UK, THREE pensa di incollare le SIM

A quanto pare, l'operatore britannico intende incollare le SIM ai videofonini per prevenirne la rivendita clandestina. Ecco di cosa si tratta
A quanto pare, l'operatore britannico intende incollare le SIM ai videofonini per prevenirne la rivendita clandestina. Ecco di cosa si tratta


Londra – Da semplice rumor, una notizia che riguarda il SIM-lock nel Regno Unito sta assumendo toni sempre più ufficiali. E’ un’iniziativa dell’operatore mobile THREE , gemello dell’italiano TRE , che ha pensato di incollare letteralmente le SIM ai nuovi cellulari venduti nella propria rete commerciale.

Questa soluzione di SIM lock “ortodossa” sarebbe volta a contrastare il fenomeno dell’esportazione parallela: in Gran Bretagna, infatti, centinaia di migliaia di utenti avrebbero acquistato un videofonino dell’operatore mobile a prezzo scontato per rivenderlo immediatamente all’estero a “prezzo pieno”. La notizia viene dal sito Mobilburn che ha pubblicato anche le dichiarazioni di Marc Allera, direttore commerciale di THREE. Il manager afferma che l’appiccicosa iniziativa sarebbe finalizzata a garantire che “la persona che acquista il videofonino sarà un nostro utente e non lo venderà all’estero”.

Allera ha riferito inoltre che la soluzione è stata già testata in alcuni punti vendita dell’operatore già in dicembre: “Abbiamo avviato una fase sperimentale nel periodo pre-natalizio nei nostri negozi, raccogliendo i feedback sia dallo staff che dai clienti, e la riteniamo una soluzione pratica”.

Stando a quanto descritto, le SIM card saranno quindi incollate ai telefonini con l’uso di una resina epossidica. La fase di incollaggio sarà curata da un’azienda logistica esterna. La soluzione, secondo Marc Allera, sarà applicata su modelli entry-level. Sugli altri videofonini, si studieranno altri tipi di soluzioni, “caso per caso”.

Se è vero che si tratta di un’applicazione materiale del sistema SIM-lock agli apparecchi legati ad offerte “prepagate”, per limitarne la rivendita, è altrettanto vero che possono esistere dei problemi collaterali: in caso di guasto del terminale, cosa accade alla rubrica dei contatti o alle altre informazioni personali che l’utente avrà memorizzato sulla SIM?

C’è da sperare che l’idea non venga replicata anche in Italia, per aggirare la nuova regolamentazione sul SIM-lock recentemente definita dall’ Agcom . O la sperimentazione britannica è solo un assaggio?

Dario Bonacina

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26 02 2006
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