UnitedLinux tradisce il Pinguino?

E' questo un dubbio che la Free Software Foundation vuole ora dissipare invitando UnitedLinux a chiarire cosa intenda per Closed-Beta e quale accordo abbia con i propri tester. L'Open Beta in arrivo fra pochi giorni
E' questo un dubbio che la Free Software Foundation vuole ora dissipare invitando UnitedLinux a chiarire cosa intenda per Closed-Beta e quale accordo abbia con i propri tester. L'Open Beta in arrivo fra pochi giorni


Roma – Mentre lo sviluppo della prima distribuzione di UnitedLinux avanza, e il debutto della prima Open Beta è stato fissato per il 23 settembre, il quartetto di aziende impegnate nell’iniziativa – SuSE Linux, Turbolinux, Caldera e Conectiva – sembra ora dover chiarire alla comunità del free software alcune questioni inerenti l’uso delle licenze GNU.

In agosto UnitedLinux ha rilasciato una versione preliminare del proprio sistema operativo riferendosi ad essa come ad una “Closed Beta”: una definizione che è apparsa subito poco in sintonia con lo spirito, la filosofia e le regole che governano il mondo di Linux e dell’open source. L’attributo “closed” sarebbe giustificato dal fatto che questa prima versione beta di UnitedLinux è stata consegnata esclusivamente agli sviluppatori e ai tester che hanno firmato con UnitedLinux un patto di non divulgazione (NDA, non-disclosure agreement).

La Free Software Foundation vuole ora vederci chiaro e appurare che questo patto non vìoli in alcun modo – ad esempio impedendo ai firmatari la divulgazione delle porzioni di codice free – le licenze GPL e LGPL di GNU e il copyright del kernel di Linux.

Per questo motivo Bradley Kuhn, executive director della Free Software Foundation, lo scorso mercoledì ha inviato una lettera al consiglio di amministrazione di UnitedLinux in cui chiede all’organizzazione di “mostrare solidarietà con le comunità del Free Software e dell’Open Source” e divulgare i termini dell’NDA, così che possa essere valutata la sua aderenza alle licenza GPL.

“Come voi sapete – scrive Kuhn nella sua lettera – qualsiasi tipo di distribuzione deve sottostare alla legge sul copyright e quindi richiede che voi aderiate correttamente ai termini previsti dalla GPL e dalla LGPL. Naturalmente è vostra prerogativa distribuire (il codice) solo a coloro che ne vogliano una copia, ma non potete restringere i diritti di queste persone sotto (le licenze) GNU GPL e LGPL”.

Kuhn sottolinea che la questione va chiarita anche nel caso venga rilasciata la Open Beta perché – afferma nella sua lettera – “credo che vada a vostro beneficio sistemare le cose e chiarire quelle ambiguità legali che sorgono spontanee nel pensare ad una “closed beta” di un software GPL”.

Proprio in questi giorni Paula Hunter ha preso la guida di UnitedLinux, una carica inizialmente ricoperta dal CEO di SCOGroup (ex Caldera). La Hunter ha giustificato questo misterioso e repentino cambio al vertice con la necessità, per il consiglio di amministrazione, di “poter fare affidamento su di una persona esterna che non abbia conflitti d’interesse” con le quattro aziende che formano l’alleanza.

E’ curioso come in risposta ad ulteriori domande poste dai giornalisti su questo avvicendamento alla carica più alta di UnitedLinux, la Hunter abbia risposto con un secco: “Lui (Love) non ha mai lavorato per UnitedLinux”. Evidentemente in UnitedLinux è possibile fare il direttore generale di UnitedLinux senza lavorare in UnitedLinux…

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19 09 2002
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