UE, sotto controllo i siti sulla salute

Con pesante ritardo la Commissione Europea è pervenuta ad una decisione sui requisiti minimi da richiedere ai siti web che si occupano di sanità e medicina


Roma – Le polemiche non sono mancate, i casi clamorosi di siti-truffa neppure, le proteste a più riprese si sono fatte sentire. In questo quadro, con un ritardo enorme su quanto accaduto negli Stati Uniti, anche l’Unione Europea si appresta a varare regole minime di trasparenza e affidabilità per quei siti web che si occupano di un settore tanto delicato come la salute, la sanità e la medicina.

La Commissione Europea rivelerà infatti il prossimo 5 dicembre i dettagli della decisione che ha preso nelle scorse ore e che ha portato all’approvazione di una sorta di “protocollo minimo” pensato per offrire alcune garanzie di base.

Cercando di non intervenire pesantemente sugli operatori, viste anche le ottime promesse di sviluppo economico del business della salute legale via internet, la Commissione ha lavorato su due fronti centrali. Da un lato l’aumentata trasparenza: dovrà essere noto chi gestisce il sito, di quali titoli è fornito, chi risponde ad eventuali quesiti posti dagli utenti-visitatori, come lo fa eccetera; dall’altro si è puntato sulla conservazione e gestione dei dati personali. Viene infatti ritenuto centrale che con l’espandersi del ricorso a soluzioni online per questioni relative alla salute venga assicurato a chi utilizza questi servizi anche via internet un sufficiente grado di protezione delle informazioni che lo riguardano.

Va detto che un impulso alla regolamentazione, che va a raccogliere una serie di iniziative e bozze spesso discordanti presentate dagli stati membri, viene dato anche dal fatto che a breve dovrebbe essere messo a punto il quadro normativo che legittimerà nella UE la pubblicità online di farmaci e prodotti medicali.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • OpenCurcio scrive:
    Capitalismo e giustizia borghese
    E' ormai chiaro che la giustizia dello stato borghese non e' piu in grado di fare applicare le regole che la stessa societa borghese si e' data per la pacifica convivenza e per il suo funzionamento.In Italia il governo controllato dai poteri forti da almeno 7 anni modifica la giustizia a piacimento,introducendo norme retroattive (legge Cirami)e la giustizia assolve il grande capitale che si e' macchiato dei peggiori crimini (Petrolchimico di Porto Marghera),vengono promosse norme che premiano l'illegalitain contrasto con qualsiasi principio liberale.Cosi negli Stati Uniti d'America vengono tutelati gli inquinatori, e i monopolisti, vengon difese nonostante le severe normative antifumo (di origine Puritana piu che salutista tant'e' che si colpisce il fumatore ma si lascia stare chi inquina)le lobby non son mai state punite.quindi il problema sta nella giustizia borghese e nella sua naturale corruzione
    • Anonimo scrive:
      Re: Capitalismo e giustizia borghese
      Beh, con Agnelli che sovvenziona la sinistra, e che è lautamente ricambiato da anni, con Bill Gates accolto a braccia aperte da D'Alema, Fidel Castro trattato da santo ed il Dalai Lama ignorato assieme alla tragedia Tibetana, non credo che la "giustizia" di sinistra possa dare lezioni a quella borghese.(e poi il bollino SIAE chi l'ha introdotto? Non è certo una sovvenzione per i giovani artisti che tentano di farsi strada, né per la libera circolazione di software o altre opere d'ingegno...)salutiMarco
  • Anonimo scrive:
    UnoChePassa: braghe calate?
    In un'altro intervento qualche settimana fa dissi qualcosa del tipo che credevo che magari adesso l'Europa fosse stufa di calare le braghe verso le multinazionali/governo USA. Bene diciamo che uno (vedi articolo) se l'è già calate. Speriamo che sia solo la vecchia generazione ad essere così cinica e senza futuro. Comunque, devo dire che mi dispiace.Noto però, che si stanno rendendo conto anche in USA come MS sia diventata ormai un cancro che mina la loro stessa economia dall'interno. A dir la verità non so cosa sia più pericoloso per loro oggi: il terrorismo o microsoft. In entrambi i casi è una perdita di libertà il rischio.Poi sentire che uno stato dica che: "non ha i soldi" per perseguire MS e non: "riteniamo che l'opinione pubblica non voglia spendere denaro per questa causa" mi fa tristezza e preoccupazione insieme. Vuol dire che nel paese della "libertà" del sogno di diventare grandi dall'oggi al domani, Bill Gates ha più soldi (che oggi significa più potere a causa della società corrotta che si è creata) di una comunità di milioni di persone (uno stato americano) e che quindi questi devono chinare la testa e subire le prepotenze.Sono tornati ai "servi della gleba" dopo secoli?Ciao!
  • Anonimo scrive:
    Se ne occupi la Corte Suprema
    come da titolo
    • Anonimo scrive:
      Re: Se ne occupi la Corte Suprema
      Ecco un altro esempio di cosa può portare lo strapotere di un'azienda. Se hai i soldi ti compri chi vuoi e metti un bel cerottone sulla bocca di chi rompe. Poco sforzo ma ben concentrato. E intanto c'è chi produce sofware ottimo e non riesce a ritagliarsi una fetta di mercato...
Chiudi i commenti