Un database contro il pedoporno

Lo utilizza la polizia americana per verificare se una foto presa online non sia invece un falso e se i minori ritratti siano già stati identificati. Su tutto pesa la sentenza della Corte Suprema


Roma – Un sistema capace di studiare una fotografia e verificare se in un immenso database costituito dalla polizia se ne trovi un’altra uguale. E’ questo l’apparato che la polizia americana ha iniziato ad utilizzare su larga scala dopo una sperimentazione che dal 1999 tenta di velocizzare le operazioni di indagine legate alla diffusione su internet di immagini pedopornografiche.

L’idea degli inquirenti è di porre all’attenzione del sistema informatico tutte le immagini trovate sui computer o gli altri supporti dei sospetti, per verificare se nel database vi sia un corrispettivo, se non si tratti di immagini create al computer e dunque fasulle e se i minori ritratti nelle stesse siano o meno giù stati identificati.

Il National Centre for Missing and Exploited Children sostiene che il database aiuta nelle operazioni di indagine che non sono rallentate ma sono certamente state “modificate” dalla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sulla liceità delle fotografie di pornografia infantile quando realizzate al computer.

Scopo del database, dunque, è consentire agli inquirenti di portare rapidamente davanti ad un giudice chi venisse colto con fotografie illecite, laddove queste siano riconosciute come tali anche attraverso il database. Inoltre un sistema del genere, secondo i suoi sostenitori, consente di ottimizzare le risorse impegnate nell’identificazione, individuazione e supporto delle vittime degli abusi e delle loro famiglie.

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  • Anonimo scrive:
    Sara' per questo motivo?
    Faccio la premessa che non conosco il mondo p2p, ( a proposito, mi spiace ma in galera io non ci finirei, non ho materiale (c) illegale :P - primo perche' non me ne e' mai servito e tanto la musica non mi piace :) ), quindi potrei sbagliarmi, ma penso che il motivo per cui queste denunce non partono e' legato al modo di discutere le cause negli USA.La per dimostrare la colpevolezza di un'azienda e' insufficente dire "ho le prove che in questa azienda si ua il p2p per piratare, ecco i log" ma occorre fornire il minimo dettaglio di come queste prove siano state raccolte e dare ogni prova che queste prove siano inequivocabili, quindi non possano in realta' essere smontate in nessun modo. Evidentemente questo non e' ancora possibile. Innanzi tutto perche' le cause dovrebbero partire inesorabilmente nello stesso istante in tutto il paese perche' di li a poco il metodo diventerebbe immediamente inefficace. Infatti i giudici obbligherebbero la RIAA a fornire ogni dettaglio di come ha funzionato il metodo, di come le prove sono state raccolte, caso per caso e di li a poco si troverebbe il modo per aggirare il metodo stesso. Il RIAA che ora ha un'arma, abbastanza spuntata, ma pur sempre un'arma sufficente a spaventare qualcuno, si ritroverebbe invece poi completamente disarmato. Ritiene quindi migliore la strategia della persuasione, infatti in primis cerca di spaventare suggerendo l'idea del fatto che il p2p facilita' anche l'apertura di buchi di sicurezza nella rete aziendale.E qui arriva l'altro punto. Proprio questo, secondo me, spiana la linea difensiva delle aziende che si trovassero trascinate in tribunale. Sarebbe fin troppo facile addossare la responsabilita' a intrusioni nella propria rete (praticamente tutte le aziende ne hanno, chi piu' chi meno) e quindi stornare la propria responsabilita' a fantomatici hacker. Tranne poche aziende che costruiscono sulla sicurezza la propria immagine state sicuri che tutte le altre non vrebbero dubbi ad usarlo come alibi per evitare una condana. Ed evidentemente il RIAA non puo' andare oltre nell'indagare all'interno dell'azienda presunta colpevole, altrimenti si, sarebbe sicuramente spionaggio industriale.Non so, dite voi che siete piu' esperti di p2p se la cosa e' plausibile.
  • Anonimo scrive:
    Denuncia contro denuncia
    Sa molto di "Kramer contro Kramer".......loro denunciano e, a loro volta, vengono denunciati per spionaggio industriale..... bello.Li condannano tutti e due e si scambiano i soldi?
  • Anonimo scrive:
    e questi bei log come cazzo li ottengono
    io mi chiedo questo ... con cosa ... e con che diritto?ma ... cazpiter!!!!!!!!e non possono a loro volta denunciarli ?????????ma siamo pazzi, una azienda che logga la mia azienda??????????????????????????ma chi?ma dove?????????ooohhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!
  • Anonimo scrive:
    cane non mangia cane? no no no ...
    io credo che piuttosto temano di vedersi arrivare le denunce per SPIONAGGIO INDUSTRIALE dato che per sapere cosa circola nei network devono fre hacking e spionaggio - di fatto - all'interno di reti ANCHE aziendali.h eh eh eh ... DCMA ... ZAC!!!!!!!!!--melomane
    • cico scrive:
      Re: cane non mangia cane? no no no ...

      io credo che piuttosto temano di vedersi
      arrivare le denunce per SPIONAGGIO
      INDUSTRIALE dato che per sapere cosa circola
      nei network devono fre hacking e spionaggio
      - di fatto - all'interno di reti ANCHE
      aziendali.

      h eh eh eh ... DCMA ... ZAC!!!!!!!!!Ma il DMCA non prevede proprio alcuneregole che permettono ad enti quali il RIAAdi condurre attivita' di reverse engineeringe addirittura di produrre software tipospyware/trojan che controllano le macchinedegli utenti ?Ricordo alcune discussioni in merito, lacosa e' stata inclusa nel DMCA opure no ?
      • Anonimo scrive:
        Re: cane non mangia cane? no no no ...

        Ricordo alcune discussioni in merito, la
        cosa e' stata inclusa nel DMCA opure no ?
        le ricordo anche io... ma ... forse mi sono fermato all'allarmismo .... che, a quanto pare, non era solo allarmismo :(
  • avvelenato scrive:
    voglio vedere il sangueeee!
    scusate il titolo degno di un troll, ma è stato più forte di me!certe notizie mi stuzzicano!quando si decidono a denunciare le aziende??quando si decidono a denunciare i venditori ambulanti??quando si decidono a denunciare i privati??voglio davvero vedere cosa succederà, quando si renderanno conto che sono in pochi oramai quelli che percepiscono come azione illegittima l'utilizzo del p2p per procurarsi materiale (c)... dai voglio vedere se davvero smetteremo tutti di fare ciò che fino a poco tempo fa consideravamo normale e legittimo... soprattutto voglio vedere se le loro minaccie sono attuabili...o se sono paragonabili ai guaiti dei barboncini..a proposito: che fine hanno fatto i 150 denunciati in Danimarca? qualcuno ne ha notizia??avvelenato che vuole il sangue. delle majors.
    • Anonimo scrive:
      redazione? rispondete?
      (cut)
      a proposito: che fine hanno fatto i 150
      denunciati in Danimarca? qualcuno ne ha
      notizia??interessa anche e pure e puranche a me
      • Anonimo scrive:
        Re: hoax?
        A mio parere la storia dei 150 era un hoax messo in giro da fonti interessate. Su un sito inglese la notizia era data con l'accompagnamento di una strizzatina d'occhio...blackdog- Scritto da: Anonimo
        (cut)


        a proposito: che fine hanno fatto i 150

        denunciati in Danimarca? qualcuno ne ha

        notizia??

        interessa anche e pure e puranche a me
    • Anonimo scrive:
      Re: voglio vedere il sangueeee!
      voglio vedere una galera di 3000000 di persone :-)anzi 4.5
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