Un PC per metà degli italiani

Il 51,3 per cento possiede un personal computer. Sotto i 30 anni il 58,7 per cento naviga in internet. Solo il 4,1 per cento non sa cosa è internet o non è interessata a saperlo. Parlano i numeri del Censis


Roma – Non sarà tantissimo, non sarà ai livelli dei paesi più ricchi ed evoluti, ma certo il fatto che la maggioranza degli italiani in casa tenga un personal computer è destinato a far vibrare le corde nazionalistiche dei più sfegatati sostenitori della tecnologia. E questa è una sola delle percentuali diffuse nei giorni scorsi dal Censis .

Secondo il Centro Studi Investimenti Sociali, il 32,1 per cento degli umani residenti in Italia si connette ad internet , una percentuale che balza al 58,7 per cento se si prendono in esame gli under30, avidi consumatori dell’informazione e dell’interattività del network. È soprattutto in questa fascia, peraltro, che la televisione sta conoscendo un vistoso calo dei suoi spettatori.

Il rapporto annuale del Censis porta con sé alcune buone notizie. I visionari della società digitale annoverano tra queste il fatto che gli eretici , cioè coloro che non dimostrano alcun interesse alla rete, sommati a quelli che non conoscono il network e queste tecnologie, arrivano a malapena al 4,1 per cento. Un calo significativo rispetto agli anni scorsi se si pensa che nel 2000 costituivano l’11,7 per cento degli italiani.

Più contrastanti le notizie sul fronte delle piccole e medie imprese, considerate la spina dorsale dell’economia italiana. Il Censis rivela un approccio semplicistico : si spende in tecnologia solo se offre risultati immediati ma la si evita come la peste se la sua adozione comporta adeguamenti organizzativi e strutturali. Come a dire, dunque, sì alle stampanti ma no alle reti wireless, alle postazioni mobili, alla riorganizzazione delle funzioni, del magazzino, dell’inventario e via dicendo. Ad ogni modo aumentano i corsi di formazione per il personale e le intranet per i rapporti con la rete fornitori-partner-clienti.

Sul fronte del governo elettronico vengono promossi i siti istituzionali, ritenuti di buon livello e in rapida espansione nonché elemento più significativo e visibile delle novità introdotte dai piani di e-government. Secondo il Censis, il loro avvio è stato laborioso e insoddisfacente ma ora l’ e-gov è entrato nella seconda fase e l’ottimismo è alle stelle.

Di interesse anche lo spaccato del rapporto sul telefono cellulare . I più giovani adottano con più slancio il telefonino, oggetto maneggiato ormai dalla quasi totalità delle mani italiane: a considerarlo quale mezzo di comunicazione più importante (“più vicino”) sono il 66 per cento sotto i 18 anni, il 55 per cento sotto i 24 e via a scalare di generazione in generazione.

Il 21,7 per cento degli adolescenti usa il cellulare per svago, obiettivo inseguito solo dall’8,2 per cento degli utenti più grandicelli. Più ovvii gli obiettivi sociali: il 5,5 per cento degli over25 usa il cellulare per compagnia.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Esperto di Accessibilità del Web
    Il sono "Esperto di linkaggio" 700 ore di corso.Poi ci sara' l'esperto in icone sfumate 800 ore di corso ecc...Hey abbiamo cominciato con il Web engineerWeb designerWeb masterWeb doctorWeb analistAdesso che si vogliono inventare?700 ore per capire come si rende un sito accessibile?Ma che teste dure!! :|
  • Anonimo scrive:
    Il solito spreco.
    Guardate bene i contenuti del corso prima di dire che è interessante: almeno 3/4 son informatica di base (cosa è un computer, cosa è un file, come si muove un fiule da una directory all'altra). Tutte cose che si trovano in migliaia di scuole, dalla privat meno damosa a quella dove hai Del Piero come compagno di banco.Solo le ultime parti del corso sono realmente rivolte al cuore del problema dell'accessibilità.Insomma, mi sembra la solita iniziativa per succhiare soldi europei da distribuire a pioggia all'interno di vari enti, non per niente per un seminario a 15 persone si sono mossi ben 6 enti diversi, chissà come mai (cfr. la loro home page segnalata nell'articolo).Invece di fare un corso del tipo "lezione uno, a cosa serve il tasto 'Power On'" a 15 perfetti ignoranti, sarebbe stato meglio far un vero corso a 60 persone "pratiche" (studenti nel settore, personale PA, insegnanti).Ma in quel caso forse non sarbbero "servite" SEI organizzazioni in collaborazione tra di loro. Ah.. per la cronaca, se provate a iscrivervi via web, il loro form.... non funziona, nel senso che il link punta a qualcosa che non esiste.Bibo
Chiudi i commenti