UK, nuova disfatta sui news link

L'agenzia di pubbliche relazioni Meltwater perde anche in appello: i servizi di crawling a pagamento devono pagare i grandi editori per diffondere i link alle loro storie. Si andrà ora alla Corte Suprema

Roma – Era la fine dello scorso anno quando i vertici della Newspaper Licensing Agency (NLA) accoglievano con enorme soddisfazione una sentenza dell’Alta Corte di giustizia britannica. I più svariati operatori e clienti di servizi di monitoraggio delle notizie digitali a pagamento avrebbero dovuto pagare i giornali in cambio del crawling delle loro storie .

Ovviamente diversa l’opinione di Meltwater , agenzia di pubbliche relazioni che offre servizi di notifica di tutte quelle notizie online che riguardino clienti aziendali. La sentenza emessa dall’Alta Corte di giustizia britannica avrebbe avuto gravissime conseguenze sul web, impedendo di fatto la libera consultazione di materiale senza l’esplicito consenso da parte del legittimo detentore dei diritti .

La Corte d’Appello britannica ha recentemente respinto la tesi di Meltwater , confermando la sentenza di primo grado del novembre 2010. In altre parole, il giudice d’appello ha sottolineato come la posizione della difesa non possa essere impugnata contro NLA: i servizi di crawling a pagamento non creerebbero delle copie temporanee delle notizie diramate a mezzo stampa .

La stessa Meltwater aveva infatti sottolineato come una copia temporanea del contenuto fosse prevista tra gli usi non commerciali di una determinata notizia protetta dal diritto d’autore . Il giudice in primo grado non aveva fatto distinzioni tra contenuto copiato e contenuto linkato.

Visibile irritazione per l’agenzia di pubbliche relazioni britannica: milioni di professionisti si ritroverebbero a violare il copyright praticamente ogni giorno, semplicemente navigando e cliccando tra i marosi di Internet. La decisione dei giudici risulterebbe perciò anacronistica, obbligando chiunque nella catena dei contenuti web a pagare una licenza ai grandi editori d’Albione.

Mauro Vecchio

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  • Michele Anderi scrive:
    accecamento
    Si tratta in realtà della possibilità per le antenne trasmittenti e per i dispositivi 4g nelle vicinanze di produrre delle interferenze sui uhf canali adiacenti. I dispositivi dovrebbero essere schermati oppure ci vorrebbero dei filtri agli ingressi dei sintonizzatori. Tutto questo allarme per niente.
    • Marco Luciano scrive:
      Re: accecamento
      Non proprio cosi, anche io lo credevo. Ti riporto un post di un utente molto preparato (dipendente di TIMB) da altro famoso forum: <<In estrema sintesi, i problemi LTE vs DVB-T sono almeno di tre nature:1. interferenza da canale adiacente (downlink LTE): impattato soprattutto canale 60 UHF e, in misura minore, 59 e 58. Anche il 59 è oggetto di Beauty Contest ...2. saturazione amplificatori d'antenna utente: impattati tutti i canali DVB-T (l'amplificatore d'antenna satura o intermodula).3. interferenze/saturazione tuner TV/STB/Decoder dovute all'uplink dei terminali mobili LTE (soprattutto in presenza di impianti/connettori d'antenna non a regola d'arte o non sufficientemente schermati).4. interferenza da frequenza immagine uplink LTE su tuner di tipo "supereterodina": impattati 57, 58, 59 e 60 UHF.Il 1° e il 2° problema possono essere più o meno attenuati utilizzando opportuni filtri passa basso sull'antenna in ricezione. L'utilizzo di tali filtri cmq penalizza maggiormente il canale 60 (i filtri in commercio non sono ideali; e filtri buoni, con fronti di discesa molto ripidi ... costano !).Il 3° e 4° problema possono essere risolti allontanando/spegnendo i terminali mobili e/o adeguando gli impianti d'antenna utente (cavi/connettori/schermature).Tutti e quattro i problemi non vanno assolutamente sottovalutati (il 2° è quello più devastante !). Le soluzioni in caso di problemi, ove praticabili, cmq prevedono adeguamenti degli impianti di antenna utente esistenti ... !

      • Michele Anderi scrive:
        Re: accecamento
        Quello che non capisco è cosa ci possa essere dietro questo allarme improvviso. E' stato lo stesso Romani a farlo. Ci deve essere qualche motivazione...
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