UK, sospendere è disconnettere?

Alle proteste contro la versione britannica della dottrina Sarkozy il governo risponde ammorbidendo qualche parola. Non basta a convincere i netizen, e un ISP promette battaglia
Alle proteste contro la versione britannica della dottrina Sarkozy il governo risponde ammorbidendo qualche parola. Non basta a convincere i netizen, e un ISP promette battaglia

Le disconnessioni forzate degli utenti del file sharing (o presunti tali) paventate nell’ambito del Digital Economy Bill britannico? Esagerazioni, precisa il governo di Sua Maestà. In realtà le suddette disconnessioni saranno “interruzioni temporanee” dell’account di rete, e comunque l’esecutivo agirà per difendere l’industria dell’intrattenimento sino alla persecuzione legale.

Le aspre polemiche sollevate dalle misure delineate dalla proposta avevano portato dritte alla presentazione di una petizione rivolta direttamente al governo, tesa a richiedere l’abbandono del piano di Lord Mandelson per l’interruzione della connessione sulla base delle presunte attività di file sharing da parte degli utenti. Quella petizione ha ora ricevuto risposta sul sito web ufficiale di Downing Street, e per quanto i toni tendano al morbido le disconnessioni continuano a rappresentare un capitolo fondamentale delle intenzioni della politica nella lotta al file sharing non autorizzato.

Nella risposta alla petizione il governo ammette l’importanza centrale che Internet si è guadagnata nella vita non esclusivamente digitale dei cittadini britannici, così come il mutamento radicale delle modalità di accesso ai contenuti in anticipo rispetto alle capacità di adattamento proprie dell’industria che quei contenuti produce.

“Non cancelleremo gli account dei trasgressori – recita la risposta del governo – perché è davvero difficile considerare una cosa del genere proporzionata eccetto che nei casi più estremi – e dunque probabilmente criminali”. Le disconnessioni non vengono più definite tali ma sono ancora lì , perché il numero 10 di Downing Street dice di essere impegnato a valutare altre “soluzioni tecniche” oltre agli avvisi diramati dai provider, incluse restrizioni alla banda, un limite di download giornaliero o “come ultima risorsa, la sospensione temporanea dell’account”.

Senza altri chiarimenti del significato di quella “sospensione temporanea” tutto è possibile, ragion per cui l’eventuale negazione dell’accesso a Internet potrebbe benissimo risultare una disconnessione pura e semplice. Esattamente come previsto nel piano originale di Lord Mandelson .

Le disconnessioni continuano a fare presa tra i protagonisti dell’industria dei contenuti e non manca chi scrive ai propri parlamentari di riferimento perorandone la causa con passione. Per contro non molla nemmeno TalkTalk , il provider che più di tutti si è detto pronto a fronteggiare i programmi dell’industria e del governo. L’ISP non ha affatto gradito la risposta del Regno Unito alla petizione contro le disconnessioni, ribadisce che si opporrà fermamente a qualsiasi pretesa in tal senso e combatterà “in ogni corte del paese e in Europa se necessario” per fermare questo tipo di misure antiP2P.

Alfonso Maruccia

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24 02 2010
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