Tuvalu, i domini .tv han fatto (s)flop

Sarà la crisi delle net-companies, sarà il ripensamento del business su Internet. Fatto sta che i domini un tempo al centro delle strategie di grandi aziende internazionali sono ormai quasi dimenticati. Finita la moda-domini?


Roma – “Chi non ha un dominio nudo è”, ha scritto qualcuno sui forum di Punto Informatico. E in effetti abbiamo assistito ad una lunga stagione di “caccia ai domini Internet”, caccia che partiva dai fenomeni di cybersquatting in Italia e all’estero per arrivare alla moda dei domini Internet esotici, come i.cc delle Cocos Islands o i.tv dell’Isola di Tuvalu.

Ora pare proprio che la “moda” dei domini stia subendo una frenata. Se l’ICANN si è impantanata nel tentativo di far partire le nuove estensioni di domini internazionali, peraltro riservate a pochi, come.biz o.name, anche i domini geografici non sembrano più il “business senza limiti” di un tempo.

Almeno questo si deduce dando un’occhiata a quello che succede ai domini.tv, che fanno capo all’Isola di Tuvalu e che hanno caratterizzato una parte importante di quella stagione, perché il “tv” di televisione per alcuni mesi ha fatto gola a tanti pesci grossi. Domini che come pochi altri sono finiti sulle prime pagine di mezzo mondo, godendo di una pubblicità senza precedenti.

Dot-tv, l’azienda incaricata da Tuvalu di vendere nel mondo le registrazioni dei domini.tv, accanto ad alcuni importanti successi – come l’offerta della registrazione al network americano ABC, che ora dispone di ABC.tv – ora sembra non godere più di quella “centralità” che aveva caratterizzato il suo arrivo sul mercato.

Sarà colpa del difficile momento delle net-companies, del generale ripensamento del “fare business” sulla Rete. Sia come sia i domini.tv, “il simbolo a due lettere più riconosciuto sul pianeta”, si vendono meno di un tempo. Ted Hong, direttore del marketing di Dot-tv, ha ammesso: “Sarebbe giusto dire che non stiamo crescendo allo stesso ritmo dello scorso giugno. Abbiamo dovuto rivedere le nostre aspettative”.

Secondo il CEO dell’azienda, Lou Kerner, sono 400mila i domini.tv registrati e ammette che i grandi network non hanno fatto a gara per assicurarsi i domini.tv. Ciò nonostante, Kerner ritiene che l’azienda può ancora far bene con le piccole e medie imprese. Va detto però che prima dell’agosto 2000 si sono viste registrazioni milionarie, come i 100mila dollari sborsati per free.tv o i 50mila per com.tv. Dopo agosto 2000, con la contrazione del mercato, non si è più visto niente del genere. La fine della “dot-mania”?

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  • Anonimo scrive:
    Non è possibile utilizzare ...
    ... una cosa simile alle università italiane ... non uscirebbe nemmeno un dottore dagli esami :-P
  • Anonimo scrive:
    bah
    incontrollate masturbazioni tecnologiche
    • Anonimo scrive:
      Re: bah
      - Scritto da: Ombra
      incontrollate masturbazioni tecnologicheTANTO GLI AMERICANI SONO TUTTI FROLLOCCONI. Noi ci facciamo fregare dai politici e poi li rifreghiamo con la dichiarazione dei redditi, loro neanche quello.
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