Una community per difendersi dal malware

Dedicato a chi non è sempre al passo con le nuove tecnologie, il nuovo progetto di StopBadware punta alla comunicazione tra utenti. Un'arma in più contro il male che regna sul web
Dedicato a chi non è sempre al passo con le nuove tecnologie, il nuovo progetto di StopBadware punta alla comunicazione tra utenti. Un'arma in più contro il male che regna sul web

La rete chiama a raccolta gli utenti per unirsi ed informarsi a vicenda contro virus e malware: questo l’obiettivo di BadwareBusters , community nata dal lavoro di StopBadware , associazione non profit finanziata da aziende del calibro di Google il cui scopo è quello di segnalare la presenza di codice malevolo su siti e applicazioni web-based.

La nuova community, introdotta in collaborazione con Consumer Reports WebWatch e finanziata dal Berkman Center dell’Università di Harvard sembra voler fare della semplicità il suo punto di forza: il sito è strutturato come un forum di discussione in cui gli utenti possono confrontarsi, portare le loro esperienze e pronunciarsi su qualsiasi aspetto relativo alla sicurezza informatica sul web. Il sistema valuta l’affidabilità di siti e programmi grazie all’esperienza diretta e alla reputazione in rete dei soggetti in questione.

Per rendere possibile tutto ciò sarebbe stato integrato un sistema basato su un algoritmo che gestisce la reputazione e la votazione dei vari servizi effettuata dagli utenti. La comunicazione tra utenti viene vista dagli ideatori del progetto come processo naturale utile innanzitutto a stabilire l’entità e l’importanza del malware.

Come definirlo e come classificarlo, quali applicazioni tenere sott’occhio o come proteggere i propri sistemi: questi, in sostanza, i parametri base che muovono le discussioni. Come spiegato sul post introduttivo sul blog di StopBadware , il servizio punta su una sorta di intelligenza collettiva come modello utile a spingere sempre più persone a partecipare e a confrontarsi.

Secondo i suoi creatori, BadwareBusters nasce soprattutto per tutelare i consumatori che si affacciano sul web pur essendo poco ferrati dal punto di vista tecnico: “ci sono molti siti in cui gli utenti possono fare domande in materia con un approccio prettamente tecnico – spiega Maxim Weinstein, manager di StopBadware – Diversamente, non ci sono molti siti che sono facilmente accessibili e consultabili da chi non possieda tali competenze”.

Vincenzo Gentile

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

18 03 2009
Link copiato negli appunti