UE, la Commissione inciampa sul copyright

Una corte europea ha condannato Bruxelles: oggetto del contendere, un software di traduzione automatica. La Commissione non aveva alcun diritto di apportare modifiche al codice proprietario

Roma – La Commissione Europea ha infranto il copyright del software prodotto da SYSTRAN , e pertanto dovrà risarcire i danni provocati all’azienda con una somma di 12 milioni di euro. Lo ha deciso il Tribunale dell’Unione europea, secondo la cui opinione Bruxelles è colpevole di aver “aperto” codice proprietario alla concorrenza senza avere alcuna autorizzazione in tal senso .

Il motivo del contendere risiede nel rapporto tra SYSTRAN e la Commissione tra il 1997 e il 2002, periodo in cui la prima ha realizzato il software di traduzione automatica EC-Systran Unix per la seconda basandosi sul lavoro già fatto sul programma commerciale Systran Unix .

In seguito (2003) la Commissione ha pubblicato un bando per l’ulteriore sviluppo di EC-Systran Unix, assegnando il lavoro a un’azienda terza . A questo punto SYSTRAN ha deciso di denunciare Bruxelles per divulgazione non autorizzata del “know-how” aziendale, con lo scopo ben preciso di apportare “migliorie, adattamenti e aggiunte alle routine linguistiche”, “migliorie specifiche ai programmi di analisi, trasferimento e sintesi” e “aggiornamenti di sistema” alla piattaforma di traduzione automatica usata dalla UE.

Ma quella piattaforma (EC-Systran Unix) contiene “sostanziali similarità, nel materiale base e in certe routine linguistiche” con Systran Unix, ha stabilito la Corte, e SYSTRAN ha provato che “contrariamente a quanto sostiene la Commissione” “le modifiche richieste dal bando di gara richiedono accesso a elementi di EC-Systran Unix presi dalla versione Systran Unix”.

Alfonso Maruccia

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