UK, carcere per chi cambia l'IMEI

Chi ruba un cellulare e riprogramma l'IMEI per aggirarne il blocco rischia ora fino a cinque anni di prigione

Londra – Nel Regno Unito la vita di chi ruba un telefono cellulare potrebbe farsi più difficile: il governo ha varato un più rigido regime sanzionatorio, volto a colpire coloro che riprogrammano l’IMEI dell’apparecchio per sbloccarne le funzionalità e inibirne la localizzazione.

Le pene previste dalla nuova normativa sono decisamente pesanti e ricordano, per proporzione, l’impiccagione che spettava a chi, nel far-west, si rendeva colpevole di furto di cavalli. Dall’inizio del mese di aprile, infatti, in Gran Bretagna sono in vigore punizioni più severe – fino a cinque anni di reclusione e ammende di importo astronomico – per coloro che verranno colti a modificare il codice IMEI di un cellulare.

Cellular News riporta i dati di uno studio indipendente condotto da System Concepts , da cui emerge che tutti i cinque principali operatori mobili (3 UK, O2, Orange, T-Mobile e Vodafone) sono arrivati a bloccare l’IMEI dell’80% dei telefonini rubati entro le prime 48 ore successive al furto.

È convinzione del governo britannico che il blocco dell’IMEI da parte degli operatori, unito alla minaccia di pene piuttosto aspre, costituisca un deterrente di una certa efficacia contro il furto di cellulari, crimine che colpisce in gran parte gli utenti di minore età e pertanto al centro dell’attenzione.

D.B.

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  • Anonimo scrive:
    ma sono senza parole
    questi si preocupano per il 70 % del mercatoma le tariffe euro 1.44 al min. + scatto alla risposta di 38 centesimi non sono un furto bello e buono?w l'italia
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