UK verso l'open source regionale

Un nuovo progetto sta guadagnandosi rapidamente il cuore di enti locali ed amministrazioni regionali. Secondo il governo britannico i primi risultati sono molto incoraggianti
Un nuovo progetto sta guadagnandosi rapidamente il cuore di enti locali ed amministrazioni regionali. Secondo il governo britannico i primi risultati sono molto incoraggianti


Londra – Il Governo britannico è prossimo ad una rivoluzione open source che coinvolgerà tutte le amministrazioni locali. La Open Source Academy ( OSA ), trask force finanziata dall’Office of the Deputy Prime Minister ( ODPM ), ha confermato che l’obiettivo prioritario è ora quello di promuovere le soluzioni open in tutte le comunità locali .

Il Consiglio Comunale di Birmingham rappresenta, al momento, l’avanguardia di OSA. A breve infatti tutti i pacchetti applicativi di 300 PC amministrativi, compresi quelli della biblioteca centrale e delle 39 di quartiere, verranno sostituiti con soluzioni open source .

“Nove mesi fa la nostra infrastruttura bibliotecaria aveva mostrato il bisogno di un ammodernamento; ciò che abbiamo fatto è semplicemente guardare all’open source come un’alternativa ai software tradizionali. Inoltre abbiamo pensato di estendere il suo utilizzo a tutte le altre postazioni”, ha dichiarato un portavoce di OSA. “Adesso grazie a OpenOffice 2, Firefox e l’applicativo di grafica Gimp abbiamo tutto ciò di cui avevamo bisogno. Software molto stabili e sicuri. Il motivo principale che ci ha spinto a questa rivoluzione è quello di fare esperienza. La reazione degli utenti, comunque, è stata molto positiva”.

OSA, però, ha confermato che l’adozione di queste soluzioni non mette in discussione i metodi di implementazione. “Abbiamo notato che anche in questo caso vi sono molte decisioni da prendere, come se si fosse di fronte ad un aggiornamento con applicativi tradizionali”, ha aggiunto il portavoce OSA. “Con un prodotto come Microsoft Windows la maggior parte delle scelte riguardano l’aspetto e le funzionalità disponibili. Nell’open source è tutto molto diverso, perché la scelta è molto più ampia. Occorre scegliere la distribuzione Linux giusta e poi si prosegue. Bisogna approfondire di più le questioni tecniche perché la libertà è massima”.

Le iniziative OSA comprendono altre sfide per il futuro, come ad esempio la redazione di linee guida per il riciclo dei vecchi PC e l’utilizzo dell’ Open Source Laboratory per permettere alle autorità locali di testare i software senza il rischio di compromettere le loro reti. Inoltre, da tempo è sotto analisi la possibilità di creare il National Open Development Environment , una sorta di organizzazione che si occuperebbe di favorire la collaborazione fra gli sviluppatori e gli enti.

“L’open source offre numerose opportunità di risparmio. Ciò che stiamo analizzando è quali siano le sue reali potenzialità business, con dati alla mano e un certo entusiasmo. In fondo stiamo dicendo che si tratta di una soluzione disponibile, pronta all’uso e qualitativamente alternativa al resto. Abbiamo già delle risposte e queste sono certamente delle sfide interessanti per l’open source. I nostri utenti sono entusiasti”, ha concluso il portavoce di OSA.

Dario d’Elia

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05 03 2006
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