Una webcam nelle vie di Bagdad?

Una webcam nelle vie di Bagdad?

Ci stanno pensando in tanti che si raccolgono attorno ad un sito che spera così di far conoscere un pezzettino di Iraq al mondo internettiano. Con un occhio inevitabilmente pacifista
Ci stanno pensando in tanti che si raccolgono attorno ad un sito che spera così di far conoscere un pezzettino di Iraq al mondo internettiano. Con un occhio inevitabilmente pacifista


Roma – Del progetto ne ha parlato in queste ore la divisione italiana di Indymedia. L'idea è porre una webcam nelle vie di Bagdad per consentire agli occhi esterni di conoscere almeno un pezzetto di Iraq in un momento così difficile per l'intero paese.

Il singolare progetto è promosso dal sito WebCam in Iraq che in diverse lingue chiede appoggio e supporto per l'iniziativa, in attesa di ottenere il nulla-osta all'installazione della o delle webcam da parte del governo iracheno. E una pagina offre un lungo elenco dei soggetti, enti o privati, che hanno finora deciso di dare una mano al progetto.

Il sito stesso non usa mezzi termini. Il manifesto del progetto si chiama infatti “L'Iraq non è un videogioco” e vi si afferma che la rappresentazione da parte della stampa occidentale della Guerra del Golfo tenne lontano dagli schermi le morti e le distruzioni procurate al paese. “Comunque – afferma il sito – anche se i mass media occidentali non ci mostrano loro immagini è ovvio che gli iracheni non solo esistono ma sono persone proprio come gli americani, gli australiani o gli spagnoli”.

I fautori della webcam “per la pace” continuano affermando: “Questo è il motivo per il quale dovete vederli con i vostri occhi. A Madrid, a Berlino, a Londra, a New York o a Belgrado. Ogni giorno”.

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20 02 2003
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