UK, condannati 600 fruitori di e-pedoporno

Erano nel gruppo di quasi 6500 persone individuate dalla polizia britannica come clienti di un portale a pagamento situato negli USA e capace di diffondere migliaia di immagini illegali
Erano nel gruppo di quasi 6500 persone individuate dalla polizia britannica come clienti di un portale a pagamento situato negli USA e capace di diffondere migliaia di immagini illegali


Londra – Si tratta di una delle più imponenti operazioni contro il traffico di immagini di violenza sui minori quella condotta dalla polizia britannica che ha portato nelle scorse ore alla condanna di 600 persone. Si tratta di un primo gruppo, tra i circa 6.500 soggetti individuati dai cybercop, tra i fruitori di un sito web che spacciava immagini pedopornografiche a pagamento.

L’operazione Ore è stata condotta negli scorsi 18 mesi in collaborazione con l’FBI americana ed è nata proprio da una segnalazione statunitense. Il sito in questione, dal quale è stato possibile trarre i dettagli dei pagamenti che venivano effettuati con carta di credito, risiedeva su server americano.

Stando a quanto riferito dagli inquirenti, il sito dava accesso a 300 altri siti specializzati in pornografia minorile. L’abbonamento ai siti era fissato in 21 sterline al mese…

Va detto, però, che se 6500 sono coloro fin qui individuati e inquisiti, in realtà sono più di 250mila complessivamente gli utenti internet di tutto il mondo che conoscevano quel sito e se ne servivano, pagando diligentemente mese dopo mese. Si ritiene che quando si è saputo dell’indagine e dopo la chiusura del sito, avvenuta ormai nel lontano 1999, siano molti gli utenti che abbiano tentato di far perdere le proprie tracce.

Il primo gruppo di persone condannate comprende soggetti che si trovano nelle istituzioni o in posizioni di potere, che lavorano con i bambini o che svolgono professioni che possono dar loro facile accesso a minori.

Da segnalare, come fa The Register, la dichiarazione di Scotland Yard secondo cui “se Internet ha aumentato la trasmissione e lo scambio di immagini di abusi sui minori, ha anche fornito una opportunità notevole per identificare, perseguire e trattare un gruppo significativo di soggetti che in altro modo avrebbero potuto non finire mai alla nostra attenzione”.

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17 03 2004
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