Un appello per la trasparenza della PA

Agorà Digitale promuove una settimana dedicata a Open Data e trasparenza della Pubblica Amministrazione. Chiedendo alla politica di rispettare il decreto sviluppo
Agorà Digitale promuove una settimana dedicata a Open Data e trasparenza della Pubblica Amministrazione. Chiedendo alla politica di rispettare il decreto sviluppo

C’è un sito , un hashtag su Twitter ( #SalviamoGliOpenData ) e l’impegno di un certo numero di candidati alle prossime elezioni, politiche e amministrative, per cambiare le pratiche degli enti in cui verranno eletti. Agorà Digitale ha inaugurato la “settimana della trasparenza”, che inizia oggi e finisce il prossimo sabato, un’iniziativa pensata per identificare realtà pubbliche nelle quali sia già stato recepito il mandato del decreto sviluppo ( 83/2012 ) per la pubblicazione su Internet dei conti pubblici , e altri casi nei quali l’opacità delle istituzioni metta in serià difficoltà il giudizio dei cittadini.

Dal 1 gennaio 2013 è divenuta obbligatoria la pubblicità via Internet delle spese sostenute dallo Stato per pagare consulenze e appalti a imprese e professionisti: la norma prevede diverse sanzioni per le inadempienze, fino alla nullità degli atti che verranno pubblicati in ritardo. In altre parole, la mancata trasparenza comporterebbe l’illegittimità del pagamento , con tutte le conseguenze legali immaginabili.

Con l’occasione l’associazione ha invitato i cittadini a partecipare al censimento delle amministrazioni : le segnalazioni verranno raccolte e indicate su una mappa, evidenziando con colori diversi le buone pratiche o le cattive abitudini dei diversi amministratori. Allo stesso tempo, i candidati alle prossime elezioni sono stati invitati a sottoscrivere un impegno scritto per la promozione e l’adozione di nuove politiche di trasparenza una volta che saranno stati eletti o all’interno delle realtà nelle quali già operano: starà a loro individuare le formule e le occasioni per cercare di spingere la PA a pubblicare, come già previsto dalla legge, le informazioni sul proprio operato in Rete.

Mi impegno a garantire il completo rispetto della legge, facendo pubblicare (se non già pubblicati) alla mia amministrazione di riferimento entro il 28 febbraio tutti i dati di spesa superiori ai mille euro e nelle modalità previste dall’articolo 18 del “Decreto Sviluppo”.

Mi impegno, in secondo luogo, a mettere subito in cantiere il passo successivo: l’interazione con i cittadini. Molte delle voci di spesa, infatti, da sole non bastano a rispondere ad alcune fondamentali domande su procedure, atti e protagonisti del circuito che ha visto denaro pubblico uscire dalle casse di Comuni, Province e Regioni. In altre parole, mi assumo in prima persona il compito di predisporre un servizio che permetta ai cittadini di trovare le risposte alle loro richieste di chiarimenti sulle spese sostenute dalle Amministrazioni.

Mi impegno, infine, a fare pressione in tutte le sedi possibili sul nuovo Governo affinché implementi anche in Italia il “right to know” per i cittadini, ovvero l’accesso agli atti della PA senza che sia richiesta una giusta causa.

Tra i nomi dei primi firmatari spiccano quelli di Umberto Ambrosoli, candidato alla Regione Lombardia per il centrosinistra, ma anche del candidato premier Antonio Ingroia per Rivoluzione Civile, Paolo Ferrero di Rifondazione Comunista, Pippo Civati del PD, Oscar Giannino candidato premier per Fare per fermare il declino, Flavia Perina di Futuro e Libertà, Michele Emiliano sindaco di Bari, Massimo Donadi candidato per Centro Democratico, Pietro Ichino di Con Monti per l’Italia, Andrea di Sorte del PDL. La lista completa è disponibile online, e probabilmente andrà crescendo nel corso della settimana e in vista delle prossime scadenze elettorali.

Luca Annunziata

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21 01 2013
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