UE, brevetti con traduzione automatica

Ma comunque di livello: avviati progetti per garantire strumenti che ne migliorino la qualità. E favoriscano così un accesso alle invenzioni che sappia stimolare l'innovazione

Roma – Fra i costi di deposito di un brevetto una parte non trascurabile è certamente costituita dalla traduzione: per far valere le proprie rivendicazioni in altri paesi, occorre presentare la propria domanda in lingue diverse. Processo che richiede, soprattutto per la specificità di un linguaggio difficile, burocratico e tecnico al tempo stesso, competenze avanzate che costano.

Per questo la Commissione Europea ha lanciato una proposta per tenere bassi i costi di traduzione e al contempo garantire un sistema brevettuale il più possibile uniforme nei 27 paesi dell’Unione, oltre all’obbligo di garantire una traduzione ufficiale delle rivendicazioni (la parte determinante di un brevetto) in inglese, francese e tedesco (le lingue ufficiali dello European Patent Office , EPO). Gli inventori dovranno provvedere a fornire una versione anche per le altre 20 lingue parlate nell’UE, ma per queste potranno rivolgersi semplicemente ad un traduttore automatico , mentre al momento per ogni paese con una lingua differente dovrebbero pagare una traduzione ufficiale per ottenere la validità della loro privativa. Questo semplice meccanismo dovrebbe permettere di risparmiare il 20 per cento dei costi di traduzione.

E solo nel caso in cui sorgesse una controversia in un paese con una diversa lingua ufficiale, allora a sue spese l’inventore dovrebbe fornire una traduzione più professionale. Questo, certo, potrebbe comportare un allungamento dei tempi processuali: davanti al giudice, la traduzione a posteriori potrebbe essere oggetto di contesa, stiracchiata tra gli interessi delle due parti.

Il progetto della Commissione per la verità parla di “strumenti di traduzione automatica di alta qualità”. I quali sarebbero già in fase di sviluppo all’EPO per dare accesso nelle diverse lingue a tutti i brevetti esistenti gratuitamente, nonostante tali traduzioni non abbiano ancora, in mancanza di una riforma, una valenza legale. Un progetto con l’obiettivo di sviluppare uno strumento di traduzione di livello destinata ai brevetti è stato finanziato anche dall’UE: si chiama PLuTo ( Patent Language Translations Online ) e ha una scadenza per il 31 marzo 2013.

L’ obiettivo è quello di allargare le possibilità di accesso a determinate informazioni tecniche permettendo di visionare le nuove domande di brevetto nella propria lingua nativa, così da garantire competizione, ma anche influenze reciproche, stimolando la ricerca e lo sviluppo.

Claudio Tamburrino

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  • Nilok scrive:
    Spacciatori Online....
    AUGH!Ed ecco che gli SPACCIATORI delle nuove Droghe del Terzo Millennio passano ONLINE.........cosa non farebbero per continuare ad usarci a loro piacimento........e per accumulare INUTILI danari.......e renderci sempre più degli SCHIAVI....Ho Parlato.Nilok
  • Ubunto scrive:
    Si saranno accorti...
    che un buon numero di farmaci costosissimi in italia e che necessitano di prescrizione medica, possono già ora essere acquistati all'estero tramite il web ad 1/10 del prezzo?Se poi nel pacchetto di spedizione risulta la scritta "shampoo" o "cosmetici" sai che risate!
    • Surak 2.0 scrive:
      Re: Si saranno accorti...
      Sssssshh, che se se ne fossero accorti avrebbero già tentato di chiuderli, altro che "assecondarli"
  • Funz scrive:
    Ma chi?
    Quelli che, appena tornati al governo, la *prima* cosa che hanno fatto è stata abolire la liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco varata (una delle loro poche cose buone) dal governo precedente?Adesso ci prendono per il sedere così... oppure si sono resi conto che è ora almeno di chiudere la stalla.
    • Francesco scrive:
      Re: Ma chi?
      Scusa se controbatto ma mi prendi su un argomento su cui sono piuttosto sensibile.La "liberalizzazione" di cui parli, promulgata nel 2006 dal governo Prodi e che nessuno finora ha toccato, rende possibile smerciare farmaci a vendita libera, prodotti da banco e tutta la paccottiglia che si trova abitualmente in farmacia anche in altri esercizi. Restano quindi esclusi i medicinali con obbligo di prescrizione e quelli rimborsati dal servizio sanitario.Dato che comunque deve essere presente almeno un farmacista iscritto all'albo, salvo rari casi la "liberalizzazione" è servita solo alle COOP e pochi altri ipermercati sufficientemente grandi per dotarsi di un reparto interno parafarmaceutico, e alle farmacie per aprire una pseudo succursale. Infatti i margini unitari pur elevati non bastano a coprire i costi del personale qualificato dato che i volumi sono bassi mancando il principale richiamo della farmacia.Io più che "liberalizzazione" l'ho inquadrata fin da subito come "regalo ai compagni di merende"bye
      • Funz scrive:
        Re: Ma chi?
        - Scritto da: Francesco
        Scusa se controbatto ma mi prendi su un argomento
        su cui sono piuttosto
        sensibile.

        La "liberalizzazione" di cui parli, promulgata
        nel 2006 dal governo Prodi e che nessuno finora
        ha toccato, rende possibile smerciare farmaci a
        vendita libera, prodotti da banco e tutta la
        paccottiglia che si trova abitualmente in
        farmacia anche in altri esercizi. Restano quindi
        esclusi i medicinali con obbligo di prescrizione
        e quelli rimborsati dal servizio
        sanitario.

        Dato che comunque deve essere presente almeno un
        farmacista iscritto all'albo, salvo rari casi la
        "liberalizzazione" è servita solo alle COOP e
        pochi altri ipermercati sufficientemente grandi
        per dotarsi di un reparto interno
        parafarmaceutico, e alle farmacie per aprire una
        pseudo succursale.


        Infatti i margini unitari pur elevati non bastano
        a coprire i costi del personale qualificato dato
        che i volumi sono bassi mancando il principale
        richiamo della
        farmacia.

        Io più che "liberalizzazione" l'ho inquadrata fin
        da subito come "regalo ai compagni di
        merende"Grazie della puntualizzazione, evidentemente leggere i giornali non è bastato per informarmi a dovere ;)
  • Francesco scrive:
    Perché limitarsi
    Perché limitarsi ai soli prodotti non prescrivibili?Almeno in Toscana (non so in altre regioni) i medici di base devono compilare ricette elettroniche.Basterebbe un sito, magari gestito dalla regione, inserisci il numero di ricetta e stop.Consegna a domicilio il giorno dopo.Scusate, mi riprendo dalla penichella dopo la pausa pranzo... siamo in Italia, ci sono le corporazioni medievali.bye
    • Surak 2.0 scrive:
      Re: Perché limitarsi
      - Scritto da: Francesco
      Perché limitarsi ai soli prodotti non
      prescrivibili?

      Almeno in Toscana (non so in altre regioni) i
      medici di base devono compilare ricette
      elettroniche.Sono fiorentino, ma non mi è chiaro a cosa ti riferisci.A me le ricette le fanno ancora alla vecchia maniera.Forse intendevi i certificati medici ed allora è una cosa nazionale
      Basterebbe un sito, magari gestito dalla regione,
      inserisci il numero di ricetta e
      stop.

      Consegna a domicilio il giorno dopo.

      Scusate, mi riprendo dalla penichella dopo la
      pausa pranzo... siamo in Italia, ci sono le
      corporazioni
      medievali.Beh, il problema è che pure i medici non è che siano proprio "moderni":http://canali.kataweb.it/salute/2010/07/06/certificati-online-non-si-parte-il-19-luglio-troppi-problemi-tecnici-tutto-slitta-al-2011/?ref=HREC2-2Tra cialtroni, furbi, menefreghisti, esosi, mafiosi...tra quel che si può fare e quel che si fa, ci sarà sempre un abisso
      byeCiao!
      • Francesco scrive:
        Re: Perché limitarsi
        E allora (come sempre!) è l'ASL di Empoli che è avanti anni luce.Aveva un centro unico di prenotazione 20 anni fa, mandava gli esami a casa per posta 15 anni fa, 5 anni fa hanno cominciato a pubblicarli sul sito; il personale sorride e le code sono ridotte al minimo. Non chiedetemi cosa fa la differenza anche solo con le ASL fi Firenze perché stò cercando di capirlo da 20 anni.Le ricette vengono fatte a computer e poi a fine giornata i medici di base scaricano il riepilogo. Credevo fosse una funzionalità gestita dalle regione, ma forse è una applicazione dell'ASL.bye
        • Network manager scrive:
          Re: Perché limitarsi
          Spettacolare!!!!Non immaginavo neanche che in Italia potesse esistere qualcosa del genere.
          • sylvaticus scrive:
            Re: Perché limitarsi
            il sito web della asur di Ancona:http://www.asurzona7.marche.it(ps lo so che sembra ficco.. ma provate a cliccare su qualsiasi servizio.. c'è solo il titolo o poco più!!)..comunque anch'io pensavo ad una cosa del genere.. la cosa ficca è che tecnicamente non è niente di che.. è TUTTO UN PROBLEMA ORGANIZZATIVO...
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: Perché limitarsi
          contenuto non disponibile
  • GIA 71 scrive:
    FARMACI ONLINE
    FEDERFARMA E' PREOCCUPATA DELLA NOSTRA SALUTE!
    • Francesco scrive:
      Re: FARMACI ONLINE
      Già... se solo poteste avere una idea di quali sperperii logistici e di marketing può concedersi la filiera del farmaco, verrebbe da XXXXXXXrsi.Per non parlare del ricarico delle farmacie, dove i prodotti da banco possono costare anche il 250% in più di quanto costano nella grande distribuzione.bye
      • il solito bene informato scrive:
        Re: FARMACI ONLINE
        - Scritto da: Francesco
        Già... se solo poteste avere una idea di quali
        sperperii logistici e di marketing può concedersi
        la filiera del farmaco, verrebbe da
        XXXXXXXrsi.

        Per non parlare del ricarico delle farmacie, dove
        i prodotti da banco possono costare anche il 250%
        in più di quanto costano nella grande
        distribuzione.

        byesemplicemente credo che aziende private che producono farmaci non dovrebbero esistere e non dovrebbero esistere i brevetti sulle formule.
      • ephestione scrive:
        Re: FARMACI ONLINE
        credo che il vero cruccio delle farmacie (quelle in mattoni e con una porta, intendo) sia il fatto che magari sono le uniche nel paesetto di provincia dove si trovano, e accumulano soldi come se piovesse; in più il proprietario è entrato in una posizione molto di rilievo nella politica locale ed è già riuscito a impedire l'apertura di una seconda farmacia nello stesso paesetto. La concorrenza da parte di potenzialmente tutte le altre farmacie in italia (per non parlare eventualmente di farmacie puramente "virtuali", come è "virtuale" fineco in quanto banca) diventerebbe a questo punto un fatto inaccettabile per tale farmacia.Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale... oppure no? :D
    • Walter Clintock scrive:
      Re: FARMACI ONLINE
      Si si.Io sono Napoleone.:D
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