UK, Borsa tradita dall'informatica

Brusco stop del sistema informatico TradElect della piazza londinese. I computer in crash paralizzano la seduta. Rabbia tra gli addetti ai lavori, ignote le cause del guasto

Roma – Lunedì nero quello di ieri per la Borsa di Londra: a causa di un problema informatico che ha mandato in tilt il sistema degli scambi TradElect , la London Stock Exchange ( LSE ) è rimasta chiusa per circa 7 ore. Le cause del fortuito crash sono ancora ignote: ciò ha fatto crescere la rabbia tra gli addetti ai lavori, cui sono stati propinati solo messaggi di scuse per il disagio in uno dei giorni cruciali per il settore finanziario.

Il blackout si è verificato poco prima delle 9, annullando di fatto le trattative in quello che sarebbe potuto essere uno dei giorni più proficui per la finanza britannica: le notizie in arrivo dagli Stati Uniti circa la decisione del Governo di intervenire per salvare due istituti finanziari coinvolti nella crisi del settore mutui avrebbero potuto mettere le ali al listino. Il ripristino del sistema è avvenuto verso le 16, mezzora prima dell’orario di chiusura delle contrattazioni.

Ciò ha fatto letteralmente infuriare i broker, obbligati ad attendere il lavoro dei tecnici: “Siamo stati costretti a starcene con le mani in mano aspettando frammentari ed ambigui annunci su quando il sistema sarebbe stato nuovamente pronto ed operativo – polemizza Angus Rigby, dirigente di TD Waterhouse – Ciò che vogliamo è sapere come tutto ciò sia successo e la garanzia che non accadrà ancora”. Mancano infatti informazioni precise sulle cause di quanto accaduto, sebbene sia ipotizzabile che il disservizio sia stato generato dall’upgrade necessario ad includere il listino della Borsa di Milano, recentemente acquisito da LSE, nell’infrastruttura informatica britannica.

Quanto accaduto a Londra sembra non essere un caso isolato: durante la stessa giornata di lunedì un guasto si è verificato anche alla Borsa di Johannesburg, anch’essa dotata del sistema TradElect , che il dirigente LSE Clara Furse ha definito in una lettera al Financial Times come l’ultimo ritrovato della tecnologia. Ironia della sorte il sistema è pubblicizzato come un atleta pronto a scattare ai blocchi. ( V.G. )

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