TV 3D in dirittura finale, tre grandi ci lavorano

I big dell'Home Entertainment cercano di accelerare sullo standard 3D e costruiscono televisori tridimensionali. L'aspetto è identico a un televisore LCD normale, ma le immagini no. Hyundai brucia tutti
I big dell'Home Entertainment cercano di accelerare sullo standard 3D e costruiscono televisori tridimensionali. L'aspetto è identico a un televisore LCD normale, ma le immagini no. Hyundai brucia tutti

Vedere la TV in 3 dimensioni, un sogno che chi utilizza la televisione accarezza da sempre. Il momento sembra avvicinarsi, ora si va oltre i soli prototipi : la televisione 3d l’ ha costruita Hyundai su un apparecchio da 46 pollici che abbraccia il nuovo standard SMPTE , mentre restano sul DLP Samsung e Mitsubishi. Un apparecchio già visto sotto forma di prototipo anche in Italia, in occasione dell’open day dell’azienda coreana, e provato dai redattori di Punto Informatico con filmati e videogiochi.

sempre più vicini Il TV di Hyundai è un 1920 x 1080 pixel (niente HD-Ready, è un vero HD), costa 498mila Yen, poco meno di 3mila euro . Dispone di due interfacce HDMI, 2 ingressi per video composito e funziona perfettamente anche con le normali trasmissioni 2D. Non sono da meno le altre due case, anche se su standard diverso.

Uniche due condizioni per godere dello spettacolo (ad oggi): indossare gli appositi occhiali se il TV è DLP e… vivere in Giappone. L’emittente che ha adottato il nuovo standard , infatti, al momento è solo Nippon BS Broadcasting Corporation .

“Oggi vi sono già molte aziende che impiegano diversi metodi per portare la visione 3D nelle case, ma è necessario che il formato di partenza sia completamente diverso perché possa funzionare su più sistemi – spiega Wendy Aylsworth, vice presidente del settore engineering di SMPTE – Se gli studios sono costretti a produrre diversi tipi di supporti per diversi sistemi di Home Entertainment , il metodo non si diffonderà. E la gente non avrà certo voglia di controllare ogni volta le confezioni per verificare se il prodotto acquistato sarà o meno visibile sui propri apparecchi”.

Per questo SMPTE, che si occupa proprio di riunire gli ingegneri progettisti nel campo TV e cinema, ha creato una task force che definisce i parametri standard per la masterizzazione di contenuti 3D, distribuibili via radio, cavo, satellite, supporti confezionati (DVD ecc.) e tramite la stessa Internet. Il risultato finale, da ottenere tramite appositi display, secondo gli intendimenti deve essere lo stesso per qualsiasi tipo di media . Lo standard, praticamente già quasi del tutto definito, entro sei mesi dovrebbe raccogliere tutte le casistiche, le sfide da fronteggiare, i livelli di servizio minimi e i criteri di valutazione.

L’impegno di SMPTE, dunque, indica una precisa volontà commerciale: quella di creare un handbook al quale, in breve tempo, tutti i produttori possano far riferimento, senza trucchi e, possibilmente, senza occhiali 3D. Hyundai – che è già aderente ai draft preliminari – ha esibito il suo apparecchio al NAB di Las Vegas, anche se l’azienda – precisa Variety Asia Online – non pensa di commercializzarlo negli States per l’assenza di trasmissioni che ne sfruttino le caratteristiche.

Marco Valerio Principato

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