UMTS, Ipse 2000 licenzia (quasi) tutti

L'operatore che era riuscito ad accaparrarsi una delle costose licenze per l'UMTS non trova alternativa ai licenziamenti. Se ne vanno in 109, rimangono in 13. Protesta dei dipendenti
L'operatore che era riuscito ad accaparrarsi una delle costose licenze per l'UMTS non trova alternativa ai licenziamenti. Se ne vanno in 109, rimangono in 13. Protesta dei dipendenti


Roma – L’ipotesi era sul tavolo da parecchio tempo, da quando è divenuto chiaro che il consorzio Ipse 2000 non sarebbe riuscito a trasformarsi da assegnatario di licenza di telefonia mobile di terza generazione (3G) in operatore capace di rimanere sul mercato. Ora i licenziamenti sono confermati.

Il management dell’azienda, una di quelle che hanno partecipato alla gara e conquistato a prezzi esorbitanti le licenze per l’UMTS in Italia, ha dunque confermato il licenziamento di 109 persone su 122. E il 30 giugno è prevista l’approvazione del bilancio dell’azienda.

In un esposto all’Autorità e al ministero delle TLC reso pubblico ieri, i dipendenti dell’azienda hanno affermato che “l?avvio delle procedure di licenziamento collettivo, comunicate ufficialmente dall?Azienda alle RSA in data 13 giugno, in aperto contrasto sia con gli obblighi liberamente assunti dall?azienda, sia per il fatto che il trading delle frequenze – motivazione addotta dall?azienda per giustificare la soppressione dei posti di lavoro – si riferisce ad una normativa non ancora in vigore”.

Cosa accadrà ora? Dal ministero delle Comunicazioni è giunta una nota nella quale si prende atto della scelta dell’azienda ma si ricorda anche che Ipse 2000 nell’assumere la licenza UMTS ha assunto impegni precisi nella realizzazione delle infrastrutture per il 3G, impegni che secondo il Ministero devono considerarsi validi a tutt’oggi. In altre parole alla crisi di Ipse potrebbe seguire la revoca della licenza ottenuta dall’azienda.

Tutta la complessa vicenda di Ipse e la questione dei licenziamenti è spiegata nel sito realizzato dai dipendenti di Ipse .

A breve, comunque, si terranno incontri al Ministero tanto con l’azienda quanto con i sindacati nel tentativo di salvare posti di lavoro ma difficilmente qualcosa potrà cambiare senza un intervento diretto dei soci di Ipse, vale a dire la spagnola Telefonica, il Gruppo Capitalia e Atlanet, operatore TLC a sua volta partecipato da Telefonica, Ifil e Acea.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

16 06 2003
Link copiato negli appunti