Una nanocolla cambia tutto

Lo sostengono i realizzatori: costituita da nanotubi di carbonio, incolla come non mai e si stacca in un attimo. Potrebbe cambiare il volto dell'elettronica, della robotica e dell'industria aerospaziale

Roma – I progressi della nanotecnologia continuano a far parlare di sé : è di queste ore la notizia della nuova “supercolla” messa a punto da ricercatori dell’ Università di Dayton in collaborazione con altri labs statunitensi.

lo scienziato In una nota l’istituto spiega che l’idea del nuovo materiale è derivata dall’osservazione di lucertole e gechi e della loro capacità di scorazzare su muri e soffitti. Proprio come molti altri team di ricerca il gruppo guidato dal professor Liming Dai (nella foto) ha inseguito quella “tecnica naturale” ma a differenza di altri è riuscito a raggiungere risultati di primo piano, che saranno pubblicati proprio in questi giorni da Science .

I ricercatori parlano quindi di un materiale realizzato con nanotubi di carbonio che “per la prima volta crea una forza adesiva” capace di reggere “quasi tre volte più del record precedente, e 10 volte meglio di un geco vero e proprio nel resistere alle forze perpendicolari”.

Secondo gli scienziati il nuovo materiale non solo può incollare in particolare superfici verticali, ma consente uno “scollamento” molto semplice in caso di bisogno. Un esempio che viene fatto è quello di un dispositivo artificiale capace di camminare sui muri senza problemi.

Tra le molte applicazioni possibili la possibilità di collegare in modo nuovo dispositivi diversi, in quanto i nanotubi sono buoni conduttori, ma anche di creare nuove tecnologie in campo aerospaziale. Non a caso alla ricerca ha partecipato anche l’Air Force Research Laboratory del Pentagono.

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  • Greta Garbo scrive:
    Boycott Novell
    Come ho letto di questa serissima fonte di informazione ho smesso di leggere il resto dell'articolo.
  • jfk scrive:
    se volete leggere...
    http://www.definethis.org/temp/ooxml/io me lo sono gia' "mirrorato" nel caso scomparisse anche l'html
  • vac scrive:
    Standard? Aperto?
    Non doveva essere uno standard aperto?Allora perché nascondere la documentazione?
    • Paolo scrive:
      Re: Standard? Aperto?
      - Scritto da: vac
      Non doveva essere uno standard aperto?
      Allora perché nascondere la documentazione?Si vergognano?
    • xxxxxxxxxx scrive:
      Re: Standard? Aperto?

      Non doveva essere uno standard aperto?
      Allora perché nascondere la documentazione?Perche' te la vogliono vendere.
      • 200 OK scrive:
        Re: Standard? Aperto?
        Gli standard si pagano.Come già per il CD (red book) e altri.Poi chi parla di open source =/= gratis.
        • xxxxxxxxxx scrive:
          Re: Standard? Aperto?

          Gli standard si pagano.E perche' rispondi a me? Rispondi all'OP no!
          Come già per il CD (red book) e altri.Anche senza esempietto si capisce eh!
          Poi chi parla di open source =/= gratis.Non c'entra un cazzo.
        • vac scrive:
          Re: Standard? Aperto?
          Si chiama Open XML!!Cosa significa Open?
          • markit scrive:
            Re: Standard? Aperto?
            - Scritto da: vac
            Si chiama Open XML!!
            Cosa significa Open?Significa "abusando della parola, ti faccio credere che sia Aperto, tanto so che siete così lobotomizzati che non leggete "Microsoft" (i due termini sono inconciliabili, ma ci cascherete come al solito) e ci cascherete". Siete pure così disinformati che non sapete quante porcherie abbia fatto con l'ISO, sputtanandolo a livello planetario, né che così vi controllerò e vi spennerò come ho fatto finora, bloccando la crescita indipendente del settore IT nel vostro paese. Sto già ridendo a crepapelle :)saluti, Bill Cancelli
          • pabloski scrive:
            Re: Standard? Aperto?
            mi sa che stavolta lo prenderanno in quel postoi Paesi del BRICO hanno già fatto sapere che mai e poi mai adotteranno lo standard OOXML e parliamo di Paesi che contano 3 miliardi di personecomunque è in questi frangenti che capisco che forse Stallman non sbaglia affatto quando critica qualsiasi tecnologia che provenga dall'industria del software
      • Max scrive:
        Re: Standard? Aperto?
        Infatti ieri sono andato all'Esselunga e c'era un intero scaffale pieno di standard OOXML a prezzi stratosferici.... queste tecnologie servono agli addetti ai lavori, e solo loro le dovranno pagare, altrimenti, possono sempre costruirsele da soli mettendoci 3 - 4 anni per metterle a punto.Gli standard sono una scorciatoia per fare prima e come tutto si paga.Se uno non vuole usarli, allora sarà meglio che il proprio componente batta di gran lunga lo standard... altrimenti è tempo sprecato... e il tempo è denaro.
    • Max scrive:
      Re: Standard? Aperto?
      Non conosco OOXML e non so dirvi quanto sia buono in questo caso specifico. Mi limito a rispondere alla domanda del perchè è una violazione del copyright pubblicare con largo anticipo le informazioni.Gli standard ISO servono per omologare un comportamento, in modo tale che i produttori di software possano considerare standard il modo di interagire e di rispondere di un determinato componente, trascurandone così il lato tecnico e di studio e concentrandosi sul CORE dell'applicativo (concentrandosi su altro quindi).Usare uno standard = MENO lavoro da fare.Se, come verrà costruito lo standard, viene diffuso con largo anticipo si forma la possibilità che alcuni produttori possano approffittare delle specifiche con largo anticipo.Ad esempio lanciare sul mercato un prodotto compatibile "a prova di futuro" con largo anticipo sulla concorrenza. Prima si raggiunge il mercato prima di trae beneficio dallo standard.Si chiama CONCORRENZA SLEALE.Tutti i discorsi sul fatto che poi gli standard seppur OPEN si pagano sono stronzate colossali. E' vero, tutti gli standard ISO si pagano per accedere alla documentazione ufficiale ma stiamo parlando di costi d'accesso ridicoli.E' come se qualcuno ti regalasse un'auto dicendoti che è OPEN, e qualcuno si lamentasse che in realtà non lo è perchè dovrai pagarci il bollo.Stiamo parlando di costi di progettazione e investimento imparagonabili rispetto al prezzo che viene fatto pagare.
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