Ubisoft: scaricate quel crack. Anzi no

Il DRM di un gioco Ubisoft si rivela un boomerang. Per risolvere l'azienda distribuisce un crack dopo averlo scaricato da Internet
Il DRM di un gioco Ubisoft si rivela un boomerang. Per risolvere l'azienda distribuisce un crack dopo averlo scaricato da Internet

Suscita comprensibilmente una certa dose di ironia la notizia secondo cui Ubisoft , produttore e distributore di noti brand videoludici e con migliaia di dipendenti sparsi ai quattro angoli del globo, ha distribuito un “crack” per un suo gioco, un crack che ha precedentemente scaricato da Internet . Una mossa clamorosa, dovuta alla necessità di aggirare i blocchi al corretto funzionamento del gioco dovuti alla protezione DRM impostata dall’azienda.

il titolo Il gioco in oggetto è Rainbow Six: Vegas 2 , distribuito sia nella tradizionale versione inscatolata che sullo store digitale Direct2Drive . Il problema è stato scatenato dal rilascio nei giorni scorsi di una patch di aggiornamento, da applicare a entrambe le versioni e che, oltre a implementare caratteristiche aggiuntive, ha introdotto la necessità del controllo della presenza del CD originale nel lettore ottico prima di poter giocare.

Controllo che, nel caso dei download digitali, ha portato inevitabilmente all’impossibilità per gli acquirenti di superare la protezione. Per porre freno alle prevedibili lamentele sui forum di supporto, un ignoto dipendente Ubisoft ha messo online, a disposizione di tutti, un archivio chiamato R6Vegas2_fix.zip , che si è rivelato essere nient’altro che una versione modificata del file eseguibile del gioco che elimina del tutto la misura DRM. Un crack utilizzato da utenti pirata o non autorizzati, che circolava su P2P.

Il crack, realizzato da una crew nota come “Reloaded”, è stato poi rimosso dai server Ubisoft, e la società ha tenuto a precisare che la questione è “soggetta ad approfondita investigazione da parte dei manager del supporto tecnico”. Ubisoft ha anche sottolineato che la software house “non supporta né condona i metodi di circonvenzione delle protezioni” e che l’incidente è in palese contrasto con le politiche ufficiali di Ubisoft .

Politiche che, si legge in rete , non hanno fatto altro che dimostrare per l’ennesima volta l’ insensatezza delle misure di protezione DRM, il cui risultato nuoce più spesso che no alla fruizione dei contenuti da parte degli acquirenti legittimi di un bene, in questo caso un videogame.

Volendo giudicare l’episodio dal punto di vista della stessa industria dei contenuti, che da sempre considera il furto di codice proprietario come un peccato capitale assai diffuso nella società della informazione , Ubisoft ha diffuso sui suoi server, sebbene solo per un breve periodo, un software realizzato da altri, un crack pensato per rendere appunto fruibile un gioco circondato dal DRM.

Alfonso Maruccia

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20 07 2008
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