UK, più vicino l'obbligo dell'accessibilità

Non siamo ancora ad una normativa ma le nuove linee guida sono stringenti e valgono non solo per i siti pubblici, come in Italia, ma anche per quelli delle imprese. Una questione di civiltà
Non siamo ancora ad una normativa ma le nuove linee guida sono stringenti e valgono non solo per i siti pubblici, come in Italia, ma anche per quelli delle imprese. Una questione di civiltà


Londra – Il Regno Unito ha deciso di rinnovare l’impegno sul fronte dell’accessibilità del Web. British Standards Institution ( BSI ) ha redatto, grazie al sostegno della Disability Rights Commission ( DRC ), un nuovo documento che contiene le linee guida per migliorare l’accessibilità dei siti Web di ogni tipo di organizzazione, sia essa istituzionale o privata.

La DRC, lo scorso aprile, aveva monitorato lo “stato” dei siti anglosassoni e con un secco responso negativo aveva denunciato la presenza di barriere nell’80% dei casi. Ebbene, a distanziata di quasi due anni sta per essere promulgato un nuovo regolamento, denominato PAS 78 (Publicly Available Specification), i cui contenuti dovranno essere rispettati da tutte le strutture che dispongono di un sito per il pubblico.

Sebbene fin dal lontano 1999 i gestori dei siti avrebbero dovuto aggiornare le loro creature con soluzioni grafiche e funzionali compatibili, ad esempio, con le esigenze dei disabili, solo adesso il rispetto delle direttive verrà considerato obbligatorio . DRC, inoltre, ha sottolineato che questa opera di restyling nella maggior parte dei casi produce dei benefici: i disabili ogni anno, in Gran Bretagna, alimentano un indotto da 80 miliardi di sterline.

“Dobbiamo cercare di rendere il maggior numero dei siti accessibili ai disabili. Questo documento giocherà un ruolo chiave per raggiungere l’obiettivo”, ha dichiarato il presidente di DRC, Bert Massie. Concorda anche Mike Low, direttore di BSI. “Il PAS 78 è una grande opportunità per tutti, sia per le imprese che gli utenti”, ha confermato Low. “BSI è contenta di avere l’opportunità di lavorare con DRC per l’implementazione di linee guida che rendono più accessibili i siti. L’obiettivo è quello di migliorare le capacità di accesso online dei disabili alle informazioni, ai prodotti e ai servizi”.

PAS 78 copre numerose aree. Definisce, infatti, la policy dell’accessibilità. Completa e indica quali delle linee guida WAI (Web Accessibility Initiative) siano importanti da seguire e perché. E per ultimo, delinea una serie di metodi per comprendere quale sia la qualità dell’accessibilità di un sito.

Royal National Institute of the Blind ( RNIB ), che ha partecipato alla stesura del documento, si è detta soddisfatta per il risultato raggiunto. “Sebbene molti amministratori dei siti abbiano a cuore la situazione degli utenti disabili, la confusione sull’implementazione di soluzioni adeguate ha dato risultati mediocri. Ci aspettiamo che queste nuove indicazioni possa agevolare il lavoro dei professionisti del settore”, ha dichiarato Julie Howell, esponente del RNIB.

Anche se il PAS 78 non ha un valore strettamente legale, l’opinione degli esperti è che potrebbe essere impugnato in tribunale per obbligare un’azienda o un’organizzazione a migliorare le qualità del suo sito.

Di interesse segnalare l’enorme distanza tra quanto deciso nel Regno Unito e quanto avviene in Italia, dove la Legge Stanca sull’accessibilità, ancora lungi dall’essere implementata appieno, prevede obblighi per i soli siti di enti pubblici o di interesse pubblico, sebbene auspichi anche un miglioramento dell’accessibilità per i siti di privati.

Dario d’Elia

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09 03 2006
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