Un worm a caccia di pirati sul P2P

Un nuovo codicillo si diffonde nelle reti di file-sharing camuffandosi da crack. Il suo bersaglio sono gli utenti che scaricano materiale pirata: tenta di cancellare tutti gli MP3 dai loro computer e di azzoppare Windows


Roma – Sulla rete di file-sharing Edonkey2000, al stessa utilizzata dal popolare programma open source eMule , si è infiltrato da alcuni giorni un worm per Windows che si professa paladino della proprietà intellettuale.

Denominato Nopir-B da Sophos , il worm si fa passare per programma di cracking capace di sproteggere un noto software per la copia dei DVD. Se eseguito, il finto crack visualizza un messaggio grafico contro la pirateria e tenta di cancellare tutti i file “.mp3” e “.com” che si trovano sull’hard disk del PC. Il virus è poi in grado di bloccare l’accesso al Task Manager, al Panello di Controllo e ad alcuni tool per il registro.

La versione originaria di Nopir-B si diffonde all’interno di un file chiamato AnyDVD 5.1.0.1 Crack+Keygen By Razor.exe e prende specificamente di mira gli utenti di eMule: una volta installatosi nel sistema, infatti, il vermicello mette una copia di se stesso nella cartella eMuleIncoming .

L’autore del worm si è firmato come “The French Hacker”, da qui l’ipotesi che il programma provenga dalla vicina Francia. Per il momento ha una diffusione piuttosto scarsa, ma Sophos teme che nuove varianti possano diffondersi all’interno delle reti peer-to-peer con nomi diversi e più allettanti.

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  • Anonimo scrive:
    A che prezzo me la mettono?
    mi servirebbe una bella scheda madre che supporti sto 64 bitcon audio video e rete on board, a quanto me la possono mettere?se che me ne faccio solo del 64 bit?quasi quasi assemblo un bel pc cinese...cheso..un bel 64 bit completo a 200 euro iva inclusa..che dite ? si venderebbe bene?
  • Anonimo scrive:
    laureati cinesi e italiani
    Cina: 1 milione di laureati all'anno, facolta' durissime (a chi non da esami un bel calcio nel culo), facoltà quasi eclusivamente di tipo tecnico, in maggioranza laureati maschiTipico laureato: uomo molto preparato in ingegneria, l'industria cinese e' supportata alla grandeItalia: 150.000 laureati, facoltà ridicole (fuoricorso & fancazzisti in maggioranza) , facoltà umanistiche, in maggioranza laureati donneTipico laureato: donna poca preparata in scienze politiche, gli uffici di collocamento sono supportati alla grandeCommento finale: superfluo.
    • Anonimo scrive:
      Re: laureati cinesi e italiani

      Cina: 1 milione di laureati all'anno, facolta'
      durissime (a chi non da esami un bel calcio nel[...]
      Italia: 150.000 laureati, facoltà ridicole
      (fuoricorso & fancazzisti in maggioranza) ,chissa', chissa'...se magari 10 anni fa per passare analisi 1 & 2 nelle *nostre* facolta' di ingegneria non fosse stato obbligatorio imparare a memoria le dimostrazioni di diverse centinaia di teoremi, forse anche noi avremmo piu' ingegneri. Forse il nostro problema e' stato che le nostre facolta' sono state troppo dure (inutilmente).Chissa' se in cina l'hanno mai fatto (credo proprio di no, visto che non serve a niente...).
      • Anonimo scrive:
        Re: laureati cinesi e italiani
        - Scritto da: Anonimo

        Cina: 1 milione di laureati all'anno, facolta'

        durissime (a chi non da esami un bel calcio nel
        [...]

        Italia: 150.000 laureati, facoltà ridicole

        (fuoricorso & fancazzisti in maggioranza) ,

        chissa', chissa'...se magari 10 anni fa per
        passare analisi 1 & 2 nelle *nostre* facolta' di
        ingegneria non fosse stato obbligatorio imparare
        a memoria le dimostrazioni di diverse centinaia
        di teoremi, forse anche noi avremmo piu'
        ingegneri. Forse il nostro problema e' stato chePer fortuna, visto che di ingegneri ce ne sono fin troppi... il problema è che siamo andati avanti troppi anni a bere la storia che il nostro era un paese altamente tecnologico, mentre siamo solo in grado di fare i maglioni. Ora abbiamo trovato qualcuno che i maglioni li fa a costo più basso...
        • Anonimo scrive:
          Re: laureati cinesi e italiani

          Per fortuna, visto che di ingegneri ce ne sono
          fin troppi... il problema è che siamo andatibeh col cavolo, non ce ne sono troppi, e' che non fanno un cazzo. Se fai ingegneria per poi fare la calzetta tanto valeva studiare:qui si sentono solo pietosi commenti di ingegneri che chiedono l'albo degli informatici, il che e' tutto dire......
          era un paese altamente tecnologico, mentre siamo
          solo in grado di fare i maglioni. Ora abbiamomai frase fu piu' vera
      • Anonimo scrive:
        Re: laureati cinesi e italiani
        - Scritto da: Anonimo

        Cina: 1 milione di laureati all'anno, facolta'

        durissime (a chi non da esami un bel calcio nel
        [...]

        Italia: 150.000 laureati, facoltà ridicole

        (fuoricorso & fancazzisti in maggioranza) ,
        Cina: 1 miliardo di abitantiItalia: 58 milioni di abitanti
        • Anonimo scrive:
          Re: laureati cinesi e italiani

          Cina: 1 miliardo di abitanti
          Italia: 58 milioni di abitantiHai ragione ma la realtà oggettiva non cambia: in Cina ogni anno centinaia di migliaia di ingegneri finiscono nella ricerca o nella produzione, in Italia decine di migliaia di laureate umanistiche finiscono nei callcenter.
      • Anonimo scrive:
        Re: laureati cinesi e italiani
        - Scritto da: Anonimo
        chissa', chissa'...se magari 10 anni fa per
        passare analisi 1 & 2 nelle *nostre* facolta' di
        ingegneria non fosse stato obbligatorio imparare
        a memoria le dimostrazioni di diverse centinaia
        di teoremi, forse anche noi avremmo piu'
        ingegneri. Forse il nostro problema e' stato che
        le nostre facolta' sono state troppo dure
        (inutilmente).Questo problema è iniziato negli anni '70, come fisiologica reazione del sistema universitario (fisicamente dimensionato per accogliere poche migliaia di studenti all'anno) dopo l'avvento della famigerata legge "Codignola" del 1969, che consentiva l'accesso indiscriminato a cani & porci eliminando ogni distinzione tra licei ed altri tipi di diploma (giusto in linea di principio, ma è tipicamente italiano fare le cose a metà) ma senza istituire contestualmente il numero chiuso e seri esami di ammissione. Risultato, milioni di fancazzisti destinati a rimanere parcheggiati a vita a scienze politiche e lettere hanno intasato le università, inondando con centinaia di sognatori (privi delle necessarie qualità) anche le facoltà tecniche. Le quali, per tutta risposta, hanno usato nei propedeutici del biennio criteri da decimazione nazista: libri volutamente illeggibili, presentazioni della materia volutamente criptiche ed eccessivamente formalizzate, minestrone disciplinare somministrato senza orientamento preliminare (quanti concetti di topologia ed algebra buttati là a casaccio nei corsi di analisi per gli ingegneri...), totale mancanza di materiale didattico organico, criteri d'esame del tutto discutibili... il tutto usato come arma impropria per falcidiare le troppe matricole, peraltro scoraggiando individui anche dotati e permettendo invece l'avanzamento di pappagalli pavloviani e piccoli epigoni di Pico della Mirandola spesso privi di facoltà critiche, rigore, creatività, inclinazione all'astrazione e capacità progettuale. I risultati di questa politica, che ha causato immotivate esclusioni ed immeritate carriere per individui privi di talento, sono criticamente rilevabili da chiunque abbia buon senso dell'osservazione e la fortuna professionale di conoscere dall'interno decine o centinaia di aziende.
        • Anonimo scrive:
          Re: laureati cinesi e italiani
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          chissa', chissa'...se magari 10 anni fa per

          passare analisi 1 & 2 nelle *nostre* facolta' di

          ingegneria non fosse stato obbligatorio imparare

          a memoria le dimostrazioni di diverse centinaia

          di teoremi, forse anche noi avremmo piu'

          ingegneri. Forse il nostro problema e' stato che

          le nostre facolta' sono state troppo dure

          (inutilmente).

          Questo problema è iniziato negli anni '70, come
          fisiologica reazione del sistema universitario
          (fisicamente dimensionato per accogliere poche
          migliaia di studenti all'anno) dopo l'avvento
          della famigerata legge "Codignola" del 1969, che
          consentiva l'accesso indiscriminato a cani &
          porci eliminando ogni distinzione tra licei ed
          altri tipi di diploma (giusto in linea di
          principio, ma è tipicamente italiano fare le cose
          a metà) ma senza istituire contestualmente il
          numero chiuso e seri esami di ammissione.

          Risultato, milioni di fancazzisti destinati a
          rimanere parcheggiati a vita a scienze politiche
          e lettere hanno intasato le università, inondando
          con centinaia di sognatori (privi delle
          necessarie qualità) anche le facoltà tecniche.

          Le quali, per tutta risposta, hanno usato nei
          propedeutici del biennio criteri da decimazione
          nazista: libri volutamente illeggibili,
          presentazioni della materia volutamente criptiche
          ed eccessivamente formalizzate, minestrone
          disciplinare somministrato senza orientamento
          preliminare (quanti concetti di topologia ed
          algebra buttati là a casaccio nei corsi di
          analisi per gli ingegneri...), totale mancanza di
          materiale didattico organico, criteri d'esame del
          tutto discutibili... il tutto usato come arma
          impropria per falcidiare le troppe matricole,
          peraltro scoraggiando individui anche dotati e
          permettendo invece l'avanzamento di pappagalli
          pavloviani e piccoli epigoni di Pico della
          Mirandola spesso privi di facoltà critiche,
          rigore, creatività, inclinazione all'astrazione e
          capacità progettuale.
          Se i nostri licei non linguistici avessero insegnato un po' meglio almeno una lingua straniera, tutti quelli che comunque devono pagarsi un salato (per uno studente) affitto per studiare lontano da casa, avrebbero potuto mandare in qlo la crittouniversità italiana e studiare all'estero, spendendo, tra l'altro parecchio meno (perché a fronte di tasse universitarie più alte si viene ampiamente compensati con alloggi per studenti disponibili in numero adeguado alla capienza delle università e a prezzi più abbordabili, per non parlare dei libri di studio, che in tutto il mondo sono migliori e meno costosi che da noi).Anch'io ho notato che qui a ingegneria hanno chiuso le stalle quando i buoi erano scappati, ora che c'è penuria di bovini, pardon, studenti, si sono degnati di fare più dispense e più comprensibili e hanno perfino fatto l'indice analitico per le dispense ufficiali di Analisi (puoi immaginare prima come fosse agevole e rapido trovare qualcosa che non si ricordava durante uno scritto).Certo che chi ha avuto la bella idea di complicarci la vita a quella maniera per filtrare le matricole meriterebbe di essere legato nudo sopra un formicaio.
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani
            - Scritto da: Anonimo
            ora che c'è penuria di bovini, pardon, studenti,
            si sono degnati di fare più dispense e più
            comprensibili e hanno perfino fatto l'indice
            analitico per le dispense ufficiali di Analisi
            (puoi immaginare prima come fosse agevole e
            rapido trovare qualcosa che non si ricordava
            durante uno scritto).Consultare appunti durante lo scritto di analisi ? Quando ho studiato io, non più di 15 anni fa, all'esame di Analisi I il docente passava tra le file per verificare personalmente libretto _E_ carta d'identità, si accertava minuziosamente che la calcolatrice non fosse minimamente programmabile, e sequestrava qualsiasi pezzo di carta diverso dai fogli bianchi pretimbrati. Solo dopo distribuiva la traccia dell'esame !Qualsiasi consultazione di materiale scritto durante il lavoro equivaleva ad una mancata consegna e quindi al salto della sessione. In altri termini, o imparavi a memoria TUTTO, o ti attaccavi. Con risultato utilissimo per i futuri ingegneri, che come noto non useranno mai più in tutta la vita metodi analitici continui e calcolo differenziale hard, e men che meno tecniche di fondamenti e teoria della dimostrazione...
    • Anonimo scrive:
      Re: laureati cinesi e italiani
      - Scritto da: Anonimo

      Cina: 1 milione di laureati all'anno, facolta'
      durissime (a chi non da esami un bel calcio nel
      culo), facoltà quasi eclusivamente di tipo
      tecnico, in maggioranza laureati maschi
      Tipico laureato: uomo molto preparato in
      ingegneria, l'industria cinese e' supportata alla
      grandeCiao,la mia esperienza, per quanto riguarda l'universita' cinese, non e' proprio questa. Le facolta' non sono proprio dure. E' vero, l'accesso alle stesse e' duro (e questo, al contrario delle universita' nostrane, evita sovraffollamento e spreco di denaro pubblico) ma per gli "eletti" la vita e' piuttosto facile.Il tipico laureato e' un ingegnere che sa interfacciarsi con gli ingegneri europei ed americani nell'acquisizione delle tecnologie.Tieni presente un'altra cosa: lo Stato ti fa studiare, quindi devi essere riconoscente allo Stato. Terminato il corso di studi, decidera' lo Stato dove dovrai andare a lavorare. La decisione sara' presa in base alle esigenze della comunita', non tue. In effetti, nelle aziende cinesi in cui ho lavorato, gli ingegneri venivano sempre dall'altra parte della Cina, e mi hanno spiegato questa cosa.Capisco che questo non e' il punto a cui volevi arrivare. Era solo per puntualizzare
      • Anonimo scrive:
        Re: laureati cinesi e italiani
        -
        Capisco che questo non e' il punto a cui volevi
        arrivare. Era solo per puntualizzareViso che anche tu conosci il sistema universitario cinese... cosa succede a chi non passa "bene" gli esami ? (domanda retorica, esce dal sistema universitario)In altre parole entrano solo "i migliori" e rimangono solo "i migliori".
        • Anonimo scrive:
          Re: laureati cinesi e italiani

          In altre parole entrano solo "i migliori" e
          rimangono solo "i migliori".Dici che hanno smesso di mandare nei campi di lavoro gli intellettuali?
        • Anonimo scrive:
          Re: laureati cinesi e italiani
          - Scritto da: Anonimo

          -
          Capisco che questo non e' il punto a cui
          volevi

          arrivare. Era solo per puntualizzare

          Viso che anche tu conosci il sistema
          universitario cinese... cosa succede a chi non
          passa "bene" gli esami ? (domanda retorica, esce
          dal sistema universitario)Perdono, anche questo non mi risulta. Ammetto di non conoscere il sistema universitario cinese. Conosco solo una universita'

          In altre parole entrano solo "i migliori" e
          rimangono solo "i migliori".Non posso che confermare quello che ho scritto precedentemente. Probabilmente arriviamo da esperienze diverse. Cmq mi sembra che tu conosca il sistema universitario cinese, per cui sarai piu' informato del sottoscritto.
          • shevathas scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani
            e cosa succederebbe se in italia tentassimo di fare l'università per i migliori, (sia docenti che studenti) invece dell'università per tutti mandando chi non è degno a "zappare?":s
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani
            - Scritto da: shevathas
            e cosa succederebbe se in italia tentassimo di
            fare l'università per i migliori, (sia docenti
            che studenti) invece dell'università per tutti
            mandando chi non è degno a "zappare?"
            :sHai ragione.Il diritto allo studio e' sancito dalla Costituzione. Quello che penso, e' che l'universita' debba offrire ISTRUZIONE a tutti.Istruzione non significa laurea, pero'. Le lezioni devono essere aperte a tutti, agli interessati, ai cultori della materia, ...Purtroppo esistono anche dei costi che la comunita' deve sopportare per far si' che una persona si laurei, e le rette annuali, anche se piuttosto care, coprono una sola parte di detti costi.Ne consegue (sempre secondo il sottoscritto), che per ridurre i costi, chi si iscriva debba arrivare alla laurea. Attualmente l'universita' italiana e' aperta a tutti, e non e' una novita' il fatto che una grossa percentuale abbandona gia' nei primi anni. Questi abbandoni pesano terribilmente sulle nostre finanze.E' necessario, a questo punto, rivedere i test di ingresso.E' necessario che si iscriva chi ha buone possibilita' di arrivare alla fine del ciclo di studi. Per tutti gli altri, le lezioni saranno sempre accessibili
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani
            - Scritto da: shevathas
            e cosa succederebbe se in italia tentassimo di
            fare l'università per i migliori, (sia docenti
            che studenti) invece dell'università per tutti
            mandando chi non è degno a "zappare?"Devi sapere che in Italia esiste già (da secoli...) l'Università per i migliori: è la Scuola Normale Superiore di Pisa, e la simmetrica Scuola di Studi Superiori "S. Anna" (per le scienze applicate). Numero rigorosamente chiuso, selezione d'ingresso, convitto senza retta né tasse, è quanto offre a pochi selezionatissimi "aristoi" la migliore e più selettiva Università d'Eccellenza esistente in Italia.Il problema però non sono quei 50 cervelli all'anno che vengono fuori dalla SNS pisana, andando a sfociare dritti nella ricerca (per cui esistono istituzioni post-lauream analoghe, e stavolta non solo a Pisa: ad esempio, la SISSA di TS) e nell'insegnamento. Il problema è il livello deludente del resto, la mancanza totale di selezione e tutoraggi, la mancata biforcazione precoce delle carriere tra ricerca e mondo industriale, la scarsa motivazione infusa fin dalle scuole superiori (trenta anni fa un aspirante ingegnere che avesse in mente uno sbocco diverso dall'alea della libera professione, e segnatamente un posto fisso statale, veniva guardato con compassione e commiserazione: oggi la proporzione si è invertita, moltissimi cercano il pezzo di carta solo per poter ambire al "posto fisso"). Aggiungiamo anche il numero ridicolo dei dottorati (4.000 all'anno in tutto, contro gli oltre 10.000 della media europea) ed il quadro è pressoché completo.Quanto all'accessibilità di materiali didattici e pubblicazioni, l'Italietta ha tutto da imparare dagli accademici europei e statunitensi (che mettono online quasi tutto per il pubblico indistinto, amministrano il resto in ampie sezioni riservate agli iscritti e sono sempre ampiamente disponibili ad inviare i propri lavori su richiesta a colleghi industriali che non abbiano accesso a certe riviste e rivistine accademiche), mentre qui sembra che perfino le più banali nozioni di ingegneria, a partire dalle dispense dei corsi di triennio con vaghi richiami tecnologici, debbano essere secretate in modo militare.
          • shevathas scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani

            Devi sapere che in Italia esiste già (da
            secoli...) l'Università per i migliori: è la
            Scuola Normale Superiore di Pisa, e la simmetrica
            Scuola di Studi Superiori "S. Anna" (per le
            scienze applicate). Numero rigorosamente chiuso,
            selezione d'ingresso, convitto senza retta né
            tasse, è quanto offre a pochi selezionatissimi
            "aristoi" la migliore e più selettiva Università
            d'Eccellenza esistente in Italia.
            sono perle di eccellenza, ma nel panorama italiano sono delle eccezioni, ormai l'università italiana sta diventando sempre di più un diplomificio stile scuola media superiore.[cut]
            Il problema è il livello deludente del resto, la
            mancanza totale di selezione e tutoraggi, la
            mancata biforcazione precoce delle carriere tra
            ricerca e mondo industriale, la scarsa
            motivazione infusa fin dalle scuole superioriaggiungerei il fatto che ormai le scuole superiori stanno perdendo sempre più le materie caratterizzanti per diventare un indistinto liceo di massa che promuove tutti. E siccome questa massa ha pochi sbocchi attacca l'università, anche se poco portata o poco motivata allo studio.[cut]
            Aggiungiamo anche il numero ridicolo dei
            dottorati (4.000 all'anno in tutto, contro gli
            oltre 10.000 della media europea) ed il quadro è
            pressoché completo.
            e ciliegina sulla torta l'autoreferenzialità di cui soffre il mondo dell'università ed in misura minore quello della scuola, dove i docenti sono contemporaneamente controllati e controllori di se stessi.Tutte le volte che si parlava di inserire aziende oppure altri privati per finanziare l'univ. ci si inalberava sulla libertà di ricerca, anche se ho il sospetto che molti temessero di essere valutati da altri sul loro lavoro.Se un'azienda ti finanzia, che so il dipartimento di informatica, poi si apetta che escano tecnici da finire di sgrezzare e rendere quasi subito operativi, non imbranati convinti di sapere solo perchè ricordano a memoria i parametri della printf...
            Quanto all'accessibilità di materiali didattici e
            pubblicazioni, l'Italietta ha tutto da imparare[cut]
            dispense dei corsi di triennio con vaghi richiami
            tecnologici, debbano essere secretate in modo
            militare.forse perchè più che un lavoro del professore si tratta di materiale scopiazzato a destra e a manca, rimontato alla bell'e meglio e distribuito come materiale originale ?
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani
            - Scritto da: shevathas
            sono perle di eccellenza, ma nel panorama
            italiano sono delle eccezioni, ormai l'università
            italiana sta diventando sempre di più un
            diplomificio stile scuola media superiore.Con l'ulteriore paradosso (si direbbero geni della logica, gli italiani, da questo loro amore un po' wittgensteiniano per le aporie: in realtà di logica non sanno un beneamato, per questo continuano a vivere come se non esistesse e fanno strame di qualsiasi coerenza...) di manterenere il "valore legale" di questi pezzi di carta elargiti a chiunque vada a fare atto di presenza per qualche anno nella stessa facoltà. O si laureano tutti, en masse, e dunque la laurea non ha valore; oppure si "laureano" davvero solo quelli della Normale e pochi altri (vedi l'istituendo Collegio d'Eccellenza a Trento, o la stessa SISSA), e allora arriviamo alle lauree "bollinate" ed altri escamotages per cacciatori di teste. Manca la via di mezzo, come un USA/UK, con Bachelor, Master (MSc in particolare) e PhD: e, si sa, in medio stat virtus.
            E siccome questa
            massa ha pochi sbocchi attacca l'università,
            anche se poco portata o poco motivata allo
            studio.Figurati ! Parlare di "inclinazione" e "motivazione" oggi è sacrilego. Tutti devono poter fare tutto, il pezzo di carta è un diritto, una parodia dell'estensione dell'obbligo scolastico fino a 25 (27...30) anni.
            Tutte le volte che si parlava di inserire aziende
            oppure altri privati per finanziare l'univ. ci si
            inalberava sulla libertà di ricerca, anche se ho
            il sospetto che molti temessero di essere
            valutati da altri sul loro lavoro.Il timore principale sembra essere quello di venir valutati dai "practitioners" e dai committenti a livello di produttività e qualità, sia sul piano della ricerca applicativa che su quello didattico. Con queste meschinità, nonostante alcune sfolgoranti eccezioni, siamo proprio lontani anni luce da realtà come Delft, dove ingegneri, fisici, chimici, matematici percorrono bidirezionalmente e senza pandette burocratiche ogni possibile direzione di collegamento tra i dipartimenti e la Philips, senza soluzione di continuità.Senza contare che neppure il più idiota dei politicanti (su consiglio ben remunerato di esperti o semplicemente accorti collaboratori) avrebbe mai proposto una "sottomissione" integrale della ricerca ai finanziamenti privati: si è sempre parlato di quote parte, di aliquote fisse da spendere in ricerca di base, di finestre temporali ben definite ed intoccabili in cui inserire il lavoro "indipendente" non vincolato alla "sporca" logica mercantile di chi tira fuori il denaro e si attende, lecitamente, un risultato utile in termini di risorse umane, tecnologie, idee e prototipi. Fantascienza, per l'Italia e le sue baronie medievaleggianti.
            forse perchè più che un lavoro del professore si
            tratta di materiale scopiazzato a destra e a
            manca, rimontato alla bell'e meglio e distribuito
            come materiale originale ?Certe ipotesi non vanno fatte a voce troppo alta... meglio invitare le persone a leggere i pamphlet di Felice Froio ! (anonimo)
          • shevathas scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani


            E siccome questa

            massa ha pochi sbocchi attacca l'università,

            anche se poco portata o poco motivata allo

            studio.

            Figurati ! Parlare di "inclinazione" e
            "motivazione" oggi è sacrilego. Tutti devono
            poter fare tutto, il pezzo di carta è un diritto,
            una parodia dell'estensione dell'obbligo
            scolastico fino a 25 (27...30) anni.
            vedi il lato buono, per i politicanti, se risulti studente non risulti disoccupato ergo si abbassa, artificiosamente ma questo nelle statische non lo scrivono, il tasso di disoccupazione.

            Tutte le volte che si parlava di inserire
            aziende

            oppure altri privati per finanziare l'univ. ci
            si

            inalberava sulla libertà di ricerca, anche se ho

            il sospetto che molti temessero di essere

            valutati da altri sul loro lavoro.

            Il timore principale sembra essere quello di
            venir valutati dai "practitioners" e dai
            committenti a livello di produttività e qualità,
            sia sul piano della ricerca applicativa che su
            quello didattico. imho una valutazione da "esterni" male non potrebbe fare...d'altrnonde il committente se mette mano al portafoglio ha il pieno diritto di sindacare come i suoi soldi vengono spesi.
            Con queste meschinità, nonostante alcune[cut]
            alla "sporca" logica mercantile di chi tira fuori
            il denaro e si attende, lecitamente, un risultato
            utile in termini di risorse umane, tecnologie,
            idee e prototipi. Fantascienza, per l'Italia e le
            sue baronie medievaleggianti.
            basta pensare alla barzelletta:"quanti docenti universitari servono per cambiare una lampadina ?"11, uno per farlo e 10 come coautori della ricerca sull'esperimento.:(

            forse perchè più che un lavoro del professore si

            tratta di materiale scopiazzato a destra e a

            manca, rimontato alla bell'e meglio e
            distribuito

            come materiale originale ?

            Certe ipotesi non vanno fatte a voce troppo
            alta... meglio invitare le persone a leggere i
            pamphlet di Felice Froio ! (anonimo)scusassero... (anonimo)
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: shevathas
            "wittgensteiniano","aporie","practitioners","pandette"e che cacchio... devo prorpio chiedere al mio tutor cepu che vogliono dire ste cose.... un discorso 4 parole misteriose... quasi peggio del libro di analisi che sto leggendo per dare l'esame.... MAH!
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani

            Devi sapere che in Italia esiste già (da
            secoli...) l'Università per i migliori: è la
            Scuola Normale Superiore di Pisa, e la simmetrica
            Scuola di Studi Superiori "S. Anna" (per le
            scienze applicate). Numero rigorosamente chiuso,
            selezione d'ingresso, convitto senza retta né
            tasse, è quanto offre a pochi selezionatissimi
            "aristoi" la migliore e più selettiva Università
            d'Eccellenza esistente in Italia.Beh, la S.Anna non la conosco ma ho conosciuto parecchi normalisti, gente, appunto, normale. Anzi, tra gli insegnati universitari che ho avuto quelli provenienti dalla normale sono stati in assoluto i meno preparati ed i più incapaci. Il vero problema dell'Italia è che vive sui giudizi del passato senza mai riconsiderare l'evolversi delle situazioni. Una scuola 50 anni fa era valida? lo sarà sempre, nessuno ha il coraggio mai in questo paese di cambiare posizioni antiche. Ecco il limite di questa nazione, ecco perchè in ogni campo non si sa evolvere: siamo legati al PASSATO
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani
            Sì, vabbè: ci manca solo la marmotta che incartava la cioccolata. Raccontane un'altra...
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani
            Sì, vabbè. Ti sei dimenticato la marmotta che incartava la cioccolata, e il bianconiglio con l'orologio in mano che urla "E' tardi, è tardi, com'è terribilmente tardi...".
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani
            messi malino? mancanza d'argomenti oppure il vostro cervello è rimasto nel medioevo???Probabilmente quest'ultima. O forse ho minato le vostre certezze dicendovi di non fidarvi del passato.Ci sono storie allucinanti all'interno degli atenei che girano per quel che riguarda il comportamento alla normale, i cui docenti sono una specie di massoneria. Chi non è mai stato all'uni certe cose evidentemente non le può sapere e, a quanto sembra, nemmeno capire.
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani
            - Scritto da: Anonimo
            Ci sono storie allucinanti all'interno degli
            atenei che girano per quel che riguarda il
            comportamento alla normale, i cui docenti sono
            una specie di massoneria. Le leggende urbane che girano tra studenti in università hanno valore ZERO. I fatti sono molto semplici: o sei stato alla Normale, e quindi sai come funziona e qual è il livello effettivo di osmosi con la corrispondente facoltà pubblica; oppure blateri tanto per dare aria alla bocca, perchè tuo cuggino ti ha detto che una volta ha conosciuto un normalista analfabeta. Da quanto scrivi non è difficile propendere per la seconda opzione. L'unica cosa che sei riuscito a dimostrare è che il giudizio degli studenti sulla "qualità" dei docenti, che la precedente riforma-aborto Berlinguer voleva addirittura istituzionalizzare ab ostrace, è quanto di più infondato si possa concepire.
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani
            Ti ripeto, contento te, io ho avuto esperienza diretta di due professori della normale, nonchè di amici che sono entrati facilmente perchè figli di normailisti (primo anno altrove, secondo anno trasferimento alla normale senza neppure fare i testi di ingresso). Non credo che uno venga a dirti una cosa del genere per farsi bello, credo che essendo una cosa che va a discapito della prima impressione che ti fai di una persona, se non fosse vero avrebbe tranquillamente taciuto vantandosi dell'ammissione a suddetta scuola per soli meriti. Oltre tutto questo studente meritava davvero essendo un tipo assolutamente in gamba, un tipo che non avrebbe avuto bisogno alcuno di tali sotterfugi ma si sa, l'italietta va così!!!E' giusto dire di non fare di ogni erba un fascio, ma per quel che mi riguarda due su due, in altre scuole ho sentito gente lamentarsi perchè il prof. normalista, benchè particolarmente intelligente, è assolutamente inadeguato al ruolo di insegnate non essendo in grado di condividere le sue conoscenze.Ricorda poi un'ultima cosa: le leggende nascono sempre perchè alimentate da un fondo di verità (non a caso su giornali come ItaliaOggi ed altri la Normale sta perdendo posizioni a vantaggio di altre università dal nome meno blasonato).Ultima cosa: come mai sul Sant'Anna non ci sono le stesse "legende metropolitane" infamanti? Poverini quelli della normale, non mi dirai che ce l'hanno tutti con loro perchè sono piccoli e neri??? ahhh no, già so il perchè, perchè sono tutti INVIDIOSI...
          • Anonimo scrive:
            i laureati in Italia non hanno mercato

            Aggiungiamo anche il numero ridicolo dei
            dottorati (4.000 all'anno in tutto, contro gli
            oltre 10.000 della media europea) ed il quadro è
            pressoché completo.Scusa, ma non si può parlare di numeri se non si parla di capacità di assorbimento dei laureati nel mondo della ricerca e del lavoro.4000 dottorati saranno pure pochi, ma che brevetti deposita l'Italia intesa come strutture di ricerca e come aziende che investono nella ricerca? Quanti invece ne usa in licenza?La verità è che la maggior parte dei laureati italiani vanno a fare i lavori da diplomati o peggio stanno a spasso, fanno il proletariato da consulenza o cococo, stanno precari fino a 40 anni per poi sentirsi dare un calcio in *** dalle università o adattarsi ad una carriera da non laureato in una qualsiasi azienda che investe 0 in ricerca.La verità è che noi siamo CONSUMATORI di innovazione, compriamo brevetti, compriamo i manager, non li facciamo. I nostri laureati stanno a fare i non laureati perchè mancano i posti di lavoro da laureati, cioè quelli che creano innovazione tecnica e strategica, perchè sono cose che compriamo già fatte altrove, quell'altrove dove vanno tutti i nostri laureati migliori che non sono figli di o amici di...E i soldi per la ricerca e per quelle divisioni aziendali che dovrebbero fare ricerca se ne vanno in brevetti e top manager...
          • Anonimo scrive:
            Re: i laureati in Italia non hanno merca
            Va bene la ricerca, ma poi bisogna anche produrre, o no?E se in Italia non lo si fa più è naturale che insieme alla produzione si sposti pure la ricerca.E' un po' semplicistica come visione oppure ci vedi un nesso tra le due cose ?
          • Anonimo scrive:
            Re: i laureati in Italia non hanno merca

            E' un po' semplicistica come visione oppure ci
            vedi un nesso tra le due cose ?Guarda che è quello che ho detto: compriamo il know how anzichè produrlo, quindi non si fa ricerca/sviluppo aziendale, quindi non si vede cosa potrebbero andare a fare i laureati all'interno del nostro mercato, quindi restiamo indietro...
          • Anonimo scrive:
            Re: i laureati in Italia non hanno merca
            - Scritto da: Anonimo

            E' un po' semplicistica come visione oppure ci

            vedi un nesso tra le due cose ?
            Guarda che è quello che ho detto: compriamo il
            know how anzichè produrlo, quindi non si fa
            ricerca/sviluppo aziendale, quindi non si vede
            cosa potrebbero andare a fare i laureati
            all'interno del nostro mercato, quindi restiamo
            indietro...quindi l'unica via è quella di rendere appetibile la produzione qui, il resto verrà da sè
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani

            Ammetto di
            non conoscere il sistema universitario cinese.
            Conosco solo una universita'Nell'universita' che conosci esistono persone con l'equivalente "di due esami l'anno" ?
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani
            - Scritto da: Anonimo


            Ammetto di

            non conoscere il sistema universitario cinese.

            Conosco solo una universita'

            Nell'universita' che conosci esistono persone con
            l'equivalente "di due esami l'anno" ?No.Ripetendo quanto detto precedentemente: barriera di ingresso, studenti seguiti maggiormente, esami piu' facili. Non conosco nessuno che abbia dato due esami l'anno, ma conosco gente che si e' abbastanza "seduta" dopo esser riuscita ad entrare. C'e' posto anche per lei...
          • Anonimo scrive:
            Re: laureati cinesi e italiani
            Resta, come dato di fatto, che la Cina ha costruito una industria tecnologicamente sufficiente (forse non all'avanguardia ma vicino) dal niente in 5 anni. Hanno lanciato autonomamente un uomo nello spazio e decine di satelliti per le telecomunicazioni e fra dieci anni sbarcheranno sulla Luna. L'Italia negli ultimi dieci anni (non facciamone una questione politica) che ca...o ha fatto? Si è crogiolata tra telefonini di importazione (Finlandia o America) e sperando sempre nel "famoso genio italico" che prima o poi ci farà venire l'idea buona. Intanto non abbiamo più un'industria chimica, tecnologica, farmaceutica e fra poco anche l'auto si dovrà vendere ed indovinate a chi? Alla Cina ( che peraltro ha già comprato i computer americani. Tutto questo con un pil uguale all'Italia e tra dieci anni?Secondo me staremo ancora a grattarci i co....oni ed aspettare il miracolo
    • Anonimo scrive:
      Re: laureati cinesi e italiani
      Blaterate e basta, si vede da lontano che chi critica la nostra vecchia universita' non e' riuscito a laurearsi.Adesso pero' c'e' la Moratti e con la riforma avati tutti, ignoranti, contenti e forzaitalioti. La differenza tra Italia e Cina e' che in Italia i fondi vanno alle imprese gestite da persone che non hanno la licenza elementare, mentre le imprese cinesi guadagnano solo con l'apparentamento con le universita', guardate chi guida la Lenovo l'impresa che ha rilevato l'IBM!!!Viva Berlusconi e gli imprenditori, loro si che vivono con i soldi dello stato!
    • Anonimo scrive:
      Re: laureati cinesi e italiani
      se da noi hanno parto ristoranti cinesi...credo che anche noi italiani possiamo aprire ristoranti italiani la in cina..commento finale:: studiare gastronomia !!!!!!!
  • Anonimo scrive:
    La lezione della Cina
    Secondo me il succo dell'articolo sta tutto nelle ultime righe:"Con la famiglia di processori Godson la Cina sta cercando, come ha già fatto nel campo dei sistemi operativi con Linux o nel campo dei media ottici con un DVD tutto suo, di conquistare una propria indipendenza tecnologica e ridurre al minimo l'acquisto di licenze e brevetti stranieri."E' chiaro?La botte piena la ottieni sia aggiungendo contenuto che tappando le falle. In questo senso la riduzione dei flussi economici (i soldi) verso l'estero e' una falla.Se l'Italia e' in crisi, perche' non taglia le spese per le licenze M$ che solo nelle P.A. arrivano a centinaia di milioni di euro?Un piano di riconversione a Linux potrebbe essere realizzato con risorse umane ITALIANE e prodotti OpenSource.E invece niente. Continuiamo a strapagare cio' che potrebbe essere gratuito e poi tagliamo i fondi alle ass. di volontariato (e' solo un esempio) perche' non ci sono soldi.
    • ishitawa scrive:
      Re: La lezione della Cina

      Se l'Italia e' in crisi, perche' non taglia le
      spese per le licenze M$ che solo nelle P.A.
      arrivano a centinaia di milioni di euro?
      Un piano di riconversione a Linux potrebbe essere
      realizzato con risorse umane ITALIANE e prodotti
      OpenSource.concordo, e se anche (come dice Micro$oft, Linux alla fine viene a costare DI PIÙ di Windows, sono soldio spesi in consulenzea persone ITALIANE e quindi soldi che lo stato immetterebbe nell'economia italiana evitando di REGALARLO agli USA)
      • Anonimo scrive:
        Re: La lezione della Cina
        Altrochè turare le falle...la Cina (se continuerà così senza cali) tra un po' li venderà i brevetti...della serie se il loro brevetto costa la metà di quelli USA chi se li compra? Il passo sui processori è notevole, perchè attacca un settore che finora si riteneva del tutto esclusivo dell'occidente (almeno ad alto livello). I Cinesi facevano solo componentistica accessoria. Ma ora il "pc cinese" sulla carta è fattibile...e se funziona correttamente farà le scarpe a tutti.
        • Anonimo scrive:
          Re: La lezione della Cina
          Stanno ottenendo una indipendenza tecnologica mica da ridere. Qualcosa di quasi mai visto prima. Processore e SO fatto in casa, niente dall'esterno, niente spese a vantaggio dell'Occidente.Saranno in grado di autosostenersi per gli anni a venire.. La Cina comincia a fare paura.
        • Anonimo scrive:
          Re: La lezione della Cina
          - Scritto da: Anonimo
          I Cinesi facevano solo componentistica
          accessoria. Ma ora il "pc cinese" sulla carta è
          fattibile...e se funziona correttamente farà le
          scarpe a tutti.Ci sarebbe il piccolo dettagliuccio che la intel ha trent'anni di vantaggio tecnologico... non saranno passati invano. E' invece giusto che i cinesi facciano i PC di massa per il mainstream, low cost e zero quality, e l'Occidente si concentri sull'eccellenza e sulle esigenze del calcolo scientifico e delle applicazioni critiche top notch. D'altro canto, l'idea del PC per le masse si sposa perfettamente con la forma mentis cinese. A ciascuno il suo...
          • pikappa scrive:
            Re: La lezione della Cina
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            I Cinesi facevano solo componentistica

            accessoria. Ma ora il "pc cinese" sulla carta è

            fattibile...e se funziona correttamente farà le

            scarpe a tutti.

            Ci sarebbe il piccolo dettagliuccio che la intel
            ha trent'anni di vantaggio tecnologico... non
            saranno passati invano. E' invece giusto che i
            cinesi facciano i PC di massa per il mainstream,
            low cost e zero quality, e l'Occidente si
            concentri sull'eccellenza e sulle esigenze del
            calcolo scientifico e delle applicazioni critiche
            top notch. D'altro canto, l'idea del PC per le
            masse si sposa perfettamente con la forma mentis
            cinese. A ciascuno il suo...Ma ne sei proprio convinto? io credo invece che questo gap tecnologico non sia poi così enorme, nei pochi anni in cui i cinesi sviluppavano da ZERO una cpu come questa, Intel che ha fatto? ha aumentato i mhz dei p4!La realtà è che la cina potrebbe acquisire una indipendenza tecnologica dall'occidente, e conquistare allo stesso tempo il mercato occidentale, con buona pace delle nostre aziende che si scannano tra loro a colpi di brevetti
    • Anonimo scrive:
      Re: La lezione della Cina
      - Scritto da: Anonimo
      Se l'Italia e' in crisi, perche' non taglia le
      spese per le licenze M$ che solo nelle P.A.
      arrivano a centinaia di milioni di euro?
      Un piano di riconversione a Linux potrebbe
      essere realizzato con risorse umane ITALIANE e
      prodotti OpenSource.Scusa veh, ma dove cazzo le vedi tutte ste licenze microsoft ? Le anagrafi e le USL che ho visto io vanno avanti da sempre con sistemi Bull, Honeywell, terminali stupidi Olivetti, macchine IBM come se piovesse (dei gran AS/400), seicento milioni di righe di COBOL, un po' di RPG, DB2 e via pedalare. Roba che costa(va) miliardi, non c'è dubbio, ma l'idea di sostituirla con linux è solo una baggianata pubblicitaria... solo di HW costerebbe uno sproposito, per riscrivere il software con le sole risorse interne ci vorrebbero millenni.A proposito di Olivetti, se gli illuminati manager non l'avessero fatta chiudere, oggi i cinesi ci farebbero una sega quanto a autarchia. E magari supporterebbe anche il tuo amato linux...
      • Anonimo scrive:
        Re: La lezione della Cina
        non "trollare", non ce ne è bisogno. Il fatto è che la Cina intende acquisire quanto prima l'indipendenza tecnologica in campi che noi non ci sogniamo nemmeno, software, S.O. embedded e no, CPU..Linux è stata solo una delle scelte cinesi in tal senso, ma è stata assai significativa in comparazione con la cosciente dipendenza tecnologica praticata in Italia, che 10/15 anni fa significava i nomi che citi tu ma che ora significa sostanzialmente Microsoft. Il famoso proverbio del pescatore "Dai un pesce ad un uomo e lo farai mangiare per un giorno. Insegna a pescare ad un uomo e lo avrai sfamato per tutta la vita", che per M$ diventa: "Vendi un pesce ad un uomo e lo farai mangiare per un giorno. Insegna a pescare ad un uomo e avrai perso un cliente".
  • Anonimo scrive:
    W la Cina !!!!!!!
    W la Cina !!! ed abbasso gli U.S.A. !!!Appena si trovano da noi le cpu cinesi (e le relative mobo) cambio subito pc: non mi fido assolutamente degli yankee!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: W la Cina !!!!!!!
      - Scritto da: Anonimo
      W la Cina !!! ed abbasso gli U.S.A. !!!
      Appena si trovano da noi le cpu cinesi (e le
      relative mobo) cambio subito pc: non mi fido
      assolutamente degli yankee!!!Bhe se è per questo le alternative già ci sono in quasi tutti i componenti per pc è solo questione di mettere in pratica cio che si dice:cpu via c3,motherboard (qualsiasi tutte prodotte a Taiwan),Hd hitachi,samsung,monitorSamsung,Acer ecc, per il 90% delle applicazioni una cpu come questa è più che sufficente,personalmente uso una via epia mini itx e solo raramente sento la necessità di un pc più potente,ovvio che non sono un gamer.Ciao
    • bitstorm scrive:
      Re: W la Cina !!!!!!!
      Ragazzi chi viscrive pur essendo fermamente di sinistra e critico con gli USA non può che condannare la cina per il suo disprezzo nei riguardi delle tematiche etiche ed umanitarie. Tuttavia al di la delle proprie convinzioni etiche e/o politiche il dato di fatto è che loro con tutti i limiti che anno si stannodando da fare seriamente in un campo in cui noi europei abbiamo preferito rimanere immobili per 30 anni preferendo acquistare passivamente tecnologia all'estero, quasi sempre dagli USA.Penso che il trend cinese di costruirsi le tecnologie per sorreggere in maniera autonoma la propria economia sia una bella lezione di vivacità imprenditoriale che noi europei e noi italiani in particolar modo dovremmo ascoltare e capire.
    • Anonimo scrive:
      Re: W la Cina !!!!!!!
      Perchè sei così imbecille!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: W la Cina !!!!!!!
      ma se ti piace tanto la Cina perkè non te ne vai a vivere lì?Così facendo non leggeremo + tali idiozie.... visto che il governo cinese è l'unico a censurare anche internet
    • Anonimo scrive:
      Re: W la Cina !!!!!!!
      TELECRONACA DELLA PARTITA CHE OGNI GIORNO SI SVOLGE SUL MERCATO ITALIANO:1. Il laureato disoccupato si avvicina al mercato2. Guarda il prodotto Italiano3. Legge le caratteristiche tecniche4. Si accorge che il marchio e' della industria che lo ha scartato per assumere un raccomandato con la licenza elementare5. Dribla il lavaggio del cervello della TV anti-Cina6. Sceglie il prodotto cinese che costa la meta' ed e' tecnicamente superiore7. Lo compra e manda tutti gli imprenditori ignoranti ITALIANI a fanculo!!!!!GOOOOOAAALLLL
      • Anonimo scrive:
        Re: W la Cina !!!!!!!
        sei un coglione laureato,ma proprio coglione!!!!COME FA UN LAUREATO HA FARE UN RAGIONAMENTO COSI!!!?per favore questo non lo censuriamo,è da censurare il precedente post!!!!
        • Anonimo scrive:
          Re: W la Cina !!!!!!!
          - Scritto da: Anonimo...
          per favore questo non lo censuriamo,è da
          censurare il precedente post!!!!Sono un altro... e mi piacerebbe che tu sostituissi gli insulti con le argomentazioni...
          • Anonimo scrive:
            Re: W la Cina !!!!!!!
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo
            ...

            per favore questo non lo censuriamo,è da

            censurare il precedente post!!!!

            Sono un altro... e mi piacerebbe che tu
            sostituissi gli insulti con le argomentazioni...Post desolatamente rimasto senza risposta...
  • Anonimo scrive:
    Ma guarda questi Cinesi.....
    E poi si dice che si perde compentitività.........ma si pensasse di più agli investimenti nella ricerca non sarebbe male !
    • jokanaan scrive:
      Re: Ma guarda questi Cinesi.....
      - Scritto da: Anonimo
      E poi si dice che si perde compentitività.........
      ma si pensasse di più agli investimenti nella
      ricerca non sarebbe male !già... la verità è che tutti vogliono lucrare e speculare, nessuno ha invece il coraggio di ammettere che il guadagno va sudato, e uno stato può guadagnare solo con politiche economiche a lungo termine che prevedano investimenti sull'istruzione e sulla ricerca.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma guarda questi Cinesi.....
        - Scritto da: jokanaan
        già... la verità è che tutti vogliono lucrare e
        speculare, nessuno ha invece il coraggio di
        ammettere che il guadagno va sudato, e uno stato
        può guadagnare solo con politiche economiche a
        lungo termine che prevedano investimenti
        sull'istruzione e sulla ricerca.Come mai hai messo la foto del S.Padre?
        • jokanaan scrive:
          OT: Re: Ma guarda questi Cinesi.....
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: jokanaan

          già... la verità è che tutti vogliono lucrare e

          speculare, nessuno ha invece il coraggio di

          ammettere che il guadagno va sudato, e uno stato

          può guadagnare solo con politiche economiche a

          lungo termine che prevedano investimenti

          sull'istruzione e sulla ricerca.


          Come mai hai messo la foto del S.Padre?fa parte del progetto "vive la fête", leggi il profilo per ulteriori chiarimenti.Ps: è stata una bella festa, con danze e canti in attesa delle crociate ;)
          • Anonimo scrive:
            Re: OT: Re: Ma guarda questi Cinesi.....
            - Scritto da: jokanaan
            Ps: è stata una bella festa, con danze e canti in
            attesa delle crociate ;)Lo so:-)Sono di CinecittàCiao
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma guarda questi Cinesi.....
          - Scritto da: Anonimo
          Come mai hai messo la foto del S.Padre?Nel senso che e' il papa quello li' ?Ma e' cambiato ?E il precedente ? Che fine ha fatto ?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma guarda questi Cinesi.....
      - Scritto da: Anonimo
      E poi si dice che si perde compentitività.........
      ma si pensasse di più agli investimenti nella
      ricerca non sarebbe male !Io invece trovo assurdo che ci siano tanti gruppi nel mondo che alla fine fanno ricerca sulle stesse cose e tengono le informazioni segrete agli altri. Oltre allo spreco di denaro è anche uno spreco in termini di tempo ed energie.Stesso discorso per la medicina.Bisogna denazionalizzare il mondo. Siamo come pulci che discutono di chi è il cane.
      • jokanaan scrive:
        Re: Ma guarda questi Cinesi.....
        - Scritto da: Anonimo


        - Scritto da: Anonimo

        E poi si dice che si perde
        compentitività.........

        ma si pensasse di più agli investimenti nella

        ricerca non sarebbe male !

        Io invece trovo assurdo che ci siano tanti gruppi
        nel mondo che alla fine fanno ricerca sulle
        stesse cose e tengono le informazioni segrete
        agli altri. Oltre allo spreco di denaro è anche
        uno spreco in termini di tempo ed energie.
        Stesso discorso per la medicina.
        Bisogna denazionalizzare il mondo. Siamo come
        pulci che discutono di chi è il cane.eheheheh sono d'accordo :D
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma guarda questi Cinesi.....

        Bisogna denazionalizzare il mondoCon tutto il rispetto, perchè a livello teorico sarebbe un'ottima cosa, ma:...tornando sulla terra...- questo è comunismo allo stato puro! @^
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma guarda questi Cinesi.....
        - Scritto da: Anonimo

        ...
        Bisogna denazionalizzare il mondo. Siamo come
        pulci che discutono di chi è il cane.Veramente siamo come pulci che stanno ciascuna ben aggrappata al proprio pelo... La storia insegna che tutte le volte che qualche pulce ha provato a dire che bisognava depilare il cane... ops... denazionalizzare il mondo...ovviamente con lui alla guida... è finito con qualche milione di pulci morte... ops di uomini morti...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma guarda questi Cinesi.....
      In cina si stanno organizzando per competere con gli usa dal punto di vista tecnologico..e in italia pensiamo a vendere le spiagge per fare quattro soldi.. mah
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma guarda questi Cinesi.....
        - Scritto da: Anonimo
        In cina si stanno organizzando per competere con
        gli usa dal punto di vista tecnologico..

        e in italia pensiamo a vendere le spiagge per
        fare quattro soldi.. mahChe tristezza ! :|
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