefetto Comunista a
      rovinare tutto?!?!? Silvio, Silvio, pensaci tu,
      fai qualcosa, salvaci il c*lo ancora una
      volta!!!!Il prefetto è il rappresentante del governo nelle provincie, quindi è già nominato dal nano malefico
      • attonito scrive:
        Re: Prefetto comunista!
        - Scritto da: zina
        - Scritto da: attonito

        E adesso ti arriva questo Prefetto Comunista a

        rovinare tutto?!?!? Silvio, Silvio, pensaci tu,

        fai qualcosa, salvaci il c*lo ancora una

        volta!!!!

        Il prefetto è il rappresentante del governo nelle
        provincie, quindi è già nominato dal nano
        maleficoVero. Ma sai, tra tanti uomini del nano , un comunista o due ci si infilano sempre :)
    • giampietro scrive:
      Re: Prefetto comunista!
      - Scritto da: attonito
      MA come?!?!?! avevamo messo in piedi un
      meccanismo
      perfetto!

      A. Una facciata di specchiata onesta'
      B. Una "mission" sociale, aiutare i poveri autori
      C. Un meccanismo oscuro che, nonostante il nostro
      impegno, ci "impediva" di dare via i soldi
      raccolti.

      Ogni tanto si intavolava un convegno (Portofino o
      altra localita' gradevole) dove si difendeva a
      spada tratta il diritto d'autore, si buttava un
      po di fumo negli occhi e alla sera dopo un
      estenunate pomeriggio di meeting ci si doveva
      accontentare di polverine bianche, "hostess"
      compacenti, grandi alberghi e vini
      pregiati.

      La macchia era oliata e rodata, c'era da mangiare
      per
      tutti.
      E adesso ti arriva questo Prefetto Comunista a
      rovinare tutto?!?!? Silvio, Silvio, pensaci tu,
      fai qualcosa, salvaci il c*lo ancora una
      volta!!!!Certo, te lo ha salvato chiudendoli. Non hai letto che era roba di CGIL, CISL e UIL? Si rubavano i diritti di Bandiera Rossa, Bella Ciao, Fischia il Vento e Io Vagabondo...
  • Gianni montone scrive:
    e poi i pirati sono i cittadini ..!
    e poi i pirati sono i cittadini che scaricano!!!
  • harvey scrive:
    Il problema è che fanno bene
    In uno stato decente sarebbero stati buttati in galera per truffa, in itaGlia al limite li mandano a casa dopo piu' di un decennio di furtiQuindi alla fine, hanno fatto bene a rubare :(
  • Pruffolo scrive:
    2 euro
    100 milioni sono due euro ciascuno che ci hanno fregato, non ho altro da dire.
  • wylem scrive:
    soldi agli artisti
    Confermo, molto meglio magliette e gadget vari ai concerti.... dalla vendita dei cd ci guadagnano tutti tranne chi canta e chi suona.P.S. tra l'altro chi è un vero artista lo dimostri su un palco (almeno dal punto di vista musicale)IMHO
  • Puzza scrive:
    Sacrosanto ma ...
    Tifo per la conferma soppressione ma fatta una cosa giusta in Italia il peggio e' dietro l'angolo. Non e' che riunificano l'attivita' con la SIAE a cui passa quanto resta dopo le malversazioni di un ente inutile e non funzionante?Questo e' un pesce piccolo, la SIAE e' un pesce piu' grosso e ci mangia ancora piu' gente ...
  • Homer S. scrive:
    Download & Concerti
    Volete supportare gli artisti?Allora continuate a scaricarvi i cd da internet (che tanto di quei soldi gli artisti ne vedono pochi) e con quello che risparmiate andate a vedere il concerto e magari compratevi la maglietta, così che i proventi vadano a loro direttamente.Gli artisti vi ringrazieranno...
    • smuz scrive:
      Re: Download & Concerti
      dove la trovo la maglietta del violinista della Berliner Philarmoniker?
      • Funz scrive:
        Re: Download & Concerti
        - Scritto da: smuz
        dove la trovo la maglietta del violinista della
        Berliner
        Philarmoniker?Tièhttp://shop.berliner-philharmoniker.de/index.php?cat=c10_Kleidung---AcXXXXXires.html
  • 01234 scrive:
    speriamo segua la SIAE
    che pure lei si intasca una bella fettina dei DDA (o meglio DDE)
  • Benny Evangelist a scrive:
    Scaldapoltrone professionisti
    Ennesimo esempio di "ente" all'italiana....tante poltrone da riempire, da scaldare e da pagare profumatamente con i soldi dei cittadini che pagano le tasse anche per ascoltare la musica...Da vent'anni questi hanno intascato e in parte dilapidato soldi nostri e ora vediamo che fine fanno....Hanno paura della rete, che toglie loro il controllo di questi affari!
    • Luigi Manco scrive:
      Re: Scaldapoltrone professionisti
      Lavoro per l'IMAIE e vorrei chiarire alcune cose:1) Tutti i dipendenti lavorano sodo otto ore al giorno, chi prende tanti ma tanti soldi facendo molto poco sono i sindacalisti che non si sa bene a cosa servano qui dentro...2) L'articolo è pieno di dati inesatti. Non so per quale motivo, ma sono inesatti. Gli aventi diritto che hanno ricevuto compensi dall'IMAIE sono molti più di 1613, sono al momento alcune decine di migliaia. Ovviamente gli aventi diritto totali sono infiniti, dato che la legge italiana è di una vaghezza incredibile (mi riferisco al fatto che stabilisce come avente diritto colui che all'interno di un'opera artistica svolga un ruolo di "rilevante importanza artistica"...come si decide chi sì e chi no?) qui parliamo di milioni di artisti....3) Le Motivazioni del Prefetto sono scaturite dal fatto che qui era in atto una truffa (ci sono 40 indagati per associazione a delinquere a scopo di truffa aggravata fra cui gente che questo posto lo governava dalle poltrone politiche e non nella struttura operativa) e i soldi degli artisti non si distribuivano perchè chi doveva dare gli indirizzi politici all'istituto non ha fatto una mazza (non ha nemmeno rinnovato i contratti con tv e radio) se non litigare per come spartirsi i fondi.compitino per casa:qualcuno di voi Soloni sa chi sono gli aventi diritto per l'equo compenso (stando alla legge italiana) in un brano di cui non si conosce il titolo, il cui interprete è stato segnalato come "Interpreti Vari" e il cui autore risulta essere "a*ç°" ? Questo è una piccola parte del mio lavoro tutti i giorni...
      • Maestro Miyagi scrive:
        Re: Scaldapoltrone professionisti
        Quello che non capisco è perché se l'autore X produce un'opera non possono essere diretti solo a lui i proventi relativi.Che ci vuole a identificare l'interessato? la SIAE non ha registri e impiegati per individuare chi è l'autore e cosa ha fatto??Che senso ha che i proventi di una canzone di un cantante straniero vadano p.es. a Celentano? E' semplicemente disgustoso ...
        • Luigi Manco scrive:
          Re: Scaldapoltrone professionisti
          Nel caso dell'IMAIE parlaimo di interpreti e non di autore, per capirci noi paghiamo Battisti e non Mogol ;)Abbiamo milioni di linee di compenso con interpreti mancanti, scritti male o imprecisi. Mancano le informazioni per sapere se quando c'è scritto "Interprete: MUTI" è il direttore d'orchestra Muti, un altro MUTI e se come è probabile suonasse un'orchestra e chi vi fosse nell'orchetra a suonare, oppure se c'è scritto ""Interprete: disponibile iro ipocriti" se è una cosa scritta a caso o sia il gruppo "disposable heroes of hiphoprisy" e chi ne fosse il membro in quel brano e gli artisti non membri della band che vi suonano. La scarsa qualità dei dati deriva dal fatto che il legislatore non ha messo IMAIE in condizione di esigere i dati precisi...e i sindacalisti che erano a capo di IMAIE non hanno mai (per convenienza) lavorato in tal senso.Detto ciò si è fatto del nostro meglio per individuare l'individuabile distribuendo milioni agli artisti.I compensi degli stranieri non vanno a Celentano, vanno agli artisti stranieri. Lo so perchè me ne occupo io e ti posso dire che arriviamo abbastanza a fondo nei pagamenti, dato che collaboro con le società di altri paesi per individuare gli artisti. Se vuoi sapere come sono rispettati e tutelati dall' IMAIE gli artisti stranieri ti consiglio di chiederlo alle Società Francesi, Spagnole, Inglesi, Irlandesi, Olandesi, Svizzere, Austriache, Svedesi, Giapponesi (gli stati uniti non rientrano nella convenzione di Roma ma sto studiando come arrivare a pagare pure loro...se me lo lasciassero fare!). Altrimenti puoi chiedere ad alcuni artisti internzionali che sono soci dell' IMAIE direttamente, come Marc Almond, Robert Smith dei Cure, o i Pink Floyd. :)
      • eymerich scrive:
        Re: Scaldapoltrone professionisti

        qualcuno di voi Soloni sa chi sono gli aventi
        diritto per l'equo compenso (stando alla legge
        italiana) in un brano di cui non si conosce il
        titoloSemplicissimo: è il caso della canzoni (o rappresentazioni teatrali o...) popolari che sono un patrimonio di TUTTI. Per cui non possono e non devono esserci "aventi diritto".In altre parole: GIU' LE MANI"
        "a*ç°" ? Questo è una piccola parte del mio
        lavoro tutti i giorni...Ovvero depredare i patrimoni culturali del popolo? Spero che prima o poi a te e tutta la tua famiglia capiti di dover lavorare onestamente.
        • Luigi Manco scrive:
          Re: Scaldapoltrone professionisti
          Signor Inquisitore,Le vorrei ricordare che non si tratta di depredare qualcosa, ma semplicemente di sancire un diritto, quello dell'interprete esecutore, sancito da una convenzione internazionale. Dato che qualcuno ci lucra sopra queste utilizzazioni (radio e tv) qualcosa è dovuto agli interpreti...tu non credi?
  • eymerich scrive:
    CGIL, CISL e UIL
    Non c'è da stupirsi che il Cubasia voglia diventare sindacalista ...
    • spacca balle scrive:
      Re: CGIL, CISL e UIL
      e gia stipendio garantito senza far nulla http://shop.ebay.it/merchant/cdsat2006
      • Giambo scrive:
        Re: CGIL, CISL e UIL
        - Scritto da: spacca balle
        e gia stipendio garantito senza far nulla E SPAM per tutti !!
      • Polemik scrive:
        Re: CGIL, CISL e UIL
        Stavo proprio cercando sulla Baia un disco SCSI 10K RPM, peccato... :D
      • Pruffolo scrive:
        Re: CGIL, CISL e UIL
        E basta, va bene una volta, ma due è davvero esagerato. Che fai se la prossima volta che comapre questo link qualcuno scrive che ha comprato da esso ed è rimasto truffato?
  • Enjoy with Us scrive:
    La riprova che non servono a nulla!
    Questa è l'ennesima riprova che SIAE e affini non tutelano gli artisti ma in compenso taglieggiano gli utenti, si tratta di enti autoreferenziali utili solo a chi ci "lavora" ,visti i risultati, non sarebbe meglio chiudere tutto e lasciare gli artisti a costituire un loro sindacato di categoria che li autotuteli?
  • z f k scrive:
    tranquilli...
    Vedrete che gli artisti faranno corpo unico al salvataggio, con una vecchina dai capelli bianchi a fare da portavoce, al solo pensiero di tutti gli arretrati che gli "spettano", vedrete quanti verranno riesumati dalle tombe :DNon sia mai che il buon senso abbia a prevalere.CYA
  • visalv scrive:
    Siamo gabbati da 4 saltimbanchi
    E' questa la verità, si può tranquillamente affermare senza cadere nella demagogia che il popolo italiano viene continuamente gabbato dai 4 saltimbanchi di turno della politica che hanno preso a mestiere di creare stipendifici in nome della protezione fasulla di questo o quell'interesse particolare. Del resto basta fare giusto un piccolo riassunto sugli altri settori:- scuola: 93% del costo in stipendi- sanità...... stendere velo pietoso- sicurezza..... si dice che bisogna mettere più risorse, ma nn si pensa mai a IMPIEGARE PIU' EFFICIENTEMENTE QUELLE A DISPOSIZIONE- Pubblica amministrazione, nell'ultimo anno un volenteroso (più unico che raro credo) ci ha fattivamente dimostrato quanto l'apparato statale pesa sulle tasche del cittadino.Il problema del copyright non pensiate minimamente che nn sia dello stesso tipo, quando un presidente ti afferma "candidamente" che essere iscritti all'associazione è una operazione in perdita (per chi si iscrive...non per lui ovviamente) e quando un prefetto scopre che un ente (pubblico) piuttosto che fare gli interessi dei propri iscritti manco li conosce (e adesso li chiama pure a raccolta... mo vediamo se gli indirizzi non li sanno), da tutta la dimostrazione che esiste della gente che di mestiere in nome del pubblico interesse (de che!!!!!) si insinua nel mercato solo per estorcergli risorse a proprio esclusivo vantaggio.
    • Gran Farabutt scrive:
      Re: Siamo gabbati da 4 saltimbanchi
      - Scritto da: visalv
      - scuola: 93% del costo in stipendiQua stai cadendo nel trucco dei politici rendere inefficiente un servizio per poi propagandare un'alternativa. Sono decenni che alla scuola vengono tagliati i fondi. Dato che gli stipendi sono l'unica spesa incomprimibile va da sé che la percentuale è salita.
      - Pubblica amministrazione, nell'ultimo anno un
      volenteroso (più unico che raro credo) ci ha
      fattivamente dimostrato quanto l'apparato statale
      pesa sulle tasche del
      cittadino.Se parliamo della Brunetta lo manderei volentieri a quel paese. Certo, ora gli statali vanno a lavorare anche se malati, ad esempio le maestre dei miei figli, così poi si ammalano anche loro e devo pagare la baby sitter.
      • visalv scrive:
        Re: Siamo gabbati da 4 saltimbanchi
        - Scritto da: Gran Farabutt
        - Scritto da: visalv

        - scuola: 93% del costo in stipendi

        Qua stai cadendo nel trucco dei politici rendere
        inefficiente un servizio per poi propagandare
        un'alternativa. Sono decenni che alla scuola
        vengono tagliati i fondi... tagliare i fondi non significa rendere inefficiente un servizio se tale servizio viene riorganizzato più efficientemente, ad esempio con un taglio degli insegnanti.
        Dato che gli stipendi
        sono l'unica spesa incomprimibile va da sé che la
        percentuale è
        salita.E chi l'ha detto che la spesa in stipendi DEBBA essere incomprimibile, se di insegnanti non ne abbiamo bisogno perchè non ci sono allievi (calo delle nascite) in un paese normale gli insegnanti in più vanno a zappare o a pulire i cessi, nn rimangono a rubare lo stipendio a scapito dell'efficienza della struttura (scuole che ti cadono in testa) e delle tasche del contribuente.


        - Pubblica amministrazione, nell'ultimo anno un

        volenteroso (più unico che raro credo) ci ha

        fattivamente dimostrato quanto l'apparato
        statale

        pesa sulle tasche del

        cittadino.

        Se parliamo della Brunetta lo manderei volentieri
        a quel paese. Certo, ora gli statali vanno a
        lavorare anche se malati, ad esempio le maestre
        dei miei figli, così poi si ammalano anche loro e
        devo pagare la baby
        sitter.Conosco tanti impiegati non statali che vanno a lavorare malati (oltre a una miriade di piccoli imprenditori che se si ammalano non vengono pagati ex se mentre i loro dipendenti si), inoltre è accertato che sono i figli che si ammalano prima delle maestre... non il viceversa... certo se dobbiamo difendere la casta degli statali con delle assurdità allora è un altro discorso.
        • Mr. S scrive:
          Re: Siamo gabbati da 4 saltimbanchi
          Concordo in pieno
        • Sesamo scrive:
          Re: Siamo gabbati da 4 saltimbanchi
          - Scritto da: visalv
          Conosco tanti impiegati non statali che vanno a
          lavorare malati (oltre a una miriade di piccoli
          imprenditori che se si ammalano non vengono
          pagati ex se mentre i loro dipendenti si),
          inoltre è accertato che sono i figli che si
          ammalano prima delle maestre... non il
          viceversa... certo se dobbiamo difendere la casta
          degli statali con delle assurdità allora è un
          altro
          discorso.Concordo assolutamente.Certo che noi Italiani pur di poterci lamentare sempre e comunque (ci proviamo davvero gusto) siamo capaci anche di difendere l'indifendibile.
  • ufo1 scrive:
    Tassati & gabbati
    Una delle cose che poco mi piacciono del sistema è proprio il fatto che a seguito d'indagini o denunce, dopo anni, si arriva a emettere una sentenza o provvedimento che non risarcisce per niente alla fine, la vittima. I soldi o le sanzioni imposte vengono incassate dallo stato o altri enti e non ritornano nelle tasche di chi se li è visti presi.
  • NO copyright scrive:
    2.8%
    1613 su 58366 = 2.8% !!!Non c'è molto da commentare...
    • Anonymous scrive:
      Re: 2.8%
      - Scritto da: NO copyright
      1613 su 58366 = 2.8% !!!

      Non c'è molto da commentare...Ehh.. che ci vuoi fare. I numeri sfalsati sono colpa della pirateria e di ThePirateBay. Ovvio....
  • Uno dei tanti scrive:
    Io dico che...
    Io dico che per salvare capra e cavoli, quei soldi e gli aventi diritto passeranno ambedue alla SIAE che provvedera', con la sua grande e oramai consolidata esperienza nel campo, a distribuire in maniera equa il tutto agli aventi diritto.*LOL*
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