Un abbraccio social

Quando un "Mi piace" non è abbastanza

I social network entrano sempre più prepotentemente nella vita di tutti i giorni. Se non ne siete ancora convinti basta dare un’occhiata a questa giacca.

Like-A-Hug

La giacca Like-A-Hug, ideata da Melissa Chow, studente del MIT, intende mostrare come Facebook e Twitter stiano diventando strumenti fondamentali nella comunicazione. L’intento di questa invenzione è quello di avvicinare ancor più le persone abbattendo le naturali barriere che impediscono un contatto fisico quando si fa utilizzo di strumenti di comunicazione digitali.

Grazie a Like-A-Hug sarà possibile ricevere un abbraccio ogniqualvolta ad un utente piaccia il nostro stato o la nostra immagine. All’interno della giacca è installato un sistema senza fili che, ad ogni like ricevuto, ha la funzione di gonfiare il giubbotto. Questo meccanismo dovrebbe simulare l’abbraccio del nostro amico. Qualora s’intenda ricambiare il gesto affettuoso basterà spremere la giacca per sgonfiarla. Lo strumento è pensato per integrarsi non solo con Facebook ma anche con Twitter: in tal caso saranno i post classificati dagli altri utenti come preferiti a scatenare l’abbraccio.

In molti potrebbero trovare questo sistema davvero piacevole, per sentirsi coccolati anche a distanza. Il gadget potrebbe, però, rivelarsi inopportuno quando si ricevono tanti like : chiunque si trovi accanto a noi non potrebbe capire il motivo del continuo rigonfiamento giungendo a conclusioni affrettate.

(via Cnet )

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  • diritto di informazio ne scrive:
    Una domanda alla redazione
    Perché cancellate la mia risposta a Leguleio(http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3624913&m=3625384#p3625384)?
  • Leguleio scrive:
    Re: al grido di nosferatu
    - Scritto da: no policy

    non posso dire chi c'era e che cosa

    facevano.
    Magari leggendosi i verbali della procura di
    Palermo qualcosina al proposito si può anche
    dire.La Procura di Palermo non è il Vangelo. Passano tante informazioni inesatte o non verificate anche da lì. E se ci pensi, i processi come istituzione sono nati per questo: mettere al confronto in diretta accusatori, testimoni e imputati. Gli atti raccoolti dalla polizia o dalla procura perciò sono sempre da maneggiare con cura, da parte dei giornalisti. Non sono la sentenza di un tribunale. Sono atti raccolti in fase istruttoria, con tutti i loro pregi e i loro difetti.
    L'articolo faceva luce sul patto elettorale che
    nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con la
    neonata Forza Italia, che di lì a poco avrebbe
    vinto le elezioni, in cambio di trattamenti
    legislativi di favore. Interlocutore della mafia
    era proprio Marcello Dell'Utri. Travaglio ha
    riportato dichiarazioni poi confluite in atti
    giudiziari, tecnicamente fonti
    ufficiali.No, ripeto, sono fonti ufficiali, ma non sono affatto la verità processuale. In tutti i processi si finisce a parlare anche di persone che con l'accusa non c'entrano nulla: amici o parenti degli imputati, persone che erano lì per ragioni di lavoro, o anche per caso. Non si può pretendere che il diritto di cronaca permetta di nominarle tutte una per una con nome e cognome.
    In merito a
    quella riunione Travaglio ha riportato uno dei
    tanti brani contenuti nei verbali della procura
    di Palermo, scrivendo che "in quella occasione,
    come in altre, presso lo studio dell'avv.
    Taormina era presente anche l'onorevole
    Previti".Ed è stato querelato da Previti, e ha perso la causa. :|Travaglio, come giornalista professionista, non può ignorare le regole della diffamazione a mezzo stampa. Le conosceva bene, ma le ha violate scientemente.

    E nemmeno Travaglio lo è, anche se sono

    sicuro che gli sarebbe piaciuto.
    Non credo Travaglio avrebbe particolarmente
    gradito di stare in compagnia di un avvocato che
    cercava di corrompere un testimone affinché
    rendesse falsa testimonianza a favore di
    Dell'Utri.
    IMHO.Il gusto di poter raccontare i retroscena di trattative, o presunte tali, è troppo forte in lui, e nei molti giustizialisti come lui. Andrebbero all'inferno, se potessero assistere a qualche conversazione da pubblicare.

    Un esempio banale: se un indiziato di reato

    famoso usa come alibi il fatto che a
    quell'ora

    era a casa dell'amante, e ovviamente fornisce

    nome cognome e indirizzo, non per questo i
    dati

    dell'amante possono essere pubblicati sull'

    <I
    Espresso </I
    .
    Mah, se il fedifrago in questione è pure un
    politico che fa dei valori tradizionali e
    cattolici della famiglia il suo cavallo di
    battaglia per infinocchiare una fetta consistente
    del suo elettorato e magari 'sto personaggio è
    pure pernicioso per lo Stato, l'occasione va
    certo colta al volo!
    @^D'accordo, l'eccezione c'è sempre. :$ Di base, fatti privati contenuti in atti giudiziari, se non hanno rilevanza penale o di pubblico interesse, devono rimanere privati.

    I giudici nel valutare se un'accusa contro un

    personaggio pubblico va considerata
    diffamazione

    prendono in considerazione proprio questo:
    se
    la

    notizia divulgata ha rilevanza per il
    diritto
    di

    critica e di cronaca nei confronti della vita

    politica, che è requisito fondamentale della

    libera stampa.
    Ti pare che una simile vicenda non avesse
    rilevanza nei confronti della vita politica
    italiana? Prenditi qualche minuto quando puoi e
    leggiti con attenzione l'articolo in
    questione.No, nulla ha rilevanza pubblica <B
    in assoluto </B
    . Si valuta caso per caso. Non ha rilevanza pubblica quante volte Cesare Previti va a XXXXXXre, anche se la circostanza è contenuta in un verbale di polizia o in un verbale di pulizia dei gabinetti di Montecitorio. :-DI giudici hanno valutato che quell'informazione, riportata in quella maniera, non aveva rilevanza pubblica. Tra l'altro Cesare Previti di professione era avvocato, e la presenza nello studio di un collega non è una circostanza anomala, in sé.
    Cmq sembra che l'inghippo nel caso specifico sia
    stato causato dall'estrema sintesi rispetto alla
    gran mole di materiale
    consultato.Impari a leggere meglio gli atti e a fare una sintesi migliore. È paghato per quello.Per la verità, alla trasmissione Satyricon Travaglio, tra frizzi e lazzi, ha detto che era vittima di un avvocato difensore poco capace, e quasi si pavoneggiava, per questa condanna.


    Sai quante glie ne hanno mosse...



    Lo so, lo so. :-)




    http://www.ilfazioso.com/repubblica-testa-alla-cla



    Credo che nella classifica italiana, come
    numero

    di condanne per diffamazione Travaglio sia

    secondo solo a Vittorio

    Sgarbi.
    Il numero di condanne penali definitive di Marco
    Travaglio per diffamazione è pari a zero. Non faccio distinzione fra civili e penali. È la persona offesa dall'articolo a decidere se percorrere una o l'altra via, non certo il giornalista. Poi magari controllo se ce n'è qualcuna penale, ammesso che il dato sia disponibile.
    • no policy scrive:
      Re: al grido di nosferatu
      Oh, che gentile il t1000 a moncare la discussione... si è fatta sentire mediaset? (rotfl)- Scritto da: Leguleio
      - Scritto da: no policy



      non posso dire chi c'era e che cosa


      facevano.

      Magari leggendosi i verbali della procura di

      Palermo qualcosina al proposito si può anche

      dire.

      La Procura di Palermo non è il Vangelo. Passano
      tante informazioni inesatte o non verificate
      anche da lì.Tali informazioni sono state ritenute veritiere durante il proXXXXX e hanno portato alla condanna di Dell'Utri.

      L'articolo faceva luce sul patto elettorale
      che

      nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con
      la

      neonata Forza Italia, che di lì a poco
      avrebbe

      vinto le elezioni, in cambio di trattamenti

      legislativi di favore. Interlocutore della
      mafia

      era proprio Marcello Dell'Utri. Travaglio ha

      riportato dichiarazioni poi confluite in atti

      giudiziari, tecnicamente fonti

      ufficiali.

      No, ripeto, sono fonti ufficiali, ma non sono
      affatto la verità processuale.Poi è divenuta pure realtà processuale (condanna di Dell'Utri).

      In merito a

      quella riunione Travaglio ha riportato uno
      dei

      tanti brani contenuti nei verbali della
      procura

      di Palermo, scrivendo che "in quella
      occasione,

      come in altre, presso lo studio dell'avv.

      Taormina era presente anche l'onorevole

      Previti".

      Ed è stato querelato da Previti, e ha perso la
      causa.
      :|
      Travaglio, come giornalista professionista, non
      può ignorare le regole della diffamazione a mezzo
      stampa. Le conosceva bene, ma <u
      le ha violate
      scientemente </u
      .Affermazione tanto perentoria quanto infondata.


      Un esempio banale: se un indiziato di
      reato


      famoso usa come alibi il fatto che a

      quell'ora


      era a casa dell'amante, e ovviamente
      fornisce


      nome cognome e indirizzo, non per
      questo
      i

      dati


      dell'amante possono essere pubblicati
      sull'


      <I
      Espresso </I
      .


      Mah, se il fedifrago in questione è pure un

      politico che fa dei valori tradizionali e

      cattolici della famiglia il suo cavallo di

      battaglia per infinocchiare una fetta
      consistente

      del suo elettorato e magari 'sto personaggio
      è

      pure pernicioso per lo Stato, l'occasione va

      certo colta al volo!

      @^

      D'accordo, l'eccezione c'è sempre. :$
      Di base, fatti privati contenuti in atti
      giudiziari, se non hanno rilevanza penale o di
      pubblico interesse, devono rimanere
      privati.





      I giudici nel valutare se un'accusa
      contro
      un


      personaggio pubblico va considerata

      diffamazione


      prendono in considerazione proprio
      questo:

      se

      la


      notizia divulgata ha rilevanza per il

      diritto

      di


      critica e di cronaca nei confronti
      della
      vita


      politica, che è requisito fondamentale
      della


      libera stampa.


      Ti pare che una simile vicenda non avesse

      rilevanza nei confronti della vita politica

      italiana? Prenditi qualche minuto quando
      puoi
      e

      leggiti con attenzione l'articolo in

      questione.

      No, nulla ha rilevanza pubblica <B
      in
      assoluto </B
      . Si valuta caso per caso.Ecco, valuta questo di caso dopo aver letto l'articolo in questione.
      I giudici hanno valutato che quell'informazione,
      riportata in quella maniera, non aveva rilevanza
      pubblica. Tra l'altro Cesare Previti di
      professione era avvocato, e la presenza nello
      studio di un collega non è una circostanza
      anomala, in sé.Il noto truffatore di contessine orfane era ed è uno dei collonnelli di B. e lì svolgeva il suo ruolo.

      Il numero di condanne penali definitive di
      Marco

      Travaglio per diffamazione è pari a zero.

      Non faccio distinzione fra civili e penali.Io sì. La legge italiana pure. Tra l'altro la sentenza civile dovrebbe venir eseguita già dal primo grado, tranne nel caso il giudice indossi calzini turchesi. @^
      Poi magari controllo se ce n'è
      qualcuna penaledefinitiva
      ammesso che il dato sia
      disponibile.Un punto di partenza:https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Travaglio#Processi_per_diffamazione
      • Leguleio scrive:
        Re: al grido di nosferatu
        - Scritto da: no policy
        Oh, che gentile il t1000 a moncare la
        discussione... si è fatta sentire mediaset?Hai scritto una mezza bestemmia e tirato in ballo personaggi estranei. Contieniti. Vuoi che PI vada nei guai per causa tua?

        La Procura di Palermo non è il Vangelo.
        Passano

        tante informazioni inesatte o non verificate

        anche da lì.
        Tali informazioni sono state ritenute veritiere
        durante il proXXXXX e hanno portato alla condanna
        di
        Dell'Utri.Ma non contro Cesare Previti. Se ho capito bene, era una citazione incidentale, usata però come accusa nell'articolo.
        Travaglio
        ha


        riportato dichiarazioni poi confluite
        in
        atti


        giudiziari, tecnicamente fonti


        ufficiali.



        No, ripeto, sono fonti ufficiali, ma non sono

        affatto la verità processuale.
        Poi è divenuta pure realtà processuale (condanna
        di
        Dell'Utri).Vedi sopra.L'imputato non era Cesare Previti. E per dirla tutta, non credo che i giudici abbiano creduto <B
        a tutto </B
        quello che ha detto quel personaggio. Una parte delle affermazioni dei mafiosi sono immancabilmente false. Non riescono mai a dire tutta la verità.

        Ed è stato querelato da Previti, e ha perso
        la

        causa.

        :|

        Travaglio, come giornalista professionista,
        non

        può ignorare le regole della diffamazione a
        mezzo

        stampa. Le conosceva bene, ma <u
        le
        ha
        violate

        scientemente </u
        .
        Affermazione tanto perentoria quanto infondata.Oh be', se tu la vuoi vedere così...Chissà perché la trasmissione Rai "Report" di querele ne ha avute anche più di Travaglio, ma non ne ha persa nemmeno una (sì, aspettano l'appello per una causa). La mia risposta è scontata: loro sanno fare il lavoro di giornalista, Travaglio no. Lui è una macchina per vomitare accuse addosso ai nemici politici, e per pescare nel torbido, e nulla più.
        Ecco, valuta questo di caso dopo aver letto
        l'articolo in
        questione.Impossibile farsi un'idea: dovrei avere il verbale completo, per fare il confronto con l'articolo. E anche leggere la sentenza di condanna di Dell'Utri farebbe comodo, per controllare se quell'affermazione è stata ritenuta credibile oppure no.

        I giudici hanno valutato che
        quell'informazione,

        riportata in quella maniera, non aveva
        rilevanza

        pubblica. Tra l'altro Cesare Previti di

        professione era avvocato, e la presenza nello

        studio di un collega non è una circostanza

        anomala, in sé.
        Il noto truffatore di contessine orfane era ed è
        uno dei collonnelli di B. e lì svolgeva il suo
        ruolo.Non lo si può scrivere.Lo si può pensare fra sé e sé, ma attribuire una valenza negativa al fatto, senza altre circostanze a supporto, è diffamazione.


        Il numero di condanne penali definitive
        di

        Marco


        Travaglio per diffamazione è pari a
        zero.




        Non faccio distinzione fra civili e penali.
        Io sì. La legge italiana pure. Sì, per una sentenza civile non si va in carcere... Capirai il rischio. Sallusti in carcere ci va perché lo vuole, è stato dimostrato che ai processi lui non ci andava, e nemmeno il suo avvocato!Non esistono diffamazioni di serie A e di serie B, a seconda che il proXXXXX si svolga con rito civile o penale.
        Tra l'altro la
        sentenza civile dovrebbe venir eseguita già dal
        primo grado, tranne nel caso il giudice indossi
        calzini turchesi.
        @^


        Poi magari controllo se ce n'è

        qualcuna penale

        definitiva


        ammesso che il dato sia

        disponibile.Allora, ho trovato questo:http://www.hwupgrade.it/forum/archive/index.php/t-2070695.htmlMa altre fonti dicono che era la Cassazione, sezione civile. Boh!La stessa Wikipedia ricorda che per un singolo proXXXXX, proprio quello di Previti e dell'articolo dell' <I
        Espresso </I
        , è caduto in prescrizione dopo il grado di appello. In quell'occasione, alcuni hanno titolato: "Travaglio è come Berlusconi: incensurato". :-)
        • no policy scrive:
          Re: al grido di nosferatu
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: no policy

          Oh, che gentile il t1000 a moncare la

          discussione... si è fatta sentire mediaset?

          Hai scritto una mezza bestemmiaMa quando mai? Ci sono gli adoratori di Giuda Iscariota che si sono sentiti offesi dal "XXXXXggiuda"? (rotfl)
          e tirato in ballo
          personaggi estranei.Quali, di grazia? I personaggi da me nominati comparivano tutti nell'articolo oggetto di discussione.
          Contieniti. Vuoi che PI vada
          nei guai per causa tua?E perché dovrebbe andare nei guai? Con le esternazioni molto più pesanti di Luco gdlm mica c'è andata. O)


          La Procura di Palermo non è il Vangelo.

          Passano


          tante informazioni inesatte o non
          verificate


          anche da lì.


          Tali informazioni sono state ritenute
          veritiere

          durante il proXXXXX e hanno portato alla
          condanna

          di

          Dell'Utri.

          Ma non contro Cesare Previti.Ma è stato stabilito oltre ogni ragionevole dubbio che il Previti era lì, ed è quanto scritto nell'articolo.
          Se ho capito bene,
          era una citazione incidentale, usata però come
          accusa nell'articolo.Un colonnello mandato dove c'era l'azione...

          Travaglio

          ha



          riportato dichiarazioni poi
          confluite

          in

          atti



          giudiziari, tecnicamente fonti



          ufficiali.





          No, ripeto, sono fonti ufficiali, ma
          non
          sono


          affatto la verità processuale.


          Poi è divenuta pure realtà processuale
          (condanna

          di

          Dell'Utri).

          Vedi sopra.
          L'imputato non era Cesare Previti. E per dirla
          tutta, non credo che i giudici abbiano creduto
          <B
          a tutto </B
          quello che ha detto
          quel personaggio. Una parte delle affermazioni
          dei mafiosiOcchio te alle etichette che appioppi: stai dando del mafioso ad un ex colonnello dei carabinieri :| che ha denunciato il tentativo di corruzione del testimone attuato dall'avvocato di Dell'Utri, e dal suo racconto emergeva la presenza del noto truffatore di contessine orfane.
          sono immancabilmente false. Non
          riescono mai a dire tutta la verità.





          Ed è stato querelato da Previti, e ha
          perso

          la


          causa.


          :|


          Travaglio, come giornalista
          professionista,

          non


          può ignorare le regole della
          diffamazione
          a

          mezzo


          stampa. Le conosceva bene, ma
          <u

          le

          ha

          violate


          scientemente </u
          .


          Affermazione tanto perentoria quanto
          infondata.

          Oh be', se tu la vuoi vedere così...
          Chissà perché la trasmissione Rai "Report" di
          querele ne ha avute anche più di Travaglio, ma
          non ne ha persa nemmeno una (sì, aspettano
          l'appello per una causa).Hai visto quante ne ha vinte Travaglio?
          La mia risposta è
          scontata: loro sanno fare il lavoro di
          giornalista, Travaglio no. Lui è una macchina per
          vomitare accuse addosso ai nemici politici, e per
          pescare nel torbido, e nulla più.mmmmh, constato che il piacere perverso della diffamazione contagia...

          Ecco, valuta questo di caso dopo aver letto

          l'articolo in

          questione.

          Impossibile farsi un'idea: dovrei avere il
          verbale completo, per fare il confronto con
          l'articolo.Se te lo sei letto, avrai preso atto dei meccanismi loschi in gioco e della loro portata.
          E anche leggere la sentenza di
          condanna di Dell'Utri farebbe comodo, per
          controllare se quell'affermazione è stata
          ritenuta credibile oppure no.Altri l'han fatto questo controllo, e la presenza del Previti è stata accertata.


          I giudici hanno valutato che

          quell'informazione,


          riportata in quella maniera, non aveva

          rilevanza


          pubblica. Tra l'altro Cesare Previti di


          professione era avvocato, e la presenza
          nello


          studio di un collega non è una
          circostanza


          anomala, in sé.


          Il noto truffatore di contessine orfane era
          ed
          è

          uno dei collonnelli di B. e lì svolgeva il
          suo

          ruolo.

          Non lo si può scrivere.
          Lo si può pensare fra sé e sé, ma attribuire una
          valenza negativa al fatto, senza altre
          circostanze a supporto, è
          diffamazione.La prima parte dell'articolo descriveva le manovre in corso: avvenivano automagicamente? ;)



          Il numero di condanne penali
          definitive

          di


          Marco



          Travaglio per diffamazione è pari a

          zero.







          Non faccio distinzione fra civili e
          penali.


          Io sì. La legge italiana pure.

          Sì, per una sentenza civile non si va in
          carcere...Col primo grado civile a sfavore già devi pagare, a meno che...
          Non esistono diffamazioni di serie A e di serie
          B, a seconda che il proXXXXX si svolga con rito
          civile o penale.Serie A o B a seconda di <b
          chi </b
          viene diffamato.

          Tra l'altro la

          sentenza civile dovrebbe venir eseguita già
          dal

          primo grado, tranne nel caso il giudice
          indossi

          calzini turchesi.

          @^




          Poi magari controllo se ce n'è


          qualcuna penale



          definitiva




          ammesso che il dato sia


          disponibile.

          Allora, ho trovato questo:

          http://www.hwupgrade.it/forum/archive/index.php/t-

          Ma altre fonti dicono che era la Cassazione,
          sezione civile.
          Boh!anche questa fonte lo dice, e nelle prime righe: "La terza sezione civile della Cassazione [...]"
          La stessa Wikipedia ricorda che per un singolo
          proXXXXX, proprio quello di Previti e
          dell'articolo dell' <I
          Espresso </I

          , è caduto in prescrizione dopo il grado di
          appello.Quindi la sentenza non è divenuta definitiva.
          In quell'occasione, alcuni hanno
          titolato: "Travaglio è come Berlusconi:
          incensurato".
          :-)Ma vuoi mettere la diversità del(dei!) reato(i)? Non sono commensurabili! @^
  • Franky scrive:
    Legge in stile venezuelano....
    Allora...vediamo se ho capito bene.... i politici non hanno tempo per discutere le leggi popolari e la proposta di referendum propositivo senza quorum presentata da Perduca che da anni giace nel cassetto... ma hanno tempo per riproporre leggi liberticide contro la liberta' di stampa e di informazione... in pratica arbitrariamente un politico oggetto di un articolo riguardante le indagini per corruzione in corso su di lui... chiama la testata "ordina" (in stile Chaveziano) che l'articolo venga rimosso o rettificato presupponendo una "presunta diffamazione" senza passare per un magistrato... ed il giornalista deve obbedire entro 48 ore...Giusto? Beh mi sembra la legge perfetta per il Venezuela di Chavez...anzicche' imprigionare i blogger dissidenti potrebbe adottare pari pari la legge italiana... e poi quando immancabilmente pioveranno le critiche internazionali...potrebbe sembre difendersi dicendo:"Ma quale legge antidemocratica e liberticida...l'ho copiata pari pari dall'Italia che tra le altre cose l'ha fatta di recente per rafforzare una legge del 1947 che prevede nel loro paese il reato di stampa clandestina!!!"Sarebbe senz'altro divertente...anzi se dovesse passare questa legge...oltre a farla conoscere al mondo intero tramite blog una interessante forma di protesta sarebbe farla rimbalzare in particolar modo sui blog venezuelani... sono sicuro che Chavez e' molto interessato a questo tipo di leggi... poi le analogie non mancano una delle cose che la stampa internazionale mette in risalto e' che Chavez e' al suo quarto mandato...sapete mica a quale numero di mandati sono i politici italici?Il 28 ottobre ci sono le elezioni in Sicilia ecco perche' la partitocrazia classica(PD-PDL-UDC-LEGA) si stanno impegnando a riproporre la censura.... Auguri al movimento 5 stelle di vero cuore... che possano superare abbondantemente il 50% contro le piu' ottimistiche previsioni!!
  • mthw scrive:
    Ma a quando una Rivoluzione!?!?!?
    Politici, gente senza scrupoli che in tv, sui giornali, parla bene e dietro pratica male...destra, sinistra, centro, sono tutti uguali, sono tutti d'accordo a non mollare la loro poltrona, rubare e quello che sanno fare bene a lavorare non sono capaci.il mio voto alle prossime elezioni non lo do a nessuno di loro!!l'talia è in declino, da nord a sud tutto e in disfacimento, le aziende non c'è la fanno più, stanno collassando sotto una marea di tasse, le famiglie peggio di peggio e loro pensano ad imbavaliare tutti e più importante... meglio non parlare di quello che sta saltando fuori... da nord a sud tutto è un mangia mangia di politici corrotti, scambi di favori fra mafia e politica e la prima necessità per loro è non far sapere questo in giro!?!?!maledetti !!sono sicuro che 1, 2, 5 anni al massimo e avrete le ore contate dovrete nascondervi dalla gente, scappare via con gli elicotteri all'estero per quello che avete fatto a questa nazione!!
    • Franky scrive:
      Re: Ma a quando una Rivoluzione!?!?!?
      - Scritto da: mthw
      Politici, gente senza scrupoli che in tv, sui
      giornali, parla bene e dietro pratica
      male...

      destra, sinistra, centro, sono tutti uguali, sono
      tutti d'accordo a non mollare la loro poltrona,
      rubare e quello che sanno fare bene a lavorare
      non sono
      capaci.

      il mio voto alle prossime elezioni non lo do a
      nessuno di
      loro!!

      l'talia è in declino, da nord a sud tutto e in
      disfacimento, le aziende non c'è la fanno più,
      stanno collassando sotto una marea di tasse, le
      famiglie peggio di peggio e loro pensano ad
      imbavaliare tutti e più importante... meglio non
      parlare di quello che sta saltando fuori... da
      nord a sud tutto è un mangia mangia di politici
      corrotti, scambi di favori fra mafia e politica e
      la prima necessità per loro è non far sapere
      questo in
      giro!?!?!

      maledetti !!

      sono sicuro che 1, 2, 5 anni al massimo e avrete
      le ore contate dovrete nascondervi dalla gente,
      scappare via con gli elicotteri all'estero per
      quello che avete fatto a questa
      nazione!!Sei siciliano? Il 28 ottobre ci sono le elezioni in Sicilia.... se vuoi ribellarti contro la partitocrazia oligarchica che sforna leggi liberticide...hai una alternativa valida... Beppe Grillo si e' fatto una nuotata di ben tre chilometri per far conoscere ai siciliani questa alternativa!!!!
  • bubba scrive:
    al grido di nosferatu
    subito i politici si sono messi al lavoro. Ma OVVIAMENTE sulla roba sbagliata.Di prendere in considerazione cosa/come e' passibile di qualifica di "diffamazione, ingiuria, calunnia, onore" ovviamente NON se ne parla.Quindi i vari Angelucci (il milionario editore di Libero) potranno tranquillamente continuare a querelare per 20 MILIONI di euro le varie Brioschi (presidente di wikimedia italia) per una riga su wikipedia, senza colpo ferire... o quando il pluricondannato Previti, a sprezzo del ridicolo, querela (e vince! magia!) Travaglio per alcuni accostamenti alla mafia... bene cosi.
    • Leguleio scrive:
      Re: al grido di nosferatu
      - Scritto da: bubba
      Di prendere in considerazione cosa/come e'
      passibile di qualifica di "diffamazione,
      ingiuria, calunnia, onore" ovviamente NON se ne
      parla.Vabbè, bubba, sono cose definite almeno da 81 anni, da che è in vigore l'attuale codice penale. Sono andato a leggermi per curiosità il testo di alcuni codici penali stranieri in materia di diffamazione, tutti colpiscono lo stesso tipo di affermazioni, la differenza è piuttosto nelle sfumature. E quasi tutti (una importante eccezione è la Gran Bretagna) precedono il carcere per i rei.
      o
      quando il pluricondannato Previti, a sprezzo del
      ridicolo, querela (e vince! magia!) Travaglio per
      alcuni accostamenti alla mafia... bene
      cosi.Non so se stiamo parlando dello steso caso, Previti ha uno storia giudiziaria molto complicata, ma ricordo che accusare una persona incensurata di aver rapporti con la mafia è reato sempre. Previti è stato in effetti condannato, ma diversi anni dopo che quell'articolo è stato scritto.
      • no policy scrive:
        Re: al grido di nosferatu
        - Scritto da: Leguleio
        Non so se stiamo parlando dello steso caso,
        Previti ha uno storia giudiziaria molto
        complicata, ma ricordo che accusare una persona
        incensurata di aver rapporti con la mafia è reato
        sempre.Previti era presente in quell'ufficio? Sì o no? Sì. E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri loschi figuri presenti nello stesso ufficio ciò gettava un'ombra di discredito sull'attore della denuncia. Frequenti brutta gente durante i loro colloqui di malaffare? La colpa è del giornalista che lo riferisce. :|
        Previti è stato in effetti condannato, ma
        diversi anni dopo che quell'articolo è stato
        scritto.
        • Leguleio scrive:
          Re: al grido di nosferatu
          - Scritto da: no policy
          - Scritto da: Leguleio

          Non so se stiamo parlando dello steso caso,

          Previti ha uno storia giudiziaria molto

          complicata, ma ricordo che accusare una
          persona

          incensurata di aver rapporti con la mafia è
          reato

          sempre.
          Previti era presente in quell'ufficio? Sì o no?
          Sì. Non lo so se Previti era in quell'ufficio. Io no di sicuro. 8)So che il compito del giornalista non è prendere nota di ogni spostamento delle persone che stanno antipatiche, e poi scriverlo sul giornale. Se davvero crede che la cosa abbia rilevanza penale, vada dal pubblico ministero. Diversamente, il rischio di una querela per diffamazione è più che mai concreto.
          E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri
          loschi figuri presenti nello stesso ufficio ciò
          gettava un'ombra di discredito sull'attore della
          denuncia. Frequenti brutta gente durante i loro
          colloqui di malaffare? La colpa è del giornalista
          che lo riferisce. Non è compito del giornalista stabilire se frequentare un certo tipo di persona sia da considerare concorso esterno in associazione mafiosa (tolto che questo reato è un mostro giuridico, e prima o poi verrà dichiarato in contrasto con la Convenzione dei diritti dell'uomo: ogni siciliano o calabrese potrebbe essere accusato). È compito di un tribunale. Come non è compito di un giornalista giudicare il colore dei calzini di un giudice, e farne un servizio per la tv. Claudio Brachino per questo è stato sospeso, ma non dai giudici: dai suoi colleghi giornalisti. Segno che il fatto è riprovevole anche solo dal lato della deontologia professionale.
          • no policy scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: no policy


            - Scritto da: Leguleio


            Non so se stiamo parlando dello stesso
            caso,


            Previti ha uno storia giudiziaria molto


            complicata, ma ricordo che accusare una

            persona


            incensurata di aver rapporti con la
            mafia
            è

            reato


            sempre.


            Previti era presente in quell'ufficio? Sì o
            no?

            Sì.

            Non lo so se Previti era in quell'ufficio.
            Io no di sicuro. 8)Excusatio non petita... XXXXXggiuda!!! Sei mica Previti??? :| :| :| :|
            So che il compito del giornalista non è prendere
            nota di ogni spostamento delle persone che stanno
            antipatiche, e poi scriverlo sul giornale.Travaglio riassunse il verbale del colonnello Riccio sulle riunioni tenute nello studio Taormina (nel quale compariva regolarmente e inspiegabilmente Previti), in un articolo dal titolo "Patto scellerato tra mafia e Forza Italia" (L'Espresso del 3/10/2002).http://politica.excite.it/patto-scellerato-tra-mafia-e-forza-italia-di-marco-travaglio-N36520.htmlNon stava certo pedinando Previti!
            Se
            davvero crede che la cosa abbia rilevanza penale,
            vada dal pubblico ministero.Ha rilevanza politica di sicuro. Quindi gli elettori vanno informati.
            Diversamente, il
            rischio di una querela per diffamazione è più che
            mai concreto.Sai quante glie ne hanno mosse...

            E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri

            loschi figuri presenti nello stesso ufficio
            ciò

            gettava un'ombra di discredito sull'attore
            della

            denuncia. Frequenti brutta gente durante i
            loro

            colloqui di malaffare? La colpa è del
            giornalista

            che lo riferisce.

            Non è compito del giornalista stabilire se
            frequentare un certo tipo di persona sia da
            considerare concorso esterno in associazione
            mafiosa [...]Mica ha formulato una simile accusa al truffatore di contessine orfane, sai?
            Come non è compito di un giornalista giudicare il
            colore dei calzini di un giudice, e farne un
            servizio per la tv. [...]Il parallelo non ci azzecca proprio.
          • Leguleio scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            - Scritto da: no policy


            Previti era presente in quell'ufficio?

            o

            no?


            Sì.



            Non lo so se Previti era in quell'ufficio.

            Io no di sicuro. 8)
            Excusatio non petita... XXXXXggiuda!!! Sei mica
            Previti??? :| :| :|
            :|Sei leggermente alterato? Un po' di autocontrollo.Dicevo che non ero in quell'ufficio per sottolineare che non sono un testimone oculare dell'evento, non posso dire chi c'era e che cosa facevano. E nemmeno Travaglio lo è, anche se sono sicuro che gli sarebbe piaciuto.

            So che il compito del giornalista non è
            prendere

            nota di ogni spostamento delle persone che
            stanno

            antipatiche, e poi scriverlo sul giornale.
            Travaglio riassunse il verbale del colonnello
            Riccio sulle riunioni tenute nello studio
            Taormina (nel quale compariva regolarmente e
            inspiegabilmente Previti), in un articolo dal
            titolo "Patto scellerato tra mafia e Forza
            Italia" (L'Espresso del
            3/10/2002).

            http://politica.excite.it/patto-scellerato-tra-maf

            Non stava certo pedinando Previti!Alcuni verbali di polizia sono un minimo riservati. Nel senso: avvocati e parti in causa possono leggerli, ma non possono spifferare all'Italia intera i nomi e cognomi contenuti.Un esempio banale: se un indiziato di reato famoso usa come alibi il fatto che a quell'ora era a casa dell'amante, e ovviamente fornisce nome cognome e indirizzo, non per questo i dati dell'amante possono essere pubblicati sull' <I
            Espresso </I
            .

            Se

            davvero crede che la cosa abbia rilevanza
            penale,

            vada dal pubblico ministero.
            Ha rilevanza politica di sicuro. Quindi gli
            elettori vanno
            informati.I giudici nel valutare se un'accusa contro un personaggio pubblico va considerata diffamazione prendono in considerazione proprio questo: se la notizia divulgata ha rilevanza per il diritto di critica e di cronaca nei confronti della vita politica, che è requisito fondamentale della libera stampa. Nel caso della riunione privata di Cesare Previti, evidentemente, questo diritto di cronaca non è stato ravvisato. Altrimenti Marco Travaglio non sarebbe stato condannato.

            Diversamente, il

            rischio di una querela per diffamazione è
            più
            che

            mai concreto.
            Sai quante glie ne hanno mosse...Lo so, lo so. :-)http://www.ilfazioso.com/repubblica-testa-alla-classifica-delle-condanne-diffamazione-travaglio-ha-taciuto-alcune-condanne-civili.htmlCredo che nella classifica italiana, come numero di condanne per diffamazione Travaglio sia secondo solo a Vittorio Sgarbi.

            Non è compito del giornalista stabilire se

            frequentare un certo tipo di persona sia da

            considerare concorso esterno in associazione

            mafiosa [...]
            Mica ha formulato una simile accusa al truffatore
            di contessine orfane, sai?Meglio così.Le frequentazioni private di Cesare Previti è giusto che rimangano private, finché la magistratura non ravvisa un reato in questa circostanza. E l'unico reato che mi viene in mente per questa vicenda è il concorso esterno in associazione mafiosa. Ecco il senso del mio intervento.

            Come non è compito di un giornalista
            giudicare
            il

            colore dei calzini di un giudice, e farne un

            servizio per la tv. [...]
            Il parallelo non ci azzecca proprio.Adesso parli come Antonio Di Pietro? ;-) "Non azzeccarci" per "non entrarci per nulla", "non avere pertinenza", in italiano non esiste. O forse adesso sì, qualche dizionario ha ceduto a questa moda idiota.Il parallelo era fatto per spiegare qello che un giornalista può fare e non può fare, riguardo alcuni aspetti della vita privata del prossimo. Il fatto che questa barriera venga infranta quotidianamante non significa che questo comportamento sia diventalo legale. Semplicemente, essendo la diffamazione a querela di parte, la gente nella maggior parte dei casi non reagisce.
          • no policy scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: no policy




            Previti era presente in
            quell'ufficio?



            o


            no?



            Sì.





            Non lo so se Previti era in
            quell'ufficio.


            Io no di sicuro. 8)

            Excusatio non petita... XXXXXggiuda!!! Sei
            mica

            Previti??? :| :| :|

            :|

            Sei leggermente alterato? Un po' di autocontrollo.Stavo scherzando, ma la <i
            excusatio non petita </i
            seguita dagli occhiali scuri era irresistibile! (rotfl)
            Dicevo che non ero in quell'ufficio per
            sottolineare che non sono un testimone oculare
            dell'evento,fin qui ok...
            non posso dire chi c'era e che cosa
            facevano.Magari leggendosi i verbali della procura di Palermo qualcosina al proposito si può anche dire.Infatti l'articolo si basava sulle dichiarazioni rilasciate nel '95 al colonnello dei Carabinieri Michele Riccio dal boss mafioso Luigi Ilardo, uomo d'onore vicino a Bernardo Provenzano, freddato sotto casa da due sicari nel maggio 1996. Dichiarazioni che Riccio ha confermato davanti ai giudici di Palermo nel proXXXXX contro Marcello Dell'Utri, che nel dicembre 2004 è stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.L'articolo faceva luce sul patto elettorale che nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con la neonata Forza Italia, che di lì a poco avrebbe vinto le elezioni, in cambio di trattamenti legislativi di favore. Interlocutore della mafia era proprio Marcello Dell'Utri. Travaglio ha riportato dichiarazioni poi confluite in atti giudiziari, tecnicamente fonti ufficiali.Verso la fine dell'articolo, Travaglio ha riferito di una riunione cui il colonnello Riccio fu chiamato presso lo studio dell'avvocato Taormina, presente Dell'Utri. L'avvocato gli chiese di non confermare davanti ai giudici di Palermo le accuse a Dell'Utri in cambio di un interessamento alla sua riammissione nell'Arma dei Carabinieri, essendo stato nel frattempo sospeso. Offerta che Riccio rifiutò decisamente denunciando tutto ai pm di Palermo. In merito a quella riunione Travaglio ha riportato uno dei tanti brani contenuti nei verbali della procura di Palermo, scrivendo che "in quella occasione, come in altre, presso lo studio dell'avv. Taormina era presente anche l'onorevole Previti".
            E nemmeno Travaglio lo è, anche se sono
            sicuro che gli sarebbe piaciuto.Non credo Travaglio avrebbe particolarmente gradito di stare in compagnia di un avvocato che cercava di corrompere un testimone affinché rendesse falsa testimonianza a favore di Dell'Utri. IMHO.



            So che il compito del giornalista non è

            prendere


            nota di ogni spostamento delle persone
            che

            stanno


            antipatiche, e poi scriverlo sul
            giornale.


            Travaglio riassunse il verbale del colonnello

            Riccio sulle riunioni tenute nello studio

            Taormina (nel quale compariva regolarmente e

            inspiegabilmente Previti), in un articolo dal

            titolo "Patto scellerato tra mafia e Forza

            Italia" (L'Espresso del

            3/10/2002).




            http://politica.excite.it/patto-scellerato-tra-maf



            Non stava certo pedinando Previti!

            Alcuni verbali di polizia sono un minimo
            riservati.
            Nel senso: avvocati e parti in causa
            possono leggerli, ma non possono spifferare
            all'Italia intera i nomi e cognomi
            contenuti.
            Un esempio banale: se un indiziato di reato
            famoso usa come alibi il fatto che a quell'ora
            era a casa dell'amante, e ovviamente fornisce
            nome cognome e indirizzo, non per questo i dati
            dell'amante possono essere pubblicati sull'
            <I
            Espresso </I
            .Mah, se il fedifrago in questione è pure un politico che fa dei valori tradizionali e cattolici della famiglia il suo cavallo di battaglia per infinocchiare una fetta consistente del suo elettorato e magari 'sto personaggio è pure pernicioso per lo Stato, l'occasione va certo colta al volo! @^



            Se


            davvero crede che la cosa abbia
            rilevanza

            penale,


            vada dal pubblico ministero.

            Ha rilevanza politica di sicuro. Quindi gli

            elettori vanno

            informati.

            I giudici nel valutare se un'accusa contro un
            personaggio pubblico va considerata diffamazione
            prendono in considerazione proprio questo: se la
            notizia divulgata ha rilevanza per il diritto di
            critica e di cronaca nei confronti della vita
            politica, che è requisito fondamentale della
            libera stampa.Ti pare che una simile vicenda non avesse rilevanza nei confronti della vita politica italiana? Prenditi qualche minuto quando puoi e leggiti con attenzione l'articolo in questione.
            Nel caso della riunione privatacoll'avvocato corruttore di testimoni
            di Cesare Previti,rapporti politica-avvocati-mafia...
            evidentemente, questo diritto di cronaca
            non è stato ravvisato.
            Altrimenti Marco Travaglio
            non sarebbe stato condannato.Che sia incappato in una giudice di parte? Pensa un po' chi era il "capo del suo capo" all'epoca...Cmq sembra che l'inghippo nel caso specifico sia stato causato dall'estrema sintesi rispetto alla gran mole di materiale consultato.


            Diversamente, il


            rischio di una querela per diffamazione
            è

            più

            che


            mai concreto.


            Sai quante glie ne hanno mosse...

            Lo so, lo so. :-)

            http://www.ilfazioso.com/repubblica-testa-alla-cla

            Credo che nella classifica italiana, come numero
            di condanne per diffamazione Travaglio sia
            secondo solo a Vittorio
            Sgarbi.Il numero di condanne penali definitive di Marco Travaglio per diffamazione è pari a zero. Quelle civili Facci dovrebbe averle elencate tutte, dimenticando però il recente "sconto" proprio sul caso dell'articolo sull'Espresso.




            Non è compito del giornalista stabilire
            se


            frequentare un certo tipo di persona
            sia
            da


            considerare concorso esterno in
            associazione


            mafiosa [...]


            Mica ha formulato una simile accusa al
            truffatore

            di contessine orfane, sai?

            Meglio così.
            Le frequentazioni private di Cesare Previti è
            giusto che rimangano private, finché la
            magistratura non ravvisa un reato in questa
            circostanza. E l'unico reato che mi viene in
            mente per questa vicenda è il concorso esterno in
            associazione mafiosa. Ecco il senso del mio
            intervento.intrallazzi mafia-politica per il conseguimento del potere a livello nazionale, ci vedo io. Ai legulei cmq il compito dell'etichetta giusta![continua...]
          • no policy scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            [...continua]


            Come non è compito di un giornalista

            giudicare

            il


            colore dei calzini di un giudice, e
            farne
            un


            servizio per la tv. [...]


            Il parallelo non ci azzecca proprio.

            Adesso parli come Antonio Di Pietro? ;-)Vedo che hai colto la citazione. :-)
            "Non
            azzeccarci" per "non entrarci per nulla", "non
            avere pertinenza", in italiano non esiste. O
            forse adesso sì, qualche dizionario ha ceduto a
            questa moda idiota.Non essere troppo severo con i neologismi.
            Il parallelo era fatto per spiegare quello che un
            giornalista può fare e non può fare, riguardo
            alcuni aspetti della vita privata del prossimo.
            Il fatto che questa barriera venga infranta
            quotidianamante non significa che questo
            comportamento sia diventalo legale.
            Semplicemente, essendo la diffamazione a querela
            di parte, la gente nella maggior parte dei casi
            non reagisce.Ribadisco: intrallazzi mafia-politica != colore dei calzini del giudice.
          • diritto di informazio ne scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: diritto di informazione


            - Scritto da: Leguleio


            Non so se stiamo parlando dello stesso
            caso,


            Previti ha uno storia giudiziaria molto


            complicata, ma ricordo che accusare una

            persona


            incensurata di aver rapporti con la
            mafia
            è

            reato


            sempre.


            Previti era presente in quell'ufficio? Sì o
            no?

            Sì.

            Non lo so se Previti era in quell'ufficio.
            Io no di sicuro. 8)Excusatio non petita... Cribbio!!! Sei mica Previti??? :| :| :|
            So che il compito del giornalista non è prendere
            nota di ogni spostamento delle persone che stanno
            antipatiche, e poi scriverlo sul giornale.Travaglio riassunse il verbale dell'ex colonnello dei Carabinieri Michele Riccio quando denunciò il tentativo di corromperlo quale testimone e raccontò delle riunioni tenute nello studio Taormina (nel quale compariva regolarmente e inspiegabilmente Previti), in un articolo dal titolo "Patto scellerato tra mafia e Forza Italia" (L'Espresso del 3/10/2002).http://politica.excite.it/patto-scellerato-tra-mafia-e-forza-italia-di-marco-travaglio-N36520.htmlL'articolo si basava nella prima parte sulle dichiarazioni rilasciate nel '95 al colonnello dei Carabinieri Michele Riccio dal boss mafioso Luigi Ilardo, uomo d'onore vicino a Bernardo Provenzano, freddato sotto casa da due sicari nel maggio 1996. Dichiarazioni che Riccio ha confermato davanti ai giudici di Palermo nel proXXXXX contro Marcello Dell'Utri, che nel dicembre 2004 è stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.L'articolo faceva luce sul patto elettorale che nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con la neonata Forza Italia, che di lì a poco avrebbe vinto le elezioni, in cambio di trattamenti legislativi di favore. Interlocutore della mafia era proprio Marcello Dell'Utri. Travaglio ha riportato dichiarazioni poi confluite in atti giudiziari, tecnicamente fonti ufficiali.Verso la fine dell'articolo, Travaglio ha riferito di una riunione cui il colonnello Riccio fu chiamato presso lo studio dell'avvocato Taormina, presente Dell'Utri. L'avvocato gli chiese di non confermare davanti ai giudici di Palermo le accuse a Dell'Utri in cambio di un interessamento alla sua riammissione nell'Arma dei Carabinieri, essendo stato nel frattempo sospeso. Offerta che Riccio rifiutò decisamente denunciando tutto ai pm di Palermo. In merito a quella riunione Travaglio ha riportato uno dei tanti brani contenuti nei verbali della procura di Palermo, scrivendo che "in quella occasione, come in altre, presso lo studio dell'avv. Taormina era presente anche l'onorevole Previti".Travaglio non stava certo pedinando Previti!
            Se
            davvero crede che la cosa abbia rilevanza penale,
            vada dal pubblico ministero.Ha rilevanza politica di sicuro. Quindi gli elettori vanno informati.
            Diversamente, il
            rischio di una querela per diffamazione è più che
            mai concreto.Sai quante glie ne hanno mosse... nella maggior parte ne è uscito vincitore.

            E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri

            loschi figuri presenti nello stesso ufficio
            ciò

            gettava un'ombra di discredito sull'attore
            della

            denuncia. Frequenti brutta gente durante i
            loro

            colloqui di malaffare? La colpa è del
            giornalista

            che lo riferisce.

            Non è compito del giornalista stabilire se
            frequentare un certo tipo di persona sia da
            considerare concorso esterno in associazione
            mafiosa [...]Travaglio ha mica ha formulato una simile accusa al truffatore di contessine orfane, sai?E a tal proposito, un po' di storia (c'è anche su wikipedia).Previti Cesare, in qualità di amministratore dei beni di Anna Maria Casati Stampa di Soncino (orfana dopo il suicidio del padre), nel 1974 si occupò della cessione di villa San Martino ad Arcore a Berlusconi Silvio per la cifra di 500 milioni di lire in titoli azionari (di società all'epoca non quotate in borsa), pagamento dilazionato nel tempo. La giovane non riuscì a monetizzare, se non con un accordo con gli stessi Previti e Berlusconi, che li riacquistarono per 250 milioni, ossia la metà di quanto sarebbero dovuti valere; la villa in precedenza fu valutata circa tre miliardi e mezzo di lire. Quindi a fidarsi di siffatto amministratore la contessina ha perso il 92.8% del capitale. Belle personcine, vero?
            Come non è compito di un giornalista giudicare il
            colore dei calzini di un giudice, e farne un
            servizio per la tv. [...]Il parallelo non ci azzecca proprio. Portare a conoscenza dell'elettorato gli intrallazzi mafia-politica è cosa ben diversa dal cercare di delegittimare mediante ridicolizzazione un giudice che ha emesso una pesante sentenza contro il patrimonio dei B. non trovando di meglio che il colore dei suoi calzini.
          • Leguleio scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            - Scritto da: diritto di informazio neHo già risposto alle stesse obiezioni alo pseudonimo no policy, i messaggi sono stati cancellati, e non c'è motivo per pensare che non lo sará anche l'ultimo che hai scritto. Il mio messaggio credo sia chiaro anche con queste cancellazioni: citare da verbali di interrogatorio e da altri atti ufficiali del proXXXXX non è un diritto costituzionale. Soprattutto se fuori contesto, e soprattutto se sono notizie di tipo privato che nulla hanno a che fare con il proXXXXX.
          • diritto di informazio ne scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: diritto di informazione


            - Scritto da: Leguleio


            Non so se stiamo parlando dello stesso
            caso,


            Previti ha uno storia giudiziaria molto


            complicata, ma ricordo che accusare una

            persona


            incensurata di aver rapporti con la
            mafia
            è

            reato


            sempre.


            Previti era presente in quell'ufficio? Sì o
            no?

            Sì.

            Non lo so se Previti era in quell'ufficio.
            Io no di sicuro. 8)Excusatio non petita... Cribbio!!! Sei mica Previti??? :| :| :|
            So che il compito del giornalista non è prendere
            nota di ogni spostamento delle persone che stanno
            antipatiche, e poi scriverlo sul giornale.Travaglio riassunse il verbale dell'ex colonnello dei Carabinieri Michele Riccio quando denunciò il tentativo di corromperlo quale testimone e raccontò delle riunioni tenute nello studio Taormina (nel quale compariva regolarmente e inspiegabilmente Previti), in un articolo dal titolo "Patto scellerato tra mafia e Forza Italia" (L'Espresso del 3/10/2002).http://politica.excite.it/patto-scellerato-tra-mafia-e-forza-italia-di-marco-travaglio-N36520.htmlL'articolo si basava nella prima parte sulle dichiarazioni rilasciate nel '95 al colonnello dei Carabinieri Michele Riccio dal boss mafioso Luigi Ilardo, uomo d'onore vicino a Bernardo Provenzano, freddato sotto casa da due sicari nel maggio 1996. Dichiarazioni che Riccio ha confermato davanti ai giudici di Palermo nel proXXXXX contro Marcello Dell'Utri, che nel dicembre 2004 è stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.L'articolo faceva luce sul patto elettorale che nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con la neonata Forza Italia, che di lì a poco avrebbe vinto le elezioni, in cambio di trattamenti legislativi di favore. Interlocutore della mafia era proprio Marcello Dell'Utri. Travaglio ha riportato dichiarazioni poi confluite in atti giudiziari, tecnicamente fonti ufficiali.Verso la fine dell'articolo, Travaglio ha riferito di una riunione cui il colonnello Riccio fu chiamato presso lo studio dell'avvocato Taormina, presente Dell'Utri. L'avvocato gli chiese di non confermare davanti ai giudici di Palermo le accuse a Dell'Utri in cambio di un interessamento alla sua riammissione nell'Arma dei Carabinieri, essendo stato nel frattempo sospeso. Offerta che Riccio rifiutò decisamente denunciando tutto ai pm di Palermo. In merito a quella riunione Travaglio ha riportato uno dei tanti brani contenuti nei verbali della procura di Palermo, scrivendo che "in quella occasione, come in altre, presso lo studio dell'avv. Taormina era presente anche l'onorevole Previti".Travaglio non stava certo pedinando Previti!
            Se
            davvero crede che la cosa abbia rilevanza penale,
            vada dal pubblico ministero.Ha rilevanza politica di sicuro. Quindi gli elettori vanno informati.
            Diversamente, il
            rischio di una querela per diffamazione è più che
            mai concreto.Sai quante glie ne hanno mosse... nella maggior parte ne è uscito vincitore.

            E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri

            loschi figuri presenti nello stesso ufficio
            ciò

            gettava un'ombra di discredito sull'attore
            della

            denuncia. Frequenti brutta gente durante i
            loro

            colloqui di malaffare? La colpa è del
            giornalista

            che lo riferisce.

            Non è compito del giornalista stabilire se
            frequentare un certo tipo di persona sia da
            considerare concorso esterno in associazione
            mafiosa [...]Travaglio ha mica ha formulato una simile accusa al truffatore di contessine orfane, sai?E a tal proposito, un po' di storia (c'è anche su wikipedia).Previti Cesare, in qualità di amministratore dei beni di Anna Maria Casati Stampa di Soncino (orfana dopo il suicidio del padre), nel 1974 si occupò della cessione di villa San Martino ad Arcore a Berlusconi Silvio per la cifra di 500 milioni di lire in titoli azionari (di società all'epoca non quotate in borsa), pagamento dilazionato nel tempo. La giovane non riuscì a monetizzare, se non con un accordo con gli stessi Previti e Berlusconi, che li riacquistarono per 250 milioni, ossia la metà di quanto sarebbero dovuti valere; la villa in precedenza fu valutata circa tre miliardi e mezzo di lire. Quindi a fidarsi di siffatto amministratore la contessina ha perso il 92.8% del capitale. Belle personcine, vero?
            Come non è compito di un giornalista giudicare il
            colore dei calzini di un giudice, e farne un
            servizio per la tv. [...]Il parallelo non ci azzecca proprio. Portare a conoscenza dell'elettorato gli intrallazzi mafia-politica è cosa ben diversa dal cercare di delegittimare mediante ridicolizzazione un giudice che ha emesso una pesante sentenza contro il patrimonio dei B. non trovando di meglio che il colore dei suoi calzini.
          • diritto di informazio ne scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: diritto di informazione


            - Scritto da: Leguleio


            Non so se stiamo parlando dello stesso
            caso,


            Previti ha uno storia giudiziaria molto


            complicata, ma ricordo che accusare una

            persona


            incensurata di aver rapporti con la
            mafia
            è

            reato


            sempre.


            Previti era presente in quell'ufficio? Sì o
            no?

            Sì.

            Non lo so se Previti era in quell'ufficio.
            Io no di sicuro. 8)Excusatio non petita... Cribbio!!! Sei mica Previti??? :| :| :|
            So che il compito del giornalista non è prendere
            nota di ogni spostamento delle persone che stanno
            antipatiche, e poi scriverlo sul giornale.Travaglio riassunse il verbale dell'ex colonnello dei Carabinieri Michele Riccio quando denunciò il tentativo di corromperlo quale testimone e raccontò delle riunioni tenute nello studio Taormina (nel quale compariva regolarmente e inspiegabilmente Previti), in un articolo dal titolo "Patto scellerato tra mafia e Forza Italia" (L'Espresso del 3/10/2002).http://politica.excite.it/patto-scellerato-tra-mafia-e-forza-italia-di-marco-travaglio-N36520.htmlL'articolo si basava nella prima parte sulle dichiarazioni rilasciate nel '95 al colonnello dei Carabinieri Michele Riccio dal boss mafioso Luigi Ilardo, uomo d'onore vicino a Bernardo Provenzano, freddato sotto casa da due sicari nel maggio 1996. Dichiarazioni che Riccio ha confermato davanti ai giudici di Palermo nel proXXXXX contro Marcello Dell'Utri, che nel dicembre 2004 è stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.L'articolo faceva luce sul patto elettorale che nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con la neonata Forza Italia, che di lì a poco avrebbe vinto le elezioni, in cambio di trattamenti legislativi di favore. Interlocutore della mafia era proprio Marcello Dell'Utri. Travaglio ha riportato dichiarazioni poi confluite in atti giudiziari, tecnicamente fonti ufficiali.Verso la fine dell'articolo, Travaglio ha riferito di una riunione cui il colonnello Riccio fu chiamato presso lo studio dell'avvocato Taormina, presente Dell'Utri. L'avvocato gli chiese di non confermare davanti ai giudici di Palermo le accuse a Dell'Utri in cambio di un interessamento alla sua riammissione nell'Arma dei Carabinieri, essendo stato nel frattempo sospeso. Offerta che Riccio rifiutò decisamente denunciando tutto ai pm di Palermo. In merito a quella riunione Travaglio ha riportato uno dei tanti brani contenuti nei verbali della procura di Palermo, scrivendo che "in quella occasione, come in altre, presso lo studio dell'avv. Taormina era presente anche l'onorevole Previti".Travaglio non stava certo pedinando Previti!
            Se
            davvero crede che la cosa abbia rilevanza penale,
            vada dal pubblico ministero.Ha rilevanza politica di sicuro. Quindi gli elettori vanno informati.
            Diversamente, il
            rischio di una querela per diffamazione è più che
            mai concreto.Sai quante glie ne hanno mosse... nella maggior parte ne è uscito vincitore.

            E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri

            loschi figuri presenti nello stesso ufficio
            ciò

            gettava un'ombra di discredito sull'attore
            della

            denuncia. Frequenti brutta gente durante i
            loro

            colloqui di malaffare? La colpa è del
            giornalista

            che lo riferisce.

            Non è compito del giornalista stabilire se
            frequentare un certo tipo di persona sia da
            considerare concorso esterno in associazione
            mafiosa [...]Travaglio ha mica ha formulato una simile accusa al truffatore di contessine orfane, sai?E a tal proposito, un po' di storia (c'è anche su wikipedia).Previti Cesare, in qualità di amministratore dei beni di Anna Maria Casati Stampa di Soncino (orfana dopo il suicidio del padre), nel 1974 si occupò della cessione di villa San Martino ad Arcore a Berlusconi Silvio per la cifra di 500 milioni di lire in titoli azionari (di società all'epoca non quotate in borsa), pagamento dilazionato nel tempo. La giovane non riuscì a monetizzare, se non con un accordo con gli stessi Previti e Berlusconi, che li riacquistarono per 250 milioni, ossia la metà di quanto sarebbero dovuti valere; la villa in precedenza fu valutata circa tre miliardi e mezzo di lire. Quindi a fidarsi di siffatto amministratore la contessina ha perso il 92.8% del capitale. Belle personcine, vero?
            Come non è compito di un giornalista giudicare il
            colore dei calzini di un giudice, e farne un
            servizio per la tv. [...]Il parallelo non ci azzecca proprio. Portare a conoscenza dell'elettorato gli intrallazzi mafia-politica è cosa ben diversa dal cercare di delegittimare mediante ridicolizzazione un giudice che ha emesso una pesante sentenza contro il patrimonio dei B. non trovando di meglio che il colore dei suoi calzini.
          • diritto di informazio ne scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: diritto di informazione


            - Scritto da: Leguleio


            Non so se stiamo parlando dello stesso
            caso,


            Previti ha uno storia giudiziaria molto


            complicata, ma ricordo che accusare una

            persona


            incensurata di aver rapporti con la
            mafia
            è

            reato


            sempre.


            Previti era presente in quell'ufficio? Sì o
            no?

            Sì.

            Non lo so se Previti era in quell'ufficio.
            Io no di sicuro. 8)Excusatio non petita... Cribbio!!! Sei mica Previti??? :| :| :|
            So che il compito del giornalista non è prendere
            nota di ogni spostamento delle persone che stanno
            antipatiche, e poi scriverlo sul giornale.Travaglio riassunse il verbale dell'ex colonnello dei Carabinieri Michele Riccio quando denunciò il tentativo di corromperlo quale testimone e raccontò delle riunioni tenute nello studio Taormina (nel quale compariva regolarmente e inspiegabilmente Previti), in un articolo dal titolo "Patto scellerato tra mafia e Forza Italia" (L'Espresso del 3/10/2002).http://politica.excite.it/patto-scellerato-tra-mafia-e-forza-italia-di-marco-travaglio-N36520.htmlL'articolo si basava nella prima parte sulle dichiarazioni rilasciate nel '95 al colonnello dei Carabinieri Michele Riccio dal boss mafioso Luigi Ilardo, uomo d'onore vicino a Bernardo Provenzano, freddato sotto casa da due sicari nel maggio 1996. Dichiarazioni che Riccio ha confermato davanti ai giudici di Palermo nel proXXXXX contro Marcello Dell'Utri, che nel dicembre 2004 è stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.L'articolo faceva luce sul patto elettorale che nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con la neonata Forza Italia, che di lì a poco avrebbe vinto le elezioni, in cambio di trattamenti legislativi di favore. Interlocutore della mafia era proprio Marcello Dell'Utri. Travaglio ha riportato dichiarazioni poi confluite in atti giudiziari, tecnicamente fonti ufficiali.Verso la fine dell'articolo, Travaglio ha riferito di una riunione cui il colonnello Riccio fu chiamato presso lo studio dell'avvocato Taormina, presente Dell'Utri. L'avvocato gli chiese di non confermare davanti ai giudici di Palermo le accuse a Dell'Utri in cambio di un interessamento alla sua riammissione nell'Arma dei Carabinieri, essendo stato nel frattempo sospeso. Offerta che Riccio rifiutò decisamente denunciando tutto ai pm di Palermo. In merito a quella riunione Travaglio ha riportato uno dei tanti brani contenuti nei verbali della procura di Palermo, scrivendo che "in quella occasione, come in altre, presso lo studio dell'avv. Taormina era presente anche l'onorevole Previti".Travaglio non stava certo pedinando Previti!
            Se
            davvero crede che la cosa abbia rilevanza penale,
            vada dal pubblico ministero.Ha rilevanza politica di sicuro. Quindi gli elettori vanno informati.
            Diversamente, il
            rischio di una querela per diffamazione è più che
            mai concreto.Sai quante glie ne hanno mosse... nella maggior parte ne è uscito vincitore.

            E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri

            loschi figuri presenti nello stesso ufficio
            ciò

            gettava un'ombra di discredito sull'attore
            della

            denuncia. Frequenti brutta gente durante i
            loro

            colloqui di malaffare? La colpa è del
            giornalista

            che lo riferisce.

            Non è compito del giornalista stabilire se
            frequentare un certo tipo di persona sia da
            considerare concorso esterno in associazione
            mafiosa [...]Travaglio ha mica ha formulato una simile accusa al truffatore di contessine orfane, sai?E a tal proposito, un po' di storia (c'è anche su wikipedia).Previti Cesare, in qualità di amministratore dei beni di Anna Maria Casati Stampa di Soncino (orfana dopo il suicidio del padre), nel 1974 si occupò della cessione di villa San Martino ad Arcore a Berlusconi Silvio per la cifra di 500 milioni di lire in titoli azionari (di società all'epoca non quotate in borsa), pagamento dilazionato nel tempo. La giovane non riuscì a monetizzare, se non con un accordo con gli stessi Previti e Berlusconi, che li riacquistarono per 250 milioni, ossia la metà di quanto sarebbero dovuti valere; la villa in precedenza fu valutata circa tre miliardi e mezzo di lire. Quindi a fidarsi di siffatto amministratore la contessina ha perso il 92.8% del capitale. Belle personcine, vero?
            Come non è compito di un giornalista giudicare il
            colore dei calzini di un giudice, e farne un
            servizio per la tv. [...]Il parallelo non ci azzecca proprio. Portare a conoscenza dell'elettorato gli intrallazzi mafia-politica è cosa ben diversa dal cercare di delegittimare mediante ridicolizzazione un giudice che ha emesso una pesante sentenza contro il patrimonio dei B. non trovando di meglio che il colore dei suoi calzini.
          • diritto di informazio ne scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: diritto di informazione


            - Scritto da: Leguleio


            Non so se stiamo parlando dello stesso
            caso,


            Previti ha uno storia giudiziaria molto


            complicata, ma ricordo che accusare una

            persona


            incensurata di aver rapporti con la
            mafia
            è

            reato


            sempre.


            Previti era presente in quell'ufficio? Sì o
            no?

            Sì.

            Non lo so se Previti era in quell'ufficio.
            Io no di sicuro. 8)Excusatio non petita... Cribbio!!! Sei mica Previti??? :| :| :|
            So che il compito del giornalista non è prendere
            nota di ogni spostamento delle persone che stanno
            antipatiche, e poi scriverlo sul giornale.Travaglio riassunse il verbale dell'ex colonnello dei Carabinieri Michele Riccio quando denunciò il tentativo di corromperlo quale testimone e raccontò delle riunioni tenute nello studio Taormina (nel quale compariva regolarmente e inspiegabilmente Previti), in un articolo dal titolo "Patto scellerato tra mafia e Forza Italia" (L'Espresso del 3/10/2002).http://politica.excite.it/patto-scellerato-tra-mafia-e-forza-italia-di-marco-travaglio-N36520.htmlL'articolo si basava nella prima parte sulle dichiarazioni rilasciate nel '95 al colonnello dei Carabinieri Michele Riccio dal boss mafioso Luigi Ilardo, uomo d'onore vicino a Bernardo Provenzano, freddato sotto casa da due sicari nel maggio 1996. Dichiarazioni che Riccio ha confermato davanti ai giudici di Palermo nel proXXXXX contro Marcello Dell'Utri, che nel dicembre 2004 è stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.L'articolo faceva luce sul patto elettorale che nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con la neonata Forza Italia, che di lì a poco avrebbe vinto le elezioni, in cambio di trattamenti legislativi di favore. Interlocutore della mafia era proprio Marcello Dell'Utri. Travaglio ha riportato dichiarazioni poi confluite in atti giudiziari, tecnicamente fonti ufficiali.Verso la fine dell'articolo, Travaglio ha riferito di una riunione cui il colonnello Riccio fu chiamato presso lo studio dell'avvocato Taormina, presente Dell'Utri. L'avvocato gli chiese di non confermare davanti ai giudici di Palermo le accuse a Dell'Utri in cambio di un interessamento alla sua riammissione nell'Arma dei Carabinieri, essendo stato nel frattempo sospeso. Offerta che Riccio rifiutò decisamente denunciando tutto ai pm di Palermo. In merito a quella riunione Travaglio ha riportato uno dei tanti brani contenuti nei verbali della procura di Palermo, scrivendo che "in quella occasione, come in altre, presso lo studio dell'avv. Taormina era presente anche l'onorevole Previti".Travaglio non stava certo pedinando Previti!
            Se
            davvero crede che la cosa abbia rilevanza penale,
            vada dal pubblico ministero.Ha rilevanza politica di sicuro. Quindi gli elettori vanno informati.
            Diversamente, il
            rischio di una querela per diffamazione è più che
            mai concreto.Sai quante glie ne hanno mosse... nella maggior parte ne è uscito vincitore.

            E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri

            loschi figuri presenti nello stesso ufficio
            ciò

            gettava un'ombra di discredito sull'attore
            della

            denuncia. Frequenti brutta gente durante i
            loro

            colloqui di malaffare? La colpa è del
            giornalista

            che lo riferisce.

            Non è compito del giornalista stabilire se
            frequentare un certo tipo di persona sia da
            considerare concorso esterno in associazione
            mafiosa [...]Travaglio ha mica ha formulato una simile accusa al truffatore di contessine orfane, sai?E a tal proposito, un po' di storia (c'è anche su wikipedia).Previti Cesare, in qualità di amministratore dei beni di Anna Maria Casati Stampa di Soncino (orfana dopo il suicidio del padre), nel 1974 si occupò della cessione di villa San Martino ad Arcore a Berlusconi Silvio per la cifra di 500 milioni di lire in titoli azionari (di società all'epoca non quotate in borsa), pagamento dilazionato nel tempo. La giovane non riuscì a monetizzare, se non con un accordo con gli stessi Previti e Berlusconi, che li riacquistarono per 250 milioni, ossia la metà di quanto sarebbero dovuti valere; la villa in precedenza fu valutata circa tre miliardi e mezzo di lire. Quindi a fidarsi di siffatto amministratore la contessina ha perso il 92.8% del capitale. Belle personcine, vero?
            Come non è compito di un giornalista giudicare il
            colore dei calzini di un giudice, e farne un
            servizio per la tv. [...]Il parallelo non ci azzecca proprio. Portare a conoscenza dell'elettorato gli intrallazzi mafia-politica è cosa ben diversa dal cercare di delegittimare mediante ridicolizzazione un giudice che ha emesso una pesante sentenza contro il patrimonio dei B. non trovando di meglio che il colore dei suoi calzini.
          • diritto di informazio ne scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: diritto di informazione


            - Scritto da: Leguleio


            Non so se stiamo parlando dello stesso
            caso,


            Previti ha uno storia giudiziaria molto


            complicata, ma ricordo che accusare una

            persona


            incensurata di aver rapporti con la
            mafia
            è

            reato


            sempre.


            Previti era presente in quell'ufficio? Sì o
            no?

            Sì.

            Non lo so se Previti era in quell'ufficio.
            Io no di sicuro. 8)Excusatio non petita... Cribbio!!! Sei mica Previti??? :| :| :|
            So che il compito del giornalista non è prendere
            nota di ogni spostamento delle persone che stanno
            antipatiche, e poi scriverlo sul giornale.Travaglio riassunse il verbale dell'ex colonnello dei Carabinieri Michele Riccio quando denunciò il tentativo di corromperlo quale testimone e raccontò delle riunioni tenute nello studio Taormina (nel quale compariva regolarmente e inspiegabilmente Previti), in un articolo dal titolo "Patto scellerato tra mafia e Forza Italia" (L'Espresso del 3/10/2002).http://politica.excite.it/patto-scellerato-tra-mafia-e-forza-italia-di-marco-travaglio-N36520.htmlL'articolo si basava nella prima parte sulle dichiarazioni rilasciate nel '95 al colonnello dei Carabinieri Michele Riccio dal boss mafioso Luigi Ilardo, uomo d'onore vicino a Bernardo Provenzano, freddato sotto casa da due sicari nel maggio 1996. Dichiarazioni che Riccio ha confermato davanti ai giudici di Palermo nel proXXXXX contro Marcello Dell'Utri, che nel dicembre 2004 è stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.L'articolo faceva luce sul patto elettorale che nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con la neonata Forza Italia, che di lì a poco avrebbe vinto le elezioni, in cambio di trattamenti legislativi di favore. Interlocutore della mafia era proprio Marcello Dell'Utri. Travaglio ha riportato dichiarazioni poi confluite in atti giudiziari, tecnicamente fonti ufficiali.Verso la fine dell'articolo, Travaglio ha riferito di una riunione cui il colonnello Riccio fu chiamato presso lo studio dell'avvocato Taormina, presente Dell'Utri. L'avvocato gli chiese di non confermare davanti ai giudici di Palermo le accuse a Dell'Utri in cambio di un interessamento alla sua riammissione nell'Arma dei Carabinieri, essendo stato nel frattempo sospeso. Offerta che Riccio rifiutò decisamente denunciando tutto ai pm di Palermo. In merito a quella riunione Travaglio ha riportato uno dei tanti brani contenuti nei verbali della procura di Palermo, scrivendo che "in quella occasione, come in altre, presso lo studio dell'avv. Taormina era presente anche l'onorevole Previti".Travaglio non stava certo pedinando Previti!
            Se
            davvero crede che la cosa abbia rilevanza penale,
            vada dal pubblico ministero.Ha rilevanza politica di sicuro. Quindi gli elettori vanno informati.
            Diversamente, il
            rischio di una querela per diffamazione è più che
            mai concreto.Sai quante glie ne hanno mosse... nella maggior parte ne è uscito vincitore.

            E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri

            loschi figuri presenti nello stesso ufficio
            ciò

            gettava un'ombra di discredito sull'attore
            della

            denuncia. Frequenti brutta gente durante i
            loro

            colloqui di malaffare? La colpa è del
            giornalista

            che lo riferisce.

            Non è compito del giornalista stabilire se
            frequentare un certo tipo di persona sia da
            considerare concorso esterno in associazione
            mafiosa [...]Travaglio ha mica ha formulato una simile accusa al truffatore di contessine orfane, sai?E a tal proposito, un po' di storia (c'è anche su wikipedia).Previti Cesare, in qualità di amministratore dei beni di Anna Maria Casati Stampa di Soncino (orfana dopo il suicidio del padre), nel 1974 si occupò della cessione di villa San Martino ad Arcore a Berlusconi Silvio per la cifra di 500 milioni di lire in titoli azionari (di società all'epoca non quotate in borsa), pagamento dilazionato nel tempo. La giovane non riuscì a monetizzare, se non con un accordo con gli stessi Previti e Berlusconi, che li riacquistarono per 250 milioni, ossia la metà di quanto sarebbero dovuti valere; la villa in precedenza fu valutata circa tre miliardi e mezzo di lire. Quindi a fidarsi di siffatto amministratore la contessina ha perso il 92.8% del capitale. Belle personcine, vero?
            Come non è compito di un giornalista giudicare il
            colore dei calzini di un giudice, e farne un
            servizio per la tv. [...]Il parallelo non ci azzecca proprio. Portare a conoscenza dell'elettorato gli intrallazzi mafia-politica è cosa ben diversa dal cercare di delegittimare mediante ridicolizzazione un giudice che ha emesso una pesante sentenza contro il patrimonio dei B. non trovando di meglio che il colore dei suoi calzini.
          • diritto di informazio ne scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            <b
            Per il censore </b
            :Quest'altro post http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3626287&m=3627089#p3627089 invece va bene per PI, vero? :@ <b
            VERGOGNATI! </b
            --------------- Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: diritto di informazione


            - Scritto da: Leguleio


            Non so se stiamo parlando dello stesso
            caso,


            Previti ha uno storia giudiziaria molto


            complicata, ma ricordo che accusare una

            persona


            incensurata di aver rapporti con la
            mafia
            è

            reato


            sempre.


            Previti era presente in quell'ufficio? Sì o
            no?

            Sì.

            Non lo so se Previti era in quell'ufficio.
            Io no di sicuro. 8)Excusatio non petita... Cribbio!!! Sei mica Previti??? :| :| :|
            So che il compito del giornalista non è prendere
            nota di ogni spostamento delle persone che stanno
            antipatiche, e poi scriverlo sul giornale.Travaglio riassunse il verbale dell'ex colonnello dei Carabinieri Michele Riccio quando denunciò il tentativo di corromperlo quale testimone e raccontò delle riunioni tenute nello studio Taormina (nel quale compariva regolarmente e inspiegabilmente Previti), in un articolo dal titolo "Patto scellerato tra mafia e Forza Italia" (L'Espresso del 3/10/2002).http://politica.excite.it/patto-scellerato-tra-mafia-e-forza-italia-di-marco-travaglio-N36520.htmlL'articolo si basava nella prima parte sulle dichiarazioni rilasciate nel '95 al colonnello dei Carabinieri Michele Riccio dal boss mafioso Luigi Ilardo, uomo d'onore vicino a Bernardo Provenzano, freddato sotto casa da due sicari nel maggio 1996. Dichiarazioni che Riccio ha confermato davanti ai giudici di Palermo nel proXXXXX contro Marcello Dell'Utri, che nel dicembre 2004 è stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.L'articolo faceva luce sul patto elettorale che nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con la neonata Forza Italia, che di lì a poco avrebbe vinto le elezioni, in cambio di trattamenti legislativi di favore. Interlocutore della mafia era proprio Marcello Dell'Utri. Travaglio ha riportato dichiarazioni poi confluite in atti giudiziari, tecnicamente fonti ufficiali.Verso la fine dell'articolo, Travaglio ha riferito di una riunione cui il colonnello Riccio fu chiamato presso lo studio dell'avvocato Taormina, presente Dell'Utri. L'avvocato gli chiese di non confermare davanti ai giudici di Palermo le accuse a Dell'Utri in cambio di un interessamento alla sua riammissione nell'Arma dei Carabinieri, essendo stato nel frattempo sospeso. Offerta che Riccio rifiutò decisamente denunciando tutto ai pm di Palermo. In merito a quella riunione Travaglio ha riportato uno dei tanti brani contenuti nei verbali della procura di Palermo, scrivendo che "in quella occasione, come in altre, presso lo studio dell'avv. Taormina era presente anche l'onorevole Previti".Travaglio non stava certo pedinando Previti!
            Se
            davvero crede che la cosa abbia rilevanza penale,
            vada dal pubblico ministero.Ha rilevanza politica di sicuro. Quindi gli elettori vanno informati.
            Diversamente, il
            rischio di una querela per diffamazione è più che
            mai concreto.Sai quante glie ne hanno mosse... nella maggior parte ne è uscito vincitore.

            E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri

            loschi figuri presenti nello stesso ufficio
            ciò

            gettava un'ombra di discredito sull'attore
            della

            denuncia. Frequenti brutta gente durante i
            loro

            colloqui di malaffare? La colpa è del
            giornalista

            che lo riferisce.

            Non è compito del giornalista stabilire se
            frequentare un certo tipo di persona sia da
            considerare concorso esterno in associazione
            mafiosa [...]Travaglio ha mica ha formulato una simile accusa al truffatore di contessine orfane, sai?E a tal proposito, un po' di storia (c'è anche su wikipedia).Previti Cesare, in qualità di amministratore dei beni di Anna Maria Casati Stampa di Soncino (orfana dopo il suicidio del padre), nel 1974 si occupò della cessione di villa San Martino ad Arcore a Berlusconi Silvio per la cifra di 500 milioni di lire in titoli azionari (di società all'epoca non quotate in borsa), pagamento dilazionato nel tempo. La giovane non riuscì a monetizzare, se non con un accordo con gli stessi Previti e Berlusconi, che li riacquistarono per 250 milioni, ossia la metà di quanto sarebbero dovuti valere; la villa in precedenza fu valutata circa tre miliardi e mezzo di lire. Quindi a fidarsi di siffatto amministratore la contessina ha perso il 92.8% del capitale. Belle personcine, vero?
            Come non è compito di un giornalista giudicare il
            colore dei calzini di un giudice, e farne un
            servizio per la tv. [...]Il parallelo non ci azzecca proprio. Portare a conoscenza dell'elettorato gli intrallazzi mafia-politica è cosa ben diversa dal cercare di delegittimare mediante ridicolizzazione un giudice che ha emesso una pesante sentenza contro il patrimonio dei B. non trovando di meglio che il colore dei suoi calzini.
          • no policy is violated scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: no policy is violated


            - Scritto da: Leguleio


            Non so se stiamo parlando dello stesso
            caso,


            Previti ha uno storia giudiziaria molto


            complicata, ma ricordo che accusare una

            persona


            incensurata di aver rapporti con la
            mafia
            è

            reato


            sempre.


            Previti era presente in quell'ufficio? Sì o
            no?

            Sì.

            Non lo so se Previti era in quell'ufficio.
            Io no di sicuro. 8)Excusatio non petita... Cribbio!!! Sei mica Previti??? :| :| :|
            So che il compito del giornalista non è prendere
            nota di ogni spostamento delle persone che stanno
            antipatiche, e poi scriverlo sul giornale.Travaglio riassunse il verbale dell'ex colonnello dei Carabinieri Michele Riccio quando denunciò il tentativo di corromperlo quale testimone e raccontò delle riunioni tenute nello studio Taormina (nel quale compariva regolarmente e inspiegabilmente Previti), in un articolo dal titolo "Patto scellerato tra mafia e Forza Italia" (L'Espresso del 3/10/2002).http://politica.excite.it/patto-scellerato-tra-mafia-e-forza-italia-di-marco-travaglio-N36520.htmlL'articolo si basava nella prima parte sulle dichiarazioni rilasciate nel '95 al colonnello dei Carabinieri Michele Riccio dal boss mafioso Luigi Ilardo, uomo d'onore vicino a Bernardo Provenzano, freddato sotto casa da due sicari nel maggio 1996. Dichiarazioni che Riccio ha confermato davanti ai giudici di Palermo nel proXXXXX contro Marcello Dell'Utri, che nel dicembre 2004 è stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.L'articolo faceva luce sul patto elettorale che nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con la neonata Forza Italia, che di lì a poco avrebbe vinto le elezioni, in cambio di trattamenti legislativi di favore. Interlocutore della mafia era proprio Marcello Dell'Utri. Travaglio ha riportato dichiarazioni poi confluite in atti giudiziari, tecnicamente fonti ufficiali.Verso la fine dell'articolo, Travaglio ha riferito di una riunione cui il colonnello Riccio fu chiamato presso lo studio dell'avvocato Taormina, presente Dell'Utri. L'avvocato gli chiese di non confermare davanti ai giudici di Palermo le accuse a Dell'Utri in cambio di un interessamento alla sua riammissione nell'Arma dei Carabinieri, essendo stato nel frattempo sospeso. Offerta che Riccio rifiutò decisamente denunciando tutto ai pm di Palermo. In merito a quella riunione Travaglio ha riportato uno dei tanti brani contenuti nei verbali della procura di Palermo, scrivendo che "in quella occasione, come in altre, presso lo studio dell'avv. Taormina era presente anche l'onorevole Previti".Travaglio non stava certo pedinando Previti!
            Se
            davvero crede che la cosa abbia rilevanza penale,
            vada dal pubblico ministero.Ha rilevanza politica di sicuro. Quindi gli elettori vanno informati.
            Diversamente, il
            rischio di una querela per diffamazione è più che
            mai concreto.Sai quante glie ne hanno mosse... nella maggior parte ne è uscito vincitore.

            E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri

            loschi figuri presenti nello stesso ufficio
            ciò

            gettava un'ombra di discredito sull'attore
            della

            denuncia. Frequenti brutta gente durante i
            loro

            colloqui di malaffare? La colpa è del
            giornalista

            che lo riferisce.

            Non è compito del giornalista stabilire se
            frequentare un certo tipo di persona sia da
            considerare concorso esterno in associazione
            mafiosa [...]Travaglio ha mica ha formulato una simile accusa al truffatore di contessine orfane, sai?E a tal proposito, un po' di storia (c'è anche su wikipedia).Previti Cesare, in qualità di amministratore dei beni di Anna Maria Casati Stampa di Soncino (orfana dopo il suicidio del padre), nel 1974 si occupò della cessione di villa San Martino ad Arcore a Berlusconi Silvio per la cifra di 500 milioni di lire in titoli azionari (di società all'epoca non quotate in borsa), pagamento dilazionato nel tempo. La giovane non riuscì a monetizzare, se non con un accordo con gli stessi Previti e Berlusconi, che li riacquistarono per 250 milioni, ossia la metà di quanto sarebbero dovuti valere; la villa in precedenza fu valutata circa tre miliardi e mezzo di lire. Quindi a fidarsi di siffatto amministratore la contessina ha perso il 92.8% del capitale. Belle personcine, vero?
            Come non è compito di un giornalista giudicare il
            colore dei calzini di un giudice, e farne un
            servizio per la tv. [...]Il parallelo non ci azzecca proprio. Portare a conoscenza dell'elettorato gli intrallazzi mafia-politica è cosa ben diversa dal cercare di delegittimare mediante ridicolizzazione un giudice che ha emesso una pesante sentenza contro il patrimonio dei B. non trovando di meglio che il colore dei suoi calzini.
          • no policy is violated scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: no policy is violated


            - Scritto da: Leguleio


            Non so se stiamo parlando dello stesso
            caso,


            Previti ha uno storia giudiziaria molto


            complicata, ma ricordo che accusare una

            persona


            incensurata di aver rapporti con la
            mafia
            è

            reato


            sempre.


            Previti era presente in quell'ufficio? Sì o
            no?

            Sì.

            Non lo so se Previti era in quell'ufficio.
            Io no di sicuro. 8)Excusatio non petita... Cribbio!!! Sei mica Previti??? :| :| :|
            So che il compito del giornalista non è prendere
            nota di ogni spostamento delle persone che stanno
            antipatiche, e poi scriverlo sul giornale.Travaglio riassunse il verbale dell'ex colonnello dei Carabinieri Michele Riccio quando denunciò il tentativo di corromperlo quale testimone e raccontò delle riunioni tenute nello studio Taormina (nel quale compariva regolarmente e inspiegabilmente Previti), in un articolo dal titolo "Patto scellerato tra mafia e Forza Italia" (L'Espresso del 3/10/2002).http://politica.excite.it/patto-scellerato-tra-mafia-e-forza-italia-di-marco-travaglio-N36520.htmlL'articolo si basava nella prima parte sulle dichiarazioni rilasciate nel '95 al colonnello dei Carabinieri Michele Riccio dal boss mafioso Luigi Ilardo, uomo d'onore vicino a Bernardo Provenzano, freddato sotto casa da due sicari nel maggio 1996. Dichiarazioni che Riccio ha confermato davanti ai giudici di Palermo nel proXXXXX contro Marcello Dell'Utri, che nel dicembre 2004 è stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.L'articolo faceva luce sul patto elettorale che nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con la neonata Forza Italia, che di lì a poco avrebbe vinto le elezioni, in cambio di trattamenti legislativi di favore. Interlocutore della mafia era proprio Marcello Dell'Utri. Travaglio ha riportato dichiarazioni poi confluite in atti giudiziari, tecnicamente fonti ufficiali.Verso la fine dell'articolo, Travaglio ha riferito di una riunione cui il colonnello Riccio fu chiamato presso lo studio dell'avvocato Taormina, presente Dell'Utri. L'avvocato gli chiese di non confermare davanti ai giudici di Palermo le accuse a Dell'Utri in cambio di un interessamento alla sua riammissione nell'Arma dei Carabinieri, essendo stato nel frattempo sospeso. Offerta che Riccio rifiutò decisamente denunciando tutto ai pm di Palermo. In merito a quella riunione Travaglio ha riportato uno dei tanti brani contenuti nei verbali della procura di Palermo, scrivendo che "in quella occasione, come in altre, presso lo studio dell'avv. Taormina era presente anche l'onorevole Previti".Travaglio non stava certo pedinando Previti!
            Se
            davvero crede che la cosa abbia rilevanza penale,
            vada dal pubblico ministero.Ha rilevanza politica di sicuro. Quindi gli elettori vanno informati.
            Diversamente, il
            rischio di una querela per diffamazione è più che
            mai concreto.Sai quante glie ne hanno mosse... nella maggior parte ne è uscito vincitore.

            E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri

            loschi figuri presenti nello stesso ufficio
            ciò

            gettava un'ombra di discredito sull'attore
            della

            denuncia. Frequenti brutta gente durante i
            loro

            colloqui di malaffare? La colpa è del
            giornalista

            che lo riferisce.

            Non è compito del giornalista stabilire se
            frequentare un certo tipo di persona sia da
            considerare concorso esterno in associazione
            mafiosa [...]Travaglio ha mica ha formulato una simile accusa al truffatore di contessine orfane, sai?E a tal proposito, un po' di storia (c'è anche su wikipedia).Previti Cesare, in qualità di amministratore dei beni di Anna Maria Casati Stampa di Soncino (orfana dopo il suicidio del padre), nel 1974 si occupò della cessione di villa San Martino ad Arcore a Berlusconi Silvio per la cifra di 500 milioni di lire in titoli azionari (di società all'epoca non quotate in borsa), pagamento dilazionato nel tempo. La giovane non riuscì a monetizzare, se non con un accordo con gli stessi Previti e Berlusconi, che li riacquistarono per 250 milioni, ossia la metà di quanto sarebbero dovuti valere; la villa in precedenza fu valutata circa tre miliardi e mezzo di lire. Quindi a fidarsi di siffatto amministratore la contessina ha perso il 92.8% del capitale. Belle personcine, vero?
            Come non è compito di un giornalista giudicare il
            colore dei calzini di un giudice, e farne un
            servizio per la tv. [...]Il parallelo non ci azzecca proprio. Portare a conoscenza dell'elettorato gli intrallazzi mafia-politica è cosa ben diversa dal cercare di delegittimare mediante ridicolizzazione un giudice che ha emesso una pesante sentenza contro il patrimonio dei B. non trovando di meglio che il colore dei suoi calzini.
          • Leguleio scrive:
            Re: al grido di nosferatu
            - Scritto da: no policy is violatedÈ inutile che ti risponda. Il tuo commento verrebbe mangiato poco dopo.
  • Gennarino B scrive:
    In poche parole
    Per difendere la "libertá d'espressione" di nosferatu sallusti (finanziata con le mie tasse e capitali dell'amico basso di putin e lukashenko) si gonfiano di burocrazia e intimidazioni i piccoli blog di centinaia di migliaia di italiani.Io dico solo una cosa.. internet é una pentola a pressione aperta dove tutto sommato il popolino bue si sfoga.. se mettono il coperchio si scatenerá l'inferno..a lorsignori tuttosommato converrebbe lasciare tutto com'é
    • Leguleio scrive:
      Re: In poche parole
      - Scritto da: Gennarino B
      Per difendere la "libertá d'espressione" di
      nosferatu sallusti (finanziata con le mie tasse e
      capitali dell'amico basso di putin e lukashenko)
      si
      gonfi
      ano di burocrazia e intimidazioni i piccoli blog
      di centinaia di migliaia di
      italiani.Personalmente non credo sia un piacere fatto ad Alessandro Sallusti, non diamogli quest'importanza: ultimamente contava molto poco nella politica nazionale (sia come opinionista in generale, sia come direttore del <I
      Giornale </I
      ). Quella parte dell'articolo del codice penale che prevede il carcere dà fastidio a moltissimi giornalisti, diciamo praticamente tutti. Me ne sono accorto quando il suo caso è stato reso pubblico, i cori contro quella decisione sono stati unanimi, anche da parte di chi era su posizioni opposte a Sallusti, e non era mai stato sfiorato da querele per diffamazione.
      Io dico solo una cosa.. internet é una pentola a
      pressione aperta dove tutto sommato il popolino
      bue si sfoga.. se mettono il coperchio si
      scatenerá l'inferno..a lorsignori
      tuttosommato converrebbe lasciare tutto
      com'éHai detto un'amara verità: la gente si sfoga, anche se non lo ammette. Quante ne ho lette, solo limitandomi a Punto Informatico...E no, non si scatena nessun inferno. Altrimenti bisognerebbe ipotizzare che prima della diffusione capillare di internet in Europa, cioè dal 1994, c'erano focolai di rivolta in ogni angolo d'Italia.
  • solo K scrive:
    quale giurisdizione
    già ma su quale giurisdizione?il mio dominio è registrato in india il mio hosting è in malesia io sono italiano ma residente a dublino.dunque?
    • panda rossa scrive:
      Re: quale giurisdizione
      - Scritto da: solo K
      già ma su quale giurisdizione?
      il mio dominio è registrato in india il mio
      hosting è in malesia io sono italiano ma
      residente a
      dublino.

      dunque?A me fa ridere la specifica sulla stessa visibilita' e sullo stesso carattere tipografico.Facevano prima a dire "Noi di web non ci capiamo niente, siamo fermi al secolo scorso o a due secoli fa, abbiate pazienza."Come se un server potesse decidere della visibilita' e del carattere tipografico di qualsivoglia notizia.
      • pietro scrive:
        Re: quale giurisdizione
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: solo K

        già ma su quale giurisdizione?

        il mio dominio è registrato in india il mio

        hosting è in malesia io sono italiano ma

        residente a

        dublino.



        dunque?


        A me fa ridere la specifica sulla stessa
        visibilita' e sullo stesso carattere
        tipografico.
        Facevano prima a dire "Noi di web non ci capiamo
        niente, siamo fermi al secolo scorso o a due
        secoli fa, abbiate
        pazienza."

        Come se un server potesse decidere della
        visibilita' e del carattere tipografico di
        qualsivoglia
        notizia.non è il server che decide la qualità tipografica ma il formato HTML della pagina web.
        • panda rossa scrive:
          Re: quale giurisdizione
          - Scritto da: pietro
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: solo K


          già ma su quale giurisdizione?


          il mio dominio è registrato in india il
          mio


          hosting è in malesia io sono italiano ma


          residente a


          dublino.





          dunque?





          A me fa ridere la specifica sulla stessa

          visibilita' e sullo stesso carattere

          tipografico.

          Facevano prima a dire "Noi di web non ci
          capiamo

          niente, siamo fermi al secolo scorso o a due

          secoli fa, abbiate

          pazienza."



          Come se un server potesse decidere della

          visibilita' e del carattere tipografico di

          qualsivoglia

          notizia.

          non è il server che decide la qualità tipografica
          ma il formato HTML della pagina
          web.Formato che IO posso impostare mediante il MIO foglio di stile e mediante i MIEI filtri e i MIEI aggregatori che nessun server o nessun formato html possono sovrascrivere.
          • shevathas scrive:
            Re: quale giurisdizione

            Formato che IO posso impostare mediante il MIO
            foglio di stile e mediante i MIEI filtri e i MIEI
            aggregatori che nessun server o nessun formato
            html possono
            sovrascrivere.però quello riguarda solo te e i tuoi dispositivi.
          • panda rossa scrive:
            Re: quale giurisdizione
            - Scritto da: shevathas

            Formato che IO posso impostare mediante il
            MIO

            foglio di stile e mediante i MIEI filtri e i
            MIEI

            aggregatori che nessun server o nessun
            formato

            html possono

            sovrascrivere.

            però quello riguarda solo te e i tuoi dispositivi.Riguarda i dispositivi di chiunque.La legge cosi' come e' scritta e' inapplicabile.Niente e nessuno all'infuori di me puo' determinare la visibilita' e il carattere tipografico che qualsivoglia informazione assume sul mio schermo.
          • pietro scrive:
            Re: quale giurisdizione
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: shevathas


            Formato che IO posso impostare mediante
            il

            MIO


            foglio di stile e mediante i MIEI
            filtri e
            i

            MIEI


            aggregatori che nessun server o nessun

            formato


            html possono


            sovrascrivere.



            però quello riguarda solo te e i tuoi
            dispositivi.

            Riguarda i dispositivi di chiunque.
            La legge cosi' come e' scritta e' inapplicabile.
            Niente e nessuno all'infuori di me puo'
            determinare la visibilita' e il carattere
            tipografico che qualsivoglia informazione assume
            sul mio
            schermo.la norma di legge si riferisce a come l'informazione debba essere pubblicata dall'estensore, poi come uno la vede sono fatti suoi, in pratica la smentita deve essere pubblicata nello stesso formato in cui è stata pubblicata la notizia, se sul tuo schermo la notizia appariva piccola apparirà piccola anche la snmentita.
          • pierob scrive:
            Re: quale giurisdizione
            la legge fa schifo.Ma anche il testo denota l'ignoranza più completa della rete e/o la malafede.Propongo boicottiamo questi "ladri" (notate le virgolette, cosa significa effettivamente il termine "ladri". A Voi.Ciao Piero
          • stelvio scrive:
            Re: quale giurisdizione
            se tu pubblichi la notizia in arial 12, dovrai pubblicare la smentita nello stesso modo, ma è inutile cavillare sui tecnicismi, comunque questa legge fa schifo e non vedo l'ora di andare a votare per cercare di liberare il parlamento da quel pattume di partiti (destra-centro-sinistra).
          • burn burn burn scrive:
            Re: quale giurisdizione
            - Scritto da: stelvio
            non vedo l'ora di andare a
            votare per cercare di liberare il parlamento da
            quel pattume di partiti (destra-centro-sinistra)non è certo andando a votare che cambierai qualcosamolto meglio non andarci proprio e delegittimare lo statomolto ma molto meglio ancora, per cambiare le cose, andare a cambiarle in prima persona... andando per le strade, portando il fuoco della ribellione fin dentro i "palazzi" del capitalismo... andando a prendere a calci nel c..o tutti i parassiti cialtroni che li abitano e imedendogli di tornare...
          • dimarzio scrive:
            Re: quale giurisdizione
            Pienamente d'accordo !!!
          • pippo75 scrive:
            Re: quale giurisdizione


            non è certo andando a votare che cambierai
            qualcosa
            molto meglio non andarci proprio e delegittimare
            lo statose la maggioranza dei politici avesse una coscienza avresti ragione.Ma visto i politici che abbiamo non votare è utile come la soluzione di quello che si è tagliato qualcosa perchè la moglie lo tradiva.
            andando per le strade, portando il fuoco della
            ribellione fin dentro i "palazzi" del
            capitalismo...cosa c'entra il capitalismo con la politica fatta male?
          • Claudio baldassarr e scrive:
            Re: quale giurisdizione
            É inutile, secondo me, soffermarsi su inutili tecnicismi. La regola del buon senso suggerirebbe che, se mi viene segnalata la presenza di un'informazione sbagliata su di un sito, un blog o anche un archivio giornalistico, dovrei inserire un aggiornamento all'interno della stessa pagina sull'argomento trattato, in stile wikipedia. In questa maniera la ricerca dell'informazione sarà sempre coerente, ricostruirá il percorso della vicenda narrata e avrà la stessa visibilità dell'articolo contestato
      • antiscrocconi scrive:
        Re: quale giurisdizione
        E' così difficile capire cosa significa "stessa visibilità e stesso carattere"? I politici capiranno poco di web, ma qui c'è qualcuno che capisce meno di loro:)
        • panda rossa scrive:
          Re: quale giurisdizione
          - Scritto da: antiscrocconi
          E' così difficile capire cosa significa "stessa
          visibilità e stesso carattere"? I politici
          capiranno poco di web, ma qui c'è qualcuno che
          capisce meno di
          loro:)E' difficile si'.La visibilita' e' data dal ranking che non dipende certo dal server che produce la notizia.Il carattere e' dato dal client.Io oggi potrei usare l'Helvetica 14 e domani mettere il Libertine 32.Se quando esce la rettifica, il mio client e' impostato con lo Small Font 6, voglio un po' vedere chi dice qualcosa.
          • shevathas scrive:
            Re: quale giurisdizione
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: antiscrocconi

            E' così difficile capire cosa significa
            "stessa

            visibilità e stesso carattere"? I politici

            capiranno poco di web, ma qui c'è qualcuno
            che

            capisce meno di

            loro:)

            E' difficile si'.
            La visibilita' e' data dal ranking che non
            dipende certo dal server che produce la
            notizia.basta che la rettifica venga scritta nella stessa pagina web e con lo stesso stile della pagina contenente la notizia da rettificare e stop.
            Il carattere e' dato dal client.
            Io oggi potrei usare l'Helvetica 14 e domani
            mettere il Libertine
            32.
            Se quando esce la rettifica, il mio client e'
            impostato con lo Small Font 6, voglio un po'
            vedere chi dice
            qualcosa.questo non c'entra niente.
          • panda rossa scrive:
            Re: quale giurisdizione
            - Scritto da: shevathas

            basta che la rettifica venga scritta nella stessa
            pagina web e con lo stesso stile della pagina
            contenente la notizia da rettificare e
            stop.Pagina web e' un concetto superato.Non c'e' piu' nessuno che fa pagine web in html, e' tutto costruito runtime dai server usando ajax, o, come nel caso di questo magnifico forum, in aspx.Qual e' la "pagina web" di questo messaggio che stai leggendo, che io vedo nel vecchio forum, qualcuno lo vede nel nuovo, qualcun altro in un aggregatore...E anche aggiungere la rettifica in fondo all'articolo nella stessa pagina non garantisce nessuna visibilita'.Tu li leggi gli articoli di un mese fa? O di un anno fa?E come fai a sapere se c'e' stato un aggiornamento?

            Il carattere e' dato dal client.

            Io oggi potrei usare l'Helvetica 14 e domani

            mettere il Libertine

            32.

            Se quando esce la rettifica, il mio client e'

            impostato con lo Small Font 6, voglio un po'

            vedere chi dice

            qualcosa.

            questo non c'entra niente.Invece c'entra.Il provider non e' in grado di ottemperare alla richiesta di legge.
          • ultrastudio scrive:
            Re: quale giurisdizione
            Qualunque web-designer è in grado di creare una distinzione tra due articoli, dal punto di vista tipografico, all'interno dello stesso CMS.Chi ha scritto la legge, pur non sapendolo con certezza, giustamente pone le mani avanti e vieta che ciò avvenga: indipendentemente da come sia stato concepito tecnicamente il CMS che gestisce i contenuti sul sito internet la legge prevede che il pubblicatore inserisca la smentita nella stessa forma tipografica dell'articolo che viene rettificato.Il server non centra proprio nulla, ne l'amministratore del server. Semmai è l'amministratore del CMS che centra qualcosa: chi amministra un CMS sa che non ci vuole proprio nulla a fare in maniera che chi scrive l'articolo possa modificare corpo o faccia del carattere; è sufficiente non imposta un carattere predefinito o usare un editor dei testi integrato nel CMS che inserisca decrittori CSS in-line che scavalchino gerarchicamente le impostazioni del CSS globale del CMS (mi viene in mente CKEditor, evoluzione del vecchio FCKEditor). Se hai pubblicato l'articolo in Arial corpo 14 non puoi pubblicare la smentita in Times New Roman corsivo corpo 8. Ecco cosa ti sta imponendo in questo punto la legge. Dove sta l'inappicabilità della cosa?La legge non fa riferimento alla dinamicità della homepage, perché il riferimento univoco di un sito internet è la URI dell'articolo: se apro l'aritcolo da rettificare e la smentita in due finestre del browser devo vedere le pagine graficamente simili tra loro. La legge non fa riferimento alle impostazioni del browser o del PC dell'utente finale: se l'utente ha cancellato dal suo sistema Arial e lo ha sostituito con Helvetica, le due pagine risulteranno comunque simili tra loro e la necessità dell'impianto legale sarà comunque soddisfatta.I problemi di questa legge sono altri, non queste sciocchezze di lana caprina: pensare di bloccare una legge basandosi su queste quistoncelle da Azzeccagarbugli significa perdere a monte qualsiasi battaglia per fermare un obbrobrio che lede i diritti fondamentali della democrazia e della libertà d'espressione.Nessuno ha mai contestato che la diffamazione sia un reato: va dimostrato che si è stati diffamati. Se scrivono che ho rubato una mela il tale giorno alla tale ora, ma io in quel giorno e in quell'ora ero in vacanza in montagna a 100 Km di distanza e posso dimostrarlo: mi hanno diffamato. Se scrivono che mi sono hanno condannato per aver rubato una mela, ed è vero perché c'è la sentenza scritta nero su bianco, non m'hanno diffamato, ma hanno riportato la realtà oggettiva dei fatti.Qui, come avviene ormai da circa 6-7 anni, per evitare che chi svolga il suo dovere di controllo sulla cosa cosa pubblica si trovi nell'impaccio di non poter dimostrare responsabilità alcuna per evidente incapacità amministrativa, si è ribaltato l'onere della prova. E' un andazzo che abbiamo visto ormai in quasi tutte le ultime disposizioni di legge, dalla tutela del consumatore, agli accertamenti fiscali ed oggi anche in questo.
          • panda rossa scrive:
            Re: quale giurisdizione
            - Scritto da: ultrastudio
            Se hai pubblicato l'articolo in Arial corpo 14
            non puoi pubblicare la smentita in Times New
            Roman corsivo corpo 8. Ecco cosa ti sta imponendo
            in questo punto la legge. Dove sta
            l'inappicabilità della
            cosa?Non ho detto che e' inapplicabile.Ho detto che e' inutile.
            La legge non fa riferimento alla dinamicità della
            homepage, perché il riferimento univoco di un
            sito internet è la URI dell'articolo: se apro
            l'aritcolo da rettificare e la smentita in due
            finestre del browser devo vedere le pagine
            graficamente simili tra loro.Esatto. Devi vedere le pagine graficamente simili tra loro.Ma questo non dipende dal server, non dipende dal CMS, non dipende neppure dal fatto che viene impostato in entrambi i casi l'arial 14 o il times new roman 12.Dipende dal mio client e dal mio foglio di stile.E anche da un po' di mio javascript lato client che mi permette di far sparire dalla mia vista le informazioni indesiderate.
            La legge non fa riferimento alle impostazioni del
            browser o del PC dell'utente finale: se l'utente
            ha cancellato dal suo sistema Arial e lo ha
            sostituito con Helvetica, le due pagine
            risulteranno comunque simili tra loro e la
            necessità dell'impianto legale sarà comunque
            soddisfatta.No. Non e' cosi' semplice ne' cosi' immediato.Faccio un esempio banalissimo.Io posso aver letto la notizia iniziale dal megaschermo in salotto collegato al pc, e poi dover leggere la rettifica sui 4 pollici dello smartphone.Non avro' MAI ne' lo stesso carattere, ne' lo stesso font, ne' la stessa posizione nello schermo, ne' la stessa rilevanza tipografica, ne' lo stesso impatto.Lo stesso CMS riconoscendo due client diversi sarebbe capace di inviare le informazioni impaginate graficamente in modo diverso.E la legge non puo' obbligare di imporre un formato di output sul quale il server, l'editore, il giornalista, il webmaster, chiunque, non hanno ALCUN CONTROLLO su quello che apparira' dall'altra parte.
            I problemi di questa legge sono altri, non queste
            sciocchezze di lana caprina: pensare di bloccare
            una legge basandosi su queste quistoncelle da
            Azzeccagarbugli significa perdere a monte
            qualsiasi battaglia per fermare un obbrobrio che
            lede i diritti fondamentali della democrazia e
            della libertà
            d'espressione.Non stiamo discutendo della legge.Stiamo discutendo dei metodi con cui il legislatore pretende di scriverla manifestando palese ignoranza nelle questioni della rete.Grazie comunque per il punto di vista.
          • ultrastudio scrive:
            Re: quale giurisdizione
            - Scritto da: panda rossa
            Ho detto che e' inutile.Non è inutile: è ovvio. Mi dispiace che non riesci capire la banlità di questo impianto che non si riferisce al client ma all'amministratore del CMS.
            Esatto. Devi vedere le pagine graficamente simili
            tra
            loro.
            Ma questo non dipende dal server, non dipende dal
            CMS, non dipende neppure dal fatto che viene
            impostato in entrambi i casi l'arial 14 o il
            times new roman
            12.
            Dipende dal mio client e dal mio foglio di stile.
            E anche da un po' di mio javascript lato client
            che mi permette di far sparire dalla mia vista le
            informazioni
            indesiderate.Hai un concetto di "rilevanza" di tipo SEM: qui si sta parlando di write design del sito. Che tu abbia disattivato i Javascript oppure usi AdBlock questo non significa che stai vedendo diversamente due pagine del sito internet di Punto Informatico se le tieni aperte sul tuo broser. La legge non sta dicendo che tu ed il tuo vicino di casa dovete vederle uguali, sta dicendo che l'amministratore del sito deve pubblicarle senza dare meno enfasi alla smentita. Cosa ovvia per di più.
            No. Non e' cosi' semplice ne' cosi' immediato.

            Faccio un esempio banalissimo.
            Io posso aver letto la notizia iniziale dal
            megaschermo in salotto collegato al pc, e poi
            dover leggere la rettifica sui 4 pollici dello
            smartphone.

            Non avro' MAI ne' lo stesso carattere, ne' lo
            stesso font, ne' la stessa posizione nello
            schermo, ne' la stessa rilevanza tipografica, ne'
            lo stesso
            impatto.

            Lo stesso CMS riconoscendo due client diversi
            sarebbe capace di inviare le informazioni
            impaginate graficamente in modo
            diverso.

            E la legge non puo' obbligare di imporre un
            formato di output sul quale il server, l'editore,
            il giornalista, il webmaster, chiunque, non hanno
            ALCUN CONTROLLO su quello che apparira'
            dall'altra
            parte.Ragioni sempre come un SEO e non come un web designer: la legge non fa riferimento al client e non sta pretendendo nulla di più di quanto nei limiti di un qualunque amministratore di siti internet che ha in mano un qualsiasi CMS. Che per un web design o uno sviluppatore sia impossibile sapere cosa c'è dall'altra parte è molto relativo: diciamo che ad oggi il web design cross browsing fallisce su una pecentuale sensibilmente bassa. Il principio rimane sempre lo stesso: due (2) pagine di Punto Informatico aperte sullo stesso browser e sullo stesso PC sono ineluttibilmente simili tra loro, indipendentemente dal browser o dal PC. La legge è soddisfatta.
            Non stiamo discutendo della legge.
            Stiamo discutendo dei metodi con cui il
            legislatore pretende di scriverla manifestando
            palese ignoranza nelle questioni della
            rete.

            Grazie comunque per il punto di vista.Si stiamo discutendo della legge nel momento che scriviamo delle decisioni del legislatore. Attaccare la legge su una cosa ovvia, banale e per di più, forse, l'unico punto della legge che abbia un senso anche pratico, mi pare ridicolo.Non so che esperienza hai nello sviluppo di siti internet, ma per quanto riguarda ciò che dice la legge in merito non c'è proprio nulla di difficile, impossibile o quant'altro: ho iniziato a realizzare siti internet dal 1997 e lo faccio ancora oggi e sinceramente mi sembra molto chiaro cosa si può fare e cosa sta chiedendo questa legge di NON fare e non ci trovo nulla di strano. Se un amministratore di un CMS vuole fare in modo che una smentita passi inosservata rispetto all'articolo che confuta, fidati, ci riesce perfettamente. Può fare anche il contrario.I problemi della legge non sono questi.I limiti del legislatore (che altri non è che il professore universitario o il legale dipendente dell'Avvocatura dello Stato a cui è stato chiesto, con mandato ministeriale, di scrivere il testo della legge) sono altri.Ed in entrambi i casi ben più gravi.in tribunale un qualsiasi programmatore chiamato a fare un CTU può facilmente dimostrare la fattibilità della disposizione di legge, con listati di codice alla mano ed un qualsiasi web designer può portare tonnellate di screenshot che dimostrano come questo punto della legge sia perfettamente applicabile.
          • gerry scrive:
            Re: quale giurisdizione
            - Scritto da: shevathas
            basta che la rettifica venga scritta nella stessa
            pagina web e con lo stesso stile della pagina
            contenente la notizia da rettificare e
            stop.Panda rossa però non ha tutti i torti, metti per esempio le notizie di PI: le tre news iniziali hanno uno stile, la colonna centrale un altro, le breaking news un altro e i box sulla destra un altro ancora. E le notizie "migrano" spesso tra un box e l'altro. EDIT: mi accorgo ora che possono essere presenti in più formati contemporaneamente.In questo caso cosa rettifichi? La prima pubblicazione? l'ultima? Quella a cui fa riferimento la denuncia? Tutte?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 12 ottobre 2012 22.05-----------------------------------------------------------
    • pietro scrive:
      Re: quale giurisdizione
      bè ma si riferiva a : "giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica"quindi: corriere della sera. repubblica etc., un giornale solo telematico non è nè quotidiano nè periodico, è istantaneo pertanto non si applica.
      • Dodge scrive:
        Re: quale giurisdizione
        - Scritto da: pietro
        bè ma si riferiva a : "giornali quotidiani e
        periodici diffusi per via
        telematica"
        quindi: corriere della sera. repubblica etc., un
        giornale solo telematico non è nè quotidiano nè
        periodico, è istantaneo pertanto non si
        applica.Si applica per estensione, per fortuna.
        • pietro scrive:
          Re: quale giurisdizione
          - Scritto da: Dodge
          - Scritto da: pietro

          bè ma si riferiva a : "giornali quotidiani e

          periodici diffusi per via

          telematica"

          quindi: corriere della sera. repubblica etc., un

          giornale solo telematico non è nè quotidiano nè

          periodico, è istantaneo pertanto non si

          applica.
          Si applica per estensione, per fortuna.non ne sarei troppo sicurohttp://www.altalex.com/index.php?idnot=57759
          • Angelo Lorusso scrive:
            Re: quale giurisdizione
            - Scritto da: pietro
            - Scritto da: Dodge

            - Scritto da: pietro


            bè ma si riferiva a : "giornali
            quotidiani
            e


            periodici diffusi per via


            telematica"


            quindi: corriere della sera. repubblica
            etc.,
            un


            giornale solo telematico non è nè
            quotidiano



            periodico, è istantaneo pertanto non si


            applica.

            Si applica per estensione, per fortuna.
            non ne sarei troppo sicuro

            http://www.altalex.com/index.php?idnot=57759Era esattamente l'obiezione che stavo per muovere io. Qui si parla di quotidiani, che ultimamente, come riportato da questo stesso sito, una interpretazione giuridica ha reso non assimilabili a blog o pubblicazioni online con cadenza non ben precisata.Segue che qualsiasi legge colpisca i periodici non viene applicata alle categorie sopra citate.
          • Molto Indignato scrive:
            Re: quale giurisdizione
            Alcuni emendamenti fanno riferimento a generici "siti informatici".
          • pietro scrive:
            Re: quale giurisdizione
            - Scritto da: Molto Indignato
            Alcuni emendamenti fanno riferimento a generici
            "siti
            informatici".ma anche questo non basta, bisogna definire bene quali siti ricadono sotto la giurisdizione italiana
    • ultrastudio scrive:
      Re: quale giurisdizione
      - Scritto da: solo K
      già ma su quale giurisdizione?
      il mio dominio è registrato in india il mio
      hosting è in malesia io sono italiano ma
      residente a
      dublino.

      dunque?22 risposte, ma nessuno che ha risposto alla tua domanda?Il reato sarebbe "Diffamazione": dove è ubicato il mezzo della diffamazione non è rilevante, mentre lo è dove è ubicato il diffamatore. Già in passato è stato dimostrato che se il colpevole di un crimine telematico è italiano e compie il reato ai danni di un cittadino italiano, il reato è giurisdizione italiana ed il crimine viene perseguito in Italia. Dove sia il server o che estensione abbia il sito non ha nessuna rilevanza. Altrimenti le truffe online non verrebbero mai perseguite (cosa non vera).
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