Uno scanner controlla la pulizia delle mani

Il dispositivo dovrebbe migliorare l'igiene del personale di ristoranti o di ospedali verificando che sulle mani di questi ultimi non vi siano germi pericolosi per la salute
Il dispositivo dovrebbe migliorare l'igiene del personale di ristoranti o di ospedali verificando che sulle mani di questi ultimi non vi siano germi pericolosi per la salute


Washington (USA) – “Fermo lì: le tue mani hanno bisogno di una bella lavata!”. Questo ammonimento potrebbe presto arrivarci da un dispositivo capace, grazie ad uno scanner a luce blu, di scoprire se nelle nostre mani si annidano alcuni tipi di germi che potrebbero trasmettere ad altri varie malattie, alcune anche potenzialmente letali.

Lo scanner, ideato dalla start-up americana eMerge Interactive , si basa su tecnologie già utilizzate in alcuni settori industriali, come quello alimentare. L’idea di eMerge è stata quella di implementare tali tecnologie in uno scanner “da parete”, dalle dimensioni simili a quelle di un asciugamani elettrico, installabile nei bagni utilizzati dal personale di ristoranti, ospedali, cliniche e piccole aziende alimentari.

Scanner di questo tipo, secondo eMerge, potrebbero contribuire in modo determinante a migliorare l’igiene di certi ambienti di lavoro. Secondo alcuni studi, infatti, la maggior parte delle persone si lava le mani troppo poco e in modo spesso inadeguato: per portare via la quasi totalità dei germi nocivi bisognerebbe, a detta degli esperti, strofinare bene le mani sotto l’acqua tiepida per almeno 20 secondi.

eMerge ha già mostrato un prototipo del proprio scanner capace di notificare, attraverso un display LCD, se le mani hanno bisogno di un’ulteriore lavata. Oltre a questo, il dispositivo utilizza delle smart card che gli permettono di identificare ogni utente e registrare nel tempo il suo livello d’igiene.

Gli esperti fanno notare che, benché efficaci per arginare certi tipi di malattie, gli scanner a luce blu non sono una panacea. Questi dispositivi, utilizzando una luce di una specifica lunghezza d’onda, sono in grado di verificare la presenza di alcuni tipi di batteri fecali, come l’E. coli, ma ignorano altri pericolosi agenti patogeni, come ad esempio quello della salmonella.

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05 04 2004
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