UE, nuova direttiva per le batterie?

UE, nuova direttiva per le batterie?

Allo studio un aggiornamento delle norme che potrebbe mettere fuorilegge nel Vecchio Continente i dispositivi sigillati. Tutto in nome dell'ecologia
Allo studio un aggiornamento delle norme che potrebbe mettere fuorilegge nel Vecchio Continente i dispositivi sigillati. Tutto in nome dell'ecologia

L’Unione Europea si accinge a valutare l’introduzione di una nuova normativa sulle batterie ricaricabili inserite nei dispositivi elettronici: la bozza della nuova direttiva potrebbe mettere fuorilegge un gran numero di gadget tecnologici per il semplice fatto di non avere uno sportello posteriore, attraverso il quale l’utente possa rimuovere o sostituire il pacco batterie a suo piacimento.

Come sottolinea Appleinsider , tra le vittime eccellenti di questo tipo di norma finirebbero molto presto parecchi apparecchi prodotti da Apple: iPod, iPhone, MacBook Air , sono tutti dispositivi sigillati il cui accesso al reparto energia è riservato ai tecnici della casa della mela. Non si tratta comunque dell’unico esempio di accessorio tecnologico con queste caratteristiche: navigatori satellitari , altri cellulari e persino alcuni modelli di mouse rischierebbero di incappare nelle maglie molto strette della nuova direttiva.

La questione, oltre che relativa alla possibilità per i consumatori di poter disporre liberamente dei propri beni, è soprattutto ecologica: la normativa RoHS ha già comportato l’adozione di regole più restrittive nel recinto UE per i dispositivi elettronici (ad esempio con l’obbligo di utilizzare procedimenti di saldatura privi di piombo), tanto da costringere parecchi produttori a provvedere ad una revisione dei propri apparecchi o a optare per non commercializzarli nel Vecchio Continente.

La nuova normativa, inoltre, spinge molto sulla necessità di riciclare le batterie al termine del loro ciclo di vita: entro il 2012 il 25 per cento delle batterie prodotte e dismesse dovrebbero essere avviate allo smaltimento ecosostenibile, valore che dovrebbe crescere fino al 45 per cento entro il 2016.

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Pubblicato il 7 ott 2008
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