Un impegno concreto: più galera per tutti

Ettore Panella (NewGlobal.it) interviene sulla vicenda del DL Urbani e su quello che sta accadendo in rete attorno al diritto d'autore


Roma – Sorprende molto il cambio di rotta della Casa delle Libertà rispetto al decreto Urbani. Contrariamente a quanto dichiarato alla stampa attraverso suoi esponenti autorevoli, ovvero che avrebbero distinto tra chi viola il copyright per crearsi un mercato alternativo, (i pirati), e chi invece lo viola senza fini di lucro, il provvedimento licenziato alla Camera dei Deputati presenta un subdolo cavallo di Troia , capace di smentire le ripetute rassicurazioni degli ultimi giorni. Infatti il provvedimento non distingue più tra colui che agisce a scopo di lucro e chi no, ma adopera la pericolosissima espressione “per trarne profitto” .

E’ evidente che chiunque scarichi un brano musicale per ascoltarlo non lo fa a scopo di lucro, ma ne trae comunque profitto e, quindi, passerebbe dall’illecito amministrativo, passibile semplicemente di una multa, all’illecito penale, punibile col carcere fino a 3 anni e, comunque, con conseguenze non lievi.

In molti parlano di una svista , ma la cosa onestamente non è plausibile, considerata la presenza alla Camera dei Deputati di professionisti di chiara fama: si tratta sicuramente di una scelta. Una scelta che a noi di NewGlobal.it appare incredibile, la violazione del copyright non è affatto percepita come reato da praticamente tutto il popolo italiano.

Lo stesso on. Berlusconi la indicò come esempio di comportamento illecito inconsapevole , essendo entrato nella consuetudine dei comportamenti della totalità, o quasi, delle persone. Basta chiedere in giro per capire che in un’ ipotetica retata finirebbe la stragrande maggioranza del popolo italiano e la quasi totalità dei giovani. Dove pensano di trovare galere abbastanza capaci per tutti? In un paese dove i veri criminali non scontano le pene loro comminate, perché alcuni ragazzi dovrebbero diventare i capri espiatori di chi ha voglia di mostrare i muscoli, prendendosela come al solito, e come sempre, con i più deboli? Perché in un Paese dove le famiglie hanno difficoltà a giungere a fine mese e dove sempre più spesso si fanno debiti per sostenere non le spese straordinarie, ma addirittura il pagamento delle bollette, e dove perfino i ladri cominciano a snobbare gli appartamenti, dove ormai, se va bene, possono trovare solo cambiali, non si è scelto di applicare semplicemente una pena pecuniaria che, data la grave situazione economica delle famiglie, sarebbe stata comunque una punizione dura.

Siamo consapevoli che nel breve lasso di tempo, occorrente all’approvazione definitiva del dl Urbani, non si potranno affrontare esaustivamente tutti i nodi della questione, estremamente complessa, e per questo ci riserviamo di preparare una proposta di legge seria e completa da sottoporre a tutti gli Onorevoli, alla ripresa dei lavori parlamentari, dopo elezioni e vacanze estive.

Riteniamo però opportuno proporre fin d’ora il veto allo Stato e/o a sue componenti periferiche di finanziare le opere cinematografiche che non verranno rilasciate secondo la licenza Creative Commons, essendo di certo inaccettabile che gli italiani versino tasse all’erario perché lo Stato regali soldi ai produttori. Riteniamo che, se lo Stato finanzia un’opera, automaticamente ne diventi produttore e/o coproduttore e che perciò il cittadino italiano non debba pagare come al solito due volte per la fruizione del prodotto artistico.

In attesa di un serio lavoro del mondo politico, di concerto con tutti i soggetti coinvolti, speriamo in un atteggiamento ragionevole degli onorevoli Senatori, capaci di superare le logiche di bandiera e di operare realmente nell’interesse di TUTTO il paese.

Ettore Panella
NewGlobal.it

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • titty99 scrive:
    a paolo
    caro paolo hai proprio ragione!!te la do pienamente..posso comprendere il tuo stato d animo,non fino in fondo perchè io la musica l'ascolto solamente non la faccio..spero che tutti capiscano quello che hai voluto dire,io sono una di quelle persone,ma purtroppo il mondo va sempre peggio....un salutone :) titty
  • Anonimo scrive:
    Re: La dance dovrebbe ringraziare il P2P
    In effetti, a conferma di quanto già non si dica il p2p ha favorito gruppi emergenti. basti vedere cosa sia successo ai Syrius che sono riusciti in pochi giorni a spopolare sull'intero pianeta con un remix dei Pooh, noi due nel mondo e nell'anima.Appena i Pooh lo vengono a sapere li gonfiano....Ric
  • Anonimo scrive:
    Re: Per Paolo e gli altri artisti
    Può essere intessante ma con il P2P non ha niente ha che fare.Anzi il far gudagnare il ''piratello'' farebbe sparire i pezzi meno commercializzabili che sono poi quelli del nostro amico
  • BigSam scrive:
    Re: Una domanda fra il serio ed il faceto
    Hehehe Eklepical come sempre centra il bersaglio.Questo tuo post è esattamente la risposta che io avrei dato al tizio dell'articolo, insieme a un suggerimento: indovinate quale.
  • Anonimo scrive:
    Re: Una domanda fra il serio ed il facet
    - Scritto da: Ekleptical...
    Qualcuno ha trovato un pezzo di
    qualità? Me lo segnala, grazie? Hundred times overdei Private Jokesse ti piace il punk melodico e' un pezzo decisamenteorecchiabile, meglio di blink182 o green day IMHOlo trovi su garageband.com assieme a molta altra roba,non ho ancora avuto il tempo di esplorare a fondo ma hointenzione di vedere se si trova roba carina anche su altrigeneri musicaliper favore non rispondere che e' un'eccezione, perche'come te ne ho portato uno io sicuramente te ne potrebberoportare tanti altriciaoCristiano
    • Ekleptical scrive:
      Re: Una domanda fra il serio ed il facet

      Hundred times over
      dei Private Jokes
      se ti piace il punk melodico e' un pezzo
      decisamente
      orecchiabile, meglio di blink182 o green day
      IMHOMah...IMHO manco per nulla...almeno se i Blink prendiamo i CD da studio, visto che live sono degli incapaci totali mai sentito di peggio in vita mia.I Green Day sono su di un altro pianeta, sia con Dookie che con gli ultimi album. Idem i No FX E' un pezzo ascoltabile, ma nel senso che non è orribile come altri...
  • Anonimo scrive:
    Questa è da Zelig
    Quote:Tempo fa si parlava della dance italiana, che sta soffrendo particolarmente a causa del p2p;----------La dance italiana soffre per via del P2P?Ma stiamo scherzando?Questa va bene solo a Zelig come battuta.Se la dance italiana è tanto finita in basso è in quanto è già troppo considerarla musica.Caparezza e amici vari, che pigliano a calci 4 strumenti che a casaccio producono dei suoni, non possono essere posti in confronto con gente come Enya, Bocelli ecc...Quelli fan musica, gli altri, della dance italiana, fanno solo porcheria, e come ovvio, è giusto che falliscano e lascino il posto a chi se lo merita.
    • BigSam scrive:
      BENNY BENASSI
      Non sembri bene informato.Benny Benassi, che è di Reggio Emilia dunque italiano, ha prodotto la più grande hit dance degli ultimi anni.Si parla di circa 4 milioni di copie vendute tra singoli, album e progetto spin-off Benassi Bros.La dance italiana è sempre e comunque leader, pur tra inevitabili alti e bassi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Questa è da Zelig
      - Scritto da: Anonimo
      Se la dance italiana è tanto finita
      in basso è in quanto è
      già troppo considerarla musica.Chi sei tu per giudicare cosa è musica e cosa non lo è?
      Caparezza e amici vari, che pigliano a calci
      4 strumenti che a casaccio producono dei
      suoni, non possono essere posti in confronto
      con gente come Enya, Bocelli ecc...Gente tipo Enya e Bocelli che prendano a calci 4 strumenti che a casaccio producono dei suoni. Se non è fusion non é musica per me.
  • Ekleptical scrive:
    La fine del CD sempre più vicina...
    Per chi ancora si lamenta della qualità degli mp3 e crede che potrà acquistare CD a lungo in futuro, consiglio di leggersi questa notizia:http://www.rockol.it/News.asp?idnews=62372&pagina=2&idartista=In altre parole, nascono gli stereo che scaricano musica da Internet, appoggati dai vari colossi industriali e musicali nipponici. Dati i bassi costi e la crescenta perdita del mercato fisico tradizionale, quanto credete che durerà ancora il CD?A parte i Live incisi post concerto, ovviamente... http://www.istant.it
    • BigSam scrive:
      Re: La fine del CD sempre più vicina...
      Il CD è *già* morto. Anche se non *ancora* sepolto...
    • Anonimo scrive:
      Re: La fine del CD sempre più vicina...
      Come no! I libri a questo punto sarebbero spariti da un pezzo.Comunque per chi ama la musica i formati lossy sono un obrobrio, per ora la diffusione di massa avviene con quelli, ergo....
  • Ekleptical scrive:
    Una domanda fra il serio ed il faceto
    Scusate, visto che si parla di etichette che non diffondono ed impediscono agli artisti di emergere, avrei una domanda.Sto bazzicando Weed da un po' di giorni per cercare qualche pezzo degno di tale nome. Ne ho scaricati parecchi e sono tutti mediocri, che se facessi il direttore artistico di un'etichetta discografica prenderei e lancerei nel cestino immediatamente.Musica piatta, banale, strumentazione ovvia, suoni triti e ritriti, produzione amatoriale che si sente lontano un chilometro, ecc...Ora, ascoltando da anni i demo mandati dai lettori sulle riviste di strumenti musicali, il panorama non cambia. Idem su Vitaminic.Tutta musica che non vale la pena di ascoltare due volte, nè dal punto di vista artistico, nè commerciale. Roba che non si riuscirebbe a vendere in 100 copie nemmeno se cantata da una supergnocca stellare supercool e con 100 milioni di euro di investimento pubblicitario.Fra la musica pubblicata dalle etichette, sia major che indipendenti e quella diffusa coi metodi alternativi della rete, c'è un abisso qualitativo insormontabile.Qualcuno ha trovato un pezzo di qualità? Me lo segnala, grazie? Come si sa, io i brani li compro, quindi sono disposto a pagare se merita. Ma non sono disposto a pagare per la teoria e la filosofia di fondo, mi interessa solo ed esclusivamente la sostanza.Lo chiedo perchè ho da sempre una teoria: il famoso ritornello di Morandi "uno su mille ce la fa", andrebbe concluso con un "..perchè gli altri 999 fanno schifo". Finora di eccezioni non ne ho trovata nessuna....Quantomeno se l'industria musicale così com'è sparisse, un vantaggio ci sarebbe: gli "artisti incompresi" che continuerebbero a non essere cagati da nessuno, mentre altri con i loro stessi mezzi vanno avanti, una volta tanto si renderebbero conto che non sono incompresi, sono mediocri e basta! :p
  • Ekleptical scrive:
    Re: Qualcuno ha visto...

    Qualcuno ha visto EPILETTIKAL?
    ecc...va beh...
  • Anonimo scrive:
    Re: Per Paolo e gli altri artisti
    ciao! mi interessa parecchio questo www.weedshare.com, e perlomeno interessa a tutti quelli come te e paolo e me ed altri che piace comporre musica per passione... tu sei iscritto? ci dai qualche info in piu'?? ma soprattutto...c'e' da fidarsi ???
    • Anonimo scrive:
      Re: Per Paolo e gli altri artisti
      Io l'ho provato da utente..... sono files normalissimi per M$ MediaPlayer ma con protezione DRM. Al momento in cui esegui il file la prima volta devi essere collegato a internet per acquisire online la licenza (tu non devi fare nulla, fa tutto WMP) e finisce lì. Ascolti la canzone x tre volte poi non te la fa più sentire..... se vuoi ti iscrivi a WeedShare (fino a questo momento non ne avevi bisogno) e l'acquisti con PayPal.Tutto qui.Per vendere la tua musica devi fare un contratto con uno dei loro rappresentanti. Giustamente devi garantire l'originalità e parternità dell'opera ecc. ecc ...i soliti cavilli legali insomma.That's all
  • Anonimo scrive:
    Qualcuno ha visto...
    Qualcuno ha visto EPILETTIKAL?E' un tizio che ha un negozietto di dischi al mercato Ballaro' di Palermo.Sta a circa metà del mercato e nei periodi di "malura" (scarsità di grano) tira fuori la bancarella coi CD/DVD pirata, pacchetti di sigarette e orologi di contrabbando.Qualche volta ti dava anche 3 banconote false x una buona di carte da 1000 lire e ora con gli euro ha le monete da 1 e 2 euro fatte coi tappi a corona che gli da un amico che ha l'Osteria del Pesce Fresco vicino al porto.Quando tira fuori la bancarella con la roba di contrabbando c'è sua sua zia Gina che vende il pesce all'inizio della strada che quando grida "senti chi ciavuru stu baccalaru" (senti che odore questo baccalà) e in siciliano "baccalaru" indica sia il pesce che l'organo genitale femminile, lo avvisa che c'è odore di gente in divisa.Così lui in un lampo fa sparire la bancarella con i CD/DVD pirata e la roba di contrabbando.Questo tizio nel tempo libero bazzica questi forum e si riempie la bocca di copyright, ecc.Qualcuno l'ha visto?
  • Anonimo scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    Licenza open non vuol dire non guadagnare dal registrato, ascolti l' album se ti piace finanzi l'artista e lo compri.
  • Anonimo scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    Come no tutti morti di fame in IBM per non parlare del mercatoasiatico Cina,Giappone,Corea.... Per favore evitiamo i lughi comuni.
  • Anonimo scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    Anche quella dei drm se è per questo
  • gerry scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    - Scritto da: Anonimo
    La differenza tra il primo ed il
    secondo metodo dal punto di vista legale non
    cambia, solo che con il primo poni dei
    vincoli fisici,un lucchetto elettronico,
    alla fruibilità dell'opera, con il
    secondo no e per l'uso personale lasci fare
    all' utente. Al punto in cui siamo la tutela legale è puramente teorica. Finchè rimane una teoria senza nessun effetto pratico è come se non ci fosse.
  • gerry scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    - Scritto da: Ekleptical
    Motivo: mentre le BBS erano un fenomeno
    creativo, nel quale, oltre a prendere, la
    gente dava, anche mettendoci del proprio,
    fornendo propri software, propri demo,
    grafica, musica (i vari soundtracker,
    noisetracker, octamed e compagnia), con
    Internet si stava verificando un
    impoverimento generale. La gente prendeva la
    roba altrui e basta. Arraffo fine a
    sè stesso senza nulla in cambio.Questo ho paura sia indissolubilmente legato alla dimensione del fenomeno.Quando un fenomeno è piccolo di solito attrae i creativi per primi, perchè sono portati a cercare cose nuove e quindi sono attirati dalla rete.Però i creativi in realtà non sono la maggioranza della popolazione.Poi come uno vuole sfruttare la sua creatività è un altro discorso, magari ci sono creativi che non danno peso al fatto di essere cannibalizzati senza avere soldi in cambio oppure vedono la cosa in modo diverso.
  • Anonimo scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    Forse è il caso di invertire la tendenza, da giorni vedo la gente accanirsi nel cercare di mantenere lo status quo, ma la soluzione più semplice è cambiare i contenuti non i sistemi di P2P per renderli anonimi.Non ti piace la musica commerciale appoggia e paga artisti che rilasciano sotto licenza open, dov' è il problema.
  • Anonimo scrive:
    Re: [x la reda] Gli Elio e le ST fan da
    Ho visto: 12 euro per un bootleg registrato in maniera professionale ci possono anche stare...Peccato che queste iniziative sono gocce nel mare.
    • The FoX scrive:
      Re: [x la reda] Gli Elio e le ST fan da
      - Scritto da: Anonimo
      Ho visto: 12 euro per un bootleg registrato
      in maniera professionale ci possono anche
      stare...
      Peccato che queste iniziative sono gocce nel
      mare.Peccato che quando sono venuti nella mia citta', finito il concerto (stupendo!!! Dal vivo sono fantastici!!!), abbiamo scoperto che quella sare il tecnico incaricato della registrazione non era arrivato... :-(Peccato xche' era stata una bellisima esibizione.
  • Anonimo scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    Non ho capito il tuo punto di vista sull' ultimo punto. La scelta la fa l'artista nel momento in cui immette l'opera e opta per il mercato tradizionale con drm etc... o sceglie ad esempio il P2Pe tutela il proprio lavoro con una delle tante licenze open che comunque,se l'artista lo desidera, pongono dei limiti alla diffusione dei contenuti (se vuoi ti linko qualcosa). La differenza tra il primo ed il secondo metodo dal punto di vista legale non cambia, solo che con il primo poni dei vincoli fisici,un lucchetto elettronico, alla fruibilità dell'opera, con il secondo no e per l'uso personale lasci fare all' utente. Ribadisco la tutela legale resta,se usi una licenza open ma restrittiva e qualcuno vende è passibile di denuncia con le conseguenze del caso.
  • Ekleptical scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis

    Se poi dopo non condivide più nessuno
    vuol dire che siamo davvero una massa di
    sanguisughe interessate solo ad avere le
    cose gratis :)A questo proposito ricordo ancora le parole di Ken Downie aka The Black Dog, componente del trio di storica importanza nella musica elettronica alternativa del decennio appena passato, ritiratosi ormai dalle scene. Da sempre smanettone Amighista, appassionato di demo e computer art "casalinga" varia, criticava il nuovo fenomeno di Internet e difendeva le BBS (ne aveva una tutta sua dai tempo di Fidonet).Motivo: mentre le BBS erano un fenomeno creativo, nel quale, oltre a prendere, la gente dava, anche mettendoci del proprio, fornendo propri software, propri demo, grafica, musica (i vari soundtracker, noisetracker, octamed e compagnia), con Internet si stava verificando un impoverimento generale. La gente prendeva la roba altrui e basta. Arraffo fine a sè stesso senza nulla in cambio.Parole profetiche, considerando che Napster era una novità all'epoca dell'intervista. Nel software è nato l'open source, ma in ambito creativo (seppur amatoriale) è andato tutto a farsi benedire.
  • Anonimo scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    - Scritto da: Anonimo
    Stallman predica bene e razzola male
    vedi gli squattrinati sviluppatori di
    software GPLCosa centra Richard Stallman?E' una vita che programma, non riesce quasi piu' a muovere le dita e fino al 1995 bisognava offrirgli una cena che' lui non poteva quasi pagarsela.Di recente ha molti soldi, ma sono tutte donazioni di filantropi e associazioni e anche di aziende che hanno creduto nel software libero e hanno guadagnato con questo.E nonostante cio' e' quasi sempre vestito uguale e non gliene frega niente di niente a parte del suo computer e dell'amore per la programmazione.
  • Anonimo scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    - Scritto da: Anonimo
    Ci si dimentica che se molti scaricano e
    comprano il 99% scarica e basta. Comunque
    questa è una battaglia che non
    può passare senza lotte e in poco
    tempo, l'uomo non è abituato a
    cambiamenti veloci come quelli che stiamo
    subendo ed è normaleNon l'uomo, le aziende non sono abituate e strutturate per i cambiamenti. E sul copyright ci stanno prendendo per i fondelli...To' leggi qua e fatti un po' di cultura...http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=1509
  • gerry scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    - Scritto da: Anonimo
    anche se basta andare su rosso alice
    o similia ,per capire che stiamo andando in
    una direzione completamente diversa.La cosa bella del mercato IT è che per far nascere un'alternativa non ci vuole poi molto. Brevetti a parte..... :(E se non ti interessa il DRM non te la devi neanche creare.Se le major riuscissero a imporre il DRM blindato cosa succederebbe? Le battaglie contro il P2P perderebbero senso (se il DRM non è attaccabile non ci sarebbe più materiale vergine da cui attingere) quindi si potrebbe tenere il P2P per veicolare i contenuti di chi il DRM non lo vuole.Se poi dopo non condivide più nessuno vuol dire che siamo davvero una massa di sanguisughe interessate solo ad avere le cose gratis :)
    La proposta iniziale
    nasceva però da una considerazione
    diversa, voleva essere un suggerimento a
    chi, fuori dal mercato classico, cui sono
    indirizzate le tecnologie drm, può
    essere interessato a sviluppare un mercato
    alternativo, "fidandosi" di più degli
    utenti.OK, ma questo lo deve decidere l'autore. E' lui che deve decidere che tipo di mercato vuole sfruttare.Il problema è che senza una forma di gestione dei contenuti non è più lui a decidere, ma è il pubblico che comunque con qualsiasi opera ci può fare quello che vuole.
  • Anonimo scrive:
    Re: [x la reda] Gli Elio e le ST fan da
    To' leggi qua e fatti un po' di cultura...http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=1509
    • Ekleptical scrive:
      Re: [x la reda] Gli Elio e le ST fan da

      To' leggi qua e fatti un po' di cultura...

      www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=NeGià letto e commentato: una marea di vaccate, scritte, al solito, da chi NON crea, guarda un po'. Comodo parlare per gli altri, tanto la cosa non ti tocca, chettefrega?
      • Anonimo scrive:
        Re: [x la reda] Gli Elio e le ST fan da
        - Scritto da: Ekleptical
        Già letto e commentato: una marea di
        vaccate, scritte, al solito, da chi NON
        crea, guarda un po'. Comodo parlare per gli
        altri, tanto la cosa non ti tocca,
        chettefrega?Penso tu sia un troll ed inoltre una persona in malafede, perche' in quel testo che ho letto anch'io (non sono la persona che te l'ha scritto) c'e' semplicemente storia. La storia non e' mai stata un mare di vaccate.Il testo mostra come e' nato il copyright, mostra il successo del software libero e le possibilita' di diffondere libri come sta avvenendo con il progetto Gnutemberg www.gnutemberg.org ossia scaricarlo e farselo stampare o andare in una stamperia e comprare un libro scaricato da internet che comprende il costo del materiale + l'energia + il tempo impiegato dallo stampatore + un compenso volontario per l'autore. Stesso discorso per la musica.Questa e' forse l'unica parte, la minore dove si fanno opotesi e proposte, forse le vaccate a cui ti riferisci sono queste? Ma e' la minore parte, tu invece dici che tutto il testo e' un mare di vaccate...Quindi come fa una descrizione storica per giunta molto completa e ben fatta ad essere solo un mare di vaccate?Allora o sei un troll e sei proprio una persona in malafede, volevo dire una cosa diversa che fa rima con "Alfonzo" ma non vorrei finire nel forum delle X rosse.
        • Ekleptical scrive:
          Re: [x la reda] Gli Elio e le ST fan da

          Questa e' forse l'unica parte, la minore
          dove si fanno opotesi e proposte, forse le
          vaccate a cui ti riferisci sono queste?Sì, le vaccate abbondano particolarmente in questa fase.Peraltro dite all'autore che il sito che porta ad esempio per la musica è CHIUSO da un pezzo! Il che dimostra la validità di quel che ha scritto....
          Quindi come fa una descrizione storica per
          giunta molto completa e ben fatta ad essere
          solo un mare di vaccate?Quanta ingenità! T'hanno mai spiegato che la storia può essere ampiamente interpretata e non è mai obiettiva? Ogni autore racconta la stessa storia col suo punto di vista, fornendo risultati a volte diametralmente opposti. Basta dare importanza diversa ai fatti e centrare l'attenzione sugli uni al posto degli altri.Questo vale sia a livello storiografico, dove ci sono varie correnti con tesi diverse, sia a livello del singolo.
          • Anonimo scrive:
            Re: [x la reda] Gli Elio e le ST fan da
            - Scritto da: Ekleptical
            Quanta ingenità! T'hanno mai spiegato
            che la storia può essere ampiamente
            interpretata e non è mai obiettiva?A me hanno sempre spiegato il contrario. Sono io a trarre le conclusioni che voglio dopo la descrizione dettagliata dei fatti.
            Ogni autore racconta la stessa storia col
            suo punto di vista, fornendo risultati a
            volte diametralmente opposti. Basta dare
            importanza diversa ai fatti e centrare
            l'attenzione sugli uni al posto degli altri.
            Questo vale sia a livello storiografico,
            dove ci sono varie correnti con tesi
            diverse, sia a livello del singolo.A me e' sembrata una descrizione molto corretta e dettagliata.Il copyright era solo un'esclusiva di pubblicazione data ai censori che finito il periodo in cui era necessaria la censura hanno cavillosamente chiesto di poter ancora avere l'esclusiva sulla stampa e la publicazione, e l'esclusiva gli e' rimasta grazie al fatto che per molto tempo i mezzi per la duplicazione e diffusione non erano alla portata di tutti.Con internet questo non ha piu' senso ma le case discografiche e gli editori non vogliono perdere l'esclusiva. Se non e' difficile produrre e duplicare da se musica e scritti, con leggi e cavilli queste aziende lo continuano a rendere, e perseguono continuamente chi prova ad avere successo con le sue abilita' e nulla piu'.www.mp3.com e' stato attaccato da ogni lato e addirittura subito dopo l'istituzione della brevettabilita' anche della musica sono state intentate cause anche ai singoli artisti di www.mp3.com che avevano avuto un minimo di successo.Basta guardare Bassic uno scandinavo che faceva elettronica che era arrivato a guadagnare $140000 l'anno che e' stato portato in tribunale solo per un paio di ritornelli del brano Seduction simili a qualche brano negli archivi di qualche major e schiacciato economicamente in tribunale per servire da esempio a tutti coloro che volevano rivolgersi ad etichette indipendenti e siti come www.mp3.com.Lo stesso vale per Not Applicable, Daniel Cox (un chitarrista di flamendo canadese tra i piu' bravi al mondo) e altri.Non vedere queste cose e continuare a difendere l'attuale sistema del copyright come fai tu e' da coglionazzi!
  • Anonimo scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    Purchè le clausole siano chiare, il sistema sia multipiattaforma,e soprattutto si fissino delle norme che impediscano accordi trasversali che danneggino il consumatore sono d' accordo con te, anche se basta andare su rosso alice o similia ,per capire che stiamo andando in una direzione completamente diversa.Ti dirò di più sono favorevole allo sviluppo di un sistema drm open, liberamente fruibile dagli artisti che lo desiderano,per favorire l'utilizzo su OS alternativi che non possono o vogliono usare i drm ora in voga. Risulta però chiaro che questo è un prodotto commerciale e non mi si venga a piangere per chiedere soldi pubblici per salvare l' arte che sta morendo. Se uno riesce a campare, stando sul mercato,bene altrienti chiude come stanno facendo altre realtà industriali,senza nascondersi dietro il paravento della morte dell'arte.Per quello che riguarda il diritto d'autore se vuoi ne parliamo a parte il discorso sarebbe lungo. La proposta iniziale nasceva però da una considerazione diversa, voleva essere un suggerimento a chi, fuori dal mercato classico, cui sono indirizzate le tecnologie drm, può essere interessato a sviluppare un mercato alternativo, "fidandosi" di più degli utenti. Non sono un ingenuo e so che è una sfida, tuttavia dal punto di vista commerciale, come utente, la reputo interessante, dal punto di vista artistico, per come la vedo io, se un'opera non la diffondi non ha senso produrla...
  • Anonimo scrive:
    Re: Guardate in casa vostra
    - Scritto da: Morpheus255
    Caro Paolo ma perchè le stesse
    rimostranze nn le avanzate anche al "vostro
    sindacato"? La SIAE, con il sistema delle
    ripartizioni che tu ben conosci,
    praticamente paga i 100 miliardi che ogni
    anno incassa dalle discoteche ( e mi limito
    a quelle) a persone che non ne aahnno
    diritto. Perchè non vi incazzate
    allostesso modo? Perche' la SIAE paga anche?Non e' in amministrazione controllata perche' con gli sperperi aveva solo debiti?
  • gerry scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    - Scritto da: Anonimo
    se ti
    vendono una macchina e ti piombano il motore
    giustamente ti :@ se ti vedono musica e
    decidono loro come e dove ne devi fruire,
    tutto bene. Il DRm non risponde a nessun
    criterio di flessibilità e per questo
    non piace.Mettiamo in chiaro il concetto di DRM. DRM non deve essere una cosa che blocca tutto a priori. Deve essere una cosa che tutela il diritto di autore. Se implementi il DRM su una macchina questo non deve fare altro che eseguire le istruzioni dell'autore (chiaramente con dei limiti di cui si deve discutere).Se l'autore non vuole che tu diffonda liberamente la sua musica non lo devi poter fare. Se l'autore setta il DRM a zero (facci quello che ti pare) tu ci puoi fare quello che ti pare.Così puoi tutelare sia quelli che hanno certe pretese sia quelli che invece lasciano mano libera.Gli autori non setteranno mai i loro permessi a 0? L'opera è loro, ci fanno quello che vogliono. Poi vedremo se qualcuno comprerà dischi che puoi sentire solo sul PC di casa, non puoi riversare sull'Ipod pagato $cifrone e non puoi far ascoltare al tuo amico in ICQ.Vedremo quanto questre strategie di marketing rendono.Diversamente se il DRM non esiste tutto il discorso cade. Così tuteli solo quelli che distribuiscono le loro opere liberamente (prechè non hanno bisogno di tutela) mentre chi ha pretese sulle sue opere ha una tutela solo nominale.
  • Anonimo scrive:
    Re: Guardate in casa vostra
    - Scritto da: Ekleptical
    Il sistema delle ripartizioni sta cambiando!
    Con le ultime elezioni, il consiglio SIAE
    è stato rivoluzionato e ora le
    indipendenti dance hanno i loro uomini
    piazzati.
    Smettetela di riferirvi sempre alla puntata
    di Report di anni fa: è VECCHIA e in
    parte sorpassata!!!E cosa cambia?Cambiando sfruttatura il succo non e' diverso.Prima se li magnavano quelli del "liscio" ora se li spartiscono quelli della "dance", cosa cambia? E la classica, e il punk e la progressive e la mood, e la newage? Che sono figli di buonadonna chi non e' nel liscio e nella dance?E' tutto il sistema da buttare nel cesso, il mondo non ha bisogno di copyright e neppure di zecche come la SIAE.To' leggi qua e fatti un po' di cultura...http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=1509
    • Ekleptical scrive:
      Re: Guardate in casa vostra

      Prima se li magnavano quelli del "liscio"
      ora se li spartiscono quelli della "dance",
      cosa cambia? E la classica, e il punk e la
      progressive e la mood, e la newage? Che sono
      figli di buonadonna chi non e' nel liscio e
      nella dance?Si sta parlando degli incassi delle discoteche. Non mi risultano molti locali da ballo che mettano su punk, progressive, mood e newage!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Guardate in casa vostra
        - Scritto da: Ekleptical

        Prima se li magnavano quelli del
        "liscio"

        ora se li spartiscono quelli della
        "dance",

        cosa cambia? E la classica, e il punk e
        la

        progressive e la mood, e la newage? Che
        sono

        figli di buonadonna chi non e' nel
        liscio e

        nella dance?

        Si sta parlando degli incassi delle
        discoteche. Non mi risultano molti locali da
        ballo che mettano su punk, progressive, mood
        e newage!!!ma perchè "molti"???? Fosse anche uno in tutta Italia, quello ha il diritto di vedere i suoi soldi e nn di vederseli "campionati" e dati alla "romagna Mia" di turno...
  • Anonimo scrive:
    Sei un grande
    Volevo solo dirti che condivido appieno il tuo pensiero e che se molti musicisti famosi rinunciassero a qualcuno dei bei milioni che prendono, e aiutassero il p2p (vedi Limp Bizkit con Napster) sicuramente il popolo di internet li ripagherebbe adeguatamente..Ciao Sergio
  • Anonimo scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    L'equazione insalata=arte rende tristemente bene l'idea, mi piacerebbe sarebbe quanti artisti la condividerebbero, almeno mi regolo di conseguenza. Se però parliamo di mercato allora se pago una canzone voglio fruirne come mi pare, se ti vendono una macchina e ti piombano il motore giustamente ti :@ se ti vedono musica e decidono loro come e dove ne devi fruire, tutto bene. Il DRm non risponde a nessun criterio di flessibilità e per questo non piace.Quanto al mercato italiano le norme sono anacronistiche ed improntate ad un'azione di parassitaggio. Inoltre è clamorosocome nessuno abbia mai sanzionato seriamente delle manifeste azioni di cartello. Se poi parliamo di cultura il discorso si fa ancora più lungo...
  • Morpheus255 scrive:
    Re: [Semi OT] Interrogazione SIAE
    - Scritto da: Anonimo
    Ciao,
    qualcuno ha visto ieri nel primo pomeriggio
    su Rai2 i Question Time ???
    Ce n'era un che riguardava la SIAE !!!
    L'ho visto di sfuggita ma nei contenuti era
    scandaloso !!!
    In pratica la SIAE sta da circa 4 mesi
    penalizzando una nuova
    associazione-sindacato delle discoteche e
    sale da ballo (la AssoIntrattenimento) in
    favore di quelle gia esistenti motivando
    solite scuse assurde (tipo minor numero di
    soci). Questi bei signori a chi aderisce a
    questa nuova associazione fa pagare molto di
    più che a quelli che aderiscono alle
    altre 2 già esistenti !!!

    Mi è venuto da vomitare...

    SaxmanOra andrò a verificare ma se ho capito bene , la sie era già stata condannata dall'antitrus (1997) per una questione del genere .. i documenti del procedimento si trovano su www.agci.it
  • Anonimo scrive:
    [Semi OT] Interrogazione SIAE
    Ciao,qualcuno ha visto ieri nel primo pomeriggio su Rai2 i Question Time ???Ce n'era un che riguardava la SIAE !!!L'ho visto di sfuggita ma nei contenuti era scandaloso !!!In pratica la SIAE sta da circa 4 mesi penalizzando una nuova associazione-sindacato delle discoteche e sale da ballo (la AssoIntrattenimento) in favore di quelle gia esistenti motivando solite scuse assurde (tipo minor numero di soci). Questi bei signori a chi aderisce a questa nuova associazione fa pagare molto di più che a quelli che aderiscono alle altre 2 già esistenti !!!Mi è venuto da vomitare...Saxman
  • Morpheus255 scrive:
    Re: Guardate in casa vostra
    - Scritto da: Ekleptical
    Il sistema delle ripartizioni sta cambiando!
    Con le ultime elezioni, il consiglio SIAE
    è stato rivoluzionato e ora le
    indipendenti dance hanno i loro uomini
    piazzati.
    Smettetela di riferirvi sempre alla puntata
    di Report di anni fa: è VECCHIA e in
    parte sorpassata!!!Mi rendo conto di averla presa un po' larga ma, spiegami, cosa c'entrano le etichette discografiche con gli autori (uomini piazzati?!?!?! Detta così fa paura!).Insomma, credi io possa costituirmi parte civile in un ipotetico procedimento contro chi per anni mi raccontato di incassare per gli aventi diritto ed invece ..... Vorrei indietro i miei soldi e vorrei poterli dare agli autori e nn alle case discografiche (produttori di plastica e basta) che non hanno nessun merito nel processo de "l'opera dell'ingegno".Smettela di riferirvi ai sistemi di vendita usuali. Siete VECCHI e SorpassatiPs: sono DJ e gestore==================================Modificato dall'autore il 29/04/2004 11.45.22
    • Anonimo scrive:
      Re: Guardate in casa vostra
      ..... Vorrei
      indietro i miei soldi e vorrei poterli dare
      agli autori e nn alle case discografiche
      (produttori di plastica e basta) che non
      hanno nessun merito nel processo de "l'opera
      dell'ingegno".
      Smettela di riferirvi ai sistemi di vendita
      usuali. Siete VECCHI e Sorpassati

      Ps: sono DJ e gestore

      parole sante.
  • Ekleptical scrive:
    Re: qualcuno sa se...

    legge corporativistica che lo impedisce, ma
    non credo che sia scritto nella
    costituzione, quindi ci si può fare
    qualcosa. O no?

    Qualcuno sa se qualcuno ha provato a fondare
    una alternativa?No, perchè non è possibile. La legge sul diritto d'autore (scrita ai tempi di Mussolini, oramai) prevede esplicitamente che la gestione diritti sia affidata in forma esclusiva alla SIAE (non ho voglia di ripescare l'articolo esatto, cmq c'è, l'ho letto; fidati o cercala da te).Bisogna prima cambiare la legge (cosa che ognitanto qualcuno prova a fare, ma la cosa si impantana subito). Senza è illegale...cioè, dovresti pagare una fetta alla SIAE comunque, paradossalmente!!
    • gerry scrive:
      Re: qualcuno sa se...
      - Scritto da: Ekleptical
      No, perchè non è possibile. La
      legge sul diritto d'autore (scrita ai tempi
      di Mussolini, oramai) prevede esplicitamente
      che la gestione diritti sia affidata in
      forma esclusiva alla SIAE (non ho voglia di
      ripescare l'articolo esatto, cmq c'è,
      l'ho letto; fidati o cercala da te).So che molti gruppi di realtà medio/piccola si iscrivono a società estere per non iscriversi alla SIAE.Certo che comunque se fai un concerto in italia il bordereau lo devi compilare lo stesso.
  • gerry scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    - Scritto da: Anonimo
    La mia considerazione era legata al fatto
    che con le tecnologie
    attuali, un artista oggi in bolletta e
    sconosciuto potrebbe raggiungere un mercato
    mondiale.Il concetto di mercato è relativo. Un mercato c'è se ci sono delle regole.Se io vengo nel tuo orto e ti frego tutta l'insalata che dovevi vendere sulla tua bancarella il mercato non esiste più per te.Esistono invece delle regole per cui io chiamo la polizia e tu vai in galera per furto.Esistono quelli che lavorano 11 ore per fare tonnellate di insalata da vendere, esistono quelli che lavorano 2 ore nel tempo libero per fare insalata da regalare all'orfanotrofio più vicino.Bisogna far convivere tutti, non è giusto penalizzare una categoria. Chi produce ha diritto di scegliersi il sistema DRM che preferisce. Però se il sistema DRM non funziona tutto il discorso cade
  • Ekleptical scrive:
    Re: Guardate in casa vostra

    praticamente paga i 100 miliardi che ogni
    anno incassa dalle discoteche ( e mi limito
    a quelle) a persone che non ne aahnno
    diritto. Perchè non vi incazzate
    allostesso modo? Il sistema delle ripartizioni sta cambiando! Con le ultime elezioni, il consiglio SIAE è stato rivoluzionato e ora le indipendenti dance hanno i loro uomini piazzati.Smettetela di riferirvi sempre alla puntata di Report di anni fa: è VECCHIA e in parte sorpassata!!!
  • Ekleptical scrive:
    [x la reda] Gli Elio e le ST fan da sè
    Come segnalato da Repubblica, nell'intervista al loro manager gli Elio preannunciano che, con l'avvenuta scadenza naturale del contratto, non firmeranno più per nessuan casa discografica e andranno avanti da indipendenti totali.Riprendono un po' il modello lanciato dagli americani Phish, della vendita di CD dei concerti in tiratura limitata fatti in tempo reale a fine concerto stesso (denominati, in tipica verve eliesca "cd brulé"), più futura vendita online dei brani masterizzabili.Buona fortuna a loro (che cmq la fama ormai ce l'hanno da tempo e possono permettersi di rischiare).L'intervista è qui:http://www.eelst.com/dettaglirecensione.asp?Id=287
  • gerry scrive:
    Re: Paolo... facciamo quattro chiacchere
    - Scritto da: Anonimo
    quanta gente sotto i trenta,nota,fa solo
    "canzano d'autore", praticamente nessuno
    perchè questo li renderebbe
    commercialmente poco interessanti.Le logiche commerciali potrebbero essere stravolte dai nuovi metodi distributivi. Prima per produrre un pezzo avevi bisogno di certi requisiti: promozione, diffusione, disponibilità.Devi pubblicizzare un pezzo, stampare un tot dischi e distribuirli a tot negozi se vuoi che qualcuno te li comperi. Sono tutti soldi che qualcuno deve mettere senza la certezza matematica del ritorno.I soldi per diffondere un brano via internet non sono certo paragonabili ai costi di un mercato tradizionale. Un .mp3/rm/wma lo copi a costo 0 on demand, non ne devi stampare 1000 copie prima rischiando l'invenduto.Ora, questo nuovo mercato ha bisogno di regole adatte, non puoi usare le regole che c'erano prima. Le regole che c'erano prima sono inadatte, hanno due difetti: sono claustrofobiche e sono (al momento) inapplicabili praticamente.Il nuovo mercato ha bisogno di regole sue, e presto perchè senza regole un mercato non può svilupparsi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Paolo... facciamo quattro chiacchere
      Tutto giusto, ma di solito un mercato prima nasce poi lo si regolamenta, qui si cerca di ammazzarlo in culla, perchè effettivamente ha delle grosse potenzialità e sicuramente finirebbe per sostituire quello tradizionale e la cosa fa paura.Se passa l' idea di un rapporto diretto artista-fruitore questo cancellerebbe di colpo tutto il parassitaggio che circonda il mondo della propietà intellettuale. Che il settore della distribuzione sia in crisi è evidente a tutti, ma è in crisi semplicemente xchè non serve più, almeno in questa forma esclusiva. Mi spiace x chi ci lavora, ma la soluzione non è certo finaziare con soldi pubblici un settore languente come vuol fare Urbani.I vari negozi on-line, sono una semplice trasposizione su internet del mercato tradizionali con prezzi analoghi se non superiori.Ancora devo capire come mai la gente sia disposta a pagare una collezione di brani in formato lossy, quanto pagherebbero un cd audio.Se fossi un autore che passa giornate a lavorare sul suono e la voce sarei quanto meno depresso. Personalmente non mi piace l' idea di comprare musica un tanto al chilo, mentre sono molto ben disposto all' idea di finaziare un artista che mi piace xchè porta avanti un progetto artistico-culturale-umano che condivido o anche solo perchè mi fa passare dei bei momenti con il suo lavoro. Da quando è iniziata la caccia alle streghe ho smesso di comprare cd perchè trovo giusto che ci sia coerenza tra quello che uno scrive o canta e quello che fa, altrimenti non è più arte ma un prodotto targhettizzato e basta. L' unica maniera di uscirne è farlo capire agli autori che da questo punto di vista mi sembrano completamente passivi.
  • Anonimo scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    - Scritto da: MaurizioB
    - Scritto da: Anonimo

    Stallman predica bene e razzola male

    vedi gli squattrinati sviluppatori di

    software GPL

    1. Che cazzo c'entra
    2. Se ci sono "squattrinati sviluppatori di
    software GPL" in giro non è certo
    perché Stallman razzola male (questo
    è un problema di sintassi e di
    logica, la frase è insensata in
    partenza)
    3. Se sai qualcosa di free software e GNU,
    sapresti anche che lo sviluppatore non trae
    guadagno dal software, bensì dal
    supporto.
    Ed è qui che possiamo avvicinarci al
    campo musicale: il musicista non dovrebbe
    guadagnare tanto dalla "registrazione",
    quanto dall'esecuzione. Che poi uno possa
    guadagnare anche dalla registrazione
    è un altro discorso. Che poi non sia
    neppure all'altezza dell'esecuzione (dal
    vivo) ancora peggio...

    SalutiE perchè unod ovrebbe guadagnare solo dall'esecuzione? perchè defe fare concerti?a parte che di concerti ce ne sono tanti, anche qui non è che con tutti gli artisti che ci sono si possono fare 10 concerti diversi al giorno, e che l'artista possa fare solo concerti 365 giorni l'anno.allora mina dovrebbe lavorare gratis perchè lei in pubblico non si presenta da anni...ma andiamo, perchè devonoe ssere altri a dirmi come e quando io debbo guadagnare da una mia opera, siamo tutti finocchi con il culo degli altri, veramente.
  • UMM scrive:
    Re: La dance dovrebbe ringraziare il P2P
    - Scritto da: Anonimo
    1) E' impressionante la mole di produzioni
    che escono ogni mese (dance, house, trance,
    techno, generi secondari), come conseguenza
    della filosofia dei produttori che tu
    definisci bene come "un-tanto-al-chilo"
    (della serie faccio 50 release a settimana e
    se me ne va bene una sono contento, recupero
    le spese sulle altre, e magari se mi va
    dritta ci faccio pure il successone
    stagionale).
    In questa enorme massa di produzioni, sul
    piano strettamente musicale, e di valore
    creativo, quindi di fatica intellettuale e
    di esecuzione, ne salverei un 5%, ad essere
    buono. Il resto e' ciarpame, remix di remix
    di remix, spolveratine o manovre furbette di
    plagio su cose gia' sentite.
    Per dirla tutta, cose che difficilmente uno
    andrebbe a comprarsi in negozio.Sono d'accordo sul fatto che esce TROPPA roba, però è anche vero che se fa così schifo, la gente non dovrebbe neanche spendere tempo per scaricarla ed ascoltarla... più musica ascolto ultimamente delle decine di dischi che escono ogni settimana, più confusione ho in testa... una bella scrematura non farebbe male.
    2) Tutto questo movimento di uscite
    quotidiane crea pero' interesse e un indotto
    spaventoso, con notevoli ritorni economici
    per tanti settori (fornitori di
    connettivita' internet, discoteche,
    rivenditori di strumentazioni per missaggio,
    tutto il mondo di simboli che ruota intorno
    a questo tipo di musica) ... ma, last but
    not least, perfino vendite di dischi! Si,
    perche' alla faccia di chi demonizza il P2P
    molti di questi ragazzi (e sottolineo molti)
    spende dei gran bei soldini per avere il cd
    o il vinile originale nella propria
    raccolta.Sono d'accordo, io sono uno di quelli visto che sono arrivato a spendere anche 500 euro al mese in dischi (vinile), che per me e per il budget personale costituisce un bell'importo! E' anche vero che parecchie discoteche e locali sono in crisi, proprio per il fatto che non sanno rinnovarsi e non sanno dare il giusto merito dei loro "pienoni" alla musica e alla gente che si muove per lei.. capisco anche come sia molto difficile per una discoteca fare le 4-5000 persone solo per la musica che viene proposta, è più facile mettere quattro culetti che si muovono sul cubo piuttosto che investire in giovani e nuovi talenti che amano la musica e viviono per lei, proprio perché -paradossalmente- la gente non va più in un posto o non frequenta una particolare situazione SOLO per la musica, anzi, nella scale delle preferenze quest'ultima è scesa, mestamente, relegata alle ultime posizioni... e i fenomeni di scaricamenti illegali lo danno in evidenza, per la musica manca il giusto rispetto, ormai si pensa a lei come un gadget, penso ai gruppi di ragazzetti che chiamano "musica" anche le suonerie dei cellulari...
    3) L'aggregazione creata intorno a questa
    musica a volte (rare, ma ci sono)
    rappresenta pure un formidabile momento di
    crescita nel gusto e nella capacita' di
    scegliere e di giudicare, e diventa
    creazione di tendenza, determinando successi
    e insuccessi di autori, di locali, di eventi
    e di tutto quell'indotto di cui sopra.Certo, anche se spesso si tratta di fenomeni temporanei, che durano un anno poco più... le tendenze sono così imprevedibilmente veloci e mutano in breve tempo, che spesso locali e/o artisti che funzionavano l'anno prima non fuonzionano più l'anno dopo...Per il resto sono d'accordo con te solo su un'ultima cosa: produrre di meno... ma se penso che (come ha già detto qualcun'altro) è già difficile farsi stampare un pezzo da un'etichetta anche se questo è impeccabilmente perfetto e "degno" di essere suonato in radio e nelle disco -al contrario di ciò che accadeva 10 anni fa'- allora mi chiedo.. l'artista che deve emergere, cosa deve fare?! mettere il proprio pezzo sul P2P? ricordiamo che la babele dei programmi di file sharing ormai rende difficile anche darsi una certa visibilità... poi, tra scaricare un file di un artista perfettamente sconosciuto e un artista già famoso, avendoli tutti e due li sotto mano a portata di click, non so quale si sceglierebbe...
  • Anonimo scrive:
    Re: qualcuno sa se...
    certo he è possibile ... la siae è una normale società privata .... ha un monopolio riconosciuto, questo si, ma è tecnicamente possibile.
  • Anonimo scrive:
    qualcuno sa se...
    ...è possibile fondare una SIAE alternativa?Negli U.S.A. vi sono almeno 3 diversi sindacati, e l'artista può scegliere quello che ritiene migliore.Probabilmente qui non è possibile perchè ci sarà una qualche legge corporativistica che lo impedisce, ma non credo che sia scritto nella costituzione, quindi ci si può fare qualcosa. O no?Qualcuno sa se qualcuno ha provato a fondare una alternativa?(Pietro, ex-iscritto SIAE)
  • Anonimo scrive:
    Re: Ha ragione!!!
    E' in italia che siae=camorra (guarda caso)Prova a dare un'occhiata alla controparte svizzeraSi chiama Suisahttp://www.suisa.ch/home_i.htm
  • Anonimo scrive:
    Il *vero* problema della dance e non sol
    Altro che P2P.Il problema in italia della dance e' che una certa radio, nelle persone di certi DJ, ha monopolizzato da anni il mercato.Questi signori decidono quello che deve andare e quello che non deve andare. Quello che va lo passano, il resto, chi se ne frega. E vista l'influenza della radio in questione, non si scappa.Altra cosa: fino a circa il 1993-1994 era ancora possibile proporre un proprio brano ad una etichetta, grande o piccola, e sperare in una pubblicazione.Ora, indipendentemente dalla qualità del brano, tutte le etichette esigono la produzione (o ri-produzione) nei propri studi, per condividere i diritti (appunto, di produzione) che rappresentano il grosso della torta, defraudando (o scoraggiando) chi il brano l'ha creato.Ci sono labels che producono "dance" (ma sarebbe meglio definirla, vera e propria spazzatura) in maniera simile ad una catena di montaggio, con "produttori" che lavorano 8 ore al giorno come normali impiegati.Altra cosa: stranamente, l'italia e' praticamente l'unico paese europeo-occidentale ove regna sovrana la dance "maranza", mentre nel resto d'europa il genere che va per la maggiore, da anni, e' la trance. Tanta spazzataura, ma anche veri e propri gioeilli, che riconiugano i 4/4 con la creatività ed a volte, il genio.
  • Morpheus255 scrive:
    Guardate in casa vostra
    Caro Paolo ma perchè le stesse rimostranze nn le avanzate anche al "vostro sindacato"? La SIAE, con il sistema delle ripartizioni che tu ben conosci, praticamente paga i 100 miliardi che ogni anno incassa dalle discoteche ( e mi limito a quelle) a persone che non ne aahnno diritto. Perchè non vi incazzate allostesso modo? Fammi sapere che sono curioso.PS: ho sempre sostenuto gli autori e sono sempre stato poco interessato alle etichette, mi stai facendo cambiare idea...
  • Anonimo scrive:
    Ha ragione!!!
    :'(Anche col mio ex gruppo eravamo iscritti alla siae: ogni volta che suoni fuori i tuoi pezzi il gestore del locale deve versare uno sproposito alla SIAE (così è costretto a pagare meno te che ti fai un C**O così a montare smontare il palco e suonare per 2 ore...) per poi riavere indietro si e no 3 euro a concerto per i tuoi pezzi suonati.....E IL RESTO DOVE VA SIGNORI SIAE????? Questa è una corporazione degna del 1300 che sarebbe ora di distruggere. Viva la musica che viene dal cuore e il libero ascolto. Io ormai non scarico nemmeno più, la musica di oggi è PENOSA.
  • Anonimo scrive:
    Re: Paolo... facciamo quattro chiacchere
    E' evidente che un' azienda investa solo dove si possono fare soldi ed in ciò non ci trovo nulla di male. Il problema è che l' impossibilità di avere un' alternativa valida ed altrettanto efficace a livello di distribuzione impedisce a chi non fa mercato, e parliamo di milioni di dollari, di poter vivere del proprio lavoro. Mettiamo che il nostro articolista possa arrivare ad un mercato che gli permetta di guadagnare 50000 euro l' anno, per un' azienda è impensabile puntare su di lui, investendo grosse cifre, per loro è un' investimento a perdere,per giri d'affari minori non ti parlano neanche.Meglio mettere su una boy-band o creare dei fenomeni da baraccone che puoi vendere ai media. Se guardi a giroquanta gente sotto i trenta,nota,fa solo "canzano d'autore", praticamente nessuno perchè questo li renderebbe commercialmente poco interessanti.Inoltre i target commerciale è sempre più indirizzato sui giovanissimi, perchè sono quelli generalmente più suggestionabili, chi da ragazzino non ha ai desiderato il prodotto comprato dall'amico o dal compagno di banco?Questa situazione da una parte limita artisticamente e danneggia economicamente gli autori, dall' altro frustra il fruitore d' opera che non trova quello che desidera e quindi non compra. Ma questo vallo a spiegare a quelli delle major . Il cambiamento prevede investimenti ed è regola di buona gestione aziendale non infestire finchè il mercato non ti obbliga.
  • Anonimo scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    Forse non ci siamo capiti, sono perfettamente d' accordo con te sulla gratificazione emotiva e su un rapporto più "umano" tra artisti e fruitori d' opera, anche perchè, al di là della grottesca situazione attuale che li ha trasformati in consumatori, questi comprano un prodotto artistico perchè amano l' arte.La mia considerazione era legata al fatto che con le tecnologie attuali, un artista oggi in bolletta e sconosciuto potrebbe raggiungere un mercato mondiale.Gli artisti di fama arrivano a tirar su cifre di svariati milioni di dollari solo attraverso i concerti, dunque perchè non lasciare libero accesso alle opere e concentrarsi su manifestazioni live,merchandising, vendita CD.L' equazione opera open= sfigati è una piaga che impedisce il nascere di un nuovo mercato più aperto ed equo per tutti.
  • Anonimo scrive:
    La dance dovrebbe ringraziare il P2P
    Premetto che questo intervento mi ha colpito.Io ho lavorato per anni nel mondo della musica e della multimedialita', come tecnico del suono prima e poi come produttore, quindi conosco benissimo i meccanismi di corsa al ribasso nel mercato, sia quello consumer, sia quello "professionale" (come la sonorizzazione AV, etc.).Ovviamente nel mercato pro il P2P non ha alcun tipo di influenza, e la svalutazione del lavoro creativo semmai ha altre motivazioni, che partono da lontano e investono tematiche molto piu' ampie (commercializzazione aggressiva da parte di etichette straniere, nascita e parcellizzazione di realta produttive italiane, concentrazione delle strutture di produzione AV e del broadcasting, etc.)Oggi, per motivi non legati ai cosiddetti fini di lucro, anzi spendendoci tempo e soldi, sono a strettissimo contatto del mondo P2P, proprio per quel genere di musica (la dance appunto...) che puo' piacere o non piacere, ma di certo muove l'interesse (nel senso di curiosita') di una larghissima fascia di ragazzi tra i 14 e i 20 anni, creando, volenti o nolenti, una forma di aggregazione in rete di proporzioni molto vaste, quindi non solo di scambio e "succhiaggio" fine a se stesso.Alcune cose, dopo piu' di un anno di questa esperienza, mi sento di affermare:1) E' impressionante la mole di produzioni che escono ogni mese (dance, house, trance, techno, generi secondari), come conseguenza della filosofia dei produttori che tu definisci bene come "un-tanto-al-chilo" (della serie faccio 50 release a settimana e se me ne va bene una sono contento, recupero le spese sulle altre, e magari se mi va dritta ci faccio pure il successone stagionale).In questa enorme massa di produzioni, sul piano strettamente musicale, e di valore creativo, quindi di fatica intellettuale e di esecuzione, ne salverei un 5%, ad essere buono. Il resto e' ciarpame, remix di remix di remix, spolveratine o manovre furbette di plagio su cose gia' sentite.Per dirla tutta, cose che difficilmente uno andrebbe a comprarsi in negozio.2) Tutto questo movimento di uscite quotidiane crea pero' interesse e un indotto spaventoso, con notevoli ritorni economici per tanti settori (fornitori di connettivita' internet, discoteche, rivenditori di strumentazioni per missaggio, tutto il mondo di simboli che ruota intorno a questo tipo di musica) ... ma, last but not least, perfino vendite di dischi! Si, perche' alla faccia di chi demonizza il P2P molti di questi ragazzi (e sottolineo molti) spende dei gran bei soldini per avere il cd o il vinile originale nella propria raccolta.3) L'aggregazione creata intorno a questa musica a volte (rare, ma ci sono) rappresenta pure un formidabile momento di crescita nel gusto e nella capacita' di scegliere e di giudicare, e diventa creazione di tendenza, determinando successi e insuccessi di autori, di locali, di eventi e di tutto quell'indotto di cui sopra.Allora val la pena ribadire un concetto spesso letto su questo forum: i produttori di musica in genere dovrebbero farsi piu' di un esamino di coscienza, prima di criminalizzare il loro mercato (potenziale e reale) con qualche sciocca leggina, forse dovrebbero produrre di meno e meglio, e magari qualche altra volta, invece che sguinzagliare i loro sbirri sul net, o strapparsi i capelli per i presunti mancati introiti, provare a capire che uccidendo il P2P ucciderebbero il principale e piu' potente strumento di promozione e di creazione di consenso, non solo al cd in senso stretto, ma anche ai modelli culturali, di comportamente e di aggregazione che la musica porta con se'.Saluti da un big sharer, felice e orgoglioso di esserlo.
  • Anonimo scrive:
    Per Paolo e gli altri artisti
    Ciao Paolo,innanzitutto tirati su... mi sembri un po scoraggiato.... Io sono uno degli aderenti a http://no-urbani.plugs.it e stiamo creando una base d'idee per modificare questa proposta di legge o, quanto meno, una traccia per una futura legge al quale già diverse forze politiche (con le quali siamo in contatto) stanno già lavorando. Il contributo di chi "sta dall'altra parte" è importante... se puoi intervieni su http://www.irclab.com/no-urbani/forumPer quanto riguarda il tuo lavoro.... io non sono pro-SIAE, anzi!!! Se credi davvero che sia un "sindacato" parla con altri tuoi colleghi che non hanno mai visto una lira nonostante abbiano avuto successo... per la tutela dell'opera (pare) sia più "legale" ed economico passare per un notaio :|:|:| e avresti li stessi risualati.Io, da fanatico (a livello morale, ma di fatto non lo uso) del p2p ti propongo di iscrivere le tue opere a http://www.weedshare.com .... il prezzo lo fai tu brano per brano... le tue opere possono essere scaricate o da un sito qualunque o dal p2p e ascoltate gratis per 3 volte, per usufruirne successivamente bisogna pagare. Il 50% va a te (quando mai la SIAE o il produttore ti passa il 50% ?????), una parte (circa il 15% se non sbaglio) va ai gestori del sistema e il resto al "piratello" che ha fornito il file :|:|:|:|... più shari e più guadagni... pubblicizzi GRATIS e il 50% è tutto TUO!!!!VIVA IL P2P !!!!!P.S. Dateci una mano!!!!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: Paolo... facciamo quattro chiacchere
    - Scritto da: LordBison
    anche xke le major e siae non fanno gli
    interessi degli artisti ma i loro...perchè conosci qualche azienda che non fa i suoi interessi ..... io no ..... tu?e questo riguarda pure le normali persone, anche se qui una qualche eccezione che conferma la regola c'èdopotutto scaricando via p2p non fai i tuoi interessi? .... o gli interessi di chi?
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Paolo Ascolta....
    Pare che i discendenti di Mozart stiano facendo cassa sul lavoro del loro illustre antenato. Altro che 70 anni- Scritto da: Anonimo

    La logica del denaro sta' rovinando
    tutto; non per niente se

    vuoi ascoltare qualcosa di decente devi
    andare sui repertori

    degli anni 70-80;

    La logica del denaro fa raggiungere le vette
    della follia pura, se pensiamo che la legge
    del diritto d'autore ne tutela l'opera anche
    dopo che questi è morto, e per ben 70
    anni. Dove sta la tutela dell'ingegno? Dove
    sta la logica?
    E se pure di ingegno si tratta (cosa che
    personalmente trovo sempre più spesso
    opinabile), perché l'altro ingegno,
    quello di migliaia di persone molto
    intelligenti come lo sono i ricercatori
    italiani, viene passato sotto i piedi?
    Che tristezza...
    • Anonimo scrive:
      Re: Caro Paolo Ascolta....
      - Scritto da: Anonimo
      Pare che i discendenti di Mozart stiano
      facendo cassa sul lavoro del loro illustre
      antenato. Altro che 70 anni70 o 75 sono sul diritto di sfruttare commercialmente l'opera (volgarmente di trasferirla su supporto. Ancora più volgarmente sono quel diritto connesso acquisito dalla casa discografica). Concluso questo periodo (dalla morte dell'autore) il pezzo diventa di dominio pubblico, cioè chiunque può prendere l'opera e metterla su supporto da vendere, magari in edicola. Ovviamente ogni pezzo venduto, ogni ascolto prodotto, ogni esecuzione effettuata, genera diritti d'autore che saranno riconosciuti.Il diritto d'autore inteso come "riconoscere all'autore la paternità dell'opera" quello non muore mai, o almeno, dura fin tanto eredi leggittimi lo rivendicano. Diritto d'autore e suoi connessi sono cose differnti tra loro ed è la cosa che più mi fa inca***re di sta porcata, si vuole vendere il diritto dell'autore con altro ....
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Paolo Ascolta....
    Certo qui nessuno rinnega che i soldi facciano schifo, ma nei giudizi occorre essere equilibrati, e ritenere che il p2p sia la causa di tutti i mali della musica e' semplicemente assurdo.A mio avviso ci sono altri fattori molto piu' importanti che hanno portato a questa situazione:1)prezzi stratosferici non giustificati.2)proposte musicali talvolta scadenti e comunque sempre piu' standardizzate. 3)appiattimento dei gusti del pubblico che non possiede piu' capacita' di critica musicale.Poi tu...pensala un po' come vuoi.....................
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Paolo Ascolta....

    La logica del denaro sta' rovinando tutto; non per niente se
    vuoi ascoltare qualcosa di decente devi andare sui repertori
    degli anni 70-80; La logica del denaro fa raggiungere le vette della follia pura, se pensiamo che la legge del diritto d'autore ne tutela l'opera anche dopo che questi è morto, e per ben 70 anni. Dove sta la tutela dell'ingegno? Dove sta la logica?E se pure di ingegno si tratta (cosa che personalmente trovo sempre più spesso opinabile), perché l'altro ingegno, quello di migliaia di persone molto intelligenti come lo sono i ricercatori italiani, viene passato sotto i piedi?Che tristezza...
  • BigSam scrive:
    Re: Caro Paolo Ascolta....
    sapere che migliaia di
    persone potrebbero scaricare la mia musica e
    divulgarla senza barriere, mi rende
    orgoglioso e felice e penso possa essere la
    migliore gratificazione per un artista che
    tale pretendere di essere.Ti posso garantire per esperienza personale che un bonifico SIAE da ?220mila è una gratificazone ben maggiore.Ti auguro di riceverne uno così, un giorno, o magari molto più grande (sai bene che con la dance si va da 0 a centomila in un attimo). Ti stupirai poi della rapidità con la quale cambierai idea sul p2p.
    • Anonimo scrive:
      Re: Caro Paolo Ascolta....

      Ti posso garantire per esperienza personale
      che un bonifico SIAE da ?220mila è
      una gratificazone ben maggiore.
      Per un solo Brano? Dance?
      • Anonimo scrive:
        Re: Caro Paolo Ascolta....
        Potrebbe anche essere.... ma mi chiedo chi dia tutti questi soldi alla SIAE.....ahhhhhhhhhh... già vero...... il 3% sui CD, le tasse sulla musica in parrocchia (anche se gli autori sono morti da 200 anni), le tasse sulla musica popolare (che NON ha autori legali)....... Perdonatemi la provocazione..... (e scusami in particolar modo tu, Paolo).... ma chi incassa questi soldi è un LADRO!!!Personalmente sono del parere che ogni brano deve essere pagato per quante volte viene suonato (o forfettariamente a seconda delle situazioni).... Aver fatto un brano non significa "ci devo campare a vita" come stanno facendo con opere classiche e opere popolari.Il mio parere è che se un brano viaene trasmesso solo 1 volta, 1 volta percepirà i soldi. stop.Se non vi sta bene.... diventiamo tutti musicisti, facciamo 3 CD e poi ci trasferiamo tutti con le pa**e al sole alle Hawaii, ok?
        • BigSam scrive:
          Re: Caro Paolo Ascolta....

          Il mio parere è che se un brano
          viaene trasmesso solo 1 volta, 1 volta
          percepirà i soldi. stop.Infatti è esattamente così.Di quei 220mila, circa 150mila provenivano dalle "esecuzioni", cioè da quanto pagato dalle discoteche e non dai "fonomeccanici", cioè la SIAE applicata sulla vendiyta del supporto,
    • Anonimo scrive:
      Re: Caro Paolo Ascolta....
      hai idea di cosa significa lavorare? credo proprio di no....ma come cazzo si puo pretendere di scrivere un solo pezzo - dance poi, che ci vogliono due giorni di buona volontà e un buon campionatore -nella propria vita di artista (?) e campare di rendita? chi lavora in fabbrica x 100 euro al mese allora è stronzo? direi di no.... quindiCARISSIMI PSEUDO-ARTISTI, ANDATE A LAVORARE!!!!!!!
  • MaurizioB scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    - Scritto da: Anonimo
    Stallman predica bene e razzola male
    vedi gli squattrinati sviluppatori di
    software GPL1. Che cazzo c'entra2. Se ci sono "squattrinati sviluppatori di software GPL" in giro non è certo perché Stallman razzola male (questo è un problema di sintassi e di logica, la frase è insensata in partenza)3. Se sai qualcosa di free software e GNU, sapresti anche che lo sviluppatore non trae guadagno dal software, bensì dal supporto.Ed è qui che possiamo avvicinarci al campo musicale: il musicista non dovrebbe guadagnare tanto dalla "registrazione", quanto dall'esecuzione. Che poi uno possa guadagnare anche dalla registrazione è un altro discorso. Che poi non sia neppure all'altezza dell'esecuzione (dal vivo) ancora peggio...Saluti
  • Anonimo scrive:
    La dance, la dance.....
    La dance è un genere che mi piaceva. Molto. Parlo degli anni '90 quando quando iniziava a far capolino la house e la tecno di oggi era ancora in "mente dei". A quesi tempi c'era proprio della gran bella musica, fatta da gente competente.Voglio ricordare un nome fra tutti, anzi due: Jamie Principal e Frankie Nuckles, autori di quel capolavoro senza tempo che è "Your Love".I nostalgici (come me :D) di quegli anni e di quel sound un po' "ovattato" troveranno una gradevole sorpresa qui:ed2k://|file|Frankie.Knuckles.&.Jamie.Principal.-.Your.Love.MP3|12454932|884E16950A3AFAC19F4A011A7C16B0B3|/Se qualcuno ha altro da aggiungere, ben venga :) certe perle non si trovano tutti i giorni :)Grazie
  • Anonimo scrive:
    Re: Mah...
    Invece e' stata prodotta nel tempo anche musica di qualita', poi se a te non piace il genere, non e' detto che sia tutta roba da buttar via..... i gusti son gusti.
  • Anonimo scrive:
    Caro Paolo Ascolta....
    Caro Paolo dopo aver letto la tua lettera-denuncia non posso fare a meno di fare due riflessioni:anche io come te compongo qualche brano dance, e ovviamente non ho velleita' tali da pretendere di campare facendo musica; semplicemente compongo perche' mi sento di farlo, mi diverto.... e ovviamente lo faccio quando ho qualche idea; insomma cerco di far musica di qualita' divertendomi.Tuttavia penso che se fossi costretto a sfornare un certo numero di pezzi in poco tempo, unicamente per scopi commerciali, della durata di poche settimane, e retribuiti un tot al kilo allora....... preferirei lasciare perdere tutto.Posso immaginare poi la tua delusione, nel vedere i propri sforzi vanificati in pochi minuti da meri calcoli statistici di budget.Pensa che sto' lavorando ormai da quattro anni al mio primo album...., ogni giorno modifico i pezzi e cerco di migliorarmi continuamente, passo il poco tempo a mia disposizione cercando di accumulare piu' esperienza sui vari strumenti che suono.La logica del denaro sta' rovinando tutto; non per niente se vuoi ascoltare qualcosa di decente devi andare sui repertori degli anni 70-80; allora la musica era ancora interpretata da artisti che avevano passione e voglia di suonare e non come ora che i pezzi e gli artisti vengono prodotti a tavolino in cinque minuti solo e unicamente con la logica del profitto ad ogni costo.Saro' masochista, ma sapere che migliaia di persone potrebbero scaricare la mia musica e divulgarla senza barriere, mi rende orgoglioso e felice e penso possa essere la migliore gratificazione per un artista che tale pretendere di essere.Sono anche sicuro che se un musicista e' valido puo' anche autogestirsi e incontrare i favori del proprio pubblico, incominciando a guadagnare qualcosa. Questo e' il mio punto di vista.... con simpatia ( e solidarieta') Gian.
  • Anonimo scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    Stallman predica bene e razzola malevedi gli squattrinati sviluppatori di software GPL
  • Anonimo scrive:
    Re: nessuno ama lavorare gratis
    Non sono d'accordo con l'equazione P2P=lavorare gratis.Il P2pè un' occasione x far conoscere il propio lavoro a una fetta sempre maggiore di utenti, un po' come la radio ma con potenzialità maggiori per utenti e artisti. Se un autore mi piace lo compro perchè voglio che continui ad incidere, inoltre se hai un minimo di orecchi un mp3 non è un cd audio al massimo è una preview. Il problema è da un lato convincere gli autori dall' altro far riavvicinare l' utente a una fruizione più "meditata" della musica facendolo uscire dall' ottica dell' ascolto compulsivo, un conto è cumulare cd un conto è ascoltarli. Le major ovviamente preferiscono la prima opzione.
    • avvelenato scrive:
      Re: nessuno ama lavorare gratis
      - Scritto da: Anonimo
      Non sono d'accordo con l'equazione
      P2P=lavorare gratis.chi ha detto questo?io ho parlato del caso specifico dell'autore, che come da lui affermato, si sarebbe ritrovato con una paga equivalente di 0,75 ?/ora, il ché per me è tendente al gratuito e di sicuro non costituisce valida motivazione.p2p != lavoro gratuito! anzi, ho specificato che esistono diversi tipi di retribuzione, e che in alcuni livelli può essere più gratificante la retribuzione emotiva che un feedback positivo molto grande raggiunge. (che poi è la filosofia del cosiddetto postcardware, sempre più diffuso.)
    • Anonimo scrive:
      Re: nessuno ama lavorare gratis
      - Scritto da: Anonimo
      Non sono d'accordo con l'equazione
      P2P=lavorare gratis.Il P2p
      è un' occasione x far conoscere il
      propio lavoro a una fetta sempre maggiore di
      utenti, un po' come la radio ma con
      potenzialità maggiori per utenti e
      artisti. Se un autore mi piace lo compro
      perchè voglio che continui ad
      incidere, inoltre se hai un minimo di
      orecchi un mp3 non è un cd audio al
      massimo è una preview.Questo se vero ti fa onore ma scusamo invece per tutta la gente che conosco, scaricare musica equivale a non comprarla e per la maggior parte il file mp3 si sente bene più che a sufficienza da non vedere differenze con file audio normali.Ci si dimentica che se molti scaricano e comprano il 99% scarica e basta. Comunque questa è una battaglia che non può passare senza lotte e in poco tempo, l'uomo non è abituato a cambiamenti veloci come quelli che stiamo subendo ed è normale
  • Anonimo scrive:
    Re: Paolo... facciamo quattro chiacchere
    E' evidente che trattano l'arte come fosse carne in scatola, per loro è un prodotto da vendere,punto e basta. Ogni tanto qualche artista si ribella, ma sono mosche bianche.Dal punto di vista artistico trovo avvilente che ci sia gente che canta o parla di libertà e poi accetti passivante la caccia all' utente. L' artista deve vivere del suo lavoro e lo capisco, ma qui siamo ad una logica da supermercato che è mortificante per utenti ed artisti, almeno per quelli che ragionano e hanno passione per il lavoro che fanno.
  • avvelenato scrive:
    nessuno ama lavorare gratis
    però spesso la retribuzione va al di là del denaro.si può avere una retribuzione morale, endogena, quando si pensa di aver fatto qualcosa di buono.si può avere una retribuzione sotto forma di gratificazione esterna, quando si ricevono apprezzamenti.Certo, di questo non si mangia.Certo, avere queste retribuzioni e in più anche il denaro sarebbe meglio.Però esistono non pochi casi dove il sistema vigente non è in grado di garantire retribuzione sufficiente a motivare una persona, un artista o un creativo in genere.il P2P è per loro. Le battaglie per il rispetto del (c) hanno un senso, andrebbero conciliate con una politica di diminuzione dei prezzi e proposte di nuovi modelli di business. Ma non tocchino il p2p, chi lo tocca muore.posso comprendere denuncie verso chi condivide l'ultimo screener o l'ultimo album di moda del cantante di turno.Il p2p tuttavia è una risorsa inimmaginabile, e va mantenuto e mantenuto sano. Che venga tollerato lo sharing di materiale "vecchio" e non più commerciale. Venderanno forse qualche compilation commemorativa in meno. Venderanno forse molti dischi in più, grazie al riaffezionamento dell'utenza ultraincazzata dai calci negli strinchi presi in questi anni di lotta.E gli artisti che non riescono a guadagnare una lira a causa di questo mondo di lobbies, per lo meno potranno gratificarsi facendo ascoltare i loro prodotti in giro.
  • LordBison scrive:
    Re: Paolo... facciamo quattro chiacchere
    - Scritto da: Anonimo
    La storia non è nuova: da una parte
    ci sono degli utenti che vogliono ascoltare
    ed eventualmente acquistare musica senza le
    condizioni capestro poste dalle major, dall'
    altro degli artisti che non riescono a farsi
    conoscere e che fuori dal grande giro sono
    tagliati fuori anche dal punto di vista
    econonomico, parliamone e mettiamoci
    d'accordo. Che ne dici ? E' evidente che non
    facendo nulla la situazione è
    destinata a peggiorare sia per voi che per
    noi...anche xke le major e siae non fanno gli interessi degli artisti ma i loro...
  • Anonimo scrive:
    Paolo... facciamo quattro chiacchere!!!
    La storia non è nuova: da una parte ci sono degli utenti che vogliono ascoltare ed eventualmente acquistare musica senza le condizioni capestro poste dalle major, dall' altro degli artisti che non riescono a farsi conoscere e che fuori dal grande giro sono tagliati fuori anche dal punto di vista econonomico, parliamone e mettiamoci d'accordo. Che ne dici ? E' evidente che non facendo nulla la situazione è destinata a peggiorare sia per voi che per noi...
  • Anonimo scrive:
    Mah...
    La cosiddetta Dance fa schifo, ci credo che va al macero...anzi, mi meraviglio che purtroppo non ci vada tutta!Quella musica serve solo per sballarsi in disco con pillolette e ragazze un po' troppo facili.C'è a chi piace, a me...no.Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Mah...

      C'è a chi piace, a me...no.ecco.
    • avvelenato scrive:
      Re: Mah...
      - Scritto da: Anonimo
      La cosiddetta Dance fa schifo, ci credo che
      va al macero...anzi, mi meraviglio che
      purtroppo non ci vada tutta!
      Quella musica serve solo per sballarsi in
      disco con pillolette e ragazze un po' troppo
      facili.
      C'è a chi piace, a me...no.

      Ciaofai colazione con pane e luoghi comuni alla mattina?
    • LordBison scrive:
      Re: Mah...
      - Scritto da: Anonimo
      La cosiddetta Dance fa schifo, ci credo che
      va al macero...anzi, mi meraviglio che
      purtroppo non ci vada tutta!
      Quella musica serve solo per sballarsi in
      disco con pillolette e ragazze un po' troppo
      facili.
      C'è a chi piace, a me...no.

      Ciaoa me piace molto il problema è che è difficile da trovare nei negozzi che hanno cmq sempre i soliti artisti...
    • Anonimo scrive:
      Re: Mah...
      Sei troppo superficiale..non meriti di ascoltare nessun tipo di musica!Io ascolto molti generi diversi, e questo significa solo ricchezza culturale!La musica e' arte, emozione..non puoi limitarti a priori!
      La cosiddetta Dance fa schifo, ci credo che
      va al macero...
Chiudi i commenti