Una cyberwar tra Cina ed USA?

Esperti di sicurezza e l'autorevole Forbes Magazine sostengono che ignoti programmatori cinesi avrebbero lanciato un assalto contro gli USA - un esercito di worm per rubare segreti industriali
Esperti di sicurezza e l'autorevole Forbes Magazine sostengono che ignoti programmatori cinesi avrebbero lanciato un assalto contro gli USA - un esercito di worm per rubare segreti industriali


Washington – Gli esperti britannici e statunitensi di sicurezza informatica stanno sforzandosi di capire le motivazioni nascoste dietro una recentissima ondata di worm che ha interessato le aziende del Regno Unito ed USA. Gli indizi finora raccolti ed analizzati gettano i sospetti su una specie di attacco telematico ben orchestrato, sferrato da ignoti programmatori residenti nella Repubblica Popolare Cinese. Al centro della polemica c’è la diffusione di un worm chiamato Myfip, un malware che si diffonde attraverso messaggi di posta elettronica.

L’ obiettivo di questi “guerriglieri” digitali, stando a quanto dichiarato Marcus Sachs della SRI International , direttore di un osservatorio sulla sicurezza telematica, è più che evidente: “Credo con assoluta certezza”, sostiene Sachs in una intervista rilasciata ad AFP , “che alcuni cittadini cinesi stiano utilizzando worm ed altri programmi malevoli per sottrarre dati sensibili dalle aziende che operano in altri paesi”.

L’ipotesi della pista cinese dietro la diffusione di Myfip è corroborata da un articolo apparso su Forbes . Secondo l’autorevole rivista di economia e finanza, alcuni esemplari del trojan rinvenuti dai tecnici di Lurhq rivelano senza dubbio un forte legame con la lontana Cina.

Joe Stewart, ricercatore di Lurhq , lancia l’allarme: “Tutte le email infette che abbiamo potuto analizzare provengono da un solo utente, residente nella Repubblica Popolare”. Molto probabilmente, continua Stewart, “è un preciso attacco contro aziende high-tech americane e britanniche”. L’opinione comune che serpeggia tra blog specialistici e newsletter è che il crimine digitale organizzato abbia messo forti radici nell’est del globo: la Russia è la patria dei phisher , mentre i malfattori cinesi sembrano “specializzarsi” nella creazione di virus e worm.

La Cina è ormai da tempo al centro di una serie di polemiche e sospetti riguardanti la delicatissima questione della sicurezza digitale : secondo quanto lamentato da molti paesi, tra cui la Corea del Sud , il governo cinese utilizzerebbe Internet per condurre assalti mirati alle infrastrutture comunicative ed informatiche. Un serio problema che secondo qualcuno può mettere a repentaglio la società contemporanea, basata principalmente sull’automazione e sulla computazione elettronica dei dati.

Tanto è sentita l’urgenza di reagire a questi attacchi che gli Stati Uniti hanno recentemente attivato e sperimentato un programma di difesa nazionale anti-cyberterrorismo. L’Europa arranca: sebbene le ex repubbliche sovietiche e la Cina continuino ad essere vere e proprie fucine per gli adepti del lato oscuro dell’informatica, le istituzioni europee non sembrano disponibili a seguire gli Stati Uniti sulla via del cyberwarfare.

Tommaso Lombardi

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26 07 2005
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