UK: IBM spartiacque dell'open source

La più grossa multinazionale dell'informatica aiuterà il Governo britannico a misurare i vantaggi dell'uso del software libero nei sistemi IT pubblici. La bandiera di IBM sulla testa del Pinguino


Londra – IBM ha ottenuto il massimo risultato: sarà lei a gestire i test che dovranno stabilire se l’introduzione del software libero nella pubblica amministrazione britannica è una prospettiva vantaggiosa. La più importante tra le multinazionali americane dell’informatica, infatti, è il partner scelto dalle autorità del paese per capire come avvicinare l’open source.

La strategia IBM di progressiva conquista di casa pinguina ora la porta nella stanza dei bottoni: l’OGC (Office of Government Commerce) e l’OeE (Office of the Envoy, che si occupa dell’innovazione in terra britannica) hanno infatti affidato all’azienda la gestione di una serie di nove sperimentazioni tanto nei dipartimenti governativi centrali quanto in altri rami della pubblica amministrazione.

Questa sorta di certificazione IBM per Linux è considerata alla stregua di una “prova” per capire quanti e quali vantaggi le piattaforme aperte possono portare se sviluppate ed impiegate come alternative al software proprietario. Caratteristica dei test, infatti, è tentare di mettere in parallelo sistemi aperti e sistemi proprietari per capire quali siano le soluzioni più efficienti. Una prova che è anche atto di fede, visto che a gestire i test, oltre alle autorità britanniche, sarà un’azienda che ha investito una buona parte del proprio futuro nel successo di Linux e soci.

Ad essere direttamente coinvolti nelle sperimentazioni sono l’Ufficio del vice primo ministro, l’Ufficio dell’eEnvoy, i consigli comunali di Powys e Newham e l’OFWAT, l’ente regolatore per acque e rifiuti britannico.

Secondo Peter Gershon, il CEO dell’OGC, si viene così a creare un campo di battaglia tra sistemi prodotti “da una varietà di fornitori e il software proprietario utilizzato dal Governo”. “I test – ha spiegato – saranno condotti in un ambiente controllato e ci consentiranno di capire in che modo utilizzare la tecnologia per lo sviluppo e il beneficio dei contribuenti”. E Larry Hirst, general manager di IBM UK, ha ricordato che “il software open source come Linux può consentire di ridurre la dipendenza da un singolo fornitore di software. E questo può ridurre i costi generali aumentando la flessibilità e affidabilità di una infrastruttura”.

Va detto, comunque, che proprio l’OeE, in passato, ha già consigliato l’ adozione delle piattaforme open source . Tanto che Andrew Pinder, responsabile dell’ufficio, ha commentato questi test affermando che “questi studi dovrebbero fornirci una buona opportunità per dimostrare” la competitività delle piattaforme aperte.

A latere di questi annunci, OGC ha confermato il raggiungimento di un accordo sui prezzi con IBM , un accordo che dovrebbe portare a sconti ulteriori per il settore pubblico con bonus laddove vengano adottati “prodotti Linux”. Nelle stesse ore IBM ha anche firmato una lettera d’intesa con il governo brasiliano che dovrebbe porre il gigante americano in testa nella competizione per fornire piattaforme aperte alla pubblica amministrazione brasiliana.

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  • Anonimo scrive:
    ebasta!
    ci hanno stufato!http://paolo.evectors.it/italian/worldOfEnds.html
  • Anonimo scrive:
    carenza di amministratori?
    ma vieniiiiiiiiii
    • Anonimo scrive:
      Re: carenza di amministratori?

      ma vieniiiiiiiiiiGuarda che c'e' carenza solo di amministratori che lavorano agratis (o quasi).C'e' stato anche un articolo qui su PI non molti giorni fa sulle professioni informatiche e gli stipendi da fame. Se ci fosse carenza di figure professionali, per la legge della domanda e offerta i salari aumenterebbero, ma purtrobbo non e' cosi' e di tecnici informatici (programm., sistemisti, etc.) ce ne sono anche troppi.
      • Anonimo scrive:
        occhio
        - Scritto da: Anonimo


        ma vieniiiiiiiiii

        Guarda che c'e' carenza solo di
        amministratori che lavorano agratis (o
        quasi).
        C'e' stato anche un articolo qui su PI non
        molti giorni fa sulle professioni
        informatiche e gli stipendi da fame. Se ci
        fosse carenza di figure professionali, per
        la legge della domanda e offerta i salari
        aumenterebbero, ma purtrobbo non e' cosi' e
        di tecnici informatici (programm.,
        sistemisti, etc.) ce ne sono anche troppi.


        La legge della domanda e dell'offerta non si applica al mercato del lavoro, essendo esso un oligopolio (mai sentito parlare dei contratti di lavoro? delle telefonate "amichevoli" tra gli uffici del personale? degli accordi tra gli attori del mercato, ad esempio tra società di lavoro interinale e loro clienti?)
        • Alessandrox scrive:
          Re: occhio
          - Scritto da: Anonimo
          La legge della domanda e dell'offerta non si
          applica al mercato del lavoro, essendo esso
          un oligopolio (mai sentito parlare dei
          contratti di lavoro? delle telefonate
          "amichevoli" tra gli uffici del personale?
          degli accordi tra gli attori del mercato, ad
          esempio tra società di lavoro interinale e
          loro clienti?)InteressanteSpiega spiega...
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