Uniwhere: il mondo del lavoro col senno del prima

500000 euro di investimento nella startup Uniwhere evidenziano quanto sia importante oggigiorno ridurre la distanza tra le Università e lavoro.

Uniwhere: il mondo del lavoro col senno del prima

Scegliere il proprio percorso scolastico col senno del poi sarebbe semplice, ma la realtà corrisponde a qualcosa di diverso: occorre scegliere in anticipo di anni rispetto al momento in cui occorrerà affrontare il mondo del lavoro, capendo a priori il modo migliore per sposare le proprie attitudini, le proprie ambizioni e gli spazi che si verranno a creare nel mondo circostante. Un aumento di capitale da 500 mila euro nella startup Uniwhere sono la dimostrazione di quanto il problema necessiti di una soluzione e questa soluzione possa essere trovata grazie ad analisi, dati e intelligenza artificiale.

Uniwhere: Università in prospettiva lavoro

Uniwhere è una startup Ed-Tech con sede a Berlino e base a Venezia : la missione che si pone è quella di creare un punto di incontro tra il mondo universitario e quello del lavoro “offrendo agli studenti, sulla base del loro profilo accademico, l’accesso ad opportunità formative preparate direttamente dalle aziende stesse, che li possano aiutare all’ingresso nel mondo del lavoro”. Uniwhere crea quindi di fatto non solo un punto di incontro, ma una vera e propria commistione tra scuola e lavoro esattamente in quell’area ove fino ad oggi né le università né le aziende hanno saputo colmare il gap che separa gli studenti dall’identificazione del proprio futuro.

Quando uno studente sceglie il proprio percorso universitario spesso lo fa con una visione utilitaristica di brevissimo periodo, rispondendo a domande del tipo “cosa è più facile?”, “cosa mi piace di più?”; a volte lo fa con una visione strategica di breve periodo, cercando di raggiungere nel miglior modo possibile il fine identificato nella chiusura del proprio percorso di studi; raramente è in grado di farlo con una visione prospettica di lungo periodo, cercando gli indizi che il futuro dissemina nel presente a mano a mano che si concretizza. Uniwhere si propone come un assistente in grado di offrire quella visione prospettica di cui lo studente ha bisogno, ma non solo: il percorso che unisce il presente al futuro può essere disegnato in modo proattivo, offrendo opportunità formative che aiutano a direzionare le proprie scelte e la propria formazione con ampio anticipo e, quindi, con ampio vantaggio.

Uniwhere, insomma, suggerisce percorsi professionali tagliati sul percorso di studi effettuato e al tempo stesso consente alle aziende di avere accesso ai migliori talenti “veicolando proposte di corsi di formazione e opportunità professionali profilate “. Win-win: la domanda e l’offerta di lavoro non solo hanno una migliore opportunità di incontro, ma hanno anche un terreno comune sul quale coltivare la bontà delle scelte e la soddisfazione di ragazzi e aziende.

A guidare il round WestTech Ventures, VC early stage di Berlino, e Boost Heroes, società d’investimento guidato da Fabio Cannavale, CEO di Lastminute.com Group. Partecipano poi, tra gli altri, il family office office Rancilio Cube, riferimento dell’impact investment in Europa, Massimo Fubini di ContactLab, Enrico Noseda di growITup ed ex executive di Skype a Londra, e Stefan Waldhauser, co-founder e managing director di The Digital Leaders Fund.

Fondata da Gianluca Segato, Federico Cian e Giovanni Conz , Uniwhere è stata incubata a Berlino e dal 2018 ha base a Venezia ove ha collocato la propria divisione di sviluppo. Così commenta Segato: “Siamo estremamente orgogliosi di questo voto di fiducia da parte del mercato, e di essere riusciti a coinvolgere investitori di alto profilo in un progetto così ambizioso. Viviamo in un periodo dove si fa sempre più fatica a formarsi ed orientarsi: vogliamo essere un motore di opportunità per gli studenti e per le aziende che cercano talenti, integrando formazione accademica con preparazione arrivante dall’industria”. Laddove una startup incontra un problema, emerge l’opportunità: secondo Madoud Kamali, alla guida di WestTech Ventures, “Il concetto di employment focused education è un’opportunità formidabile in un mercato gigante: tutti i trend dimostrano una distanza crescente tra istruzione tradizionale e le esigenze del mercato del lavoro”.

Uniwhere: come funziona

Ci si iscrive, si accede con il proprio profilo universitario e, di fatto, è come se fosse già iniziato il proprio percorso verso il mondo del lavoro. Ciò non avviene però in modo disorganizzato e parziale come troppo spesso succede, ma facendo leva su consigli mirati provenienti da dati, analisi, esperienze. “Siamo sulla strada di digitalizzare ogni singolo bit dell’esperienza Universitaria “, spiega il team, “e di aiutare gli studenti a dare forma alla loro carriera formativa e professionale”.

Il prezzo è pari a zero tanto per gli studenti quanto per le università, poiché il valore è generato non tanto dalla vendita del servizio, quanto dall’incontro tra le parti. I dati guidano i consigli, i consigli guidano il percorso e il percorso guida il proprio destino, preferendo la consapevolezza al caso: tutto a portata di app. 250 mila i download già registrati, 75 le università supportate tra Germania e Italia: sono 150 mila gli studenti universitari già serviti e 3 milioni i voti già registrati in archivio.

Uniwhere: soprattutto per l’Italia

Le opportunità che Uniwhere è in grado di abilitare possono avere un impatto speciale soprattutto per il mercato italiano. Una analisi ECFIN del 2015 ( pdf ) tratteggia per il nostro paese un cronico problema di distanze e inefficienze nell’incontro tra il mondo dell’Università e quello del lavoro. Questa distanza crea infatti un problema progettuale per i ragazzi ed uno strutturale per le aziende, fino a generare un più ampio problema sistemico: laurearsi significa tardare l’ingresso nel mondo del lavoro, assumendosi rischi maggiori e minor soddisfazioni rispetto a quanti decidono per un percorso di studi minore. Ciò non incoraggia la formazione, né ne migliora la qualità, né tantomeno consente l’emergere di talenti a disposizione delle aziende italiane: non a caso l’Italia è uno dei paesi ad avere la minor qualifica media per la propria forza lavoro (il 13% dei lavoratori ha una qualifica superiore rispetto al lavoro compiuto, contro il 21% medio europeo; al contrario il 22% ha una qualifica minore rispetto al posto occupato, sottraendo opportunità ai laureati ed al potenziale nazionale).

Quel che è un problema nel coordinamento tra la formazione e l’impiego diventa rapidamente un problema di valorizzazione generazionale e una dispersione di valori che pesa sulle prospettive dell’intero paese. Uniwhere, nel tentativo di intervenire laddove le inefficienze si accumulano, ha identificato un modello che può funzionare a beneficio di tutti gli attori interessati: studenti, aziende e Università. WestTech con la propria infusione di capitale dimostra di credere in questa prospettiva, offrendo così alla startup una importante opportunità.

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  • panda rossa scrive:
    Re: qualifiche
    - Scritto da: Sospettoso
    il 22% ha una qualifica minore rispetto al
    posto occupato, sottraendo opportunità ai
    laureati ed al potenziale
    nazionale

    XXXXXXX mostruosa. Se il 22% dei lavoratori ha
    una qualifica minore rispetto al posto occupato
    significa che né le aziende né le università sono
    capaci di formare il personale per una
    determinata mansione. E se non si tratta di
    capacità allora si tratta di volontà di investire
    abbastanza per formare un numero sufficiente di
    persone per svolgere un determinato
    lavoro.Mica tanto XXXXXXX mostruosa.Mentre i giovani laureati hanno una distribuzione praticamente omogenena nel territorio nazionale, non cosi' i posti di lavoro del terziario avanzato, che sono concentrati in luoghi ben precisi.Questo comporta che il laureato che abita lontano dai centri di terziario avanzato, o si sposta internamente, o emigra all'estero, o zappa il campo.
  • Sospettoso scrive:
    Sospetto
    Sulla carta è tutto molto bello, l'articolo traccia un profilo di società nobile capace di mescolare logica di mercato e buoni propositi. Basta che alla fine non diventi una piattaforma per sistematizzare gli stage sottopagati o non pagati per niente.
  • Sospettoso scrive:
    qualifiche
    il 22% ha una qualifica minore rispetto al posto occupato, sottraendo opportunità ai laureati ed al potenziale nazionale XXXXXXX mostruosa. Se il 22% dei lavoratori ha una qualifica minore rispetto al posto occupato significa che né le aziende né le università sono capaci di formare il personale per una determinata mansione. E se non si tratta di capacità allora si tratta di volontà di investire abbastanza per formare un numero sufficiente di persone per svolgere un determinato lavoro.
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