Tv via Internet? Gli artisti vogliono i soldi

Partono i negoziati per compensare chi vede i propri show diffusi in Internet: gli autori chiedono 4 centesimi di dollaro a download, le major si arroccano sui 2 centesimi. L'IPTV cambia tutto?


New York – L’inusitata vivacità con cui i maggiori network americani stanno abbracciando la televisione su Internet, la IPTV , ha iniziato a mobilitare gli autori delle fiction e degli altri materiali televisivi che si apprestano a sbarcare online: vogliono “nuovi” soldi su streaming e download.

E’ stato infatti reso noto che AFTRA , ovvero “American Federation of Television and Radio Artists”, ha intavolato dei negoziati con i grandi produttori affinché siano messi nero su bianco quelli che chiamano dei “rimborsi”, ovvero un “quantum” legato ai diritti che ciascuno può vantare sulle proprie opere.

Ciò si deve al fatto che nella maggiorparte dei casi le serie televisive ed altri materiali tv sono stati prodotti con contratti specifici per la televisione: l’emergere di nuove modalità di diffusione in rete, e magari anche sui cellulari, spinge dunque i titolari dei diritti a stabilire nuove tariffazioni. E si parla di royalty a consumo .

AFTRA, una sorta di sindacato degli autori e degli attori dei network radiotelevisivi, ha segnalato come buona parte dei contratti prevede sì clausole di “ri-utilizzo” ma non viene specificato né il come né il quanto né il quando. Ora l’idea degli artisti del sindacato è di farsi pagare 4 centesimi a download .

La richiesta è importante, se si considera soprattutto il prezzo contenuto, se non proprio la gratuità degli show che le major del settore vogliono pubblicare online: tanto è vero che queste ultime hanno fin qui proposto 2 centesimi a download.

Difficile dire se le due parti si verranno incontro: ciò che invece è certo, come segnalano alcuni osservatori, è che se la IPTV prenderà piede i contratti cambieranno radicalmente e aumenteranno progressivamente anche in Italia i contenuti televisivi realizzati esclusivamente per essere fruiti in Internet, magari proprio con l’ ADSL 2 Plus di cui si parla moltissimo in questi giorni.

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