TuxBox, giovane pinguino che sfida Xbox

Si richiama al Pinguino di Torvalds, si vanta di essere il primo progetto totalmente open source per portare Linux nel mondo delle console da gioco. Nasce dalle ceneri di Indrema. Riuscirà nella sua spettacolare sfida?
Si richiama al Pinguino di Torvalds, si vanta di essere il primo progetto totalmente open source per portare Linux nel mondo delle console da gioco. Nasce dalle ceneri di Indrema. Riuscirà nella sua spettacolare sfida?

Web – Qualche giorno fa, all’interno della notizia riguardante la prematura morte di Indrema, commentavamo: “E la speranza della comunità è ora quella che lo spunto offerto da Indrema non vada inutilmente perduto”. Oggi, a solo una settimana di distanza, si può affermare che quel rischio è già lontano.

A salvare capra e cavoli ci pensa un pugno di valorosi paladini dell’open source, tutti esperti dell’ex-console Indrema e tutti convinti che si possa ricominciare là dove Indrema ha fallito.

La scorsa settimana la passione di questo gruppo di sviluppatori è confluita nella creazione di TuxBox , un progetto che è finalizzato allo sviluppo di una console da gioco open source in grado di far girare giochi 3D, riprodurre DVD, connettersi ad Internet e suonare file MP3.

Questo gruppo di sviluppatori, attualmente composto da una decina di membri fondatori, sostiene di poter riuscire a commercializzare una console completa già entro la fine dell’anno, rilasciando anche diversi giochi freeware e commerciali. E questo nonostante ammettano che i vecchi codici scritti per Indrema non potranno essere recuperati se non in minima parte.

I fondatori del progetto TuxBox sostengono che uno dei più grossi errori di Indrema è stato quello di essersi focalizzata troppo sulla parte imprenditoriale, trascurando la vera essenza di un progetto del genere: la comunità di sviluppatori open source. Non per nulla una delle prime cose fatte da quelli di TuxBox è stato di aprire un canale IRC all’interno del quale poter discutere del progetto con tutti gli sviluppatori interessati.

“Noi abbiamo imparato dagli errori di Indrema”, ha affermato Travis Riley, uno dei fondatori di TuxBox. “C’è un po ‘ di gente delusa dall’abbandono di Indrema. Noi vorremmo aiutarla a continuare il loro lavoro di sviluppo ed il loro sogno”. La console TuxBox si baserà su un sistema operativo basato sul kernel 2.4 di Linux, poggerà la sua interfaccia grafica su una versione modificata di XFree86 e sarà fornita di software per navigare sul Web e leggere le e-mail.

Dal lato hardware le specifiche provvisorie parlano di una GPU basata sul chipset GForce 2 GTS di Nvidia, una CPU Duron a 750 MHz, 64 MB di RAM e 32 MB di memoria video e una o due uscite USB 2.0 (con l’eventualità che possano essere sostituire da porte FireWire).

Sean Isley, un altro dei “fondatori” di TuxBox, ha detto che il primo prototipo di console potrà essere annunciato ufficialmente già entro qualche mese ed il suo sviluppo costerà all’incirca 350 dollari, soldi che verranno tirati fuori dai membri del progetto. In futuro questo team di sviluppatori spera di guadagnare attraverso il rilascio di certificazioni che attestino la piena compatibilità con la console dei giochi sviluppati da terzi.

Il sogno dei ragazzi che stanno dietro a TuxBox è quello di vedere, fra uno o due anni, la loro console collegata alla TV di parecchi salotti. Rimarrà solo un sogno? Forse, ma per poco più di 300 dollari d’investimento, vale la pena provarci.

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19 04 2001
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